{"id":67739,"date":"2017-12-25T22:02:43","date_gmt":"2017-12-25T21:02:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67739"},"modified":"2018-01-05T18:42:59","modified_gmt":"2018-01-05T17:42:59","slug":"africa-poverta-sessista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/africa-poverta-sessista\/","title":{"rendered":"Africa: bambine istruite per vincere la povert\u00e0 sessista"},"content":{"rendered":"<p>Provate a pensare ad un Paese, una regione, un continente. Pensate poi alla condizione delle <strong>donne<\/strong> in quel Paese, quella regione, quel continente e domandatevi: esiste un posto nel mondo dove le donne hanno le stesse opportunit\u00e0 che hanno gli uomini? Nonostante secoli di battaglie femministe, purtroppo, la risposta ancora oggi rimane negativa.<\/p>\n<p>E se \u00e8 vero che ci\u00f2 vale per le donne in ogni angolo del pianeta, le donne e le ragazze dei Paesi pi\u00f9 poveri del mondo devono sopportare un doppio fardello: quello di essere nate sia donne sia povere. La povert\u00e0 estrema (pari, secondo la Banca Mondiale, a un reddito inferiore a 1.9 dollari al giorno) colpisce infatti maggiormente le donne e le ragazze rispetto alle loro controparti maschili e da ogni punto di vista \u2013 sociale, economico, giuridico \u2013 le donne non si vedono riconosciuti gli stessi diritti degli uomini. In altre parole, la povert\u00e0 \u00e8 sessista.<\/p>\n<p><strong>Sanit\u00e0, economia e istruzione: i numeri<\/strong><br \/>\nLa vita \u00e8 difficile per quasi tutti coloro che nascono nei Paesi pi\u00f9 poveri del mondo, ma lo \u00e8 in misura maggiore per donne e bambine. Partiamo, per esempio, dall\u2019ambito sanitario. L\u2019<strong>Aids<\/strong> colpisce in maniera sproporzionata le donne con ben il 74% delle nuove infezioni da Hiv in <strong>Africa<\/strong> registrate tra ragazze adolescenti. O ancora, le morti per <strong>tubercolosi<\/strong> tra le donne in Africa hanno raggiunto la cifra allarmante del mezzo milione nel 2014. Ed \u00e8 bene ricordare che tanto l\u2019Aids quanto la tubercolosi sono malattie prevenibili, malattie che possono essere evitate con le giuste precauzioni.<\/p>\n<p>Passando all\u2019ambito economico, si stima che in molti Paesi dell\u2019Africa le donne guadagnano il 10-30% in meno rispetto agli uomini e che molte debbano rinunciare al lavoro per provvedere alle incombenze domestiche, come la raccolta di acqua potabile in taluni casi a decine di chilometri di distanza dal villaggio di residenza.<\/p>\n<p>Ma uno dei dati che desta forse maggiore preoccupazione \u00e8 il fatto che <strong>130 milioni di bambine<\/strong> non si vedono riconosciuto il diritto all\u2019istruzione, diritto alla base del raggiungimento del pieno potenziale umano.<\/p>\n<p><strong>Il migliore antidoto contro l\u2019indigenza<\/strong><br \/>\n130 milioni \u00e8 un numero enorme. Se questa fosse la popolazione di un Paese, sarebbe la decima nazione pi\u00f9 grande al mondo, grande quasi quanto Italia e Regno Unito messi insieme. Le conseguenze per queste bambine e ragazze sono pesanti. Le ragazze escluse dall\u2019istruzione hanno maggiori probabilit\u00e0 di diventare spose bambine, sono pi\u00f9 vulnerabili alle malattie come l\u2019Hiv e hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di morire in giovane et\u00e0.<\/p>\n<p>Garantire l\u2019accesso all\u2019istruzione a tutte le bambine che si vedono negato questo fondamentale diritto \u00e8 un investimento estremamente intelligente. Investire nell\u2019istruzione femminile, infatti, recherebbe incalcolabili benefici non solo alle donne, ma anche alle loro comunit\u00e0 e ai loro Paesi, contribuendo ad un pi\u00f9 celere superamento della povert\u00e0 estrema. Come ci ricorda un proverbio africano, istruire un uomo vuol dire istruire un individuo; istruire una donna vuol dire istruire una famiglia e una nazione.<\/p>\n<p>Dare priorit\u00e0 all\u2019istruzione \u00e8 forse pi\u00f9 urgente ora che in qualsiasi altro momento della storia recente. L\u2019Africa subsahariana \u00e8 destinata a superare i 2 miliardi di abitanti entro il 2050, mentre nello stesso orizzonte temporale la sua popolazione in et\u00e0 lavorativa triplicher\u00e0 raggiungendo quota 1 miliardo e 25 milioni di persone. Questa crescita esplosiva della popolazione in et\u00e0 lavorativa &#8211; abbinata al calo della fertilit\u00e0 e alla diminuzione dei tassi di mortalit\u00e0 infantile &#8211; pu\u00f2 spazzar via la povert\u00e0 estrema e generare un dividendo demografico con incalcolabili benefici economici. Potendo contare su una forza lavoro qualificata, istruita ed emancipata, l\u2019Africa potrebbe diventare il motore della crescita globale. \u00c8 un\u2019occasione senza precedenti che tanto le nazioni africane quanto i paesi del nord del mondo non possono farsi scappare.<\/p>\n<p><strong>Gli aiuti allo sviluppo<\/strong><br \/>\nNonostante siano innumerevoli i dati che dimostrano che un Paese istruito \u00e8 un Paese pi\u00f9 sano, pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 stabile e che l\u2019istruzione universale e di qualit\u00e0 \u00e8 uno dei migliori antidoti contro la povert\u00e0, la quota degli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/ue-africa-aiuti-sviluppo-scambio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">aiuti<\/a> pubblici allo sviluppo destinati all\u2019istruzione ha registrato un calo, passando dal 13% del 2002 al 10% del 2015. Ai fini del raggiungimento del quarto obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite &#8211; che si prefigge di garantire ad ogni bambino e ad ogni bambina un\u2019istruzione di qualit\u00e0 entro il 2030 -, i Paesi donatori dovranno raddoppiare la quota di aiuti destinati all\u2019istruzione e supportare meccanismi innovativi di finanziamento multilaterali che possano mobilitare ulteriori fondi per l\u2019istruzione.<\/p>\n<p>Tra questi meccanismi, il <strong><em>Global Partnership for Education<\/em><\/strong>, un fondo internazionale che promuove l\u2019istruzione nei Paesi in via di sviluppo e il cui rifinanziamento sar\u00e0 discusso il prossimo 2 febbraio dai Grandi della terra &#8211; tra cui\u00a0l&#8217;<strong>Italia<\/strong> &#8211; a <strong>Dakar<\/strong>, in Senegal. Il 2018 offre dunque ai leader mondiali l\u2019opportunit\u00e0 di segnare una svolta decisiva nell\u2019emergenza educativa delle bambine, iniziando col <a href=\"https:\/\/act.one.org\/sign\/fund-girls-education\/?source=homepage\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">finanziare integralmente<\/a> il Partenariato mondiale per l\u2019istruzione, come chiede una petizione di <em>The One Campaign<\/em>. Si tratta di una crisi globale che richiede una risposta urgente.<\/p>\n<p>La disparit\u00e0 di genere non \u00e8 una condizione immutabile da accettare con cieca rassegnazione. Parafrasando il celebre discorso che Nelson Mandela pronunci\u00f2 a Trafalgar Square nel 2005 in occasione della manifestazione <em>Make Poverty History<\/em>, la disparit\u00e0 di genere non \u00e8 naturale, almeno quanto la schiavit\u00f9 e l\u2019apartheid. \u00c8 invece un prodotto della azioni umane e dalle azioni umane pu\u00f2 essere superata e sradicata. E l\u2019investimento nell\u2019istruzione femminile \u00e8 il primo passo nella giusta direzione.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Rick D&#8217;Elia\/ZUMA Wire\/ZUMAPRESS.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Provate a pensare ad un Paese, una regione, un continente. Pensate poi alla condizione delle donne in quel Paese, quella regione, quel continente e domandatevi: esiste un posto nel mondo dove le donne hanno le stesse opportunit\u00e0 che hanno gli uomini? Nonostante secoli di battaglie femministe, purtroppo, la risposta ancora oggi rimane negativa. E se [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":67742,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,544,803,802,804,586],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67739"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67739"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67739\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67858,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67739\/revisions\/67858"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/67742"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}