{"id":67727,"date":"2017-12-24T09:38:09","date_gmt":"2017-12-24T08:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67727"},"modified":"2017-12-27T16:49:55","modified_gmt":"2017-12-27T15:49:55","slug":"usa-tasse-trump-regalo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/usa-tasse-trump-regalo\/","title":{"rendered":"Usa: tasse, Trump fa un regalo di Natale all&#8217;America ricca"},"content":{"rendered":"<p>Alla fine ce l\u2019ha fatta. Donald <strong>Trump<\/strong> \u00e8 riuscito a far approvare la propria <strong>riforma fiscale<\/strong>. Un risultato importante, vista la centralit\u00e0 che questo elemento ha sempre presentato nel programma elettorale del miliardario che voleva diventare presidente. In realt\u00e0, il testo licenziato dal <strong>Congresso<\/strong> la settimana scorsa risulta leggermente annacquato rispetto al disegno originario. Ciononostante, l\u2019anima della legge resta quella voluta da Trump: una riforma all\u2019insegna di una radicale defiscalizzazione, nel pi\u00f9 puro stile reaganiano.<\/p>\n<p>Si tratta del resto del pi\u00f9 vigoroso taglio delle tasse attuato dai tempi della riforma portata avanti proprio da Ronald <strong>Reagan<\/strong> nel 1986. E d\u2019altronde, secondo i beninformati, l\u2019eminenza grigia che si celerebbe dietro le due leggi sarebbe la stessa: l\u2019economista Arthur Laffer. Una figura che ha sempre sostenuto la necessit\u00e0 di energiche sforbiciate fiscali come rimedio all\u2019evasione, nonch\u00e9 come toccasana\u00a0 per aumentare il gettito. E, guarda caso, la legge appena approvata dal Congresso sembra sposare esattamente questa filosofia.<\/p>\n<p><strong>I contenuti della riforma, pro e contro<\/strong><br \/>\nL\u2019aliquota delle tasse sulle imprese \u00e8 stata drasticamente ridotta dal 35% al 21%: una misura con cui il presidente mira evidentemente a sostenere le piccole e medie imprese (un mondo che costituisce buona parte del suo zoccolo duro elettorale). Senza dimenticare che, nelle intenzioni della Casa Bianca, questa strategia dovrebbe determinare sostanziosi aumenti salariali. In secondo luogo, \u00e8 stata introdotta una semplificazione delle aliquote sull\u2019imposta individuale: una misura volta a favorire sia i ceti abbienti che la classe media.<\/p>\n<p>Non solo meno tasse. Nel pacchetto di provvedimenti votato dal Congresso \u00e8 stato inserito anche lo smantellamento di alcune parti della riforma sanitaria di Barack Obama: quella stessa Obamacare che i repubblicani, in preda a ripicche e faide intestine, non erano riusciti invece ad abolire la scorsa estate. Nella fattispecie, ad essere cancellato risulta l\u2019obbligo per i cittadini di munirsi di un\u2019assicurazione sanitaria: un elemento\u00a0 che il partito dell\u2019elefante ha sempre osteggiato, considerandolo un inaccettabile esempio di invasivit\u00e0 statalista.<\/p>\n<p>I democratici all&#8217;opposizione, ovviamente, vanno all\u2019attacco. Per loro, questa riforma fiscale altro non si rivela se non un odioso favore per le classi agiate. Gli stessi sondaggi mostrano poi come questa legge risulterebbe piuttosto impopolare tra gli elettori. Senza dimenticare le numerose critiche piovute sul capo di Trump proprio\u00a0in materia di\u00a0sanit\u00e0. Del resto, anche tra i <strong>repubblicani<\/strong> qualche malumore si respira: in particolare, da parte dei cosiddetti \u201cconservatori fiscali\u201d, secondo cui una simile detassazione finir\u00e0 inevitabilmente con l\u2019aumentare il gi\u00e0 ciclopico debito pubblico statunitense (una storia gi\u00e0 vista, d\u2019altronde, ai tempi di Reagan).<\/p>\n<p><strong>Un successo interno per Trump, fra grane e smacchi<\/strong><br \/>\nEppure, Trump esulta. Con la vittoria sulla riduzione delle tasse, il magnate presidente ha conseguito il primo vero obiettivo politico della sua presidenza: ha mantenuto una promessa elettorale ed \u00e8 riuscito a far approvare una norma di peso, che \u2013 nel bene o nel male \u2013 lascer\u00e0 il segno nel contesto politico-economico degli <strong>Stati Uniti<\/strong> d\u2019America.<\/p>\n<p>Trump riesce cos\u00ec a rafforzare la propria posizione in politica interna, in un momento non proprio semplice per lui. Non soltanto a causa dell&#8217;inchiesta Russiagate, ma anche a causa di alcune pesanti sconfitte che il Partito repubblicano ha sub\u00ecto nelle ultime settimane: dalle elezioni dei governatori in Virginia e New Jersey alle suppletive per il Senato in Alabama.<\/p>\n<p>Trump pu\u00f2 dunque provare adesso a puntare verso due altri obiettivi, comunque tutt\u2019altro che facili da raggiungere: rilanciare la sua immagine sul versante elettorale e \u2013 soprattutto \u2013 cercare di compattare il Partito repubblicano dietro al proprio vessillo. E&#8217; proprio quest\u2019ultimo punto ad essere particolarmente ostico per il magnate. Ed \u00e8 qui che si annida la principale differenza rispetto a Reagan: un presidente che, nel 1986, non soltanto era riuscito a tenere salde le redini del partito, ma che era addirittura stato in grado di far approvare la sua riforma fiscale con una maggioranza bipartisan, coinvolgendo anche numerosi deputati democratici.<\/p>\n<p>Per quanto si notino alcuni segnali di distensione tra il miliardario e l\u2019establishment, Trump risulta invece ancora troppo divisivo. Un grattacapo non di poco conto. Soprattutto per un uomo che, probabilmente, sta gi\u00e0 guardando alle presidenziali del 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_67720\" aria-describedby=\"caption-attachment-67720\" style=\"width: 750px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/babbo-trump-e-i-suoi-regali-di-natale\/babbo-trump\/#main\" rel=\"attachment wp-att-67720\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-67720\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/babbo-trump-1024x745.jpg\" alt=\"babbo-trump\" width=\"750\" height=\"546\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/babbo-trump-1024x745.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/babbo-trump-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/babbo-trump-768x559.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/babbo-trump-125x91.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/babbo-trump.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-67720\" class=\"wp-caption-text\"><em>Babbo Trump e i suoi regali, di <strong>Gianfranco Uber<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Alex Edelman\/CNP via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine ce l\u2019ha fatta. 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