{"id":67827,"date":"2018-01-04T10:01:15","date_gmt":"2018-01-04T09:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67827"},"modified":"2018-01-06T08:18:18","modified_gmt":"2018-01-06T07:18:18","slug":"osce-missione-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/osce-missione-ucraina\/","title":{"rendered":"Osce: conservare il ruolo della missione in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia, alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/presidenza-italiana-dellosce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">presidenza<\/a> di turno dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (<strong>Osce<\/strong>) nel 2018, ha la pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 della sua recente storia diplomatica di testare se davvero pu\u00f2 giocare quel ruolo di facilitatore del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/osce-riscoperta-spirito-helsinki\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dialogo<\/a> tra Est e Ovest di cui spesso si vanta.<\/p>\n<p>Un appuntamento che arriva quando l\u2019Osce ha rinvigorito il suo ruolo in una crisi complessa come quella ucraina, dove una delle parti in conflitto &#8211; seppur ci\u00f2 non sia ancora riconosciuto dalla leadership moscovita -, \u00e8 la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/osce-ponte-potenziali-avversari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Russia<\/a>.<\/strong> A conferma di ci\u00f2, l\u2019Organizzazione ha dispiegato in <strong>Ucraina<\/strong> la sua pi\u00f9 grande missione speciale di monitoraggio (<strong>Smm<\/strong>).<\/p>\n<p>Con l\u2019Unione europea responsabile, secondo molti, di aver innescato le proteste di piazza Maidan dopo la mancata firma dell\u2019Accordo di associazione con l\u2019Ucraina &#8211; e la Nato chiaramente non accettabile ai russi -, l\u2019Organizzazione di Vienna rappresentava, all\u2019indomani dello scoppio della crisi, l\u2019unico forum inclusivo dei Paesi occidentali e di Mosca che potesse occuparsi della gestione del conflitto.<\/p>\n<p><strong>I compiti degli osservatori<\/strong><br \/>\nCi sono almeno tre motivi per cui la missione in Ucraina pu\u00f2 esser considerata speciale, anche in virt\u00f9 degli sviluppi posteriori al dispiegamento.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la Smm \u00e8 una missione <em>sui generis<\/em>, perch\u00e9 attiva in un teatro di conflitto in essere come il <strong>Donbass<\/strong> (le due regioni orientali ucraine di Donetsk e Luhansk), dove il parametro pi\u00f9 importante di decisione delle operazioni rimane la sicurezza dei membri della missione.<\/p>\n<p>Nel pieno rispetto dei principi d\u2019imparzialit\u00e0 e trasparenza, il <a href=\"http:\/\/www.osce.org\/it\/pc\/117422?download=true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">mandato<\/a> della missione incarica gli osservatori principalmente di raccogliere informazioni e riferire sulla situazione di sicurezza nella zona operativa; accertare e riportare i fatti in risposta a incidenti specifici; monitorare e sostenere il rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali; e facilitare il dialogo sul terreno al fine di ridurre le tensioni.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la missione non ha accesso al territorio della penisola di <strong>Crimea,<\/strong> perch\u00e9 seppur gli osservatori siano autorizzati a esser dispiegati nell\u2019interezza del territorio ucraino, la Russia con una dichiarazione interpretativa ha chiarito che le relative attivit\u00e0 sono possibili secondo la realt\u00e0 politica esistente, ossia tenendo conto \u201cche la Repubblica di Crimea e Sebastopoli sono diventate parte integrante della Federazione Russa\u201d. Pertanto, nonostante alcuni report tematici si siano occupati anche di questioni relative alla popolazione di Crimea, nessun osservatore della Smm \u00e8 mai stato autorizzato a fare ingresso in territorio crimeano.<\/p>\n<p>Infine, gli <strong>accordi di Minsk<\/strong> hanno definito funzioni aggiuntive per la Smm. In particolare, gli osservatori devono facilitare il ritiro delle armi pesanti; provvedere al monitoraggio e alla verifica del mantenimento del cessate il fuoco; e monitorare il ritiro di tutte le formazioni militari straniere, dell\u2019equipaggiamento militare e dei mercenari dal territorio ucraino.<\/p>\n<p>Per tal motivo, la Smm utilizza i risultati dei monitoraggi non soltanto per riferire dinanzi ai 57 membri del Consiglio permanente &#8211; l\u2019organo di discussione e decisione dell\u2019Osce che settimanalmente si riunisce a Vienna a livello di ambasciatori -, ma anche per sostenere il lavoro del <strong>Gruppo di contatto Trilaterale<\/strong>, nel quale (insieme ai quattro gruppi di lavoro umanitario, politico, di sicurezza ed economico), si discute l\u2019implementazione degli accordi di Minsk con la partecipazione dei rappresentanti di Ucraina, Russia e delle due repubbliche separatiste.<\/p>\n<p><strong>La missione di <em>peacekeeping<\/em> dell\u2019Onu<\/strong><br \/>\nNel corso dell\u2019anno appena trascorso, sono aumentate le proposte di diplomatici e analisti quanto alla necessit\u00e0 di ridare vigore agli accordi di Minsk, dinanzi all\u2019immobilismo della crisi ucraina che rischia di congelarsi, come successo in altri scenari dello spazio post-sovietico. A sparigliare le carte in tavola ci ha pensato il presidente russo Vladimir Putin, quando lo scorso 5 settembre ha annunciato la disponibilit\u00e0 a discutere di una missione di peacekeeping delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>L\u2019idea messa in campo ricalca in teoria la richiesta ucraina di richiedere all\u2019Onu il dispiegamento di una missione che possa sviluppare una forza di interposizione classica, per rafforzare il rispetto del cessate il fuoco dalle parti in conflitto. Ma i russi sono maestri nei dettagli. Ecco che la richiesta del Cremlino propone una missione di <em>peacekeeping<\/em> lungo la sola linea di contatto e che serva a garantire la sicurezza degli osservatori della Smm.<\/p>\n<p>Le elezioni presidenziali russe sono dietro l\u2019angolo &#8211; nel marzo prossimo &#8211; e Putin, che vuol apparire come un conciliatore, non ha intenzione di accettare la richiesta europea e statunitense secondo cui i membri della missione Onu abbiano accesso anche al confine russo-ucraino, cos\u00ec da monitorare l\u2019afflusso di forze armate in supporto alle repubbliche separatiste.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell\u2019Italia<\/strong><br \/>\nDopo le elezioni presidenziali russe (e italiane), e la scontata conferma dell\u2019attuale inquilino del Cremlino, si aprir\u00e0 una nuova finestra d\u2019opportunit\u00e0 per facilitare il dialogo fra Est e Ovest. La presidenza italiana dell\u2019Osce pu\u00f2 rappresentare il sostegno principale all\u2019iniziativa franco-tedesca di rianimare il formato Normandia e gradualmente alleviare il peso delle sanzioni, focalizzandosi sull\u2019implementazione degli accordi di Minsk, pi\u00f9 che sui principi. La partecipazione del presidente francese Emmanuel <strong>Macron<\/strong> al forum economico di San Pietroburgo del 2018 sembra offrire lo spiraglio adatto per un rinnovato dialogo.<\/p>\n<p>Il voto alla presidenza italiana dell\u2019Organizzazione si desumer\u00e0 soprattutto dal risultato delle negoziazioni che condurr\u00e0 il nostro Paese su due novit\u00e0 dell\u2019ultimo mese. Il dipartimento di Stato statunitense ha infatti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rferl.org\/a\/us-ukraine-enhanced-weapons-javelin-missiles-russia-separatists\/28934551.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">annunciato<\/a> il via libera al fornimento di cosiddette armi letali all\u2019Ucraina, ribaltando la linea dell\u2019ex presidente Barack Obama, che si era sempre rifiutato di varcare questo confine.<\/p>\n<p>Inoltre, a met\u00e0 dicembre il contingente russo ha abbandonato il Centro congiunto di controllo e coordinamento (Jccc), che aveva ricevuto dagli accordi di Minsk anche il compito di contribuire ad assicurare una risposta rapida agli ostacoli imposti e alla sicurezza degli osservatori della Smm. L\u2019Italia dovr\u00e0 negoziare una soluzione politica, tale per cui la missione possa continuare a svolgere il suo ruolo e facilitare i lavori di riparazione di infrastrutture essenziali per la popolazione civile che venivano svolte d\u2019accordo con il Jccc.<\/p>\n<p>La Smm non dovr\u00e0 presumibilmente fare i conti con nessuno stravolgimento delle sue operazioni, almeno fino alla fine del suo mandato. La missione non ha risolto il conflitto tra i ribelli filo-russi e le forze armate ucraine, ma l\u2019effetto deterrente del monitoraggio costante e delle attivit\u00e0 di verifica condotte dalla Smm hanno indubbiamente permesso il contenimento del conflitto e bloccato un\u2019ulteriore escalation militare. Gi\u00e0 contribuire a conservare come tale il ruolo della Smm sarebbe un successo per l\u2019Italia, ma il nostro Paese ha il dovere d\u2019osare di pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"p1\"><i>Foto di copertina \u00a9\u00a0Osce Smm: osservatori in visita a Luhansk.\u00a0<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia, alla presidenza di turno dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) nel 2018, ha la pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 della sua recente storia diplomatica di testare se davvero pu\u00f2 giocare quel ruolo di facilitatore del dialogo tra Est e Ovest di cui spesso si vanta. 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