{"id":67678,"date":"2017-12-21T23:45:38","date_gmt":"2017-12-21T22:45:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67678"},"modified":"2017-12-22T00:02:15","modified_gmt":"2017-12-21T23:02:15","slug":"migranti-ungheria-quote-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-ungheria-quote-ue\/","title":{"rendered":"Migranti: Ungheria, Parlamento contro sistema quote Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il voto con cui il Parlamento ungherese ha approvato una risoluzione contro il sistema delle <strong>quote<\/strong> di accoglienza dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/migranti-corte-giustizia-quote-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a> si inserisce pienamente nel contrasto tra Budapest e Bruxelles su questo tema. La delibera \u00e8 passata con i voti della maggioranza di governo e quelli del partito Jobbik. I suoi promotori si sono verosimilmente sentiti appoggiati dalla presa di posizione del presidente del Consiglio europeo Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-quote-ue-tusk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Tusk<\/strong><\/a> che di recente, nel corso di una visita in <strong>Ungheria<\/strong>, s&#8217;\u00e8 espresso criticamente nei confronti delle quote obbligatorie per il ricollocamento dei richiedenti <strong>asilo<\/strong>. Nella capitale ungherese, Tusk avrebbe definito il sistema \u201cinefficiente\u201d e tale da provocare \u201cdivisioni\u201d fra i Paesi dell&#8217;<strong>Ue<\/strong>. L\u2019esecutivo guidato da Viktor <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ungheria-orban-migranti-sentenza-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Orb\u00e1n<\/strong><\/a> ha accolto questo commento con soddisfazione.<\/p>\n<p><strong>La posizione del Gruppo di Visegrad<\/strong><br \/>\nL\u2019attuale governo ungherese ribadisce il suo impegno in prima linea contro gli ingenti flussi di migranti di fede musulmana che, secondo Orb\u00e1n e i suoi collaboratori, mettono a repentaglio la sopravvivenza dell\u2019Europa. Budapest \u00e8 per la linea dura in questo campo ed \u00e8 in sintonia con gli altri membri del <strong>Gruppo di Visegr\u00e1d<\/strong> (V4, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia, oltre all&#8217;Ungheria) nel respingere il sistema delle quote e definire ricattatoria la politica dell&#8217;Ue che vincola l\u2019erogazione dei fondi alla condizione di accettare i migranti.<\/p>\n<p>Il V4 considera tale sistema un\u2019imposizione che non tiene in alcun conto il volere delle popolazioni interessate e il parere dei Parlamenti nazionali. Da ricordare che a met\u00e0 del mese di giugno il commissario europeo Dimitri Avramopoulos aveva annunciato misure sanzionatorie nei confronti di Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca per la loro indisponibilit\u00e0 a collaborare in questo campo. Il ministro degli Esteri ungherese P\u00e9ter Szijj\u00e1rt\u00f3 aveva stigmatizzato tale annuncio, parlando di ricatto, Praga aveva promesso di continuare a lottare contro la politica dell\u2019Ue sui migranti, Varsavia aveva definito sbagliata la reazione di Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti di proselitismo delle tesi del V4 e l&#8217; &#8216;effetto Soros&#8217;<\/strong><br \/>\nIl V4 si \u00e8 quindi impegnato a indicare non solo una politica diversa per gestire il fenomeno migratorio, ma anche un nuovo modello europeo, basato non su criteri federalisti, che Orb\u00e1n considera fallimentari e fuori dal tempo, ma sul principio dell\u2019Europa delle nazioni e delle patrie. Lo strappo di cui il Gruppo si \u00e8 reso protagonista ha suscitato l\u2019interesse di ex repubbliche jugoslave interessate all&#8217;ingresso nell\u2019Ue, che ora, con la formazione di un governo di centro-destra in Austria, teme una saldatura tra V4 e Vienna.<\/p>\n<p>Con il suo voto, il Parlamento di Budapest ha voluto dare un altro segnale a Bruxelles. La risoluzione \u00e8 in linea con la propaganda governativa ungherese che respinge quella adottata il 16 novembre dal Parlamento europeo sulla riforma del regolamento di Dublino e che attribuisce al magnate ebreo americano di origine ungherese George Soros un piano per riempire l\u2019Europa di migranti musulmani attraverso il sistema delle quote obbligatorie concepito dall\u2019Ue.<\/p>\n<p>Soros, che il governo Orb\u00e1n considera un nemico pubblico, ha respinto queste accuse in un articolo apparso recentemente sul quotidiano di opposizione N\u00e9pszava e ha definito indegna la campagna scatenata contro di lui dall&#8217;esecutivo ungherese. Il miliardario ha affermato che il contenuto delle sue proposte per gestire i flussi migratori \u00e8 stato distorto e falsificato dal governo di Budapest che cercherebbe di seminare nel Paese l\u2019odio e l\u2019antisemitismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il voto con cui il Parlamento ungherese ha approvato una risoluzione contro il sistema delle quote di accoglienza dei migranti si inserisce pienamente nel contrasto tra Budapest e Bruxelles su questo tema. La delibera \u00e8 passata con i voti della maggioranza di governo e quelli del partito Jobbik. 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