{"id":67930,"date":"2018-01-12T09:03:21","date_gmt":"2018-01-12T08:03:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67930"},"modified":"2018-01-15T20:16:41","modified_gmt":"2018-01-15T19:16:41","slug":"planet-first-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/planet-first-ambientale\/","title":{"rendered":"Planet First: educazione ambientale contro i negazionismi"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo l&#8217;articolo della prima classificata nella graduatoria finale della V edizione della Summer School Renzo Imbeni, nel quadro della cooperazione stabilita tra la Scuola e la nostra rivista.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u201cL\u2019America ha bisogno del buon vecchio <strong>riscaldamento globale<\/strong> per far fronte alle imponenti nevicate della West Coast\u201d. Questa l\u2019ennesima dichiarazione sul clima rilasciata con un misto di scetticismo e noncuranza dal presidente degli <strong>Stati Uniti<\/strong> Donald <strong>Trump<\/strong>. Essa si inserisce nella scia del ritiro dall\u2019accordo sul <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/clima-la-folle-retromarcia-donald-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">clima<\/a><\/strong> concluso alla <strong>Cop21 di Parigi<\/strong> e della concomitante interruzione nella fornitura di contributi al <em>Green Climate Fund<\/em> delle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/onu-usa-trump-relazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nazioni Unite<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019accordo prevedeva, accanto a degli obiettivi specifici &#8211; come la riduzione della temperatura mondiale al di sotto di 2\u00b0 C e la creazione di un tetto alle emissioni inquinanti &#8211; anche dei risultati pi\u00f9 generali, basati su un approccio innovativo, multilaterale, responsabile e trasparente da parte delle singole nazioni e soprattutto della <em>High Ambition Coalition<\/em>. Il fine ultimo \u00e8 far fronte a quella che il segretario generale delle Nazioni Unite Ant\u00f3nio Guterres ha definito come \u201cuna delle pi\u00f9 grandi minacce attuali per il futuro del nostro pianeta\u201d, ossia il riscaldamento globale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opzione pro combustibili fossili<\/strong><br \/>\nGli Stati Uniti, secondo produttore mondiale di gas serra, sono attori protagonisti nella scena dei <strong>cambiamenti climatici<\/strong> e se la scelta dell\u2019amministrazione Obama di tagliare le emissioni globali nel 2015 del 2,6% e nel 2016 dell\u20191,7 % sembrava far ben sperare, l\u2019amministrazione Trump ha invece virato in direzione di un drammatico finale per il futuro del pianeta.<\/p>\n<p>Le motivazioni addotte dal presidente americano per spiegare il ritiro dall\u2019accordo di cui sopra fanno leva sul risvolto economico negativo per i cittadini e le imprese americane. Tuttavia, recenti studi della Banca Mondiale hanno dimostrato come a lungo termine l\u2019utilizzo di <strong>combustibili fossili<\/strong> porter\u00e0 ad un aumento delle spese per l\u2019assistenza sanitaria e ridurr\u00e0 quindi la produttivit\u00e0 del lavoro, che potrebbe invece aumentare con investimenti nel settore dell\u2019energia rinnovabile.<\/p>\n<p>La <em>Trump attitude<\/em> fronteggia anche un\u2019opposizione interna, fatta di Stati e imprese di regioni economicamente molto dinamiche che, a differenza dei <em>Rust Belt States<\/em> &#8211; cruciali per la vittoria di Trump e in cui lo stesso Presidente ha dichiarato di voler far tornare in auge le miniere di carbone e di acciaio -, hanno dichiarato di voler proseguire con l\u2019assolvimento degli impegni presi a Parigi e, laddove possibile, anche di andare oltre.<\/p>\n<p><strong>Segnali positivi sulla scena mondiale<\/strong><br \/>\nIl trend di politica ambientale di Trump si scontrano anche con le politiche di altri Stati, da quelli della \u2018sempreverde\u2019 <strong>Scandinavia<\/strong> &#8211; in cui, per citare un esempio, la Svezia si propone di essere il primo Paese al mondo senza combustibili fossili entro il 2020 &#8211; , ai piccoli ma significativi cambiamenti che si stanno verificando in <strong>Medio Oriente<\/strong>: il ministro dell\u2019Energia saudita Khaled Al-Faleh ha infatti recentemente dichiarato che Riad sta tentando di riformare il sistema energetico e punta a ottenere il 10% dell\u2019elettricit\u00e0 dalle rinnovabili entro il 2023.<\/p>\n<p>I segnali positivi emersi sulla scena mondiale a livello nazionale sono rielaborati nei fori multilaterali e nuovi stimoli sono proposti con vigore da parte delle organizzazioni internazionali. Le Nazioni Unite da lungo tempo si fanno paladine e fari propulsori della protezione ambientale, dal rapporto Brundtland (1987), passando attraverso l\u2019Agenda 21 sul cambiamento climatico (1992) e tramite numerose <em>guidelines<\/em> e accordi internazionali propongono una saldatura indissolubile tra sviluppo economico ed ambiente, ispirata al concetto di sviluppo sostenibile, ossia capace di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti, senza compromettere quelli delle generazioni future.<\/p>\n<p>Gli strumenti Onu richiamano i principi di <em>soft law<\/em> come quello di valutazione dell\u2019impatto ambientale, il principio del \u201cchi inquina paga\u201d, il principio precauzionale, alcuni obblighi a carattere procedurale, come quello di notifica urgente di disastri ambientali e il principio dello sviluppo sostenibile. A questi si affiancano, per\u00f2, anche degli accordi internazionali settoriali o generali e, sebbene le norme ambientali non siano ancora previste dal diritto internazionale generale, la materia della responsabilit\u00e0 per danni ambientali \u00e8 regolata dalle stesse norme utilizzate per la responsabilit\u00e0 internazionale degli Stati da fatto illecito.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo di Osce e societ\u00e0 civile<\/strong><br \/>\nNella lotta per porre gli interessi del Pianeta prima di ogni altro interesse nazionale le Nazioni Unite non sono sole. Oltre a numerosi istituti e agenzie da loro dipendenti va sottolineato il ruolo di numerose Ong e di quel foro diplomatico permanente &#8211; a <strong>guida italiana<\/strong> nel 2018 &#8211; che \u00e8 l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/presidenza-italiana-dellosce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Osce<\/strong><\/a>. Attraverso l\u2019ufficio del coordinatore delle attivit\u00e0 economiche e ambientali, esso attua progetti che mirano ad una gestione sicura dei disastri climatici e dei rifiuti pericolosi, promuovendo il dialogo tra gli Stati partecipanti, l\u2019efficienza energetica e la crescita verde.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019azione congiunta e multilaterale, come affermato alla <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/clima-cop23-passi-obiettivo\/\">Cop23<\/a><\/strong> di Bonn dello scorso novembre, gli Stati stanno imboccando la giusta via, ma attori economici e geopolitici importanti non possono essere lasciati al margine. Per questo, una maggiore consapevolezza a livello della societ\u00e0 civile si rende necessaria.<\/p>\n<p>Sussidi, riforme agrarie, sanzioni in caso di catastrofi climatiche, supporto all\u2019innovazione verde vanno affiancati da una cultura civica capace di includere un\u2019educazione ambientale. Secondo recenti studi dell\u2019universit\u00e0 di Yale, il 40% degli adulti nel mondo non ha mai sentito parlare di cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Con l\u2019<strong>educazione ambientale <\/strong>si potr\u00e0 colmare questa falla e rendere le societ\u00e0 colpite da problemi climatici pi\u00f9 resilienti, si potranno mostrare le grandi possibilit\u00e0 economiche delle rinnovabili agli investitori internazionali e fronteggiare problemi locali con tecnologie globali e soluzioni fatte su misura. Una maggiore consapevolezza del problema non \u00e8 solo la chiave per superare gli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici, ma anche l\u2019opportunit\u00e0 di scalzare quell\u2019inerzia che impedisce agli stati di muoversi verso uno sviluppo pi\u00f9 pulito, pi\u00f9 equo e pi\u00f9 produttivo di cui il Pianeta ha estremo bisogno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Foto di copertina \u00a9 Alban Grosdidier\/SOPA via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l&#8217;articolo della prima classificata nella graduatoria finale della V edizione della Summer School Renzo Imbeni, nel quadro della cooperazione stabilita tra la Scuola e la nostra rivista.\u00a0 \u201cL\u2019America ha bisogno del buon vecchio riscaldamento globale per far fronte alle imponenti nevicate della West Coast\u201d. 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