{"id":68117,"date":"2018-01-28T22:05:52","date_gmt":"2018-01-28T21:05:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68117"},"modified":"2018-02-03T11:32:28","modified_gmt":"2018-02-03T10:32:28","slug":"colombia-sfida-bogota-arcipelago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/colombia-sfida-bogota-arcipelago\/","title":{"rendered":"Colombia: sfida di Bogot\u00e0 per modernizzare il Paese arcipelago"},"content":{"rendered":"<p>La definizione di \u201cPaese arcipelago\u201d\u00a0 \u00e8 quella pi\u00f9 utilizzata per definire la complessit\u00e0 di un territorio cos\u00ec esteso ed eterogeneo come la\u00a0<strong>Colombia<\/strong> e d\u00e0 soprattutto l\u2019immagine pi\u00f9 efficace di una societ\u00e0 che lungo le due impervie geografie ha sedimentato spazi e comunit\u00e0 fuori dall&#8217;affermazione dell\u2019autorit\u00e0 statale.<\/p>\n<p>Queste economie marginali hanno contraddistinto la Colombia degli anni \u201980 e \u201990 qualificandola come lo &#8220;Stato fallito&#8221;\u00a0per antonomasia, governato dai poteri di fatto della frontiera: latifondisti e grandi allevatori, reti clientelari, guerriglia, narcotrafficanti e paramilitari.<\/p>\n<p>Un Paese \u201cinspiegabile\u201d, dove ogni aspetto della quotidianit\u00e0 rispondeva ad una logica privata di sopraffazione e interesse. Negli anni \u201990 si contavano venti omicidi al giorno, mille ogni due mesi; in questo contesto il narcotraffico, la guerriglia, il para-militarismo, gli interessi economici, fino alle mere faide di strada, si muovevano trasversalmente confondendosi.<\/p>\n<p>La Colombia \u201carcipelago\u201d non poteva avere n\u00e9 un\u2019anima, n\u00e9 una capitale, essendo le sue frontiere e i suoi cartelli gli unici protagonisti nel mercato mondiale.<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/colombia-narcotraffico-riconciliazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bogot\u00e1<\/a><\/strong> appariva come la triste immagine di una capitale ornamentale, succube del ventre molle del Paese e dei suoi umori criminali e plebiscitari.<\/p>\n<p><strong>Bogot\u00e0 cambia e inizia a cambiare il Paese<br \/>\n<\/strong>Se oggi la Colombia \u00e8 un Paese nuovo e, soprattutto diverso, molto \u00e8 dipeso dalla nuova dimensione sociale e culturale della sua capitale. Il cambiamento ha coinvolto tutti gli aspetti della convivenza: dal recupero culturale della citt\u00e0 ai trasporti, dall&#8217;educazione alla sicurezza urbana.<\/p>\n<p>Nel 2007 l&#8217;Unesco l&#8217;ha proclamata &#8216;Capitale mondiale del libro&#8217; e nel 2009 le \u00e8 stato assegnato, dalla Biennale di Venezia, il Leone d&#8217;oro per l&#8217;Architettura, con la speciale menzione di \u00a0aver affrontato i problemi legati all&#8217;integrazione sociale, all&#8217;istruzione, all&#8217;edilizia abitativa e allo spazio pubblico, specialmente attraverso innovazioni nel settore dei trasporti.<\/p>\n<p>Nel 2012 sempre l\u2019Unesco la nomina &#8216;Capitale della Musica&#8217; per la dedizione profusa nella creazioni di luoghi sani di sviluppo della personalit\u00e0 del cittadino, quindi di tutela della socialit\u00e0. Fin dal 1995 la citt\u00e0 ha sperimentato i \u201c<em>Festivales al parque<\/em>\u201d, una serie di spettacoli e concerti a tema organizzati nei parchi urbani.\u00a0 La cultura della musica \u00e8 stata determinante nell&#8217;affermazione del rispetto e del confronto; dal \u00a02013 \u00a0si \u00e8 strutturato uno specifico programma di educazione musicale nelle scuole pubbliche che ha coinvolto pi\u00f9 di 30.000 bambini e ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Laboratorio politico e modernizzazione<br \/>\n<\/strong>Il 30 ottobre 2011 viene eletto sindaco Gustavo Petro, politico, economista e diplomatico raffinato, ex guerrigliero dell\u2019 M-19 e poi senatore &#8211; capo dell\u2019opposizione che pubblicamente aveva denunciato i crimini dei paramilitari e le collusioni con il governo del presidente Alvaro <strong>Uribe<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019affermazione di Petro \u00e8 sorprendente da tanti punti di vista: Bogot\u00e1 sdogana il conflitto e la retorica della \u201cguerra permanente\u201d proponendosi come laboratorio di governo. Tra l\u2019imbarazzo e il nervosismo dell&#8217;establishment colombiano, la citt\u00e0, con le sue contraddizioni, turbolenze, discussioni e la sua grande crescita civile, entra con irruenza nell&#8217;agone politico.<\/p>\n<p>Le logiche del consenso in Colombia si modificano e la \u201ccoscienza infelice\u201d della capitale \u00e8 condizione determinante nella modernizzazione del Paese.<\/p>\n<p>Quando il 9 dicembre 2013 Alejandro Ordo\u00f1ez, un procuratore considerato un fanatico <em>Torquemada,<\/em> molto vicino all\u2019ex presidente Urib,e decret\u00f2 l\u2019espulsione di Petro dalle cariche pubbliche per 15 anni, accusandolo di presunte irregolarit\u00e0 nella raccolta dei rifiuti, in altre condizioni tutto si sarebbe ricomposto senza tante palpitazioni nel ripristino delle vecchie logiche. Invece, la destituzione venne vissuta come un doppio colpo basso sia alla credibilit\u00e0 delle istituzioni sia al processo di pace in corso.<\/p>\n<p>Lo stesso presidente Juan Manuel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/colombia-la-pace-possibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Santos<\/a> non esit\u00f2 a denunciare il provvedimento come un atto di \u201cguerra sporca\u201d alla credibilit\u00e0 della nuova fase di riconoscimento e riconciliazione nazionale. Quando il 24 aprile 2014 il Tribunale Superiore reintegra Petro nelle sue funzioni, giudicando la destituzione una palese violazione dei principi fissati dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani, la credibilit\u00e0 politica di Santos cresce notevolmente e Bogot\u00e1 risulta determinante nella sua rielezione, passando da un consenso di poco meno di 450.000 voti fino a oltre 1.300.000.<\/p>\n<p>Il fattore Bogot\u00e0 diviene centrale nell&#8217;analisi della dicotomia centro-frontiera in un Paese storicamente costruito su una <em>\u201cconventio ad escludendum\u201d <\/em>di ampi strati di popolazione marginalizzata, facilmente condizionabile con la leva della clientela o della forza.<\/p>\n<p><strong>Una capitale centrale in un Paese dalle doppie pulsioni<br \/>\n<\/strong>Il referendum per la pace che ha visto la vittoria del No per pochi voti ha, ancora una volta, mostrato le due facce e le due pulsioni che convivono nel Paese. La Colombia che vive con speranza il nuovo corso e le sue nuove opportunit\u00e0 e la Colombia in cui prevale l\u2019odio e il rancore; la Colombia della riconciliazione come una grande opportunit\u00e0 di integrazione internazionale e la Colombia della perenne indignazione e dell&#8217;autoisolamento.<\/p>\n<p>Il cambiamento esige etica ed esempio, fondamentale in una societ\u00e0 storicamente patriarcale soggiogata dalla forza e dalla sopraffazione. Il Nobel per la Pace 2016 attribuito al presidente Juan Manuel Santos recita nella motivazione <em>\u201cper il duro lavoro svolto e gli sforzi risoluti nel portare la pace nel suo Paese\u201d .<\/em><\/p>\n<p>Santos, ex delfino di Uribe, ha il merito storico di aver fortemente voluto la \u201c<em>fin del conflicto\u201d<\/em> , con costanza e responsabilit\u00e0, resistendo ai mille attacchi, alle delegittimazioni, alle denunce, tante e pretestuose, provenienti dal suo ex leader che conserva un importante consenso emozionale nel Paese.<\/p>\n<p>Ma, senza dubbio, tutto questo non poteva realizzarsi senza il sostegno concreto, maturo, anche vibrante, di una societ\u00e0 colombiana che ha nei suoi principali centri urbani i pi\u00f9 attivi soggetti modernizzatori.<\/p>\n<p>Le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/america-latina-2018-maratona-elezionii\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>elezioni presidenziali del 2018<\/strong><\/a> appaiono come l\u2019ultimo e decisivo passo della transizione; la nuova Colombia ha archiviato il vecchio schema aristocratico dell\u2019alternanza (simbolica) tra conservatori e liberali per un confronto politico vero, anche aspro, ma culturalmente rappresentativ,o delle dinamiche di contaminazione che dal centro giungono alle mille frontiere del Paese.<\/p>\n<p>Oggi Bogot\u00e1 \u00e8 centrale nell\u2019arcipelago Colombia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La definizione di \u201cPaese arcipelago\u201d\u00a0 \u00e8 quella pi\u00f9 utilizzata per definire la complessit\u00e0 di un territorio cos\u00ec esteso ed eterogeneo come la\u00a0Colombia e d\u00e0 soprattutto l\u2019immagine pi\u00f9 efficace di una societ\u00e0 che lungo le due impervie geografie ha sedimentato spazi e comunit\u00e0 fuori dall&#8217;affermazione dell\u2019autorit\u00e0 statale. 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