{"id":67708,"date":"2017-12-22T00:11:24","date_gmt":"2017-12-21T23:11:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67708"},"modified":"2017-12-27T13:29:12","modified_gmt":"2017-12-27T12:29:12","slug":"osce-riscoperta-spirito-helsinki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/osce-riscoperta-spirito-helsinki\/","title":{"rendered":"Osce: alla riscoperta dello spirito di Helsinki"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>Italia<\/strong> si appresta ad assumere per l\u2019anno 2018 la <strong>presidenza<\/strong> dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (<strong>Osce<\/strong>), in uno scenario internazionale nuovamente caratterizzato da una contrapposizione tra Est e Ovest. Dopo un periodo di relativa stabilit\u00e0, le crisi in Georgia e Transnistria, il riaccendersi del conflitto in Nagorno-Karabakh e, in particolare, la guerra in Ucraina orientale, hanno difatti ricondotto l\u2019Organizzazione viennese sotto i riflettori, portandola ad adeguare i propri strumenti a una geopolitica pi\u00f9 complessa di quella alla nascita della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Csce, poi diventata Osce).<\/p>\n<p><strong>Rilancio del dialogo tra Est e Ovest<\/strong><br \/>\nTali dinamiche hanno complicato il funzionamento stesso dell\u2019Organizzazione, caratterizzato da una regola che richiede il consenso di tutti i 57 Stati partecipanti per l\u2019adozione di qualsiasi decisione. Per la presidenza italiana, la sfida e l\u2019opportunit\u00e0 \u00e8 quella di far riscoprire lo spirito di Helsinki, che consacr\u00f2 l\u2019Osce come primario luogo di dialogo tra Est e Ovest in tempi di minaccia nucleare.<\/p>\n<p>Oggi, occorre ripartire da dove l\u2019Osce ha gi\u00e0 fatto progressi e dove il suo valore aggiunto pu\u00f2 realmente promuovere <strong>pace<\/strong> e <strong>sicurezza<\/strong>, servendosi al meglio di un dialogo sincero con tutti. Se esiste un Paese in grado di far capire a tutti la necessit\u00e0 di lavorare con pragmatismo e razionalit\u00e0, questo \u00e8 l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Guardando alle tre dimensioni dell\u2019Osce (politico-militare, economico-ambientale e la cosiddetta \u201cdimensione umana\u201d), la crisi in cui versa la prima mostra la progressiva erosione dei principali pilastri dell\u2019architettura di sicurezza europea post-guerra fredda. Un\u2019erosione che vede il regime di controllo degli armamenti e le misure di fiducia, pensate per dare la stabilit\u00e0 e la prevedibilit\u00e0 necessarie a superare incolumi le tempeste, ormai violati o applicati in maniera selettiva.<\/p>\n<p><strong>Dialogo strutturato<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia cercher\u00e0 di fornire un contributo sostanziale favorendo una maggiore disponibilit\u00e0 al confronto nell\u2019ambito del cosiddetto <strong>\u2018dialogo strutturato\u2019<\/strong> lanciato nel 2016 dall\u2019allora ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier per ripristinare un clima di fiducia e stimolare la riflessione sull\u2019evoluzione della sicurezza in Europa, con l\u2019obiettivo di portare a un fondamentale adattamento delle misure di fiducia esistenti alle mutate condizioni di sicurezza.<\/p>\n<p>L\u2019Italia promuover\u00e0 inoltre la piena attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su \u2018Donne, Pace e Sicurezza\u2019, e quindi il contributo cruciale delle donne nel <em>conflict cycle<\/em>, ambito anche della recente creazione di una Rete di donne mediatrici nell\u2019area Mediterranea, <a href=\"mailto:https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/una-rete-di-donne-per-la-pace-nel-mediterraneo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">iniziativa<\/a> promossa congiuntamente dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dall\u2019Istituto Affari Internazionali, insieme a Wiis Italy.<\/p>\n<p>La dimensione economico-ambientale \u00e8 un ambito dove, grazie all\u2019esistenza di interessi comuni e meno conflittuali, \u00e8 possibile dar vita ad un clima potenzialmente suscettibile di riflessi positivi, anche in settori pi\u00f9 sensibili. Rafforzando il dialogo su questioni d\u2019interesse comune quali la promozione del progresso economico e della sicurezza attraverso l\u2019innovazione, il capitale umano, il buon governo e la transizione energetica verde potremmo infatti raggiungere risultati positivi anche in altri ambiti negoziali, nonch\u00e9 formare nuove alleanze a Sud e ad Est.<\/p>\n<p>Nel corso del 2017 lo abbiamo gi\u00e0 fatto con successo con i Paesi mediterranei partner dell\u2019Osce, nell\u2019ambito della presidenza italiana del <strong>Gruppo di contatto Mediterraneo<\/strong>, proponendo le tematiche economico-ambientali quali <em>leitmotiv<\/em> di un dialogo che alla fine ha interessato tutte le questioni pi\u00f9 critiche della regione, anzitutto il fenomeno migratorio.<\/p>\n<p><strong>La dimensione umana<\/strong><br \/>\nLa dimensione umana risente oggi pi\u00f9 di tutte delle tensioni che attraversano l\u2019area Osce. Sar\u00e0 quindi importante per l\u2019Italia ribadire il nesso inscindibile fra la tutela dei diritti fondamentali e la stabilit\u00e0 interna, in linea con quell\u2019approccio onnicomprensivo alla sicurezza che ha contraddistinto l\u2019Organizzazione fin dagli albori. Con un approccio inclusivo e dialogante, promuoveremo il lavoro &#8211; molto importante &#8211;\u00a0 delle istituzioni autonome dell\u2019Osce (Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell\u2019uomo, Alto Commissario per le minoranze nazionali, Rappresentante Osce per la libert\u00e0 dei mezzi d\u2019informazione) e cercheremo di rendere gli appuntamenti della dimensione umana una vera piattaforma di scambio, al servizio della sicurezza e del rispetto dello stato di diritto.<\/p>\n<p>Valorizzeremo e potenzieremo, inoltre, l\u2019approccio unico che l\u2019Osce pu\u00f2 offrire alle sfide trasversali, grazie alla nostra riconosciuta esperienza in settori come la lotta al <strong>narcotraffico<\/strong> e al traffico dei beni culturali. Tra tali sfide, quella del contrasto alla tratta di esseri umani lungo le rotte migratorie, che l\u2019Italia ha gi\u00e0 iniziato a promuovere finanziando un progetto Osce realizzato con il Centro di eccellenza per le \u2018Stability Police Units\u2019 (Coespu) gestito dall\u2019Arma dei Carabinieri a Vicenza, potr\u00e0 divenire uno dei temi distintivi della nostra Presidenza. La lotta ai traffici illeciti sar\u00e0 parte di una nostra pi\u00f9 ampia strategia dedicata alle migrazioni, che valorizzer\u00e0 le opportunit\u00e0 socio-economiche offerte dai <strong>flussi migratori<\/strong>, promuovendo sia la tutela dei diritti fondamentali dei migranti, sia una corretta informazione sul tema, troppo spesso associato impropriamente al terrorismo.<\/p>\n<p>In conclusione, la presidenza italiana porter\u00e0 avanti il lavoro di un ciclo di presidenze, iniziato dalla Germania nel 2016 e proseguito con l\u2019Austria nel 2017, che ha preso atto della mutata realt\u00e0 e cercato sinceramente &#8211; pur tra le notevoli difficolt\u00e0 esistenti \u2013 di rilanciare il dialogo tra Est e Ovest. Lavoreremo con pragmatismo e lungimiranza per rilanciare tale dialogo e l\u2019Osce tutta, che su quel dialogo si fonda.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Presidenza austriaca dell&#8217;Osce: il passaggio di consegne fra l&#8217;ambasciatore austriaco Clemens Koja e quello italiano Alessandro Azzoni.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia si appresta ad assumere per l\u2019anno 2018 la presidenza dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), in uno scenario internazionale nuovamente caratterizzato da una contrapposizione tra Est e Ovest. 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