{"id":67833,"date":"2018-01-05T00:26:23","date_gmt":"2018-01-04T23:26:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67833"},"modified":"2018-01-06T11:21:44","modified_gmt":"2018-01-06T10:21:44","slug":"america-latina-2018-maratona-elezionii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/america-latina-2018-maratona-elezionii\/","title":{"rendered":"America Latina: 2018, maratona di elezioni tra scandali"},"content":{"rendered":"<p>Il 2018 sar\u00e0 un anno elettorale in ben otto Paesi dell\u2019<strong>America Latina<\/strong>. Circa 425 milioni di latinoamericani, cio\u00e8 due abitanti su tre della regione, si daranno, nel giro di 12 mesi, nuovi governi. Valutando la situazione politica attuale, \u00e8 possibile fin d\u2019ora dire che in tutti i Paesi i risultati saranno influenzati dagli infiniti scandali di corruzione che hanno coinvolto, e stanno tuttora coinvolgendo, governi impopolari attualmente in carica. Inoltre, ci sar\u00e0 una probabile svolta a destra e dalle urne emergeranno\u00a0 forze estranee alla tradizionale politica latinoamericana.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;eccezione cubana e le novit\u00e0 &#8216;obbligate&#8217;<\/strong><br \/>\nLa maggior parte di questi cambiamenti avverr\u00e0 tramite processi elettorali, con l&#8217;eccezione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/trump-cuba-durezza-pragmatismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cuba<\/strong><\/a>, dove il prossimo aprile il dittatore Raul <strong>Castro<\/strong>, 86 anni, dovrebbe lasciare il posto a Miguel D\u00edaz-Canel, 57 anni &#8216;appena&#8217;. Naturalmente anche D\u00edaz-Canel \u00e8 membro del Partito Comunista Cubano, ma \u00e8 il primo leader de L\u2019Avana non membro del clan Castro.<\/p>\n<p>Dal canto loro, <strong>Messico<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/08\/america-latina-a-due-velocita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Brasile<\/strong><\/a> e <strong>Colombia<\/strong> sceglieranno nuovi leader senza la possibilit\u00e0 di rieleggere quelli attualmente in carica. Il Messico, infatti, proibisce la rielezione fin dalla Costituzione post-rivoluzionaria del 1917, mentre la Colombia \u00e8 tornata a vietarla durante l\u2019attuale Amministrazione del presidente Juan Manuel Santos. Nel caso del Brasile, la popolarit\u00e0 del presidente Michel Temer \u00e8 talmente bassa (meno dell\u20198%), e la sua et\u00e0 talmente avanzata (77 anni) che una sua rielezione pare relegata alla dimensione dell\u2019irrealt\u00e0.<\/p>\n<p>Il <strong>Paraguay<\/strong>, piccola ma dinamica economia dell\u2019America del Sud, decider\u00e0 se mantenere o meno il tradizionale Partito Colorado al potere. Ma, anche nel caso di Asunci\u00f3n, la rielezione dell\u2019attuale presidente Horacio Cartes \u00e8 proibita dal Costituzione del 1992, varata dopo la fine della sanguinosa dittatura di Alfredo Stroessner.<\/p>\n<p>Interessanti, infine, saranno le elezioni in due Paesi politicamente agli antipodi: in Costa Rica, un Paese in cui \u2013 secondo i sondaggi dell\u2019istituto Latinobarometro &#8211; i cittadini sono i pi\u00f9 soddisfatti della democrazia, e in <strong>Venezuela<\/strong>, Paese in cui la tensione \u00e8 costante e la crisi umanitaria \u00e8 aggravata dagli abusi e dalle quotidiane\u00a0 violazioni di diritti umani del regime di Nicol\u00e1s Maduro.<\/p>\n<p>Le ultime elezioni locali in Venezuela, realizzate a fine 2017, sono state caratterizzate da frodi ormai sfrontate. Se ci\u00f2 dovesse ripetersi, \u00e8 quasi certo che il regime madurista riuscir\u00e0 ad imporre un suo uomo al Palazzo Miraflores. Anche perch\u00e9 la maggior parte dei potenziali candidati delle opposizioni non possono concorrere a causa di decisioni giudiziali, o perch\u00e9 sono prigione o perch\u00e9 sono in esilio.<\/p>\n<p><strong>Svolta a destra generalizzata<br \/>\n<\/strong>La vittoria del conservatore Sebasti\u00e1n Pi\u00f1era in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/cile-presidenziali-ballottaggio-pinera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cile<\/strong> <\/a>a dicembre ha inoltre confermato la svolta dell\u2019America Latina a destra, dopo che nei 18 mesi precedenti Mauricio Macri era salito al potere in Argentina, Michel Temer in Brasile e Pedro Pablo Kuczynski in Per\u00f9.<\/p>\n<p>I governi di sinistra latinoamericani sono in forte difficolt\u00e0, a causa di un\u2019usura formidabile sofferta dopo la riduzione dei prezzi delle commodities internazionali e l\u2019emergere delle conseguenze nefaste degli eccessi di spesa pubblica che hanno finanziato le loro politiche populiste. Fattori che hanno spianato la strada alle forze conservatrici. Un&#8217;alternanza naturale, che quest\u2019anno per\u00f2 potrebbe dare spazio a tendenze estreme.<\/p>\n<p>Infatti, il crescente sentimento di insoddisfazione delle popolazioni latinoamericane nei confronti delle loro rispettive classi politiche sar\u00e0 il fattore determinante in questa tornata elettorale. Per fare solo un esempio, lo scandalo del gigante edile brasiliano Odebrecht, coinvolto in una fitta rete di tangenti in tutta la regione in cambio di appalti pubblici, ha raggiunto l&#8217;apice del potere in diversi Paesi. Gli arresti di ministri e presidenti ha mostrato al popolo come la corruzione sia drammaticamente radicata nella regione. Generando un forte risentimento e scuotendo il panorama politico locale.<\/p>\n<p>Gli elettori latinoamericani sono stanchi e spazientiti dalle malversazioni e della tracotanza dei loro leader. Le elezioni del 2018 saranno dunque caratterizzate da una rivolta contro la politica tradizionale, e potrebbero portare a sorprese, non necessariamente positive. Lo si \u00e8 visto nelle elezioni cilene, dove i candidati estremisti hanno maggiormente capitalizzato questo sentimento e sono stati i pi\u00f9 competitivi: i radicali di sinistra di Beatriz S\u00e1nchez, e di destra di Jos\u00e9 Antonio Kast.<\/p>\n<p><strong>Rischio estremismi<br \/>\n<\/strong>In conclusione, siamo agli albori di una vera e propria crisi della leadership regionale in America Latina, con la possibilit\u00e0 sempre pi\u00f9 concreta della conquista del potere da parte di avventurieri che portano avanti quasi ovunque un discorso retrogrado \u2013 da un lato gente che crede ancora nel socialismo scientifico e dall\u2019altro accoliti di dittatori sanguinari -, ma allo stesso tempo messianico, prospettando una sorta di rifondazione della democrazia.<\/p>\n<p>Un esempio su tutti \u00e8 il caso del deputato federale brasiliano, Jair Bolsonaro, che difende in pieno Congresso nazionale la dittatura militare verde-oro e i torturatori in divisa. Ma vale anche per il Messico, dove il candidato favorito oggi \u00e8 Andres Manuel L\u00f3pez Obrador, estremista di sinistra e nazionalista con un discorso anti-americano.<\/p>\n<p>La vittoria di candidati del genere potrebbe mettere a dura prova la stabilit\u00e0 politica e la normale dialettica democratica, recentemente conquistate e duramente mantenute, in una regione del mondo tradizionalmente irrequieta e sempre alla ricerca di \u201c<em>libertadores<\/em>\u201d, \u201c<em>ap\u00f3stoles<\/em>\u201d o \u201c<em>salvadores de la patria\u201d<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2018 sar\u00e0 un anno elettorale in ben otto Paesi dell\u2019America Latina. Circa 425 milioni di latinoamericani, cio\u00e8 due abitanti su tre della regione, si daranno, nel giro di 12 mesi, nuovi governi. 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