{"id":68113,"date":"2018-01-29T17:40:52","date_gmt":"2018-01-29T16:40:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68113"},"modified":"2018-02-03T11:31:33","modified_gmt":"2018-02-03T10:31:33","slug":"egitto-alsisi-raffica-presagi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/egitto-alsisi-raffica-presagi\/","title":{"rendered":"Egitto: Al-Sisi, raffica di ritiri, presagi di plebiscito"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cUn destino ignoto spetta a quanti troveranno il coraggio di candidarsi alle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/egitto-al-azhar-divorzia-dal-regime\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">elezioni <\/a>presidenziali egiziane<\/strong>\u201d di marzo. Suonava come una nefasta profezia la frase con cui, a fine dicembre, una giornalista egiziana iniziava il suo articolo pubblicato rigorosamente su una testata straniera.\u00a0 A neanche un mese di distanza, quella profezia \u00e8 diventata realt\u00e0. Nelle settimane dedicate alla candidatura degli sfidanti del presidente Abdel Fattah <strong>Al-Sisi<\/strong>, in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/usa-egitto-luna-miele-trump-al-sisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Egitto<\/strong><\/a> \u00e8 infatti andata in onda una saga degli arresti che ha coinvolto quasi tutti coloro che hanno provato a evitare che le elezioni presidenziali tornino ad essere quel plebiscito che erano fino a sette anni or sono.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>I militari non allineati<br \/>\n<\/strong>Il caso pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello di Sami Anan, l\u2019ex membro del potente Consiglio supremo delle forze armate egiziane (Scaf), che \u00e8 stato arrestato poco dopo il sorprendente annuncio con il quale aveva fatto sapere di volere sfidare Al-Sisi. Anan era stato licenziato da Mohammed <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/la-lunga-mano-al-sisi-sui-poteri-indipendenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Morsi<\/strong><\/a>, il leader della Fratellanza Musulmana che nel 2013 era diventato il nemico numero uno dell\u2019esercito. Per sbarazzarsene, il futuro presidente (e allora generale) Abdel Fattah Al-Sisi aveva organizzando un golpe.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Anan non \u00e8 certo un oppositore del regime, n\u00e9 un sostenitore della clandestina Fratellanza. Eppure, ai piani alti, qualcuno deve averlo considerato l\u2019ultima possibile minaccia alla rielezione di Al-Sisi. Ecco perch\u00e9 Anan \u00e8 stato accusato di avere falsificato alcuni documenti necessari per presentare la sua candidatura. Accuse ufficiali a parte, Anan \u00e8 stato anche ritenuto responsabile di creare zizzania all&#8217;interno dell\u2019esercito. La rabbia dei generali fedeli ad Al-Sisi \u00e8 montata soprattutto quando Anan ha nominato come suo advisor Hisham Geneina,\u00a0ex capo dell\u2019agenzia indipendente per la revisione dei conti dello Stato, uomo inviso al presidente che nel 2016 lo ha licenziato, a seguito delle pesanti accuse di corruzione che questo aveva lanciato contro il governo del Cairo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Altri esclusi eccellenti<\/strong><br \/>\nAncora pi\u00f9 intrigante la vicenda che ha coinvolto un altro uomo forte del vecchio regime, l\u2019ultimo primo ministro di Hosni Mubarak e il suo pi\u00f9 convinto gattopardo. Per Ahmed Shafiq quello della presidenza \u00e8 un sogno coltivato almeno da cinque anni e mezzo, ovvero da quando ha perso al ballottaggio la sfida per la successione al vecchio ra\u00ecs, consegnando il Paese in mano agli islamisti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Da l\u00ec a poco la sua fuga, iniziata con l\u2019haji, il sacro pellegrinaggio a La Mecca, e finito con un lungo soggiorno negli Emirati Arabi Uniti. La silenziosa lontananza dalla patria era stata interrotta lo scorso novembre dalla ricomparsa con la quale Shafiq aveva annunciato di volere tornare al Cairo per annunciare ufficialmente la sua candidatura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 bastata la notizia dell\u2019intenzione a correre a scatenare il putiferio, un giallo che ha coinvolto testate arabe e panarabe. Mentre alcune accoglievano e trasmettevano i messaggi dell\u2019ex primo ministro,\u00a0 altre confezionavano ad opera d\u2019arte la versione da raccontare al grande pubblico. Ecco perch\u00e9 agli egiziani \u00e8 stato a un certo punto annunciato che Shafiq aveva fatto ritorno in patria, ma non era andato a casa sua perch\u00e9 erano ancora in corso dei lavori di ristrutturazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nei fatti per\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 probabile che\u00a0Shafiq sia stato arrestato dalle autorit\u00e0 emiratine, considerate vicine ad Al-Sisi, e consegnato all\u2019Egitto. Versione, questa, smentita dallo stesso Shafiq in un\u2019intervista rilasciata a una televisione egiziana &#8211; probabilmente sotto pressione -, che si concludeva con il suo passo indietro. Secondo notizie trapelate sulla stampa straniera, Shafiq si sarebbe ritirato dalla competizione elettorale\u00a0sotto la minaccia della diffusione di alcuni video a sfondo sessuale che lo vedevano protagonista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Simile sorte era toccata, gi\u00e0 a dicembre, a un meno celebre colonnello dell\u2019esercito, Ahmed Konsowa. Dopo aver pubblicato su internet un video in cui annunciava la sua candidatura, anche lui \u00e8 stato arrestato, con l&#8217;accusa di\u00a0tenere \u201cun comportamento che nuoce ai bisogni dell\u2019esercito&#8221;. La presunta violazione del codice militare gli \u00e8 costata sei mesi di carcere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Fuori gioco anche il nipote del presidente Sadat<br \/>\n<\/strong>Militari non allineati a parte, il regime ha sbarrato la strada anche alla corsa di altri cittadini non certo miti nelle loro critiche a quanti sono al vertice del Paese.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In primis\u00a0Anwar Sadat, nipote del terzo presidente egiziano ucciso nel 1981. Un politico scomodo gi\u00e0 da tempo, che lo scorso anno era stato espulso dal Parlamento egiziano, con l\u2019accusa di avere divulgato informazioni sensibili a diplomatici occidentali. Non pago, Sadat voleva per\u00f2 tornare protagonista della politica egiziana e per questo si era lanciato nella pericolosa avventura. Nessun arresto per lui. Il suo \u00e8 stato un ritiro \u201cvolontario\u201d, motivato dal tentativo di proteggere i membri della sua campagna elettorale visto il clima attorno al voto, definito da lui di terrore e paura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Alla lista dei ritirati \u201cspontaneamente\u201d si \u00e8 infine aggiunto Khaled Ali, l\u2019unico vero e propio rappresentante dell\u2019opposizione al regime. Un avvocato da sempre nel campo dei diritti umani che aveva partecipato anche alle prime elezioni del post Mubrak.\u00a0 A maggio, di ritorno da un viaggio in Italia, Khaled Ali era stato arrestato per 24 ore a causa di un gesto osceno immortalato da una foto scattata il 16 gennaio 2017.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In quel giorno, la Suprema Corte amministrativa del Cairo aveva annullato l\u2019accordo che prevedeva la cessione di due isole del Mar Rosso all&#8217;Arabia Saudita. Un accordo contro il quale aveva fatto causa Khaled Ali, che vincendo la sua battaglia \u00e8 diventato il punto di riferimento per quanti hanno protestato per giorni nelle strade della capitale per opporsi alla svendita della terra egiziana ai protettori del regime. La vittoria in tasca non ha per\u00f2 sottratto Ali al processo per il \u201cgesto osceno\u201d fatto durante i festeggiamenti. Un processo ancora in corso che avrebbe potuto eliminarlo dalla corsa anche alla vigilia del voto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ritorno al plebiscito?<br \/>\n<\/strong>A evitare che le elezioni presidenziali tornino ad essere quel plebiscito che ha caratterizzato l\u2019epoca mubarakiana ci penser\u00e0 Mouasa Mostafa Moussa, candidato dell\u2019ultima ora del partito liberale Al-Ghad, che ha presentato la sua candidatura quasi allo scadere dei termini. Secondo quanti chiedono di boicottare le urne per non dare alcuna legittimit\u00e0 a quella che ritengono una farsa elettorale, la sua candidatura sarebbe pilotata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Pochi infatti i dubbi sulla rielezione di Al-Sisi. Molti di pi\u00f9 invece quelli sul consenso di cui gode nei ranghi dell\u2019esercito. Gi\u00e0 nel 2012, l\u2019allontanamento a sorpresa di Anan dai vertici militari era stato interpretato come l\u2019indizio di fratture interne alle forze armate che coinvolgevano due fazioni contrapposte facenti riferimento rispettivamente ad Anan e ad Al-Sisi. Strappi che ancora oggi non sembrano essere ricuciti. A mostrarlo \u00a0anche i recenti licenziamenti &#8211; firmati dal presidente &#8211; di Khaled Fawzy, capo dell\u2019intelligence, e di Mahmoud Hegazy, capo di Stato Maggiore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Prova che al vertice del regime ci sono almeno alcune cose da aggiustare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn destino ignoto spetta a quanti troveranno il coraggio di candidarsi alle elezioni presidenziali egiziane\u201d di marzo. 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