{"id":68067,"date":"2018-01-25T00:08:55","date_gmt":"2018-01-24T23:08:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68067"},"modified":"2018-03-02T00:17:52","modified_gmt":"2018-03-01T23:17:52","slug":"campagna-elettorale-convergenza-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/campagna-elettorale-convergenza-difesa\/","title":{"rendered":"Campagna elettorale: convergenza su difesa e missioni"},"content":{"rendered":"<p>Bench\u00e9 in ombra nella <strong>campagna elettorale<\/strong>, sulla politica di <strong>difesa<\/strong> dell\u2019<strong>Italia<\/strong> c\u2019\u00e8 una sostanziale convergenza tra le coalizioni di centro-destra e di centro-sinistra, che le differenzia sia dal Movimento 5Stelle che da Liberi e Uguali. Una convergenza dimostrata nel voto sul decreto <strong>missioni<\/strong> lo scorso gennaio e che probabilmente continuer\u00e0 dopo le <strong>elezioni<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Favorevoli e contrari all\u2019impegno militare all\u2019estero<br \/>\n<\/strong>L\u2019ultimo voto della Camera sul finanziamento delle missioni internazionali dimostra infatti una convergenza significativa. Nonostante si fosse alla vigilia della campagna elettorale, come negli anni scorsi il Parlamento ha approvato a larga maggioranza il decreto missioni presentato dal governo. Vengono cos\u00ec stanziati 1,5 miliardi di euro per finanziare, fino a settembre 2018, l\u2019impegno di circa 6.500 militari all&#8217;estero sotto egida Ue, Nato, Onu, o sulla base di accordi bilaterali con i Paesi ospitanti le truppe italiane. Si tratta di un impegno che conferma tutte le missioni in corso, ad esempio in Libano e Kosovo, e accresce le risorse investite con 80 milioni di euro in pi\u00f9 rispetto al 2017 per un periodo di 9 anzich\u00e9 12 mesi.<\/p>\n<p>Hanno votato a favore del decreto non solo il Partito Democratico e gli alleati che sostengono il governo Gentiloni, ma anche Forza Italia, Fratelli di Italia e i parlamentari centristi che si stanno ricollocando nel centrodestra in vista delle elezioni. Una convergenza sul finanziamento alle missioni internazionali registrata pi\u00f9 volte nell&#8217;ultimo quindicennio, quando tali forze politiche sono state al governo insieme &#8211; con i premier Monti e Letta &#8211; oppure alternandosi tra maggioranza e opposizione. La Lega si \u00e8 astenuta, confermando la linea di non opposizione ai fondamentali della politica di difesa italiana gi\u00e0 adottata quando \u00e8 stata al governo in coalizioni di centrodestra.<\/p>\n<p>Hanno votato invece contro il decreto Liberi e Uguali, riprendendo una storica bandiera della sinistra radicale che i Democratici di Sinistra avevano invece faticosamente ammainato, e il Movimento 5Stelle nell&#8217;ottica di una critica generalizzata al governo ed alle formazioni politiche tradizionali.<\/p>\n<p><strong>Il ri-orientamento su Africa e contrasto al traffico di migranti<br \/>\n<\/strong>Il decreto missioni ha segnato anche un ri-orientamento strategico alla luce degli interessi nazionali nel mutato quadro di sicurezza. Grazie alla sconfitta militare di Daesh in Iraq ad opera della coalizione internazionale guidata da Washington \u2013 coalizione cui l\u2019Italia partecipa con il secondo maggiore contingente dopo quello statunitense &#8211; \u00e8 infatti previsto il graduale dimezzamento dei 1.400 militari schierati fino ad ora tra Iraq e Kuwait. I soldati italiani hanno, tra l\u2019altro, addestrato 30.000 militari iracheni e 10.000 poliziotti iracheni e continueranno a formare le forze irachene e curde che dovranno presidiare i territori sottratti al cosiddetto Stato islamico (Is).<\/p>\n<p>Similmente in Afghanistan, dove le istituzioni e le forze armate locali faticosamente cresciute nei 15 anni di impegno Nato sembrano reggere l\u2019urto del terrorismo quaedista e islamista, il contingente italiano di circa 900 unit\u00e0 si ridurr\u00e0 a 700, e possibilmente a meno, in accordo con gli alleati e in base alle condizioni sul terreno.<\/p>\n<p>L\u2019alleggerimento dello sforzo militare in Iraq e Afghanistan serve in parte a sostenere il crescente impegno in Africa, soprattutto in chiave di assistenza ai partner locali nel contrasto al traffico di migranti e al terrorismo. Viene lanciata una nuova <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/niger-missione-italiana-corso\/\">missione in Niger<\/a> per l\u2019assistenza e l\u2019addestramento alle forze locali in chiave anti-terrorismo, di controllo dei confini e contrasto al traffico di migranti, con una media annua di 250 militari &#8211; che potrebbero raggiungere i 470 &#8211; ed il mandato ad operare anche in Mauritania, Nigeria e Benin.<\/p>\n<p>Si aumenta a 400 unit\u00e0 la presenza in Libia, a sostegno del governo di Tripoli riconosciuto da Onu, Ue e Nato, nello sforzo di stabilizzare un Paese cruciale per gli interessi nazionali e la stabilit\u00e0 del Nord Africa. Viene infine deciso un impegno in proporzione importante \u2013 60 unit\u00e0 &#8211; nella missione Nato di assistenza alle forze armate tunisine, e si conferma la guida della missione navale europea Eunavfor Med Sophia di contrasto al traffico di migranti nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Al netto del contributo alla difesa collettiva Nato con il pattugliamento aereo dei Paesi baltici \u2013 8 aerei e 250 militari &#8211; \u00a0e la partecipazione alla forza multinazionale presente a rotazione sul fianco orientale dell\u2019Alleanza, si tratta di un ri-orientamento strategico verso il quadrante africano e mediterraneo, per contribuire alla gestione dei flussi migratori e alla stabilizzazione dell\u2019area.<\/p>\n<p><strong>Convergenze passate e future<br \/>\n<\/strong>Anche su questo ri-orientamento c\u2019\u00e8 stata convergenza tra la maggioranza di governo e buona parte del centrodestra, che gi\u00e0 a luglio 2017 avevano votato insieme a favore della missione per assistere la guardia costiera libica nel controllo delle proprie acque territoriali. Vista la volont\u00e0 di ridurre e gestire i flussi migratori dall&#8217;Africa all&#8217;Italia attraverso il Mediterraneo, espressa in vari modi dall&#8217;opinione pubblica e dall&#8217;elettorato, \u00e8 molto probabile che l\u2019impegno militare nel quadrante africano e mediterraneo continuer\u00e0 anche dopo le elezioni.<\/p>\n<p>Alla positiva convergenza sull&#8217;impiego dello strumento militare a tutela degli interessi nazionali, in un contesto sia bilaterale che multilaterale, corrisponde purtroppo la negativa comunanza di approccio nel non destinare risorse adeguate alla difesa. La spesa militare italiana <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/difesa-bilancio-italia-rimandata\/\">\u00e8 rimasta al palo<\/a> nell&#8217;ultimo triennio mentre i principali alleati Ue e Nato l\u2019aumentavano per far fronte al quadro internazionale sempre pi\u00f9 instabile e insicuro, e difficilmente aumenter\u00e0 nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Si \u00e8 sono compiuti invece passi in avanti in termini di riflessione strategica e sforzi riformatori con il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/la-nuova-governance-della-difesa\/\">Libro Bianco del 2015<\/a>, presentato dalla maggioranza di governo e bene accolto dal centrodestra, la cui attuazione \u00e8 per\u00f2 rimasta largamente incompleta per mancanza di volont\u00e0 politica in Parlamento.<\/p>\n<p>Data tale convergenza, nei due scenari oggi resi probabili dai sondaggi, e da una legge elettorale che con un terzo di seggi assegnati su base maggioritaria premia le grandi coalizioni a danno dei piccoli partiti in un\u2019ottica di stabilit\u00e0 e governabilit\u00e0, non dovrebbero esserci quindi svolte radicali nella politica di difesa italiana. Se infatti il centrodestra, in netto vantaggio nel voto proporzionale, dovesse assicurarsi la maggioranza dei seggi entrambe le Camere, un governo FI-Lega-FdI-centristi proseguirebbe sulla linea seguita in questi anni di opposizione, a maggior ragione una volta che a Palazzo Chigi i vincoli esterni e le responsabilit\u00e0 di governo tornassero a spingere a favore della continuit\u00e0.<\/p>\n<p>Se invece non dovesse esservi maggioranza parlamentare per un centrodestra uscito comunque in vantaggio dalle urne, l\u2019ipotesi di una \u201cgrande coalizione\u201d tra le forze politiche meno distanti tra loro sullo spettro politico destra-sinistra sarebbe probabilmente la pi\u00f9 fattibile \u2013 come avvenuto d\u2019altronde nel 2013.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, al netto di una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/italia-campagna-moratoria-promesse\/\">campagna elettorale disattenta<\/a> alla collocazione internazionale dell\u2019Italia, per quanto riguarda la politica di difesa probabilmente a urne chiuse il bicchiere sar\u00e0 mezzo pieno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bench\u00e9 in ombra nella campagna elettorale, sulla politica di difesa dell\u2019Italia c\u2019\u00e8 una sostanziale convergenza tra le coalizioni di centro-destra e di centro-sinistra, che le differenzia sia dal Movimento 5Stelle che da Liberi e Uguali. 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