{"id":67985,"date":"2018-01-18T08:25:13","date_gmt":"2018-01-18T07:25:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=67985"},"modified":"2018-01-22T23:30:17","modified_gmt":"2018-01-22T22:30:17","slug":"italia-campagna-moratoria-promesse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/italia-campagna-moratoria-promesse\/","title":{"rendered":"Campagna elettorale: moratoria promesse non sostenibili"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi le preoccupazioni (comprensibili \u00a0e condivisibili), espresse da alcuni membri della Commissione europea, per il quadro politico che potrebbe emergere in <strong>Italia<\/strong> dopo le <strong>elezioni<\/strong> del 4 marzo hanno suscitato le prevedibili reazioni di protesta \u00a0di vari esponenti politici italiani. Non sono mancate le consuete accuse alla Commissione di indebita interferenza nelle vicende interne di un Paese sovrano. Eppure le dichiarazioni di Moscovici, Katainen e Timmermans altro non facevano che riflettere una preoccupazione diffusa presso i nostri partners europei, non solo per l\u2019incertezza del quadro politico del dopo elezioni, \u00a0ma anche \u00a0per i contenuti di una campagna elettorale prevalentemente condotta all&#8217;insegna della irresponsabilit\u00e0 e della superficialit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Polemiche, margini di manovra e vincoli esterni<\/strong><br \/>\nQuindi le polemiche dei giorni scorsi sulle presunte interferenze della Commissione europea hanno perlomeno avuto il merito di riportare al centro dell\u2019attenzione (ma per quanto?) il tema del vincolo esterno e dei margini di manovra che un Paese membro dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/ue-unione-economica-monetaria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> e di una Unione economica e monetaria\u00a0 pu\u00f2 permettersi, senza rimettere in discussione la tenuta dell\u2019edifico comune. E hanno avuto l\u2019effetto di sospendere per qualche giorno il fuoco di fila di <strong>promesse<\/strong> tanto mirabolanti quanto infondate e di attirare l\u2019attenzione sulla questione della collocazione internazionale del Paese e delle scelte che attendono il prossimo Esecutivo nel contesto europeo e internazionale, ricordandoci che chiunque avr\u00e0 responsabilit\u00e0 di governo dopo il 4 marzo dovr\u00e0 confrontarsi con le complessit\u00e0 e le criticit\u00e0 di un contesto europeo e internazionale in cui l\u2019 Italia \u00e8 pienamente integrata.<\/p>\n<p>Che schierarsi su temi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/serve-la-politica-estera-italiana\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>politica estera<\/strong><\/a> e di collocazione internazionale del Paese non contribuisca ad accrescere i consensi dei partiti in campagna elettorale \u00e8 cosa nota. Che, per la loro complessit\u00e0 e per l\u2019apparente distanza dalla preoccupazioni quotidiane del cittadino elettore, questi temi poco si prestino a un utilizzo strumentale nel contesto di una campagna elettorale \u00e8 cosa ugualmente risaputa.<\/p>\n<p><strong>Apparente disinteresse per la politica estera<\/strong><br \/>\nCiononostante colpisce e preoccupa comunque l\u2019apparente\u00a0 disinteresse degli esponenti dei \u00a0partiti, impegnati in queste e nelle prossime settimane fino al 4 marzo in un&#8217;estenuante quanto ripetitiva campagna elettorale, sui temi che hanno a che vedere con la collocazione internazionale del Paese, con le alleanze pi\u00f9 idonee a tutelare presunti interessi nazionali, con le risposte da dare alle sfide di un contesto internazionale instabile e minaccioso, con le grandi problematiche che si affacciano inquietanti sulla scena internazionale (clima, terrorismo, non proliferazione nucleare ecc.).<\/p>\n<p>Sorprende che non suscitino alcun interesse o preoccupazione da parte delle forze politiche impegnate nella campagna elettorale (come se si trattasse di criticit\u00e0 che non riguardano neppure da lontano la sicurezza dell&#8217; Italia e dell\u2019Europa) questioni come la situazione nel Mediterraneo, con i conflitti ancora irrisolti in Siria e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/libia-compito-conferenza-nazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Libia<\/strong><\/a>; o la profonda frattura che caratterizza il contesto politico \u00a0in Medio Oriente, con una tensione sempre pi\u00f9 palpabile fra Iran e Arabia Saudita (e Israele); o i rischi che corre l\u2019accordo sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/iran-trump-accordo-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>nucleare iraniano<\/strong><\/a> dopo le recenti prese di posizione di Washington; o il programma di riarmo nucleare della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/corea-giochi-kim-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Corea<\/strong><\/a> del Nord, con le relative implicazioni sulla sicurezza della regione.<\/p>\n<p><strong>Le incognite dell&#8217;atteggiamento verso Trump e Putin e la Cina<\/strong><br \/>\nMa sorprende ugualmente che nessuno si chieda seriamente come dovr\u00e0 reagire l\u2019 Italia (e\u00a0 l\u2019Europa) di fronte a un presidente americano, Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/usa-trump-zig-zag-squadra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a>, che sembra meno disponibile \u00a0a continuare a garantire, come nel passato, la sicurezza dell\u2019Europa (e quindi dell\u2019Italia), che ha rimesso in discussione il proprio impegno nel contrasto al cambiamento \u00a0climatico, che ha contestato i vantaggi di una liberalizzazione del \u00a0commercio internazionale,\u00a0 che sta avviando un preoccupante programma di riarmo convenzionale e nucleare, che si muove sullo scenario internazionale incurante delle posizioni degli alleati, unicamente ispirato dal criterio della tutela dell\u2019interesse nazionale americano.<\/p>\n<p>Sorprende che il complesso tema delle relazioni con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/russia-passi-diplomazia-medio-oriente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong><\/a> sia relegato a una questione di simpatia\/antipatia per Vladimir Putin e condizionato da una sorta di fascinazione per l\u2019uomo forte al comando, piuttosto che fare oggetto di una seria verifica dei costi e benefici di un riavvicinamento alle posizioni di Mosca.<\/p>\n<p>Sorprende infine che la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/cina-xi-potere-amici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cina<\/a><\/strong>, destinata a breve termine a diventare la prima potenza economica del mondo, e comunque ormai un protagonista a pieno titolo della scena internazionale, continui a rimanere una sorta di oggetto misterioso nel dibattito politico nazionale, evocata al massimo se si tratta di decidere se ci convenga stimolare o limitare gli investimenti cinesi in Italia.<\/p>\n<p><strong>Superficialit\u00e0 e strumentalit\u00e0 del dibattito sui rapporti Italia\/Ue<\/strong><br \/>\nCerto fa eccezione il tema del rapporto con l\u2019Europa, che \u00e8 s\u00ec presente nel dibattito pre-elettorale, ma con argomentazioni troppo spesso superficiali e strumentali e comunque troppo legate a scelte di politica interna e spesso utilizzate con una \u201cvis polemica\u201d che lascia trasparire una fin troppo facile e scontata tendenza a scaricare su Bruxelles responsabilit\u00e0 nazionali. Anche sull&#8217;Europa, quindi, nessuna progettualit\u00e0, nessuna visione di lungo periodo, nessun impegno programmatico degno di questo nome, nessun serio tentativo di inserirsi\u00a0 con proposte credibili nel dibattito ormai gi\u00e0 avviato sul governo dell\u2019economia, sulla gestione dei flussi migratori, sulla sicurezza o sulle responsabilit\u00e0 dell\u2019Europa nel campo della difesa.<\/p>\n<p>Ma piuttosto uno stillicidio di polemiche quotidiane di modesta levatura, di impegni prima assunti poi rinnegati (come per il referendum sull\u2019Euro), di attacchi tanto superficiali quanto immotivati (all\u2019Europa dei burocrati, come se alla definizione delle politiche comuni non fossimo tutti chiamati a contribuire)\u00a0 o di minacce inattuabili (come quella di sospendere il contributo al bilancio comune in assenza di solidariet\u00e0 sulle politiche migratorie).<\/p>\n<p><strong>La sfida di stare al passo di Francia e Germania<\/strong><br \/>\nEd \u00e8 proprio sull\u2019Europa, \u00a0sulle sfide che il Vecchio Continente dovr\u00e0 affrontare se vorr\u00e0 attrezzarsi per stare al passo con le altre grandi economie del mondo, e sul ruolo che l\u2019 Italia vorr\u00e0 svolgere in questa partita, che\u00a0 preoccupa di pi\u00f9\u00a0 l\u2019assenza di un dibattito serio in un Paese come il nostro, che rappresenta comunque la terza potenza continentale.<\/p>\n<p>Francia e Germania stanno per ripartire sul governo dell\u2019economia e delle moneta comune, sulla difesa comune e sulle migrazioni. Emmanuel Macron ha vinto la campagna per le presidenziali con un programma convintamente europeista. In Germania l\u2019accordo tra Cdu, Csu\u00a0 e Spd per una riedizione delle grande coalizione, ancorch\u00e9 sottoposto al giudizio degli iscritti, \u00a0si apre significativamente con varie pagine dedicate al futuro dell\u2019Unione europea e al ruolo della Germania in Europa. E l\u2019 Italia sapr\u00e0 stare al passo con un sua credibile capacit\u00e0 propositiva? A giudicare dalla campagna elettorale c\u2019\u00e8 da temere il contrario.<\/p>\n<p>Sarebbe troppo chiedere alle forze politiche italiane impegnate in campagna elettorale di concordare una moratoria sulla facile ricerca del consenso con promesse non sostenibili,\u00a0 per farci sapere come la pensano su temi altrettanto vitali per gli interessi dei cittadini elettori come quelli relativi alla collocazione internazionale del Paese e alle responsabilit\u00e0 dell\u2019Italia in Europa e nel mondo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi le preoccupazioni (comprensibili \u00a0e condivisibili), espresse da alcuni membri della Commissione europea, per il quadro politico che potrebbe emergere in Italia dopo le elezioni del 4 marzo hanno suscitato le prevedibili reazioni di protesta \u00a0di vari esponenti politici italiani. 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