{"id":67909,"date":"2018-01-10T17:49:11","date_gmt":"2018-01-10T16:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67909"},"modified":"2018-01-10T17:49:11","modified_gmt":"2018-01-10T16:49:11","slug":"indonesia-islam-transgender","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/indonesia-islam-transgender\/","title":{"rendered":"Indonesia: Islam e transgender tra pluralismo e radicalizzazione"},"content":{"rendered":"<p>In <strong>Indonesia<\/strong>, il tasso di radicalismo islamico \u00e8 percettibilmente aumentato negli ultimi anni. Nel febbraio 2014, una legge nazionale aveva definitivamente tracciato uno spartiacque con il passato pluralista nel Paese del sud-est asiatico, concedendo l\u2019introduzione della <em>sharia<\/em> sull\u2019isola di <strong>Sumatra<\/strong>, ed imponendo a musulmani e non il rispetto della \u201cLegge di Dio<em>\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Gli attacchi suicidi operati da gruppi terroristi islamisti ed i numerosi arresti compiuti nell\u2019ambito di operazioni di polizia ai danni degli appartenenti alla comunit\u00e0 omosessuale (l\u2019ultimo dei quali ha condotto davanti alla giustizia, in un solo giorno, ben 140 persone) hanno sconvolto la capitale <b>Giacarta<\/b>\u00a0negli ultimi mesi. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/ankara-e-la-caccia-agli-omosessuali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>omosessualit\u00e0<\/strong><\/a> non \u00e8 illegale in Indonesia, ma considerata la crescente influenza dei gruppi radicali nel governo, spesso i gay vengono perseguitati e condannati per reati legati a pornografia e blasfemia. In molti casi le pene vengono applicate anche con sanzioni corporali, come la <strong>fustigazione<\/strong> pubblica.<\/p>\n<p>Secondo <em>Human Rights Watch<\/em>, fino al 2015 la comunit\u00e0 <em>Lesbian-gay-bisexual-trans\u00a0<\/em>(Lgbt) ha vissuto in un\u2019apparente tolleranza ma, nei primi mesi del 2016, l\u2019intensificarsi della propaganda filo-islamista del gruppo \u201cFront Jihad Islam\u201d attivo nelle zone pi\u00f9 conservatrici di Java e Sumatra, ha portato ad un rapido deterioramento dei diritti civili a cui \u00e8 seguita una vera persecuzione di carattere poliziesco.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del 2016 il ministro della Difesa Ryamizard Ryacudu aveva descritto il movimento Lgbt come \u201cuna forma di guerra moderna, funzionale a minare le basi dell\u2019Indonesia\u201d<em>.<\/em> Nello stesso anno il vicepresidente indonesiano Jusuf Kalla aveva fatto pressioni per sospendere le erogazioni del fondo implementato dal programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) focalizzato sulla cessazione della discriminazione e delle violenze verso la comunit\u00e0 Lgbt.<\/p>\n<p><strong>La battaglia per il \u201cterzo genere\u201d<\/strong><br \/>\nI <em>waria<\/em> &#8211; cos\u00ec definiti i membri della comunit\u00e0 transgender, con una parola che mette insieme i termini indonesiani <em>wanita<\/em> (donna) e <em>pria<\/em> (uomo) -, cercano da un decennio almeno il riconoscimento formale dei loro diritti come <strong>\u201cterzo genere\u201d<\/strong>, nonch\u00e9 la parit\u00e0 a livello religioso in un ambiente sempre pi\u00f9 conflittuale.<\/p>\n<p>Al sud, sull\u2019isola di Lombok, la situazione non sembra cos\u00ec tesa. L\u2019atmosfera calma \u00e8 forse data dal fatto che questa zona \u00e8 pi\u00f9 difficile da raggiungere per la propaganda dei gruppi islamico-radicali. Juli Susanto, attivista membro di <em>\u201c<\/em>Inset<em>\u201d<\/em>, un\u2019organizzazione non governativa che opera a Lombok per sensibilizzare sui diritti Lgbt, non \u00e8 per\u00f2 di questo avviso: \u201cIl primo problema \u00e8 che si fatica a trovare le persone che hanno bisogno di aiuto perch\u00e9 queste hanno timore a rendere pubblico il loro status; e poi bisogna far in modo che abbiano accesso a programmi specifici di prevenzione ed educazione, tuttora inesistenti\u201d.<\/p>\n<p>Per far fronte alla mancanza di soluzioni governative, l\u2019ong di Juli Susanto gestisce programmi per l\u2019educazione sessuale fornendo assistenza sanitaria gratuita per evitare la diffusione dell\u2019Hiv, \u201cproblema estremamente serio e dilagante.<\/p>\n<p><strong>L\u2019unica madrasa per <em>waria<\/em><\/strong><br \/>\nPer conoscere meglio questa realt\u00e0 occorre dirigersi verso <strong>Java<\/strong>. Al centro di essa si trova Yogyakarta, citt\u00e0 boh\u00e9mienne ed universitaria, la \u201cBerlino del sud-est asiatico\u201d, fiore all\u2019occhiello di un\u2019intensa attivit\u00e0 culturale alternativa che guarda ai modelli di vita occidentali.<\/p>\n<p>Qui incontro Shinta Ratri, donna transgender di 54 anni, leader dell\u2019unica scuola coranica al mondo gestita da membri della comunit\u00e0 Lgbt, la <em>Pondok Pesantren Waria al-Fatah. <\/em>La madrasa venne da lei fondata nella sua vecchia casa per creare un luogo dove i<em> waria<\/em> avessero la possibilit\u00e0 di pregare insieme senza dover rimanere isolate nelle loro case, superando quella \u201cfrontiera sociale\u201d del <strong>binarismo di genere<\/strong> che impone a uomini e donne di pregare divisi nelle moschee. Come racconta Shinta, \u201cla scuola \u00e8 stata, per questo motivo, obiettivo di furiosi attacchi armati a scopo intimidatorio, operati dalle fazioni pi\u00f9 intransigenti del <em>Front Pembela Islam<\/em> e del <em>Front Jihad Islam<\/em>\u201d i movimenti di matrice islamista radicale che operano nell\u2019isola.<\/p>\n<p>La scuola si trova nascosta in un dedalo di vicoli: per raggiungerla chiedo in giro e tutti sanno darmi indicazioni certe, senza dimostrare nessun segno di avversione per la presenza di una tale associazione. Vengo accolto da Shinta, elegantemente vestita con il tradizionale <em>Al-Amira, <\/em>la quale mi racconta il suo passato e la storia della <em>Waria al-Fatah<\/em>, aperta nel 2008: \u201cSo di essere una donna da quando ho 10 anni, quello che mi interessava era stare con le ragazze, vestire come loro, sentire i loro bisogni \u2013 racconta-. Non sono transgender per mia sola e semplice scelta, ma per puro destino\u201d.<\/p>\n<p><strong>La comunit\u00e0 Lgbt nell\u2019arcipelago<\/strong><br \/>\nShinta racconta dei suoi cari: \u201cNella mia famiglia siamo otto fratelli, ma non ha mai avuto nessun problema a far riconoscere loro riconoscere la mia decisione, la mia condizione \u00e8 completamente accettata e per questo mi sento molto fortunata; non per tutti i <em>waria<\/em> \u00e8 cosi. I transgender non sono generalmente oggetto di mercificazione e schiavismo sessuale, ma vivono comunque in una condizione di estrema marginalit\u00e0, analfabetismo ed esclusione\u201d.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 transgender in Indonesia \u00e8 abbastanza numerosa, anche se dati precisi non se ne conoscono dato che un censimento non \u00e8 mai stato compiuto. Secondo Shinta, la quale accoglie nella <em>Waria al-Fatah<\/em> persone da tutte gli angoli del Paese, solo nella citt\u00e0 di Yogyakarta ci sono all\u2019incirca 372 transgender, mentre tutta l\u2019isola di Java questo numero supererebbe il milione, fino ad arrivare a una cifra di due milioni nell\u2019intera Indonesia, dove invece la comunit\u00e0 Lgbqti globalmente intesa si attesterebbe sui dieci milioni di membri.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di Shinta \u00e8 quello di \u201cdimostrare che l\u2019Islam accoglie anche i transessuali e le persone facenti parte della comunit\u00e0 Lgbt ed \u00e8 una religione per tutta l\u2019umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><em>Nella foto di copertina, Shinta Ratri nella madrasa di\u00a0Yogyakarta \u00a9 Riccardo Pareggiani via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Indonesia, il tasso di radicalismo islamico \u00e8 percettibilmente aumentato negli ultimi anni. Nel febbraio 2014, una legge nazionale aveva definitivamente tracciato uno spartiacque con il passato pluralista nel Paese del sud-est asiatico, concedendo l\u2019introduzione della sharia sull\u2019isola di Sumatra, ed imponendo a musulmani e non il rispetto della \u201cLegge di Dio\u201d. Gli attacchi suicidi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":67911,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[83,830,832,833,831],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67909"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67909"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67913,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67909\/revisions\/67913"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/67911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}