{"id":67687,"date":"2017-12-21T23:25:52","date_gmt":"2017-12-21T22:25:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67687"},"modified":"2017-12-23T08:38:53","modified_gmt":"2017-12-23T07:38:53","slug":"ue-dimensione-sociale-compact","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/ue-dimensione-sociale-compact\/","title":{"rendered":"Ue: un Social Compact per la dimensione sociale"},"content":{"rendered":"<p>Si era soliti affermare in passato che la <strong>politica sociale<\/strong> fosse la &#8216;Cenerentola&#8217; delle politiche comunitarie.\u00a0\u00c8 vero che nei primi decenni del processo di integrazione l\u2019attenzione prevalente \u2013 se non esclusiva &#8211; \u00e8 stata concentrata sulla realizzazione del grande <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/09\/un-passo-avanti-verso-lintegrazione-del-mercato-europeo-della-difesa\/\"><strong>mercato comune<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Se si fa rientrare nel contesto della politica sociale la libera circolazione dei lavoratori (che sin dal Trattato Cee era collocata tra le \u201cliberta fondamentali\u201d di circolazione), si pu\u00f2 ben dire che questo settore ha avuto uno sviluppo molto positivo, grazie all\u2019attuazione concreta delle norme del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/trattato-di-lisbona\/\"><strong>Trattato<\/strong><\/a>. Ma non si pu\u00f2 tacere che comunque essa era vista inizialmente in un\u2019ottica squisitamente economica, in funzione della realizzazione del mercato comune, e non nel suo significato pi\u00f9 profondo di libert\u00e0 \u201cfondamentale\u201d, come un valore in s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Il percorso e i progressi della politica sociale<\/strong><br \/>\nPer un lungo periodo la politica sociale \u00e8 stata oggetto soprattutto di cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri. La svolta si ebbe con l\u2019attuazione del Programma di armonizzazione sociale del gennaio 1974 e soprattutto con l\u2019Atto unico entrato in vigore nel luglio 1987, quando in alcuni settori furono emanati atti normativi cogenti e non solo generiche cooperazioni o semplici raccomandazioni.<\/p>\n<p>Dalla seconda met\u00e0 degli Anni \u201970 e soprattutto dalla fine degli Anni \u201880, l\u2019evoluzione della politica sociale comunitaria ha avuto una vera accelerazione e sono stati realizzati importanti risultati. Tra questi si possono ricordare, oltre alla citata libera circolazione dei lavoratori come primo nucleo di una sorta di cittadinanza europea (con la previsione per i lavoratori comunitari del \u201cdiritto di rimanere\u201d nello Stato ospitante) e premessa per la pi\u00f9 generale circolazione delle persone: la sicurezza e protezione dei lavoratori (non solo migranti); una maggiore armonizzazione sociale; la parit\u00e0 tra lavoratori e lavoratrici (per la parit\u00e0 noi abbiamo l\u2019art 37 della Costituzione, ma in varie Costituzioni di altri Paesi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/ue-piano-integrazione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a> non era prevista, mentre gi\u00e0 nel Trattato Cee originario il principio era fissato nell\u2019articolo 119, ora art. 153); la disciplina del lavoro notturno; interventi molto pi\u00f9 estesi del Fondo sociale europeo (Fse), profondamente rinnovato.<\/p>\n<p><strong>Speranze da G\u00f6teborg, ma rischi di passi indietro<\/strong><br \/>\nL\u2019adozione del cosiddetto &#8216;Pilastro europeo dei diritti sociali&#8217; nel Vertice di G\u00f6teborg, il 17 novembre scorso, pu\u00f2 costituire un passo in avanti, perch\u00e9 esso, come afferma la Commissione europea, intende costruire \u201cun\u2019Unione pi\u00f9 giusta e inclusiva\u201d e colloca la dimensione sociale dell\u2019Europa \u201cnel pi\u00f9 ampio dibattito avviato sul futuro dell\u2019Ue\u201d. Ma ritengo che non si debba abbassare mai la guardia, perch\u00e9 ci sono possibili involuzioni.<\/p>\n<p>In proposito mi chiedo quanti hanno rilevato che il regolamento 1612\/68 sulla libera circolazione dei lavoratori sia stato sostituito da una direttiva (38\/2004), passando da una normativa direttamente applicabile ad una non direttamente applicabile, testimonianza questa della tendenza diffusa a una rinazionalizzazione delle politiche comuni, frutto di quella che ho definito, proprio su questa rivista, la \u201cresistibile deriva intergovernativa\u201d<\/p>\n<p><strong>Tradurre in pratica il &#8216;Pilastro sociale europeo&#8217;<\/strong><br \/>\n\u00c8, pertanto, necessario che le forze politiche e sindacali, europee e nazionali, vigilino affinch\u00e9 il &#8216;Pilastro sociale europeo&#8217; si traduca in impegni effettivi e in precisi strumenti giuridici. Infatti, anche il documento sul &#8216;Pilastro sociale europeo&#8217; affida essenzialmente ai poteri pubblici degli Stati il compito di darvi attuazione, non evidenziando precisi ed incisivi interventi dell\u2019Unione, come ad esempio il finanziamento, da parte di questa, dell\u2019indennit\u00e0 per la disoccupazione, che costituirebbe una importante misura redistributiva e che darebbe un significato alla solidariet\u00e0, vero principio \u201ccostituzionale\u201d dell\u2019Unione, sancito nell\u2019art. 2 del Trattato sull\u2019Unione europea (Tue).<\/p>\n<p>Siamo ancora lontani dal principio sancito nell\u2019art 151 del TFUE sulla parificazione nel progresso; dall\u2019economia sociale di mercato, richiamata dall\u2019art. 3 del TUE e dal \u201cmodello sociale europeo\u201d, auspicato da Jacques <strong>Delors<\/strong> negli Anni \u201990.<\/p>\n<p>Se si analizzano le norme dei Trattati si pu\u00f2 constatare che gli obiettivi della politica sociale sono gli stessi di quelli su cui si basa tutta la costruzione dell\u2019Unione. Essi, come afferm\u00f2, gi\u00e0 negli Anni \u201960, l\u2019allora vice-presidente della Commissione europea, Levi Sandri, si leggono in filigrana nei Trattati europei.<\/p>\n<p>L\u2019impegno delle istituzioni europee e nazionali e delle forze politiche e sindacali deve essere rivolto con tenacia alla realizzazione di questi obiettivi. Mi permetto di indicare un primo passo importante: affiancare (superandolo, anzi) il <em>Fiscal compact <\/em> con un vero e proprio <em>Social compact.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si era soliti affermare in passato che la politica sociale fosse la &#8216;Cenerentola&#8217; delle politiche comunitarie.\u00a0\u00c8 vero che nei primi decenni del processo di integrazione l\u2019attenzione prevalente \u2013 se non esclusiva &#8211; \u00e8 stata concentrata sulla realizzazione del grande mercato comune. 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