{"id":67657,"date":"2017-12-18T21:52:35","date_gmt":"2017-12-18T20:52:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67657"},"modified":"2017-12-19T01:05:52","modified_gmt":"2017-12-19T00:05:52","slug":"cina-taiwan-disgelo-sponde-stretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/cina-taiwan-disgelo-sponde-stretto\/","title":{"rendered":"Cina-Taiwan: prove di disgelo fra le due sponde dello Stretto"},"content":{"rendered":"<p>Il 2017 \u00e8 stato un anno molto intenso per il delicato equilibrio delle relazioni sino-taiwanesi. Nel dicembre 2016, l\u2019inedito stile diplomatico di Donald <strong>Trump<\/strong> aveva portato le <strong><em>Cross-Strait relation<\/em><\/strong> all\u2019attenzione dei mezzi di comunicazione con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/trump-scaglia-repubblicani-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">telefonata<\/a> alla presidente taiwanese <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/taiwan-economia-crisi-gelo-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tsai Ing-Wen<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019episodio era stato inizialmente interpretato dai principali analisti internazionali come la prova dell\u2019incapacit\u00e0 diplomatica dell\u2019allora neoeletto presidente statunitense; solo nelle settimane seguenti, quando \u00e8 emerso come la telefonata fosse stata accuratamente pianificata dallo staff di Trump, il governo taiwanese ha cominciato a temere il peggio.<\/p>\n<p>Il principale timore a Taipei \u00e8 quello di diventare una pedina di scambio nelle delicate trattative tra Washington e Pechino; trattative che includono gli scambi commerciali tra le due principali economie mondiali, il debito pubblico statunitense e la necessit\u00e0 di garantire l\u2019acceso al mercato cinese. Temi ormai cruciali per l\u2019economia degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Trump e l\u2019Unica Cina<\/strong><br \/>\nDa quel momento, la <strong><em>One China Policy<\/em><\/strong> &#8211; ossia il compromesso semantico che ha garantito la sopravvivenza dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti, Taiwan e Cina sin dagli anni Settanta &#8211; \u00e8 tornata prepotentemente alla ribalta sui media internazionali. Si tratta di un vero e proprio stratagemma linguistico e diplomatico: nel 1972, durante la complessa fase di apertura diplomatica, gli Stati Uniti &#8211; di fronte all\u2019insistenza di Pechino &#8211; accettarono di dichiarare che Taiwan e la Cina sono parte inalienabile di una \u201cUnica Cina\u201d.<\/p>\n<p>Una definizione che lasci\u00f2 spazio a differenti interpretazioni del concetto e permise di mantenere una sostanziale convivenza pacifica tra i paesi interessati. Il <em>1992 Consensus<\/em> \u00e8 una variante della <em>One China Policy<\/em> che prevede due distinte interpretazioni: entrambe le sponde dello <strong>Stretto di Taiwan<\/strong> sono concordi sull\u2019esistenza di una unica entit\u00e0 sovrana che comprenda la Cina continentale e l\u2019isola, ma entrambe le parti si riconoscono come l\u2019unico legittimo rappresentante della sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>La questione taiwanese \u00e8 rimasta fuori dai colloqui di Trump in <strong>Asia<\/strong>. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/trump-asia-america-opportunita\/\">viaggio<\/a> del presidente statunitense ha avuto una durata di 13 giorni &#8211; la pi\u00f9 lunga missione asiatica sin dai tempi di George Bush padre &#8211; e ha toccato cinque nazioni: Corea del Sud, Vietnam, Filippine e Giappone, oltre alla Cina. Uno degli obiettivi principali del viaggio presidenziale era quello di trovare una soluzione ai fattori di instabilit\u00e0 nella regione, in particolare alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/corea-nord-kim-fronte-orientale\/\">questione nordcoreana<\/a>. Gli analisti taiwanesi avevano espresso il timore che il tema delle <em>Cross-Strait relation<\/em> venisse trattato durante la missione di Trump, visto il problematico precedente della telefonata.<\/p>\n<p>Hsu Szu-chien, presidente della <em>Taiwan Foundation for Democracy<\/em>, aveva dichiarato, nei giorni immediatamente precedenti al viaggio di Trump in Asia, che l\u2019omissione della delicata situazione sino-taiwanese dai colloqui era la soluzione pi\u00f9 auspicabile per la stabilit\u00e0 delle <em>Cross-Strait relation<\/em>. Nell\u2019interpretazione del presidente del think tank legata al governo di Taipei, lo stile diplomatico di Trump, brusco e talvolta irrispettoso delle sfumature, non si adatta bene alla discussione sulla <em>One China Policy<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Apertura di Xi?<\/strong><br \/>\nL\u2019approccio di Xi Jinping alla questione taiwanese nel diciannovesimo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/cina-xi-potere-amici\/\">congresso<\/a> del Partito comunista cinese &#8211; che ha sancito la definitiva affermazione del presidente, con l\u2019inserimento del suo contributo ideologico nella Costituzione del Partito -, \u00e8 stato definito dai principali analisti come equilibrato e moderato.<\/p>\n<p>Xi Jinping ha menzionato il <em>1992 Consensus<\/em> e ha sottolineato come il raffreddamento nelle <em>Cross-Strait relation<\/em> sia dovuto proprio al suo mancato riconoscimento da parte della presidente Tsai Ing-wen, incolpando Taiwan del deterioramento dei rapporti senza riferirsi direttamente a azioni specifiche portate avanti da Pechino.<\/p>\n<p>Il presidente cinese ha poi ricordato i numerosi vantaggi che la popolazione taiwanese potrebbe ricavare da un\u2019unificazione e ha menzionato il cospicuo intercambio economico tra Pechino e Taipei. Xi Jinping ha poi apertamente dichiarato di essere pronto ad intervenire militarmente in caso di eventi che possano configurare l\u2019indipendenza taiwanese e di voler combattere ogni movimento separatista a Taiwan. I riferimenti del presidente cinese vanno analizzati nel contesto del congresso del Partito del quale \u00e8 alla guida &#8211; \u00a0un momento propagandistico e celebrativo della politica di Xi -, ma sono anche evidenti segnali di apertura nei confronti di Taiwan.<\/p>\n<p>Un nuovo approccio da parte del <em>Democratic Progressive Party<\/em> (Dpp, il partito alla guida di Taiwan) alla questione dell\u2019indipendenza appare necessario per poter riaprire un dialogo con Pechino. In particolare, Tsai Ing-wen sta affrontando un momento di crisi di popolarit\u00e0, e la revisione dell\u2019approccio con la Cina all\u2019interno del suo partito pu\u00f2 costituire una dinamica molto complessa.<\/p>\n<p>La posizione Ko Wen-je, il sindaco di Taipei, pu\u00f2 rappresentare una possibile soluzione. Ko non ha espressamente accettato il <em>1992 Consensus<\/em>, ma ha dichiarato di \u201ccomprendere e rispettare\u201d l&#8217;insistenza di Pechino in quel senso. Il sindaco di Taipei, che ha una buona popolarit\u00e0 nonostante alcuni comportamenti pittoreschi e curiosi, ha affermato che la gente ai due lati dello Stretto fa parte di un&#8217;unica famiglia.<\/p>\n<p>Tsai Ing-wen potrebbe tentare di ridefinire le relazioni con Pechino proprio partendo da una dichiarazione su questa linea; ad oggi le comunicazioni nello Stretto &#8211; ufficiali e non &#8211; sembrano interrotte, ma il discorso di Xi \u00e8 stato interpretato proprio come una possibile apertura a Taipei, al di l\u00e0 dei consueti toni propagandistici.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo di Ue e comunit\u00e0 internazionale<\/strong><br \/>\nGli sforzi taiwanesi dovrebbero idealmente essere accompagnati da azioni mirate da parte della comunit\u00e0 internazionale. Secondo Bonnie\u00a0S.\u00a0Glaser, direttrice del <em>China Power Project<\/em> al <em>Center for Strategic and International Studies<\/em>, gli Stati Uniti, oltre a rinsaldare i rapporti con Taipei, dovrebbero chiaramente comunicare a Pechino il fermo rifiuto di misure che danneggiano l&#8217;economia di Taiwan e la sua partecipazione alla comunit\u00e0 internazionale, ed eventualmente intraprendere azioni per compensare l&#8217;impatto negativo delle politiche cinesi.<\/p>\n<p>In questo senso, anche un\u2019azione congiunta dell\u2019<strong>Unione europea <\/strong>nei confronti di una distensione dei rapporti sino-taiwanesi potrebbe essere decisiva, ma dovrebbe essere accompagnata da una politica comune di tutti gli Stati.<\/p>\n<p>Sino ad oggi \u00e8 stato lasciato a Bruxelles il delicato compito di ammonire la Cina sulle <em>Cross-Strait relation<\/em>, mentre le nazioni europee si conformavano alla linea di Pechino in una dinamica che, inserita nel quadro dell\u2019approccio cinese favorevole agli accordi bilaterale e scettico nei confronti dell\u2019approccio multilaterale, si dimostra totalmente inefficace nella difesa della democrazia taiwanese.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Craig Ferguson via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2017 \u00e8 stato un anno molto intenso per il delicato equilibrio delle relazioni sino-taiwanesi. 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