{"id":67751,"date":"2017-12-27T12:27:40","date_gmt":"2017-12-27T11:27:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67751"},"modified":"2017-12-27T13:17:26","modified_gmt":"2017-12-27T12:17:26","slug":"asean-incompiute-integrazione-regionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/asean-incompiute-integrazione-regionale\/","title":{"rendered":"Asean: le incompiute dell\u2019integrazione regionale"},"content":{"rendered":"<p>Il 2017 ha visto non solo i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/eu60-re-founding-europe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sessant&#8217;anni<\/a> della nascita dell\u2019Unione europea, ma anche la celebrazione &#8211; durante il summit di Manila &#8211; dei cinquant\u2019anni\u00a0dell\u2019<strong>Asean<\/strong>, l\u2019Associazione delle nazioni del sud-est asiatico. L\u2019organizzazione governativa nacque a Bangkok nel 1967 da un trattato siglato da Indonesia, Thailandia, Filippine, Singapore e Malesia.<\/p>\n<p>Da allora, l\u2019Asean (ad oggi costituita da dieci Stati) ha gestito con la <strong>Cina<\/strong> un rapporto regionale difficile che ha visto l\u2019alternarsi di fasi di concorrenza a fasi di cooperazione, superando in parallelo due crisi economiche &#8211; una generata al suo interno, nel 1997, e l\u2019altra \u2018assorbita\u2019 dall\u2019esterno, nel 2008 &#8211; ed \u00e8 approdata ai suoi primi cinquant\u2019anni con ottimi risultati per l\u2019economia.<\/p>\n<p>Nel 1967 a Bangkok si sedettero al tavolo della trattativa cinque Paesi in via di sviluppo, vittime dello sfruttamento coloniale (Singapore aveva ottenuto la completa indipendenza appena due anni prima), che ambivano a migliorare le proprie economie attraverso una maggiore integrazione regionale. La premessa di un\u2019alleanza strategica-economica erano la stabilit\u00e0 politica interna e le pacifiche relazioni i componenti dell\u2019alleanza, come ricordato dall\u2019allora premier singaporiano Lee Kwan Yew nel 1976.<\/p>\n<p><strong>Fra politica interna ed estera<\/strong><br \/>\nIn effetti, gli obiettivi principali dei Paesi Asean all\u2019indomani della nascita dell\u2019associazione erano la stabilizzazione della politica interna e la normalizzazione delle relazioni internazionali e dei rapporti nell\u2019area. Non a caso, l\u2019organizzazione internazionale \u00e8 nata proprio durante la guerra americana in Vietnam, come atto diplomatico di risposta all\u2019ingerenza straniera nella regione.<\/p>\n<p>Uno degli impegni di pacificazione pi\u00f9 consistenti con il quale le diplomazie Asean si sono misurate \u00e8 stato poi la risoluzione del sanguinoso conflitto tra il Vietnam e la Cambogia. Questo capitolo della storia delle relazioni internazionali si concretizz\u00f2 nelle pressioni diplomatiche ed economiche dell\u2019Asean dapprima sul Vietnam, perch\u00e9 abbandonasse il territorio cambogiano in seguito all\u2019invasione del 1977, e in seguito sulla <a href=\"mailto:https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/cambogia-opposizione-tsunami\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cambogia<\/a> perch\u00e9 intraprendesse la strada verso la trasformazione in una forma di Stato non totalitario.<\/p>\n<p>\u00c8 indispensabile per\u00f2 sottolineare che, nonostante in quegli anni gli Stati dell\u2019area pi\u00f9 vicini al blocco orientale vedessero l\u2019Asean come un\u2019emanazione del blocco occidentale, questa assunse ben presto i caratteri di trasversalit\u00e0 e di alleanza strategico economica divenendo interprete a livello regionale dei principi espressi nella Conferenza afroasiatica di Bandung, all\u2019origine del movimento dei non allineati.<\/p>\n<p>Con la fine della Guerra Fredda, proprio in virt\u00f9 della sua inclusivit\u00e0 politica, l\u2019organizzazione si complet\u00f2 ed oltre all\u2019ingresso del Brunei (1984), vide quello di Vietnam (1995), Birmania e Laos (1997) e Cambogia (1999). A queste nazioni si sono aggiunte da quest\u2019anno <strong>Timor Est<\/strong> e <strong>Papua Nuova Guinea<\/strong> come osservatori in attesa di adesione.<\/p>\n<p><strong>I vantaggi della Cina nel Wto<\/strong><br \/>\nL\u2019ingresso della Cina nell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Wto), inizialmente percepito come fattore che avrebbe introdotto maggiore competizione economica nei confronti dei paesi Asean &#8211; in particolare per il vantaggio comparato nei prodotti industriali con prevalente componente lavoro e per la capacit\u00e0 di attrarre gli investimenti diretti esteri \u2013 si \u00e8 rivelato tuttavia favorevole ai Paesi dell\u2019organizzazione sud-est asiatica.<\/p>\n<p>Con il suo ingresso nel Wto, Pechino ha dato infatti una spinta generale all\u2019economia dell\u2019area e l\u2019Asean \u00e8 riuscita ad approfittare della fluttuazione positiva dei mercati anzich\u00e9 subirne la concorrenza anche grazie ad una serie di accordi regionali che hanno implementato una struttura geo-economica <em>win-win<\/em>. Il pi\u00f9 importante esempio di tale strategia \u00e8 l\u2019<em>Asean-China Free Trade Agreement <\/em>(Acfta), che istituisce un\u2019area di libero scambio fra l\u2019associazione dei dieci Paesi del sud-est asiatico e Pechino, nata da un accordo iniziale del 2002 ed entrata in vigore nel 2010.<\/p>\n<p>L\u2019Asean sembra aver quindi messo a frutto nel migliore dei modi la sua collocazione geografica in un\u2019area di vitale importanza dal punto di vista economico, e questo soprattutto grazie a politiche commerciali inclusive e sfruttando il vantaggio comparato della sua produzione. L\u2019organizzazione ha mantenuto una differenziazione nei commerci, fattore che \u00e8 stato il suo punto di forza sinora, aiutando i Paesi membri da un lato a mantenere un vantaggio comparato appetibile in vari mercati molto differenti fra loro, dall\u2019altro ad avere maggiore sbocco per la propria produzione del settore secondario e per i propri servizi.<\/p>\n<p><strong>Aec e Ue: affinit\u00e0 e divergenze<\/strong><br \/>\nNel <a href=\"mailto:https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/12\/il-debutto-dellasean-economic-community\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">2015<\/a>, gli Stati membri dell\u2019Asean hanno dato vita a una comunit\u00e0 economica dell\u2019area, l\u2019<em>Asean Economic Community <\/em>(<a href=\"mailto:https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/08\/economia-unarea-di-libero-scambio-per-lasean\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Aec<\/a>). L\u2019organizzazione ha cos\u00ec espresso in maniera pi\u00f9 completa le proprie potenzialit\u00e0 commerciali ed ha iniziato il cammino verso una maggiore integrazione, ponendo la prima pietra per la creazione di un mercato che nel 2014 valeva nel suo complesso pi\u00f9 di duemilacinquecento miliardi di dollari americani.<\/p>\n<p>L\u2019Aec \u00e8 un ulteriore trattato economico-commerciale con il quale i Paesi Asean sono riusciti ad apportare un vantaggio alla propria condizione economica. Si resta tuttavia su un piano strategico sia con l\u2019Aec (strategico-economico), sia con l\u2019<em>Asean <\/em><em>Political-Security Community<\/em> e con l\u2019<em>Asean Socio-Cultural Community<\/em>, le altre due iniziative di integrazione del Segretariato Asean.\u00a0 La possibilit\u00e0 di un sostanziale passaggio da comunit\u00e0 di Stati a unione non \u00e8 concettualmente prevista n\u00e9 nei trattati n\u00e9 nelle intenzioni del Segretariato e delle nazioni componenti. Se da un lato il parallelo con l\u2019<strong>Unione europea <\/strong>ha quindi la sua importanza nel confronto fra i progressi economici delle due organizzazioni, esso la perde tuttavia sotto la lente della salute generale e dei progressi politici.<\/p>\n<p>L\u2019Aec gode di ottima salute economica \u2013 il volume di scambi commerciali con la Cina, che \u00e8 il primo partner dell\u2019Asean, ha raggiunto ad esempio oltre 346 miliardi di dollari nel 2015 -. L\u2019armonia dell\u2019organizzazione con il gigante cinese sembra dover continuare, quindi, dopo essersi consolidata grazie all\u2019aiuto di Pechino nella risoluzione della crisi finanziaria scatenatasi a partire dalla Thailandia nel 1997, anche se l\u2019Asean sta diversificando i suoi partner commerciali, includendo nei suoi scambi sempre pi\u00f9 l\u2019Ue.<\/p>\n<p>L\u2019Aec presenta tuttavia una carenza che salta agli occhi in special modo nel confronto con il sistema Ue: il livello dirigenziale non infatti ha ancor intrapreso una politica economica comune che consenta quantomeno la difesa dei propri interessi nei casi di emergenza (proprio come durante la crisi regionale del 1997\/1998).<\/p>\n<p>L\u2019integrazione e l\u2019attivismo economici dell\u2019Asean rimangono in conclusione esempi da guardare con attenzione anche per l\u2019Ue, cos\u00ec come il sistema Asean-Aec \u00e8 un importante interlocutore commerciale, ma l\u2019Associazione delle nazioni del sud-est asiatico non ha ancora fatto il salto di qualit\u00e0 necessario per intraprendere il lungo cammino verso una politica economica comune che l\u2019Europa pare aver iniziato a seguito della crisi finanziaria.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9\u00a0Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2017 ha visto non solo i sessant&#8217;anni della nascita dell\u2019Unione europea, ma anche la celebrazione &#8211; durante il summit di Manila &#8211; dei cinquant\u2019anni\u00a0dell\u2019Asean, l\u2019Associazione delle nazioni del sud-est asiatico. 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