{"id":68247,"date":"2018-02-07T20:59:16","date_gmt":"2018-02-07T19:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68247"},"modified":"2018-02-10T10:41:59","modified_gmt":"2018-02-10T09:41:59","slug":"vaticano-cina-mutuo-riconoscimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/vaticano-cina-mutuo-riconoscimento\/","title":{"rendered":"Vaticano\/Cina: pi\u00f9 vicini ad accordo su mutuo riconoscimento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/cina-evoluzione-galassia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cina<\/strong><\/a> e <strong>Vaticano<\/strong> potrebbero essere vicini a un accordo sul mutuo <strong>riconoscimento<\/strong>. Decisione storica, che aprirebbe le porte del Vaticano a circa 14 milioni di cattolici cinesi &#8211; un dato stimato -, ma che sta suscitando polemiche tra i fedeli al Papa in Cina, che parlano di \u201csvendita\u201d della Santa Sede al governo di Pechino.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/myanmar-papa-rohingya-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Francesco<\/strong><\/a> al soglio pontificio, i rapporti fra Vaticano e Cina, interrotti nel 1951 anche in seguito al riconoscimento da parte della Santa Sede di Taiwan (che Pechino considera come proprio territorio, non Stato autonomo), si sono intensificati. Diverse missioni &#8216;segrete&#8217; di emissari vaticani in Cina e cinesi a Roma si sono svolte e il Papa \u00e8 stato pi\u00f9 volte citato dai media cinesi. A guidare le delegazioni vaticane, un diplomatico di lungo corso, monsignor Claudio Maria Celli, che, pur essendo in pensione, ha lavorato in passato nella Segreteria di Stato ed \u00e8 molto pratico del dossier Cina-Vaticano, essendo stato in Cina diverse volte.<\/p>\n<p><strong>Mai pi\u00f9 un &#8216;caso Mindszenty&#8217;<\/strong><br \/>\nNella sua ultima visita, lo scorso dicembre, sarebbe avvenuto qualcosa che ha indispettito non poco i cattolici cinesi vicini al Papa, con il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, in testa. Secondo quanto scrivono media cattolici riprendendo una notizia data da AsiaNews, la delegazione vaticana avrebbe incontrato due vescovi della cosiddetta &#8216;chiesa sotterranea&#8217; vicina al Papa, ai quale avrebbe chiesto di fare un passo indietro per lasciare il loro posto a capo delle diocesi a due vescovi della chiesa ufficiale guidata da Pechino.<\/p>\n<p>Uno dei due, prelevato da emissari di Pechino nella sua diocesi e portato nella capitale a incontrare la delegazione vaticana, avrebbe, come indicato dallo stesso cardinale Zen, inviato a Papa Bergoglio una lettera nella quale declina l\u2019offerta. Il Papa, secondo Zen, avrebbe detto al prelato di Hong Kong, in un incontro successivo alla visita in Cina di Celli, che non si sarebbe mai pi\u00f9 verificato un &#8216;caso Mindszenty&#8217; (era l&#8217;arcivescovo di Budapest e un oppositore sovietico, tanto da essere tenuto per anni in galera: fuggito nell&#8217;ambasciata degli Usa, la Santa Sede gli ordin\u00f2 di lasciare il Paese e nomin\u00f2 un suo successore gradito al governo comunista).<\/p>\n<p>La proposta vaticana rientrerebbe in un accordo che dovrebbe portare al riconoscimento vaticano di sette (erano otto, ma uno \u00e8 morto) vescovi nominati da Pechino contro il volere papale. Tra l\u2019altro, due di questi sono stati pubblicamente scomunicati.<\/p>\n<p><strong>Una chiesa cattolica &#8220;ancora pi\u00f9 cinese&#8221;, dice Xi Jinping<\/strong><br \/>\nLa scelta di Roma di tornare sui suoi passi e addirittura di indurre a rinunciare alle loro diocesi due prelati vicini al Papa \u00e8 stata bollata dai cattolici cinesi come una resa nei confronti di Pechino. Dopotutto, lo scorso 14 dicembre, l\u2019Associazione Patriottica Cattolica Cinese (la chiesa autocefala cinese, che, come tale, non \u00e8 legata al papato, si avoca il diritto di nominare e consacrare i vescovi e ordinare i sacerdoti) e il Consiglio dei Vescovi che da essa dipende hanno diffuso un piano in cinque anni per rendere ancora pi\u00f9 cinese la Chiesa cattolica del posto, concetto espresso anche del presidente cinese<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/cina-xi-jinping-sogno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> Xi Jinping<\/strong><\/a>, che ha chiesto che le religioni sostengano l\u2019indipendenza e la leadership del Partito.<\/p>\n<p>Lo scorso primo febbraio sono entrati in vigore i nuovi regolamenti per le attivit\u00e0 religiose, pubblicati ad ottobre. Essi prevedono tra l\u2019altro un controllo serrato di tutte le comunit\u00e0 ufficiali e multe, arresti ed espropri per i membri delle comunit\u00e0 non ufficiali.<\/p>\n<p>Fra le prime vittime di questo indurimento vi sono i giovani. I nuovi regolamenti, infatti, vietano i loro raduni (molto usati i campi scuola, soprattutto nei giorni del capodanno cinese) e vietatissime le chiese e le riunioni di preghiera a casa.<\/p>\n<p><strong>Pienamente cattolici e autenticamente cinesi, dice Parolin<\/strong><br \/>\nIn una recente intervista, il segretario di Stato vaticano Pietro <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/parolin-il-chirurgo-che-ricuce-tra-cina-e-vaticano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Parolin<\/strong><\/a> ha detto che \u201cin Cina non esistono due Chiese, ma due comunit\u00e0 di fedeli chiamati a compiere un cammino graduale di riconciliazione verso l\u2019unit\u00e0\u201d, e che, \u201cnel dialogo con la Cina, la Santa Sede persegue una finalit\u00e0 spirituale: essere e sentirsi pienamente cattolici e, al contempo, autenticamente cinesi\u201d. Un atteggiamento che lascia intendere la volont\u00e0 di Roma di sacrificare qualcosa pur di riaprire il dialogo ufficiale con Pechino. Atteggiamento che molti analisti fanno rientrare nella realpolitik bergogliana, mentre altri addirittura parlano di Ostpolitik.<\/p>\n<p>In nome di questa politica, ma soprattutto dei milioni di cinesi che potrebbero tornare sotto il Vaticano, Bergoglio sarebbe disposto a riconoscere i vescovi non nominati dalla Santa Sede e a togliere le scomuniche, applicando alla Cina il modello vietnamita per la nomina dei vescovi: il Vaticano effettua una ricerca fra i candidati e poi presenta al governo un nome per la sua approvazione; se Hanoi l\u2019approva, la Santa Sede nomina ufficialmente il vescovo; se il Vietnam rifiuta, il Vaticano \u00e8 costretto a presentare un altro nome, e cos\u00ec via fino a che non si raggiunge il consenso bilaterale. Un modello che Pechino rigetta (in Vietnam non \u00e8 che abbia risolto tutti i problemi dei cattolici di quel Paese, anzi), perch\u00e9 vuole da s\u00e9 proporre i nomi che magari possano poi trovare il favore papale. E provvedere alla ordinazione in autonomia.<\/p>\n<p><strong>Sentimenti controversi dei cattolici cinesi<\/strong><br \/>\nLa scelta bergogliana \u00e8 vista con grande disappunto dei cattolici cinesi, che parlano di svendita dei principi e della chiesa da parte di Roma a Pechino. Per i cristiani di Cina, infatti, il silenzio della Santa Sede sui vescovi scomparsi (due sono ancora in luogo sconosciuto), di quelli in stato di carcerazione (come Taddeus Ma Daqin, consacrato vescovo di Shanghai nel 2012, che, avendo durante l\u2019omelia della sua ordinazione fatto testimonianza di vicinanza al Papa, da allora \u00e8 rinchiuso \u201cagli esercizi spirituali\u201d nel seminario del santuario di Sheshan vicino Shanghai), oltre che dei cristiani ai quali viene impedito di esercitare la propria fede o delle chiese distrutte. Ma nessuna parola \u00e8 stata anche fatta su Taiwan, che si \u00e8 gi\u00e0 capito pronta ad essere sacrificata da Roma per non irritare Pechino. Dopotutto, a Taipei non c\u2019\u00e8 un nunzio, ma un incaricato d\u2019affari da anni.<\/p>\n<p>Bergoglio ha spesso ribadito di muoversi nel solco della lettera che il Papa emerito Benedetto XVI invi\u00f2 ai cattolici di Cina nel 2007, dichiarandola ancora attuale. Eppure, nel documento che \u00e8 alla base ancora del dialogo fra le parti, il teologo tedesco scrisse chiaramente dell\u2019incompatibilit\u00e0 della Santa Sede e della dottrina cattolica, con la Chiesa patriottica cinese e il suo decantato e difeso autocefalismo, cosa che invece il Papa argentino pare vedere in maniera diversa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cina e Vaticano potrebbero essere vicini a un accordo sul mutuo riconoscimento. Decisione storica, che aprirebbe le porte del Vaticano a circa 14 milioni di cattolici cinesi &#8211; un dato stimato -, ma che sta suscitando polemiche tra i fedeli al Papa in Cina, che parlano di \u201csvendita\u201d della Santa Sede al governo di Pechino. 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