{"id":67924,"date":"2018-01-10T09:21:25","date_gmt":"2018-01-10T08:21:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67924"},"modified":"2018-01-30T06:59:46","modified_gmt":"2018-01-30T05:59:46","slug":"onu-usa-trump-relazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/onu-usa-trump-relazione\/","title":{"rendered":"Onu\/Usa: con Trump una relazione complicata"},"content":{"rendered":"<p>Il 2017 ha visto l\u2019emergere di un rapporto pi\u00f9 conflittuale tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/trump-onu-realpolitik-nazionalista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nazioni Unite<\/strong><\/a> e <strong>Stati Uniti<\/strong>. Donald <strong>Trump<\/strong>, fin dalla <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/world-news\/u-s-election-2016\/1.710188\">campagna elettorale<\/a>, non ha fatto mancare le critiche all&#8217; Onu e nei mesi seguenti la vittoria elettorale le difficolt\u00e0 e le incomprensioni sono aumentate. Nel suo primo discorso alle Nazioni Unite (19 settembre 2017), il presidente statunitense ha ribadito la sua visione di <em>America First<\/em>, cos\u00ec come di una comunit\u00e0 globale basata su Stati-nazione &#8220;forti e indipendenti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Le tappe di un deterioramento dei rapporti<\/strong><br \/>\nCirca un mese dopo, gli Stati Uniti si sono ritirati dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/litalia-caschi-blu-della-cultura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unesco<\/strong><\/a> (12 ottobre), offrendo come spiegazione la necessit\u00e0 di riforma dell\u2019Agenzia e il suo atteggiamento anti-israeliano. Washington era ai ferri corti con l\u2019Unesco\u00a0<a href=\"http:\/\/foreignpolicy.com\/2017\/10\/11\/u-s-to-pull-out-of-unesco-again\/\">dal 2011<\/a>, ma il ritiro ha comunque mandato un segnale forte. Pochi giorni dopo, il vicepresidente Mike Pence, attaccando le Agenzie dell&#8217; Onu per l\u2019incapacit\u00e0 di proteggere le minoranze perseguitate in Medio Oriente, ha annunciato la volont\u00e0 di ridurre i fondi destinati alle stesse e destinarli a\u00a0<em>faith-based group<\/em> e organizzazioni private per tutelare tali minoranze pi\u00f9 efficacemente.<\/p>\n<p>Successivamente, il 3 dicembre, gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro dal <em>Global Compact for Migration<\/em> \u2013 giustificandolo con la necessit\u00e0 di tutelare la propria sovranit\u00e0 su un tema cos\u00ec delicato\u00a0 -.<\/p>\n<p>Il periodo di massima tensione, tuttavia, \u00e8 iniziato il 6 dicembre, quando il presidente Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e ha ordinato di spostarvi l\u2019ambasciata degli Usa da Tel Aviv. La decisione ha suscitato dure reazioni a livello globale e ha portato l\u2019Assemblea generale a votare a larga maggioranza una risoluzione di condanna della stessa.<\/p>\n<p>Infine, in linea con una strategia antecedente al voto \u2013 ma indubbiamente spronati dallo stesso \u2013, gli Stati Uniti hanno annunciato, il 24 dicembre, di aver ottenuto un taglio di circa 285 milioni di dollari dal budget 2018\/2019 dell\u2019 Onu \u2013 85 milioni in pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.un.org\/apps\/news\/story.asp?NewsID=57861#.WkK3tt-nFPY\">proposto<\/a> dal segretario generale a ottobre.<\/p>\n<p><strong>La visione strategica trumpiana<br \/>\n<\/strong>Se \u00e8 indubbio che lo scontro su questioni come lo <em>status<\/em> di Gerusalemme non favorisce buoni rapporti tra Stati Uniti e Nazioni Unite, non bisogna perdere di vista le ragioni profonde del dissidio. La posizione dell\u2019Amministrazione Trump verso l\u2019 Onu non \u00e8 motivata, infatti, da particolari situazioni contingenti ma da una visione strategica che rende difficile la cooperazione tra i due attori. Tale visione, racchiusa nel concetto di <em>America First<\/em>, \u00e8 la pietra angolare per la concezione trumpiana di affari internazionali.<\/p>\n<p>La tematica \u00e8 emersa con chiarezza gi\u00e0 in campagna elettorale. Trump, allora candidato, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EOyma_8dFm0\">annunci\u00f2 presto la volont\u00e0<\/a> non solo di mettere l\u2019America al primo posto, ma anche di respingere il &#8216;globalismo&#8217; e di riconoscere nello Stato-nazione l\u2019unit\u00e0 portante degli affari internazionali. Ci\u00f2 comporta lo scetticismo per le istituzioni internazionali \u2013 viste come distanti burocrazie incapaci di rispondere alle esigenze degli statunitensi \u2013 e gli accordi internazionali \u2013 talvolta ritenuti lesivi della capacit\u00e0 di controllare i propri affari. &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dYgY6QUulP4\">Sostituire<\/a> il globalismo con un rinnovato americanismo&#8221;: in sostanza, passare da una politica focalizzata su multilateralismo, istituzioni internazionali e limitazione della propria sovranit\u00e0 per fini comuni, a una pi\u00f9 unilaterale, basata innanzitutto sulle necessit\u00e0 del proprio Stato e pi\u00f9 guardinga verso il mondo.<\/p>\n<p>Il recente scontro alle Nazioni Unite su Gerusalemme \u00e8 emblema di questa visione: quando Nikki Haley, ambasciatrice americana all\u2019 Onu, dice che nessuno ha il diritto di decidere per gli Stati Uniti dove devono posizionare le proprie ambasciate sta rappresentando al meglio l\u2019idea trumpiana.<\/p>\n<p><strong>Le radici profonde dell\u2019approccio di Donald Trump<br \/>\n<\/strong>Sarebbe errato, per\u00f2, considerare l\u2019attuale posizione americana come una novit\u00e0 portata dal <em>tycoon<\/em> alla Casa Bianca. L\u2019esempio pi\u00f9 recente in tale senso \u00e8 offerto dalla presidenza di George W. Bush \u2013 in particolare i primi quattro anni \u2013, profondamente scettica verso le istituzioni e i trattati internazionali. &#8220;The &#8220;national interest&#8221; is replaced with &#8220;humanitarian interests&#8221; or the interests of &#8220;the international community.&#8221; [\u2026] the Clinton Administration has often been so anxious to find multilateral solutions to problems that it has signed agreements that are not in America&#8217;s interest&#8221;. La critica, fatta da Condoleezza Rice durante la campagna presidenziale del 2000, \u00e8 molto simile a quella portata da Trump a Barack Obama.<\/p>\n<p>Queste posizioni, per\u00f2, affondano le loro radici nel profondo della storia statunitense e non sono solo un portato degli Anni Novanta. \u00c8 la tradizione <em>jacksoniana<\/em> che anima la politica americana fin dalle origini della Repubblica a riemergere con vigore con Donald Trump. \u00c8 quella parte di America che, tra le altre cose, \u00e8 sempre stata dubbiosa verso il mondo, visto come una pericolosa arena capace di minare le fondamenta della &#8216;way of life&#8217; statunitense. La visione trumpiana, per\u00f2, non \u00e8 catalogabile come isolazionismo: gli Stati Uniti sono pronti a rimanere impegnati nel mondo, ma solo in modo da non danneggiare seriamente quelli che ritengono essere i loro interessi nazionali.<\/p>\n<p><strong>Che cosa attendersi<br \/>\n<\/strong>\u00c8 naturale che una simile posizione renda pi\u00f9 difficile la collaborazione tra Washington e gli altri attori, soprattutto su questioni capaci di limitare la libert\u00e0 di azione statunitense \u2013 e l\u2019accordo sul clima di Parigi ne \u00e8 un esempio lampante. Le tensioni all\u2019 Onu, dunque, non sembrano destinate a diminuire.<\/p>\n<p>L\u2019agenda di Trump, per\u00f2, potrebbe trovare un inaspettato supporter proprio nel segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, le cui proposte di riforma sono spesso in linea con quelle del presidente statunitense. Se l\u2019 Onu intraprender\u00e0 un percorso riformista gradito a Washington e abbandoner\u00e0 \u2013 o ridurr\u00e0 \u2013 alcune pratiche invise agli Stati Uniti \u2013 come l\u2019eccessivo focus su Israele a discapito di altre tematiche pressanti ,\u00a0 \u00e8 possibile che la relazione tra le due parti possa evolvere in senso positivo. Nel mentre, tuttavia, le Nazioni Unite resteranno un osservato speciale, la pressione per la riduzione dei costi e l\u2019implementazione delle riforme continuer\u00e0 e non \u00e8 da escludere il ritiro da altre Agenzie o accordi ritenuti non in linea con interessi o valori statunitensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2017 ha visto l\u2019emergere di un rapporto pi\u00f9 conflittuale tra Nazioni Unite e Stati Uniti. Donald Trump, fin dalla campagna elettorale, non ha fatto mancare le critiche all&#8217; Onu e nei mesi seguenti la vittoria elettorale le difficolt\u00e0 e le incomprensioni sono aumentate. 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