{"id":68259,"date":"2018-02-06T22:57:03","date_gmt":"2018-02-06T21:57:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68259"},"modified":"2018-02-10T10:44:12","modified_gmt":"2018-02-10T09:44:12","slug":"austria-ungheria-migranti-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/austria-ungheria-migranti-zero\/","title":{"rendered":"Austria\/Ungheria: migranti, d&#8217;accordo per tolleranza zero"},"content":{"rendered":"<p>Come dimostra il recente incontro svoltosi a Vienna tra il premier austriaco Sebastian <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/austria-kurz-renzi-orban\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Kurz<\/strong> <\/a>e il premier ungherese Viktor <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ungheria-orban-migranti-sentenza-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Orb\u00e1n<\/strong><\/a>, c\u2019\u00e8 identit\u00e0 di vedute tra <strong>Austria<\/strong> e <strong>Ungheria<\/strong> sulla politica da adottare contro l\u2019immigrazione illegale. Le parti sono per una linea dura basata sullo scrupoloso controllo dei confini e sulla tolleranza zero nei confronti di chi cerchi di superare \u201cfurtivamente\u201d le frontiere di Schengen. Del resto il ministro degli Esteri ungherese P\u00e9ter Szijj\u00e1rt\u00f3 sintetizza chiaramente la posizione del governo di cui fa parte: \u201cNon accettiamo e non accetteremo mai l\u2019immigrazione clandestina\u201d; fenomeno che, a detta di Orb\u00e1n, l\u2019 Ungheria ha saputo fronteggiare con successo grazie ai provvedimenti presi dai suoi governanti per gestire l\u2019emergenza. Kurz \u00e8 sulla stessa lunghezza d\u2019onda e, in occasione dell\u2019incontro con il suo omologo magiaro, ha fatto riferimento all\u2019aiuto che la polizia austriaca d\u00e0 a quella ungherese per sorvegliare i confini orientali.<\/p>\n<p><strong>La chiusura della rotta balcanica e la convergenza del Gruppo di Visegrad<\/strong><br \/>\nOrb\u00e1n sottolinea l\u2019importante ruolo svolto dai due Paesi nella chiusura della <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/migranti-spiragli-nella-rotta-balcanica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rotta balcanica<\/a><\/strong>, ossia di un circuito che, fa notare il premier ungherese, aveva messo in crisi il Vecchio Continente. Per Orb\u00e1n, del resto, \u00e8 necessario bloccare i flussi migratori di popoli che, con la loro entit\u00e0 numerica e diversit\u00e0, quanto a composizione culturale, minacciano la sopravvivenza dell\u2019Europa cristiana.<\/p>\n<p>Su questo i due leader sono d\u2019accordo; condividono tale preoccupazione e il bisogno di tutelare un\u2019identit\u00e0 europea sulla quale, peraltro, c\u2019\u00e8 ancora molto da discutere. La posizione del primo ministro di Budapest, in ambito <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-quote-ue-tusk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a>, coincide con quella degli altri membri del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/12\/il-gruppo-di-visegrad-e-la-presidenza-ungherese-dellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Gruppo di Visegr\u00e1d<\/strong><\/a> (V4) che all\u2019unisono respingono il sistema dei ricollocamenti voluto dall\u2019<strong>Ue<\/strong>. Su questo il V4 beneficia della solidariet\u00e0 di Kurz che guarda con benevolenza al Gruppo e immagina per l\u2019Austria un ruolo di ponte fra esso e l\u2019Occidente per smorzare l\u2019ormai nota tensione esistente fra le parti.<\/p>\n<p><strong>Divergenze sul nucleare e sull&#8217;opzione russa ungherese<\/strong><br \/>\nLa convergenza mitteleuropea sui temi di interesse comune ai due Paesi, per\u00f2, \u00e8 piena solo quando si parla di flussi migratori verso l\u2019Europa. Vienna, ad esempio, non condivide la svolta nucleare del governo Orb\u00e1n, consistente nell&#8217;ampliamento della centrale di Paks, situata a un centinaio di chilometri dalla capitale. Si tratta di un accordo raggiunto all&#8217;inizio del 2014 tra Budapest e Mosca per la costruzione, da parte russa, di due nuovi reattori destinati ad aggiungersi ai quattro gi\u00e0 esistenti nell&#8217;impianto costruito negli Anni Settanta con tecnologia sovietica. Il tutto con un credito da parte russa pari a 10 miliardi di euro, per un valore pari all&#8217;80% del progetto.<\/p>\n<p>L\u2019intesa aveva presto fornito nuovi motivi di discordia interna, con un\u2019opposizione che criticava e critica tuttora il governo per avere messo il Paese davanti al fatto compiuto, senza aver preventivamente aperto un dibattito pubblico sull&#8217;opportunit\u00e0 di questo investimento, e per aver venduto gli interessi nazionali alla Russia di Putin.<\/p>\n<p>L\u2019 Ungheria dipende dalla Russia per il petrolio e per il gas nelle misure rispettive dell\u201980% e del 75%. Questa dipendenza energetica va certo ad aumentare con l\u2019investimento nel nucleare, ma il governo ungherese difende la bont\u00e0 di questa politica che, a suo dire, fornir\u00e0 elettricit\u00e0 a basso costo, coprendo l\u201980% del fabbisogno nazionale e creando possibilit\u00e0 di esportazione di energia anche verso Occidente. Al di l\u00e0 dell\u2019aspetto energetico, l\u2019opposizione accusa i governanti ungheresi di essersi allontanati dall&#8217;Europa per stringere pericolose alleanze con un paese retto da un sistema considerato tutt&#8217;altro che democratico e aperto.<\/p>\n<p><strong>Il problema degli ungheresi che lavorano in Austria<\/strong><br \/>\nLa scelta nucleare non piace all&#8217;Austria e costituisce uno dei motivi di frizione con l&#8217; Ungheria. L\u2019altro \u00e8 quello del taglio ai sussidi destinati ai cittadini stranieri che lavorano in Austria ma che hanno lasciato i figli nel loro Paese. La misura coinvolge anche gli ungheresi. Secondo stime diffuse dal portale di informazione economica Portfolio, pi\u00f9 di 72 mila connazionali di Orb\u00e1n lavorano nella confinante Austria (sarebbero oltre 600 mila gli ungheresi emigrati all&#8217;estero per motivi economici).<\/p>\n<p>Con questo provvedimento gli interessati vedranno pressoch\u00e9 dimezzata la somma annuale di 80 milioni di euro precedente il taglio. Su questo Orb\u00e1n non sembra avere intenzione di chiudere un occhio e pare intenzionato a denunciare l\u2019Austria all\u2019Ue partendo dal presupposto che gli ungheresi impiegati in Austria e sottoposti agli oneri fiscali austriaci hanno il diritto di ottenere le stesse garanzie sociali dei connazionali di Kurz.<\/p>\n<p>Fatte queste precisazioni va aggiunto che, secondo Orb\u00e1n, i rapporti tra i due Paesi restano comunque buoni e sostanzialmente improntati alla disponibilit\u00e0 a collaborare. Sussistono per\u00f2 in particolare i due motivi menzionati in precedenza sui quali non sembra che le parti intendano venirsi troppo incontro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come dimostra il recente incontro svoltosi a Vienna tra il premier austriaco Sebastian Kurz e il premier ungherese Viktor Orb\u00e1n, c\u2019\u00e8 identit\u00e0 di vedute tra Austria e Ungheria sulla politica da adottare contro l\u2019immigrazione illegale. 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