{"id":6770,"date":"2007-12-04T00:00:00","date_gmt":"2007-12-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/iran-troppa-ideologia-puo-scatenare-una-guerra\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:10","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:10","slug":"iran-troppa-ideologia-puo-scatenare-una-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/12\/iran-troppa-ideologia-puo-scatenare-una-guerra\/","title":{"rendered":"Iran: troppa ideologia pu\u00f2 scatenare una guerra"},"content":{"rendered":"<p>Poco pi\u00f9 di un anno fa, l\u2019esperto di questioni iraniane Trita Parsi concesse ad AffarInternazionali un\u2019intervista che intitolammo \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=148\"><b><u>Perch\u00e9 il Machiavelli di Teheran vuole la bomba<\/u><\/b><\/a>\u201d. In essa, Parsi invit\u00f2 a diffidare della rappresentazione di Ahmadinejad come di un \u201cmullah folle\u201d. Quella, Parsi not\u00f2, \u00e8 un\u2019immagine che il leader iraniano ha abilmente costruito per giocare una partita che \u00e8 in realt\u00e0 tutta geopolitica. <\/p>\n<p><b>Rieccoci qui, a distanza di un anno, a parlare di Iran. Al tempo, il governo degli Stati Uniti stava esplorando l\u2019ipotesi di un riavvicinamento diplomatico tra i due paesi. Da allora, non si \u00e8 per\u00f2 registrato nessun progresso significativo. Anzi, si continua a ventilare l\u2019ipotesi di una soluzione militare. <\/b><\/p>\n<p>Si, purtroppo non ci sono stati progressi significativi. Anzi, la situazione ha preso una piega molto preoccupante. La retorica da entrambe le parti si \u00e8 fatta ancora pi\u00f9 aspra e bellicosa. L\u2019affermazione del presidente Bush del gennaio scorso, poi ripetuta in altre sedi, secondo cui il regime di Teheran \u00e8 responsabile della violenza e del terrore che imperversano oggi in Iraq, non vanno certo nella direzione di una soluzione del contenzioso tra i due paesi. Quelle dichiarazioni continuano a raffigurare l\u2019Iran come un nemico ideologico degli Stati Uniti e Ahmadinejad come un leader dell\u2019\u201casse del male\u201d. La questione di linguaggio \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 se si continua ad affrontare la questione iraniana in termini ideologici si va dritti alla guerra.<\/p>\n<p><b>In un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=658\"><b><u>   recente articolo<\/u><\/b><\/a> apparso su questa rivista, Cesare Merlini lamenta come il dibattito sulla questione nucleare iraniana graviti sempre attorno alla minaccia dell\u2019uso della forza.Vede anche lei dei limiti in questo approccio?<\/b><\/p>\n<p>Condivido pienamente le preoccupazioni di Merlini. Sventolare l\u2019opzione militare \u00e8 altamente controproducente per gli Stati Uniti. Il regime di Teheran si sente alle strette ed \u00e8 indotto ad esplorare ritorsioni cui non ricorrerebbe altrimenti. In pi\u00f9, se la minaccia esterna aumenta, lo spazio per l\u2019opposizione interna si riduce. Dopo tutto Ahmadinejad sa fin troppo bene che gli Stati Uniti hanno le armi per fare la guerra. Bush ne ha appena fatta una a pochi passi da loro, in Iraq.<\/p>\n<p><b>Bush per\u00f2 sembra fermo su questo punto. C\u2019\u00e8 qualche speranza che il nuovo inquilino della Casa Bianca scelga un diverso approccio? <\/b><\/p>\n<p>I tre principali candidati democratici &#8211; Obama, Edwards e la  Clinton &#8211; hanno gi\u00e0 suggerito un metodo diverso. L\u2019idea \u00e8 che si possa e si debba iniziare un negoziato con Teheran senza porre precondizioni o almeno senza clausole vessatorie. Obama ed Edwards mi sembrano aver avanzato le proposte pi\u00f9 coraggiose finora e vanno lodati per questo. Per loro l\u2019Iran resta un problema, ci mancherebbe. L\u2019obiettivo non \u00e8 per\u00f2 lo scontro, ma trovare una soluzione al problema.<\/p>\n<p><b>Chi scarta la soluzione militare spesso insiste sulle sanzioni. L\u2019Unione europea sembra non escludere l\u2019ipotesi di adottare sanzioni unilaterali contro l\u2019Iran, senza attendere il parere del Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu, dove il sostegno di Russia e Cina potrebbe mancare. Come valuta questa ipotesi?<\/b><\/p>\n<p>Molto negativamente. Questo sarebbe un imperdonabile cambio di strategia da parte dell\u2019Europa che ha sempre enfatizzato, e giustamente, il rispetto del diritto internazionale nell\u2019affrontare la questione iraniana, cos\u00ec come altre crisi internazionali. Sarebbe anche controproducente perch\u00e9 indebolirebbe notevolmente la posizione dell\u2019Europa. Il popolo iraniano ha gi\u00e0 sofferto quindici e pi\u00f9 anni di sanzioni e non hanno quasi mai funzionato; hanno semmai rafforzato il regime, che ha avuto gioco facile nel dipingere l\u2019Occidente come nemico del popolo iraniano. La soluzione \u00e8 per via diplomatica.<\/p>\n<p><b>Ma non c\u2019era in fondo un gioco delle parti tra Stati Uniti ed UE dove i primi facevano la parte del \u201cpoliziotto cattivo\u201d e l\u2019Europa quella del \u201cpoliziotto buono\u201d?<\/b><\/p>\n<p>Forse s\u00ec, ma questa divisione dei ruoli oggi purtroppo sta sfumando, anche se forse non era poi il migliore degli approcci comunque. Ci\u00f2 cui assistiamo ora \u00e8 un irrigidimento dell\u2019Europa proprio quando servirebbe invece uno sforzo negoziale senza precedenti. Se l\u2019Europa procedesse a sanzioni unilaterali senza la copertura della comunit\u00e0 internazionale non sarebbe il segno di una nuova indipendenza europea. Sarebbe semmai la prova che l\u2019Europa non riesce ad emanciparsi dalla strategia degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Crede che una decisione di tale tipo minerebbe non solo l\u2019autonomia, ma anche la credibilit\u00e0 e capacit\u00e0 negoziale dell\u2019Europa?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019Europa si \u00e8 caratterizzata in questi anni per un\u2019azione internazionale rispettosa delle norme internazionali vigenti. Un\u2019azione misurata e non arrogante come quella dell\u2019amministrazione statunitense. Purtroppo sembra che vi siano ora dei ripensamenti. Sulla questione iraniana in particolare, l\u2019Europa ha gi\u00e0 commesso degli errori. La proposta di negoziato dell\u2019agosto scorso avrebbe costretto il governo iraniano a rinunciare fin da subito ad alcune delle sue politiche in cambio solo di una promessa di accordo sul futuro regime nucleare del paese. Se la diplomazia \u00e8 usata in questo modo, allora il regime di Teheran \u00e8 legittimato a sentirsi sempre pi\u00f9 isolato. L\u2019Europa perde credibilit\u00e0 come negoziatore e viene accomunato agli Stati Uniti.<\/p>\n<p><b>Il ministro degli Esteri Massimo D\u2019Alema ha di recente prospettato un maggior coinvolgimento dei paesi asiatici nelle strutture mondiali di governance. Il G8 in particolare potrebbe essere, secondo D\u2019Alema, il forum giusto dove invitare paesi come l\u2019India a discutere dei grandi temi di politica internazionale. Pensa che l\u2019invito potrebbe essere esteso anche all\u2019Iran, in riconoscimento del suo ruolo di potenza regionale?<\/b><\/p>\n<p>Ogni apertura da parte dell\u2019Occidente verso l\u2019Iran va nella direzione giusta. Ci\u00f2 che il governo di Teheran in fondo vuole \u00e8 il riconoscimento del ruolo regionale dell\u2019Iran in Medio Oriente. Sedere accanto ai \u201cgrandi della terra\u201d significherebbe per l\u2019Iran un avanzamento di status e allontanerebbe il rischio di un cambio di regime. Detto questo, la proposta del vostro ministro degli Esteri mi sembra non del tutto disinteressata. L\u2019Italia non siede nel Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu e probabilmente non vi siederebbe nemmeno se il Consiglio fosse riformato. Mentre l\u2019Italia \u00e8  nel G8 e tra poco ne avr\u00e0 la presidenza.<\/p>\n<p><b>Certo. Ma non crede che il governo italiano sollevi un problema reale quando parla di riforma degli strumenti di governance?<\/b><\/p>\n<p>Bisogna porre le basi di un nuovo ordine mondiale. Il Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu non rappresenta pi\u00f9 gli equilibri internazionali di oggi. La questione iraniana troverebbe certamente pi\u00f9 facile soluzione se le istituzioni internazionali ricalcassero meglio i rapporti di forza attuali nello scacchiere internazionale. Credo che le affermazioni di D\u2019Alema vadano appoggiate nel senso che la questione iraniana va inquadrata nel contesto di un nuovo ordine mondiale del dopo Guerra Fredda che per il momento fatica ad emergere. Gli Stati Uniti sono i primi a opporsi a questa evoluzione, perch\u00e9 trovano pi\u00f9 facile usare il loro potere in modo unilaterale. Essi si opporrebbero all\u2019ingresso dell\u2019Iran nel G8, perch\u00e9 la loro strategia per il momento \u00e8 quella di isolare le potenze rivali invece di renderle partecipi di un ordine mondiale nato su basi condivise.<\/p>\n<p><a href= \"http:\/\/www.esteri.it\/MAE\/IT\/Ministero\/Ministro\/Interventi\/2007\/10\/20071010_Dalema_ConsiglioAffariIndiano.htm\" target= \"blank\"><b><u> D&#8217;Alema ha anche notato che la politica di non proliferazione<\/u><\/b><\/a>, <b>per essere credibile, dovrebbe essere sostenuta da un maggior impegno dei paesi nucleari per il disarmo. Si \u00e8 espresso inoltre per una revisione parziale del Trattato di non proliferazione che garantisca contro un uso militare di programmi nucleari le cui finalit\u00e0 dichiarate sono invece civili.<\/b><\/p>\n<p>Comprendo il ragionamento di D\u2019Alema, ma sono molto scettico. La realt\u00e0 \u00e8 che le potenze nucleari non solo non disarmano, ma esplorano pure nuove tecnologie militari nucleari. Allo stesso tempo provano a sbarrare la strada ai paesi che si avvicinano ora all\u2019uso di questa tecnologia. Un buon sistema di non proliferazione dovrebbe riconoscere pi\u00f9 pienamente il diritto dei paesi in via di sviluppo di attingere a questa fonte di energia, e al contempo rendere pi\u00f9 severo ed efficace il regime delle ispezioni. La storia ci insegna che la proliferazione degli armamenti si scongiura attraverso controlli pi\u00f9 efficaci, non mettendo in piedi un sistema iniquo di diritti tra gli Stati. Se una revisione del Trattato di non-proliferazione tiene conto di questo principio, allora \u00e8 auspicabile.<\/p>\n<p><b>Il suo recente libro,<\/b> <a href=\"http:\/\/yalepress.yale.edu\/yupbooks\/book.asp?isbn=9780300120578\" target= \"blank\"><b><u> &#8220;Treacherous Alliance&#8221;<\/u><\/b><\/a>, <b>\u00e8 stato accolto in modo molto positivo dalla critica. Potrebbe spiegare brevemente quale \u00e8 la tesi centrale che sostiene?<\/b><\/p>\n<p>Di fondo ritengo che nulla si pu\u00f2 capire del Medio Oriente oggi se non si comprende a fondo la rivalit\u00e0 tra Israele e Iran. Ed \u00e8 una rivalit\u00e0 tutta geopolitica, che ha molto poco di ideologico, come invece si \u00e8 portati a pensare. La mia tesi \u00e8 proprio questa: bisogna concentrarsi sulla equazione geopolitica nel Medio Oriente e uscire dalla logica dello scontro ideologico.<\/p>\n<p><b>\u00c8 uno scontro egemonico?<\/b><\/p>\n<p>In ballo c\u2019\u00e8 l\u2019egemonia sul Medio Oriente. Israele e Iran stanno giocando questa partita da tempo e sono ben consapevoli della posta in gioco. Usano la carta dello scontro ideologico per il suo valore politico, non perch\u00e9 davvero si rappresentano la contesa in questo modo. Il lettore si sorprender\u00e0 di quanti scambi sono stati fatti sotto banco tra Israele e Iran su varie questioni e non secondarie. Accordi impensabili se lo scontro fosse ideologico e quindi assoluto.<\/p>\n<p><b>E quale \u00e8 il ruolo degli Stati Uniti in tutto questo?<\/b><\/p>\n<p>Gli Stati Uniti sono una potenza mediorientale a tutti gli effetti e, fino a poco tempo fa, erano l\u2019egemone indiscusso nella regione. Questo li rende parte inevitabile della triangolazione. Ci\u00f2 che \u00e8 cambiato dopo la guerra in Iraq \u00e8 che ora l\u2019egemonia americana in Medio Oriente \u00e8 molto pi\u00f9 debole. L\u2019esito della contesa tra Iran e Israele diventa per loro ancora pi\u00f9 cruciale.<\/p>\n<p><b>Il fatto che lo scontro alla radice non sia ideologico, non esclude per\u00f2 che l\u2019ideologia possa essere deliberatamente usata come arma ulteriore. <\/b><\/p>\n<p>L\u2019ideologia pu\u00f2 essere uno strumento efficace, ma non lo \u00e8 ora. L\u2019indebolimento degli Stati Uniti a seguito della guerra in Iraq rende la prospettiva di uno scontro militare molto incerta. Nessuno sarebbe pronto a scommettere sul vincitore di tale conflitto. Il modo migliore per gli Stati Uniti di difendere i loro interessi nella regione \u00e8 uscire dalla logica dello scontro ideologico. Insomma, valutare ci\u00f2 che Israele e Iran possono reclamare e concedere come soggetti geopolitici. L\u2019ideologia assolutizza. Bisogna invece che le leadership dei vari paesi ragionino assieme escludendo le soluzioni estreme. Lo scontro ideologico, se ulteriormente inasprito, ci porter\u00e0 solo alla guerra.<\/p>\n<p><b>In fondo, per\u00f2, il suo libro contiene un messaggio di ottimismo. Se lo scontro \u00e8 geopolitico e non ideologico, una soluzione esiste. Non deve per forza finire con l\u2019eliminazione di uno dei contendenti. <\/b><\/p>\n<p>Esattamente. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe riconoscere questo dato e farlo suo in un momento cos\u00ec difficile per la sua leadership internazionale. Sarebbe una svolta per la questione mediorientale nel suo complesso.<\/p>\n<p><b>Come valuta il successo della conferenza di Annapolis? E\u2019 un buon inizio verso una soluzione diplomatica della questione mediorientale?<\/b><\/p>\n<p>Ogni accordo va salutato con soddisfazione. Ma purtroppo sono molto scettico su questi sviluppi. Insisto, se la questione mediorientale non \u00e8 affrontata come una questione di ordine regionale, allora ogni soluzione \u00e8 precaria. La conferenza di Annapolis escludeva importanti attori regionali, incluso l\u2019Iran. Finch\u00e9 l\u2019Iran \u00e8 trattato come un pariah, non c\u2019\u00e8 soluzione non solo per la questione iraniana, ma neanche per quella palestinese. Invito proprio a riflettere che la rivalit\u00e0 tra Iran e Israele \u00e8 diventato nel tempo il nodo centrale. Bisogna avere il coraggio di scioglierlo. <\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco pi\u00f9 di un anno fa, l\u2019esperto di questioni iraniane Trita Parsi concesse ad AffarInternazionali un\u2019intervista che intitolammo \u201cPerch\u00e9 il Machiavelli di Teheran vuole la bomba\u201d. In essa, Parsi invit\u00f2 a diffidare della rappresentazione di Ahmadinejad come di un \u201cmullah folle\u201d. Quella, Parsi not\u00f2, \u00e8 un\u2019immagine che il leader iraniano ha abilmente costruito per giocare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6770"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6770"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":66990,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6770\/revisions\/66990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}