{"id":67875,"date":"2018-01-05T10:41:14","date_gmt":"2018-01-05T09:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67875"},"modified":"2018-01-11T08:16:31","modified_gmt":"2018-01-11T07:16:31","slug":"ue-turchia-integrazione-differenziata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/ue-turchia-integrazione-differenziata\/","title":{"rendered":"Ue-Turchia: la chiave \u00e8 l&#8217;integrazione differenziata"},"content":{"rendered":"<p>Quando negli ambienti dell\u2019Unione europea si parla di <strong>Turchia,<\/strong> e viceversa quando ad Ankara si parla di Ue, i toni sono oggi aspri da entrambe le parti e vengono alimentati da reciproche recriminazioni, contrapposizioni e divergenze. Lo stesso presidente francese Emmanuel <strong>Macron,<\/strong> incontrando l\u2019omologo turco Recep Tayyp <strong>Erdo\u011fan<\/strong> all\u2019Eliseo a inizio 2018, ha raggelato le prospettive di adesione, dopo che il leader di Ankara si era detto \u201cstanco di aspettare\u201d sulla soglia dell\u2019<strong>Ue<\/strong>.<\/p>\n<p>Le interazioni politiche ad alto livello sono circoscritte, mentre in Europa l\u2019opposizione dell\u2019opinione pubblica a una futura adesione della Turchia ha toccato un incredibile 77%.<\/p>\n<p>Gli stessi turchi, che a met\u00e0 degli anni Duemila si schieravano a sostegno di un ingresso nell\u2019Unione per il 74%, avversano oggi \u2013 pur se in lieve maggioranza &#8211; un allargamento dell\u2019Ue ad Ankara. Ci\u00f2 premesso, pure una ferma sostenitrice del futuro europeo della Turchia come chi scrive ha inevitabilmente dei ripensamenti.<\/p>\n<p><strong>Tutti i nodi della relazione<\/strong><br \/>\n\u00c8 in effetti difficile pensare che le attuali dinamiche fra le due parti possano sfociare in un\u2019adesione alla casa comune europea come l\u2019abbiamo conosciuta finora. A rigore, la Turchia non sembra pi\u00f9 soddisfare i <strong>criteri di Copenaghen<\/strong> &#8211; al cui rispetto l\u2019accesso di un nuovo Stato membro \u00e8 condizionato -; in particolare il criterio politico che richiede la presenza di istituzioni stabili a garanzia della democrazia, dello stato di diritto, dei diritti umani e del rispetto delle minoranze.<\/p>\n<p>Da parte sua, la Turchia guarda comprensibilmente con diffidenza un\u2019Ue che viene percepita come in deficit di credibilit\u00e0, avvezza a doppi standard e accusata di aver spostato sempre pi\u00f9 in avanti, sin dall\u2019allargamento del 2004, i traguardi fissati per l\u2019adesione di Ankara.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, il processo di pace cipriota \u2013 che ha come obiettivo la costituzione di una federazione fra le due comunit\u00e0 presenti sull\u2019isola, quella greco-cipriota e quella turco-cipriota \u2013 \u00e8 finito in un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/riunificazione-cipro-vicolo-cieco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">vicolo cieco<\/a>. Dopo il fallimento anche dell\u2019ultimo round di negoziati, nonostante l\u2019eccezionale allineamento degli astri che lo aveva preceduto, sarebbe ora che le parti coinvolte, in particolar modo la Repubblica di <strong>Cipro<\/strong>, ammettessero chiaramente di non essere interessate a questo tipo di accordo.<\/p>\n<p><em>Dulcis in fundo<\/em>, ad arricchire il gi\u00e0 composito quadro c\u2019\u00e8 il progressivo deterioramento delle relazioni bilaterali fra Germania e Turchia, condito da indecenti accuse rivolte da Ankara ai suoi partner europei su cui \u00e8 meglio tacere.<\/p>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, pure il pi\u00f9 ardente fautore dell\u2019ingresso della Turchia nell\u2019Unione europea fatica a tenere viva la fede.<\/p>\n<p><strong>Oscillazione perenne<\/strong><br \/>\nTuttavia, come dimostrato dal progetto \u2018<a href=\"http:\/\/www.feuture.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Feuture<\/a>\u2019 (un network di 14 universit\u00e0 e think tank coordinato dallo <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/en\/ricerche\/feuture\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">IAI<\/a>), da una complessiva valutazione delle relazioni fra Ue e Turchia emerge una fotografia ben pi\u00f9 complessa della realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 vero: sul piano politico i rapporti fra Bruxelles e Ankara hanno toccato il minimo storico. Le aspirazioni europee della Turchia non sono mai state cos\u00ec vane e l\u2019atteggiamento dell\u2019Ue cos\u00ec ostile. Ma se altre dimensioni delle relazioni Ue-Turchia sono tenute in considerazione, il quadro cambia significativamente. Nonostante le dispute politiche, si \u00e8 ad esempio prodotta una continua e stabile convergenza in materia commerciale e finanziaria.<\/p>\n<p>Sotto la superficie politica, indicatori strutturali economici e di sviluppo umano dimostrano un inesorabile avvicinamento fra Ue e Turchia, avvalorata anche dall\u2019accresciuta cooperazione in settori come immigrazione, energia, politica estera e anti-terrorismo. Su molte di queste tematiche, Ue e Turchia non sono sempre concordi: la loro cooperazione in questi ambiti non si fonda su una convergenza ideale, ma piuttosto sulla consapevolezza delle reciproche esigenze.<\/p>\n<p>Queste considerazioni suggeriscono che le relazioni fra Ue e Turchia sono in realt\u00e0 cos\u00ec intense e cruciali che \u00e8 impensabile possano finire su un binario morto. Tocca tuttavia chiedersi come dare un senso a questa apparente contraddizione.<\/p>\n<p>Adottare una prospettiva \u2018unidimensionale\u2019 lascia credere che le relazioni fra Ue e Turchia non abbiano altra scelta che addivenire a una situazione di conflitto perenne. Ma se passiamo a una prospettiva \u2018multidimensionale\u2019, ecco che appare chiaro come non solo da anni ma anzi da secoli i rapporti Europa-Turchia sono stati caratterizzati da un equilibrio in continua evoluzione fra conflitto e convergenza. Proprio l\u2019oscillazione e la coesistenza fra questi due termini cattura l\u2019essenza dell\u2019(in)stabile posto della Turchia in Europa.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019intesa a fisarmonica<\/strong><br \/>\nUna relazione istituzionalizzata fra Ue e Turchia in grado di catturare \u2018a fisarmonica\u2019 la perenne oscillazione fra dinamiche conflittuali e convergenti dovrebbe presentare due caratteristiche principali. Da un lato, la cornice istituzionale per le future relazioni Ue-Turchia dovrebbe essere sufficientemente intensa da incorporare e approfondire anche quei trend convergenti, soprattutto nella sfera economica, e dovrebbe fornire una cornice per costruire un ponte verso i democratici e riformisti turchi, oggi minoranza perseguitata.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, la futura relazione Bruxelles-Ankara dovrebbe essere sufficientemente flessibile da consentire un\u2019agevole cooperazione in ambiti di interesse sia per l\u2019Ue sia per la Turchia, anche laddove tali interessi non dovessero essere perfettamente convergenti o coincidenti, come per l\u2019appunto immigrazione, energia e sicurezza. Una tale flessibilit\u00e0 dovrebbe essere in grado di contenere le varie oscillazioni e anche i picchi di conflitto, destinati a persistere nel canale politico.<\/p>\n<p><strong>Tenere in vita il processo di adesione<\/strong><br \/>\nChe tipo di relazione produrremmo in tal modo? Una piena adesione all\u2019Ue come la conosciamo oggi, dopo sette allargamenti, non \u00e8 un\u2019ipotesi praticabile. Se situazioni di diversit\u00e0 di vedute e tensione sono storicamente endemiche alle relazioni fra Ue e Turchia, un pieno ingresso di Ankara nel club dei Ventotto (e presto Ventisette), specie in una prospettiva di crescente integrazione federale nell\u2019Unione, finirebbe per tradursi in una camicia di forza.<\/p>\n<p>Sarebbe tuttavia da scoraggiare, d\u2019altra parte, la riduzione delle relazioni Ue-Turchia a una serie di transazioni contrattuali in ambiti specifici, l\u00ec dove gli interessi di Bruxelles e Ankara finiscono per coincidere, ma al di fuori di una cornice regolatoria o istituzionale in grado di impedire che il dissenso politico sfoci in deflagrante conflitto.<\/p>\n<p>Provando a tracciare una terza via, un rafforzamento dell\u2019<strong>unione doganale<\/strong> darebbe un ancoraggio politico e un quadro di regole alla relazione Ue-Turchia in grado di trasformare l\u2019economia turca in settori chiave come servizi, appalti, aiuti di Stato e meccanismi di risoluzione delle controversie commerciali. Se \u00e8 da un lato poco verosimile che l\u2019attuale establishment politico turco sia intenzionato ad avviare una tale riforma del sistema politico-economico del Paese, starebbe dall\u2019altro all\u2019Ue mettere le carte in tavola.<\/p>\n<p>Un avanzamento dell\u2019unione doganale fornirebbe anche da trampolino di lancio per una graduale integrazione della Turchia nel mercato unico, anche in vista dei suoi futuri sviluppi in ambiti centrali come energia, clima, digitale, infrastrutture e spazio. Circa 30 dei 35 capitoli negoziali per l\u2019adesione all\u2019Ue riguardano infatti direttamente o indirettamente il <strong>mercato interno<\/strong>: sospendere <em>tout court <\/em>il processo di allargamento avrebbe poco senso in una prospettiva di lungo termine.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, tenere in vita la prospettiva europea per la Turchia non implicherebbe in alcun modo una convergenza della Turchia rispetto al cuore \u2018federale\u2019 dell\u2019Unione (politiche economiche e monetarie, migratorie e d\u2019asilo e di sicurezza e difesa). Ci\u00f2 aiuterebbe senza dubbio a continuare la cooperazione in questi ambiti, ma senza l\u2019irrealistica speranza che fra Bruxelles e Ankara vi sia un\u2019inesorabile comunit\u00e0 di vedute.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 sarebbe irrealistico se non fosse per il fatto che l\u2019Unione europea \u2013 indipendentemente dai futuri sviluppi turchi \u2013 si muover\u00e0 verso un futuro sempre pi\u00f9 differenziato. L\u2019integrazione differenziata \u00e8 sempre stata la realt\u00e0 dell\u2019Europa unita, sia attraverso i meccanismi dell\u2019Eurozona, del sistema di Schengen o della neonata cooperazione strutturata permanente nel campo della difesa (Pesco). Tuttavia, soltanto di recente \u2013 ed essenzialmente grazie a Macron \u2013 questa constatazione \u00e8 divenuta programma politico per il rilancio del progetto europeo. Sarebbe irresponsabile e pericoloso oggi non solo arrestare il processo di adesione della Turchia ma anche solo non portarlo avanti, perch\u00e9 \u00e8 proprio in un\u2019Unione improntata alla differenziazione che le difficili relazioni fra Bruxelles e Ankara potranno trovare una cornice nel prossimo futuro.<\/p>\n<p><em>Traduzione e riduzione a cura della Redazione dell\u2019originale pubblicato sul quotidiano greco\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/www.kathimerini.gr\/937623\/article\/k-blogs\/security-bulletin\/sxeseis-ee-toyrkias-meta-thn-kataigida\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Kathimerini<\/em><\/a><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Alexandros Michailidis\/Depo Photos via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando negli ambienti dell\u2019Unione europea si parla di Turchia, e viceversa quando ad Ankara si parla di Ue, i toni sono oggi aspri da entrambe le parti e vengono alimentati da reciproche recriminazioni, contrapposizioni e divergenze. 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