{"id":68208,"date":"2018-02-05T16:45:43","date_gmt":"2018-02-05T15:45:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68208"},"modified":"2018-02-05T23:39:42","modified_gmt":"2018-02-05T22:39:42","slug":"usa-stato-unione-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/usa-stato-unione-riforma\/","title":{"rendered":"Usa: dopo stato Unione, nuova frontiera \u00e8 riforma infrastrutture"},"content":{"rendered":"<p>La creazione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/usa-tasse-trump-regalo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>posti di lavoro<\/strong><\/a> ha sempre rappresentato une delle priorit\u00e0 programmatiche di Donald <strong>Trump<\/strong>: non a caso, lo zoccolo duro del suo elettorato \u00e8 costituito dalla classe operaia impoverita della Rust Belt. E proprio a questa fetta di elettori si \u00e8 principalmente rivolto il magnate presidente, nel contrastare la delocalizzazione dei posti di lavoro. Una prospettiva che, pi\u00f9 in generale, si inserisce nella visione economica tendenzialmente protezionista dell&#8217;attuale Amministrazione statunitense. \u00c8 in questo senso, d&#8217;altronde, che Trump ha avviato un processo di revisione e <strong>riforma<\/strong> dei principali trattati internazionali di libero scambio, sfilandosi dalla Trans Pacific Partnership e cominciando a rinegoziare il Nafta.<\/p>\n<p><strong>Un progetto prima accantonato e ora ripescato<\/strong><br \/>\nA tutto questo, il presidente ha inoltre sempre aggiunto la necessit\u00e0 di una decisa riforma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/usa-trump-carta-riforma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>infrastrutturale<\/strong><\/a>: dai tempi della campagna elettorale, ha difatti ripetutamente sostenuto di volere varare un ambizioso piano di investimenti (pubblici e privati) dal valore di circa un trilione di dollari in dieci anni. L\u2019obiettivo sarebbe quello di ammodernare e realizzare snodi infrastrutturali, assorbendo cos\u00ec buona parte della disoccupazione.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che, nonostante le promesse elettorali, il presidente ha poi accantonato il progetto, forse anche perch\u00e9 buona parte del Partito repubblicano non ha mai mostrato una eccessiva simpatia per quella proposta. L\u2019idea che debbano essere utilizzati ingenti finanziamenti pubblici per fare ripartire il settore infrastrutturale viene infatti visto da molti esponenti del Gop, il Grand Old Party, come un&#8217;inaccettabile forma di\u00a0invasione statalista. Soprattutto i liberisti ortodossi considerano il progetto come qualcosa di inquietantemente simile al New Deal di Franklin D. Roosevelt.<\/p>\n<p>In tal senso, \u00e8 possibile che Trump abbia messo inizialmente da parte il piano per non inimicarsi troppo le alte sfere del suo partito. E non sar\u00e0 allora un caso che abbia trascorso il primo anno della sua presidenza occupandosi di due questioni storicamente molto sentite dai repubblicani tradizionali: lo smantellamento dell&#8217;Obamacare, cio\u00e8 della riforma sanitaria di Barack Obama, e il taglio delle tasse.<\/p>\n<p>Due obiettivi fondamentalmente raggiunti: la riforma fiscale approvata alla fine dell\u2019anno scorso non soltanto rappresenta il pi\u00f9 vigoroso programma di defiscalizzazione dal 1986, ma include anche l\u2019abolizione di un elemento nevralgico della sanit\u00e0 obamiana (cio\u00e8 l\u2019obbligo imposto ai cittadini di munirsi di un\u2019assicurazione sanitaria). Alla luce di questi due successi, probabilmente Trump pensa adesso di avere &#8216;placato&#8217; i repubblicani pi\u00f9 duri. Ed \u00e8 per questo che ha recentemente rispolverato la sua riforma infrastrutturale.<\/p>\n<p><strong>Un piano da 1.500 miliardi di dollari<br \/>\n<\/strong>Durante il suo primo discorso sullo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/gerusalemme-annuncio-trump-storia-diritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>stato dell\u2019Unione<\/strong><\/a>, il presidente ha affermato di volere proporre un piano del valore di 1,5 trilioni di dollari per la riparazione delle infrastrutture fatiscenti. Nonostante non siano stati resi noti i dettagli, \u00e8 abbastanza chiaro che Trump voglia adesso intraprendere un percorso che \u2013 prevedibilmente \u2013 lo metter\u00e0 in contrasto con una parte del &#8216;suo&#8217; partito. Anche per questo, durante il discorso sullo stato dell\u2019Unione, il magnate ha teso la mano agli avversari democratici. Segno di come, probabilmente, sia consapevole di possibili fibrillazioni interne al Partito repubblicano. Ragione per cui, una riedizione della politica andreottiana dei due forni potrebbe rivelarglisi molto utile.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, la questione infrastrutturale non \u00e8 un capriccio fine a se stesso per il presidente. Come accennato, questa riforma sarebbe principalmente finalizzata ad assorbire la disoccupazione interna: in questo senso, Trump sa di non potere deludere la sua base elettorale. Soprattutto a pochi mesi dalle elezioni di met\u00e0 mandato: quando, il prossimo novembre, si rinnover\u00e0 la totalit\u00e0 della Camera e un terzo del Senato.<\/p>\n<p>La situazione infatti \u00e8 abbastanza delicata. Un eventuale riequilibrio del Congresso a favore dei democratici non solo potrebbe determinare una paralisi istituzionale nei rapporti con la Casa Bianca. Ma, alla luce del Russiagate, l\u2019ipotesi di un impeachment contro il presidente potrebbe farsi pi\u00f9 concreta: non dimentichiamo, infatti, che la messa in stato d\u2019accusa \u00e8 un procedimento squisitamente politico, essendo istruita dalla Camera e votata dal Senato. Non a caso, tutti gli impeachment nella storia americana sono stati tentati con un Congresso in mano al partito avverso a quello del presidente in carica.<\/p>\n<p><strong>Il presidente punta alla riforma entro le elezioni di midterm<\/strong><br \/>\nIn virt\u00f9 di tutto questo, \u00e8 chiaro come Trump abbia stretta necessit\u00e0 di arrivare a un\u2019approvazione della riforma infrastrutturale entro il prossimo novembre. Il punto \u00e8 tuttavia capire quanta possibilit\u00e0 il presidente abbia di coinvolgere realmente parte dell\u2019opposizione democratica nel suo progetto. Da una parte, il tema della riforma infrastrutturale \u00e8 stato uno dei cavalli di battaglia propugnati dall&#8217;ala sinistra del partito dell\u2019asinello (soprattutto dal senatore del Vermont Bernie Sanders). Dall\u2019altra, \u00e8 altrettanto vero che il livello di scontro tra Trump e i democratici \u00e8 tornato altissimo in questi ultimi giorni.<\/p>\n<p>Soprattutto dopo che il presidente ha dato il via libera alla diffusione di un memo, secondo cui l\u2019Fbi e il Dipartimento di Giustizia avrebbero cercato \u2013 ai tempi di Barack Obama \u2013 di ostacolare fraudolentemente la sua campagna elettorale. Con questa mossa, Trump sta evidentemente cercando di controbattere energicamente alle accuse sul Russiagate. Tuttavia quest\u2019aumento della tensione potrebbe gravare pesantemente sul futuro della riforma infrastrutturale.<\/p>\n<p>Senza poi dimenticare la spinosissima questione dell\u2019immigrazione, che \u00e8 gi\u00e0 stata al centro dello shutdown verificatosi qualche giorno fa. Anche qui, in occasione del discorso sullo stato dell\u2019Unione, il presidente ha timidamente aperto ai democratici: ha proposto di regolarizzare quasi due milioni di immigrati irregolari, in cambio di fondi per la costruzione del muro al confine con il Messico e di un rafforzamento delle frontiere. Trump si trova quindi in una posizione molto delicata. Sospeso tra accondiscendenza e astio verso i democratici, dovr\u00e0 mostrare molta abilit\u00e0 tattica per uscire vincitore da questa situazione. Il 2018, insomma, potrebbe rivelarsi l\u2019anno decisivo per il suo destino politico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La creazione di posti di lavoro ha sempre rappresentato une delle priorit\u00e0 programmatiche di Donald Trump: non a caso, lo zoccolo duro del suo elettorato \u00e8 costituito dalla classe operaia impoverita della Rust Belt. 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