{"id":68048,"date":"2018-01-22T23:52:37","date_gmt":"2018-01-22T22:52:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68048"},"modified":"2018-01-23T08:04:15","modified_gmt":"2018-01-23T07:04:15","slug":"spazio-blocco-misura-isolare-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/spazio-blocco-misura-isolare-paese\/","title":{"rendered":"Spazio: il blocco, una nuova misura per isolare un Paese"},"content":{"rendered":"<p>Dal lancio dello Sputnik I nel 1957, durante la Guerra Fredda le attivit\u00e0 spaziali si sono rapidamente sviluppate come dimostrazione della potenza militare tra i due blocchi rappresentati dagli <strong>Stati Uniti<\/strong> e dall&#8217;Urss. Ora appaiono come una competizione scientifica e tecnologica tra molti Paesi, con la partecipazione di organizzazioni internazionali e societ\u00e0 private. Al fine di regolare l&#8217;esplorazione e l&#8217;uso dello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/07\/spazio-ue-apre-negoziati-su-codice-di-condotta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>spazio<\/strong><\/a> esterno, la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 giunta alla stesura e alla firma di vari trattati internazionali sotto la guida delle Nazioni Unite (Space Treaties).<\/p>\n<p>Oltre ai concorrenti tradizionali &#8211; Stati Uniti e <strong>Russia<\/strong> &#8211; altri attori hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo delle attivit\u00e0 spaziali, come l&#8217;Agenzia Spaziale Europea (Esa) e i suoi membri, principalmente Francia, Germania, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/spazio-lanciatori-italia-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong> <\/a>e Regno Unito. Negli ultimi decenni anche l&#8217;India e la Cina hanno sviluppato considerevoli attivit\u00e0 spaziali. Una delle disposizioni chiave del trattato sullo spazio extra-atmosferico, l\u2019Outer Space Treaty (Ost), riguarda la responsabilit\u00e0 delle attivit\u00e0 spaziali, che \u00e8 sempre dello Stato, sia che si tratti di attivit\u00e0 svolte dallo Stato o da privati.<\/p>\n<p>Le stazioni spaziali come l\u2019Iss (International Space Station) e i satelliti, orbitanti o geo-stazionari, possono essere utilizzati per scopi civili o militari, ma questi ultimi solo se difensivi, ossia nell&#8217;esercizio dell&#8217;autodifesa o in seguito a un mandato delle Nazioni Unite ai sensi dell&#8217;articolo 51 della Carta dell&#8217;Onu.<\/p>\n<p><strong>I blocchi di terra, navali e aerei<br \/>\n<\/strong>La storia mondiale degli ultimi cinque secoli offre molti casi di blocchi di terra o navali per isolare un Paese dal resto del mondo e costringere quel Paese ad accettare la risoluzione di una disputa internazionale decisa da altri Paesi. Uno dei pi\u00f9 famosi \u00e8 quello del blocco di terra di Berlino nel 1948 da parte dei russi. Gli americani lo superarono mettendo in atto un gigantesco ponte aereo.<\/p>\n<p>Prima dello sviluppo dell&#8217;aviazione, la misura pi\u00f9 comune, oltre a quella di terra, per isolare un Paese \u00e8 stata quella del blocco navale, volto a impedire l&#8217;ingresso e l&#8217;uscita delle navi da e verso i suoi porti. Recentemente questa misura si \u00e8 ipotizzata per la<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/corea-blocco-gruppo-vancouver\/\"><strong> Corea<\/strong> <\/a>del Nord. La Dichiarazione di Parigi (che pose fine alla guerra di Crimea), firmata il 30 marzo 1856, governa il blocco navale e ne fissa i limiti e le condizioni in accordo con la Convenzione di Ginevra.<\/p>\n<p>Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il blocco dello spazio aereo con la creazione di una no-fly zone \u00e8 stato il modo pi\u00f9 comune per isolare un Paese o una regione in aree di crisi. Il blocco dello spazio aereo \u00e8 diventato efficace grazie al moderno sistema di controllo del traffico aereo. Uno dei casi pi\u00f9 noti \u00e8 quello della regione del Nagorno-Karabakh il cui spazio aereo \u00e8 stato chiuso molti anni fa dall&#8217;Azerbaijan come rappresaglia contro l&#8217;Armenia; un altro caso recente \u00e8 la no-fly zone attuata sulla Siria.<\/p>\n<p><strong>Il blocco spaziale: un inedito possibile<br \/>\n<\/strong>Possiamo definire il blocco spaziale come un&#8217;interruzione deliberata delle operazioni di infrastrutture spaziali critiche, istituite per garantire la continuit\u00e0 delle azioni governative e delle attivit\u00e0 commerciali quando le infrastrutture di terra non possono essere utilizzate. Il blocco spaziale pu\u00f2 essere ottenuto in tre modi: 1) da satelliti lanciati contro altri satelliti in orbita; 2) da satelliti che attivano un processo di aggressione verso infrastrutture di terra; 3) da infrastrutture di terra in grado di colpire quei satelliti bloccando le interazioni con le infrastrutture di terra; 4) da qualsiasi tipo di arma in grado di attaccare un&#8217;infrastruttura critica spaziale a terra.<\/p>\n<p>Esistono due forme di blocco: una \u00e8 l&#8217;interruzione fisica ottenuta dalla distruzione totale o di parte di un&#8217;infrastruttura; l&#8217;altro \u00e8 il blocco elettronico delle comunicazioni attraverso la corruzione dei segnali (jamming, spoofing) e interferenze dirette alle trasmissioni dallo spazio. Ognuno di loro ha parametri e conseguenze legali diverse a seconda delle norme applicabile (civili o militari): legge spaziale, diritto aereo, diritto privato, diritto penale, Law of Armed Conflict (Loac), indicata anche come legge di guerra o diritto internazionale umanitario. La condotta delle operazioni militari \u00e8 regolata dal diritto internazionale e dalla Loac. Esiste poi il Manuale di San Remo che ha lo scopo di facilitare la creazione di Rules On Engagement (Roe) per un uso corretto della forza nel rispetto del diritto internazionale.<\/p>\n<p><strong>Il blocco spaziale: ipotesi di scenario<br \/>\n<\/strong>Oltre alla ricerca scientifica, il settore spaziale \u00e8 essenziale per l\u2019uso dei beni prodotti dai settori tradizionali come la catena alimentare, l&#8217;energia, i trasporti e la finanza. Le comunicazioni, la navigazione, la guida dei droni civili (e militari), l&#8217;osservazione della terra, le previsioni meteo, la prevenzione dei disastri naturali, la telemedicina, e soprattutto la sicurezza di un Paese, tutto dipende dalle risorse spaziali.<\/p>\n<p>L\u2019odierna guerra economica potrebbe svilupparsi come segue: una nazione egemone impegna un satellite di Tlc di una potenza regionale con emettitori a microonde e causa danni. Il satellite cos\u00ec disabilitato non pu\u00f2 trasmettere informazioni alle infrastrutture utilizzate per gestire il settore dipendente dal servizio satellitare. Un effetto domino verr\u00e0 quindi prodotto tra tutti i satelliti a seconda del servizio offerto dal satellite impegnato, paralizzando tutte le infrastrutture associate, mettendo in ginocchio l\u2019attivit\u00e0 economica e l&#8217;intero sistema di quel Paese, con l&#8217;effetto immediato di un embargo spaziale.<\/p>\n<p><strong>Il blocco spaziale e le attuali norme internazionali<br \/>\n<\/strong>Durante gli Anni Sessanta e Settanta, a partire dalle lezioni apprese in altri settori, furono adottati vari accordi, basati sull\u2019Outer Space Treaty (Ost), \u00a0per evitare che i sistemi d&#8217;arma fossero installati a bordo dei satelliti. Il primo di questi accordi era il Trattato di Mosca (1963) al quale seguirono vari altri accordi. Questi accordi relativi all&#8217;articolo IV dell&#8217;Ost impediscono l&#8217;introduzione di armi nucleari o altri tipi di armi di distruzione di massa nell&#8217;orbita terrestre, o l\u2019installazione di tali armi sui corpi celesti. \u00a0In base al citato Trattato di Mosca sono proibiti anche i test nucleari nell&#8217;atmosfera, nello spazio e nell&#8217;acqua. Si \u00e8 giunti poi alla creazione di una Conferenza sul Disarmo (Cd), che dal 1985 ha istituito un comitato ad hoc per la prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio esterno (Paros).<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti non hanno accettato tali accordi, preferendo colloqui bilaterali con l&#8217;Urss. Oggi, nonostante lo stallo della Conferenza sul Disarmo, la Cina e la Russia, hanno continuato i negoziati nel settore di Paros.<\/p>\n<p>In sintesi, malgrado gli accordi esistenti e le iniziative dei vari Paesi, compresa l\u2019Unione europea, non si \u00e8 arrivati ad avere un <em>corpus juris spatialis<\/em> chiaro, definito e sottoscritto da tutti i Paesi che svolgono attivit\u00e0 nello spazio esterno, che fissi i limiti dell\u2019uso pacifico dello spazio. Nell\u2019Unione europea non si \u00e8 andati oltre a un progetto di Code of Conduct, dunque una cosiddetta soft law che non ha valore cogente.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Da questa breve analisi sembra che la legge spaziale sia ancora &#8220;in costruzione&#8221;. Oltre ai trattati delle Nazioni Unite, esistono norme nazionali, diverse da un Paese all&#8217;altro, che influenzano la legge consuetudinaria internazionale. Le disposizioni che regolano una possibile guerra spaziale o attacco o azione ostile non hanno un quadro razionale facile da implementare, forse perch\u00e9 finora non si sono verificate guerre spaziali, incluso un blocco spaziale. Tuttavia, anche il solo blocco spaziale pu\u00f2 essere l&#8217;atto pi\u00f9 semplice della guerra spaziale. Esso pu\u00f2 portare all&#8217;embargo di regioni e Paesi esacerbando le tensioni gi\u00e0 esistenti, che potrebbero portare a guerre tra Stati attraverso mezzi non tradizionali, procurando l&#8217;interruzione delle operazioni di infrastrutture spaziali critiche, istituite per garantire la continuit\u00e0 delle azioni governativa e delle attivit\u00e0 commerciali, ovvero protezione civile e sicurezza, approvvigionamento alimentare, servizi sanitari, trasporti, energia, transazioni finanziarie, con grave danno per la popolazione civile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal lancio dello Sputnik I nel 1957, durante la Guerra Fredda le attivit\u00e0 spaziali si sono rapidamente sviluppate come dimostrazione della potenza militare tra i due blocchi rappresentati dagli Stati Uniti e dall&#8217;Urss. Ora appaiono come una competizione scientifica e tecnologica tra molti Paesi, con la partecipazione di organizzazioni internazionali e societ\u00e0 private. 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