{"id":67980,"date":"2018-01-17T15:48:33","date_gmt":"2018-01-17T14:48:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67980"},"modified":"2018-01-17T15:48:33","modified_gmt":"2018-01-17T14:48:33","slug":"cina-sfratti-abusi-pechino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/cina-sfratti-abusi-pechino\/","title":{"rendered":"Cina: tra sfratti e abusi, il lato oscuro di Pechino"},"content":{"rendered":"<p>Nella <strong>Pechino<\/strong> del socialismo con caratteristiche cinesi, gli <strong>sfratti<\/strong> della popolazione di fascia pi\u00f9 bassa e gli <strong>abusi<\/strong> sui minori negli asili nido hanno mostrato il rumoroso lato\u00a0della classe medio-bassa della societ\u00e0, quelle che sono alla base del Sogno cinese, il <em>zhongguo meng<\/em>. Il Sogno cinese \u00e8 diverso dall\u2019<em>American Dream <\/em>del dopoguerra: non \u00e8 un sogno individuale, finalizzato alla realizzazione del proprio successo, ma si traduce in uno sforzo collettivo per portare al successo l\u2019antica Terra di Mezzo.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile avere una stima precisa dei lavoratori migranti che hanno lasciato i propri luoghi di origine (e le prestazioni sociali essenziali a loro l\u00ec garantite) per andare nelle citt\u00e0 e nelle metropoli a svolgere mansioni manuali a basso valore aggiunto. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2015 si \u00e8 registrato un movimento migratorio interno alla <strong>Cina<\/strong> pari a 247 milioni di persone.<\/p>\n<p>La fredda definizione burocratica di <em>diduan renkou<\/em>, \u201cpopolazione di fascia pi\u00f9 bassa\u201d, \u00e8 stata di recente sottoposta alla censura governativa, cos\u00ec da limitarne la diffusione nelle conversazioni e nei commenti sui social network cinesi.<br \/>\nNonostante l\u2019impegno della macchina censoria, si \u00e8 diffusa a macchia d\u2019olio la notizia legata agli sgomberi e alle demolizioni di edifici in cui risiedono migliaia di lavoratori provenienti dalla Cina rurale, i <em>mingong<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Il controllo sugli stabili della capitale<\/strong><br \/>\nLa municipalit\u00e0 di Pechino ha lanciato una campagna durata 40 giorni per controllare le condizioni di sicurezza degli stabili della citt\u00e0, con particolare attenzione a magazzini, mercati all&#8217;ingrosso e altre costruzioni nelle periferie dov\u2019\u00e8 raccolta la gran parte dei <em>mingong<\/em>.<br \/>\nIl pretesto per dare il via all\u2019azione di Pechino \u00e8 stato un incendio scoppiato lo scorso 18 novembre nel villaggio di Xinjiancun, dove un palazzo che ospitava principalmente <em>mingong<\/em> e le loro famiglie \u00e8 andato in fiamme uccidendo 19 persone, tra cui 8 bambini.<\/p>\n<p>Secondo le autorit\u00e0 locali, circa 400 persone vivevano in condizioni anguste nella struttura a due piani, che serviva anche da officina e magazzino per i venditori locali.<\/p>\n<p>Quella che \u00e8 stata definita dalle autorit\u00e0 come una misura per la messa in sicurezza della popolazione \u00e8 per\u00f2 una vera campagna che mira a demolire le abitazioni in cui risiedono i migranti interni al Paese del Dragone. Il reale obiettivo del Partito comunista cinese \u00e8, del resto, la riorganizzazione dell\u2019assetto urbanistico della capitale e il contenimento del numero degli abitanti. Secondo il 13esimo piano quinquennale cinese (2016-2020), la strategia per lo sviluppo economico e sociale del Paese, la popolazione residente nella capitale non dovr\u00e0 infatti superare i 23 milioni entro il 2020, dai 21,7 milioni attuali.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, con un preavviso minimo &#8211; di 3 giorni o persino di 15 minuti &#8211; gli inquilini, scortati dalle forze dell\u2019ordine in tenuta antisommossa, sono costretti a raccogliere tutti i loro averi e lasciare le loro abitazioni, senza sapere dove andare. Il processo di evacuazione e di sfratti nella capitale non \u00e8 nuovo alle cronache. Gi\u00e0 prima delle Olimpiadi del 2008, numerose abitazioni che sorgevano negli anelli centrali della capitale sono state smantellate per lasciare spazio a costruzioni pi\u00f9 moderne, finalizzate a ospitare anche le orde di turisti che, di l\u00ec a poco, avrebbero fatto registrare picchi nei guadagni dell\u2019azienda del turismo.<\/p>\n<p>I <em>mingong<\/em> \u2013 di fatto percepiti come causa di sovrappopolazione e aumento dell\u2019inquinamento, del traffico e del consumo delle risorse &#8211; ora si trovano quindi in un limbo: abbandonare la grande citt\u00e0 in cui ottenere una retribuzione superiore a quella delle aree rurali, oppure insediarsi nelle zone periferiche della grande citt\u00e0 a vantaggio delle agenzie immobiliari e dei locatori.<\/p>\n<p><strong>Le proteste della societ\u00e0 civile e le ripercussioni sulle aziende<\/strong><br \/>\nLe misure della municipalit\u00e0 di Pechino non hanno ricevuto il silenzio solitamente osservato dai media e dagli intellettuali. Pochi giorni dopo i primi sgomberi, sono arrivate le parole di denuncia della classe media, testimonianza di un sentimento di disapprovazione e disaffezione nei confronti del Partito, come dimostra l\u2019iniziativa di un centinaio tra intellettuali e professori universitari, firmatari di una lettera in cui si accusa l\u2019amministrazione della capitale di aver messo in atto una grave violazione dei <strong>diritti umani<\/strong>. In particolare \u00e8 Cai Qi, sindaco di Pechino e fedelissimo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/cina-evoluzione-galassia-opportunita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Xi Jinping<\/a>, il bersaglio delle critiche mosse dagli intellettuali.<\/p>\n<p>Ma anche il <em>Global Times<\/em>, spin-off in lingua inglese del \u201cQuotidiano del Popolo\u201d, ha preso una posizione contro i metodi troppo duri portati avanti dall\u2019amministrazione locale, criticando la mancanza di un\u2019alternativa abitativa da offrire alle famiglie per ripararsi dalle rigide temperature invernali.<br \/>\nGrazie alla vasta eco del caso sui <em>social media<\/em>, molte organizzazioni non governative si sono attivate per mettere a disposizione degli sfrattati abitazioni temporanee e, ad alcuni di loro, \u00e8 stato anche garantito un biglietto per tornare nelle loro zone di provenienza.<br \/>\nL\u2019amministrazione locale ha tuttavia omesso di considerare il futuro di tutti quei lavori svolti dai <em>mingong<\/em>, che nelle grandi citt\u00e0 cinesi sono occupati principalmente nel settore dell\u2019edilizia, del tessile e dell\u2019<em>e-commerce<\/em>.<br \/>\nL\u2019espulsione di migliaia di migranti cinesi priva cos\u00ec le aziende di un\u2019importante forza lavoro, come i corrieri espressi, creando conseguenze negative per il bilancio dei colossi degli acquisti online, del calibro di <strong>Alibaba<\/strong> e Baidu.<\/p>\n<p><strong>Lo scandalo asili nido<\/strong><br \/>\nLa riorganizzazione della citt\u00e0 non \u00e8 la sola preoccupazione dell\u2019amministrazione di Pechino. Dopo la denuncia di \u00a0alcuni genitori &#8211; e la diffusione della notizia pure stavolta sui social network -, le proteste si sono abbattute anche su un asilo nido del distretto di Chaoyang, dove dei bambini sarebbero stati molestati, drogati e abusati sessualmente.<\/p>\n<p>La scuola per l\u2019infanzia \u00e8 gestita dalla <em>Red Yellow Blue Education<\/em> &#8211; societ\u00e0 nata in Cina alla fine degli anni Novanta e quotata a Wall Street -, che si definisce il pi\u00f9 grande fornitore di servizi educativi della prima infanzia nel Paese e gestisce oltre quattromila dipendenti che operano in circa 1000 asili nido in 307 citt\u00e0 cinesi.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 governative avevano da subito attivato la macchina censoria, indicando ai media nazionali di non pubblicare alcuna notizia sullo scandalo nell\u2019asilo, mentre venivano rimossi dall\u2019incarico due insegnanti e il preside si diceva pronto a collaborare, pur negando ogni accusa. \u00a0Malgrado gli sforzi della censura, per\u00f2 il flusso dei commenti su Weibo, il Twitter cinese, non si \u00e8 fermato. Gli utenti hanno denunciato come questo caso di maltrattamenti non sia il primo in Cina e che la ripetizione di questi episodi \u00e8 dovuta certamente alla mancanza di un personale scolastico altamente qualificato.<\/p>\n<p>L\u2019agenzia di stampa <a href=\"http:\/\/news.xinhuanet.com\/english\/2016-05\/31\/c_135402607.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Xinhua<\/a>, riprendendo uno studio condotto dalla <em>Girls&#8217; Protection Foundation<\/em>, ha riportato che tra il 2013 e il 2015 sono stati denunciati 968 abusi sessuali contro i minori, che coinvolgerebbe 1790 bambini. Molti altri abusi non sarebbero comunque stati resi noti.<\/p>\n<p>Le molestie contro i bambini si sviluppano di fronte l\u2019indifferenza delle autorit\u00e0 scolastiche, che non denunciano gli episodi alla polizia. Inoltre, molte vittime sono proprio i bambini rimasti nelle zone rurali (pi\u00f9 di 61 milioni), mentre i genitori riempiono le file dei <em>diduan renkou<\/em> nelle grandi citt\u00e0.<\/p>\n<p>La frustrazione pubblica, se non gestita nel modo adeguato, pu\u00f2 rappresentare una fonte di instabilit\u00e0 per il potere politico del Partito. E, a pochi mesi di distanza dalla trionfante nomina di Xi Jinping per il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/cina-xi-potere-amici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">secondo<\/a> mandato alla guida del Paese, il presidente deve fare i conti con incidenti che esprimono il malcontento della classe media-bassa, quella che ogni giorno lavora duramente per realizzare il condiviso Sogno cinese.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 SIPA Asia via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella Pechino del socialismo con caratteristiche cinesi, gli sfratti della popolazione di fascia pi\u00f9 bassa e gli abusi sui minori negli asili nido hanno mostrato il rumoroso lato\u00a0della classe medio-bassa della societ\u00e0, quelle che sono alla base del Sogno cinese, il zhongguo meng. Il Sogno cinese \u00e8 diverso dall\u2019American Dream del dopoguerra: non \u00e8 un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":67981,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[843,845,77,844,598],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67980"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67980"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67980\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67982,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67980\/revisions\/67982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/67981"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}