{"id":68264,"date":"2018-02-08T13:04:44","date_gmt":"2018-02-08T12:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68264"},"modified":"2018-06-22T12:14:24","modified_gmt":"2018-06-22T10:14:24","slug":"santa-sede-integrazione-disarmo-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/santa-sede-integrazione-disarmo-nucleare\/","title":{"rendered":"Santa Sede: &#8220;Su integrazione e disarmo nucleare passi indietro\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cE&#8217;\u00a0arrivato il momento di accelerare il percorso verso la cultura dell\u2019integrazione e dell&#8217;accettazione reciproca. Il\u00a0fatto che si spari a degli immigrati perch\u00e9 sono di colore diverso, o di cultura diversa o di religione diversa \u00e8 un segno di poca saggezza&#8221;.<\/p>\n<p>Monsignor <strong>Silvano Maria Tomasi<\/strong>, arcivescovo e segretario del dicastero della Santa Sede per lo Sviluppo umano integrale, parla cos\u00ec della sparatoria di sabato 3 febbraio a <strong>Macerata<\/strong>, con la quale il 28enne Luca Traini ha colpito e ferito sei giovani nigeriani del posto. L\u2019ultimo atto di un\u2019opera d\u2019integrazione malriuscita, in un Paese che ha cambiato volto ma senza riuscire del tutto ad accettarlo.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019<strong>Italia<\/strong> e l\u2019<strong>Europa<\/strong> stanno diventando delle comunit\u00e0 pluralistiche, con persone, culture, espressioni di stili di vita molto diversi &#8211; continua Tomasi -; dobbiamo imparare a vivere assieme nella diversit\u00e0, ad accettare le persone per il valore che hanno come tali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo fatto un passo indietro, quindi.<\/strong><br \/>\nPer vivere assieme servono valori e atteggiamenti del cuore e della mente che aprano alla comprensione reciproca e all\u2019accettazione come persone di uguale dignit\u00e0; valori e atteggiamenti che consentano di partecipare alla vita pubblica con gli stessi diritti e doveri e di costruire un\u2019identit\u00e0 comune pi\u00f9 ricca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/O-jRbFJHyf4\" width=\"800\" height=\"450\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Diplomatico vaticano di lungo corso, monsignor Tomasi ricopre, tra gli altri, l\u2019incarico di delegato del Papa sulle politiche di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/nucleare-tecnologia-uccide-dissuasione\/\"><strong>disarmo nucleare<\/strong><\/a><em>,<\/em> e lo stesso Dicastero di cui \u00e8 membro \u00e8 stato promotore, lo scorso novembre, della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/disarmo-armi-nucleari-vaticano\/\"><strong>Conferenza internazionale sulla proibizione degli armamenti atomici<\/strong><\/a>. Anche questo, come l\u2019integrazione, \u00e8 un tema oggi molto discusso, nella rinata competizione tra chi avrebbe il famoso \u201cbottone rosso\u201d maggiormente a portata di mano. Tema che \u00e8 tornato a impensierire il Vaticano, oltre che tutta la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p><strong>Anche l\u2019Italia ha un suo arsenale.<\/strong><br \/>\nAbbiamo 50 bombe atomiche tra Aviano, in Friuli, e la Sicilia, dove sono in custodia \u201cper conto\u201d della Nato. Certo, un incidente pu\u00f2 sempre verificarsi, o qualche persona con uno scarso equilibrio mentale pu\u00f2 fare esplodere una bomba, generando una reazione a catena su cui non avremmo alcun controllo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019amministrazione Trump ha appena rivisto la sua strategia nucleare. Qual \u00e8 il suo giudizio?<\/strong><br \/>\nLa nuova politica dell\u2019amministrazione Usa mi pare faccia un passo indietro rispetto a quella del governo precedente, che era invece orientato a ridurre il numero di testate atomiche. Con il rinnovamento dell\u2019arsenale e lo sviluppo di nuove tecnologie per produrre bombe a effetto ridotto \u2013 quindi potenzialmente utilizzabili come armi convenzionali \u2013 il rischio \u00e8 che si accetti l\u2019idea di ricorrere all\u2019atomica in caso di emergenza. Con le conseguenze che sappiamo: la distruzione, oltre che di obiettivi militari, dell\u2019ambiente e di persone innocenti.<\/p>\n<p><strong>Cosa fare allora?<\/strong><br \/>\nPer il benessere della famiglia umana, bisogna eliminare questi ordigni di distruzione di massa. \u00c8 un\u2019affermazione che pu\u00f2 sembrare un po\u2019 idealistica, che rimanda a qualcosa di irraggiungibile, ma se non abbiamo degli obiettivi chiari e precisi &#8211; anche se alti &#8211; \u00a0su cui lavorare, rischiamo di perdere la corsa. Dobbiamo lavorare per un dialogo costruttivo, tra persone e tra Stati, per evitare conflitti che non sappiamo dove portino.<\/p>\n<p><strong>Quale messaggio per i leader internazionali?<\/strong><br \/>\nL\u2019obiettivo oggi dev\u2019essere quello di fermare la corsa agli armamenti e di smettere di dissipare energie e risorse necessarie per il benessere della popolazione. Invece di spendere cifre da capogiro per nuovi armamenti sarebbe bene investirli per costruire ospedali, scuole, per aiutare i giovani a trovare lavoro. Per creare una societ\u00e0 pi\u00f9 serena e costruttiva, invece di correre dietro alle armi per affermare un potere che andrebbe lasciato alle singole comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zD5Bp0Tu7Pc\" width=\"800\" height=\"450\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cE&#8217;\u00a0arrivato il momento di accelerare il percorso verso la cultura dell\u2019integrazione e dell&#8217;accettazione reciproca. Il\u00a0fatto che si spari a degli immigrati perch\u00e9 sono di colore diverso, o di cultura diversa o di religione diversa \u00e8 un segno di poca saggezza&#8221;. 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