{"id":68298,"date":"2018-02-10T10:43:10","date_gmt":"2018-02-10T09:43:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68298"},"modified":"2018-02-11T23:32:24","modified_gmt":"2018-02-11T22:32:24","slug":"dunkirk-bianchi-film-eroismo-multietnico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/dunkirk-bianchi-film-eroismo-multietnico\/","title":{"rendered":"Dunkirk: troppi bianchi in quel film, l&#8217;eroismo fu multietnico"},"content":{"rendered":"<p>La novantesima annuale cerimonia di premiazione degli Academy Awards, o notte degli <strong>Oscar<\/strong>, come viene definita colloquialmente dal pubblico italiano, si avvicina. E il celebrato regista inglese Christopher Nolan, grazie alla sua ultima fatica <strong>Dunkirk<\/strong>, rischia di non avere abbastanza mani per portare a casa tutte le statuette vinte.<\/p>\n<p>Il film, acclamato da critica e pubblico, ha ricevuto ben otto nomination, fra cui le principali categorie &#8216;miglior film&#8217; e &#8216;miglior regista&#8217;, e ha potuto contare su di una pioggia di elogi sia per la bellezza delle immagini che per l\u2019aderenza alla realt\u00e0 storica, nella rappresentazione dell&#8217;evacuazione degli eserciti britannico e francese dalle spiagge della cittadina francese di Dunkerque, vicina al confine con il Belgio.<\/p>\n<p>Se sulla prima delle due tipologie di elogi chi scrive non \u00e8 assolutamente in grado di fornire un parere informato, ruolo che si lascia ben volentieri ai critici cinematografici e agli esperti del settore, sulla seconda non\u00a0si pu\u00f2 che esprimere un certo disappunto. Per rendere chiaro da dove nascono i dubbi, occorre una breve digressione.<\/p>\n<p><strong>Propaganda alleata e razzismo silenzioso<br \/>\n<\/strong>Nel settembre 1944, nelle sale cinematografiche della parte di Francia gi\u00e0 liberata dagli alleati nelle fasi finali della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/la-vera-guerra-di-civilta-e-contro-la-memoria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Seconda guerra mondiale<\/strong><\/a>, usc\u00ec un breve documentario di propaganda politica, realizzato dalla Resistenza francese, <em>La lib\u00e9ration de Paris<\/em>. Il film mostrava scene di combattimento che avevano portato alla liberazione dei luoghi simbolo della <em>ville lumi\u00e8re<\/em>, nella speranza di convincere quanti pi\u00f9 francesi possibile ad arruolarsi nelle forze di resistenza o nell&#8217;esercito regolare del governo in esilio.<\/p>\n<p>L\u2019esercito francese al tempo, data l\u2019occupazione nazista della Francia metropolitana, era composto quasi esclusivamente da truppe coloniali. Quasi due terzi degli arruolati era costituito da truppe dell\u2019Africa occidentale, con il restante terzo composto da soldati provenienti dalla Siria, dall&#8217;Algeria, dalle colonie caraibiche, dalla Polinesia, e dall&#8217;Indocina francese oltre che naturalmente da qualche francese propriamente detto.<\/p>\n<p>Nonostante questa composizione profondamente multietnica, il film-documentario mostra, per la sua intera durata, esclusivamente soldati di etnia francese. A tale scopo la Resistenza arriv\u00f2 ad attuare soluzioni grottesche, quali l\u2019inscenare una seconda, finta liberazione della citt\u00e0, per girare scene senza le componenti di colore, o costringere i soldati siriani (abbastanza chiari da poter essere confusi per europei) a parlare fra di loro in francese.<\/p>\n<p>Chi scrive \u00e8 certo che un caso di cos\u00ec sfacciato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/ue-proposte-concrete-identita-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>razzismo<\/strong><\/a> non possa che fare inorridire il lettore che vive e ragiona nel 2018. Ma se questo \u00e8 il caso, perch\u00e9 allora non inorridire di fronte a <em>Dunkirk<\/em>?<\/p>\n<p><strong>Il film vs. i dati<br \/>\n<\/strong>In tutto il film, nonostante le migliaia di comparse utilizzate, gli unici non-europei che possono essere visti sono due soldati francesi, per pochi secondi, all&#8217;inizio del film. Eppure, gi\u00e0 durante la battaglia di Francia (culminata appunto con l\u2019evacuazione di Dunkirk) le truppe coloniali erano largamente utilizzate dall&#8217;esercito francese. Per un rapido confronto, secondo una stima della Bbc di qualche anno fa, il 10% dei morti durante gli scontri del maggio-giugno \u201840, provenivano dall\u2019Africa occidentale (ancora una volta, senza contare il resto dell\u2019impero coloniale francese).<\/p>\n<p>Un altro dato \u00e8 la composizione degli equipaggi della marina mercantile britannica, le cui navi furono fondamentali per portare a termine l\u2019evacuazione. Secondo una ricostruzione di Sunny Singh per il <em>Guardian,<\/em> pi\u00f9 un quarto dei marinai impiegati proveniva dai soli possedimenti di Myanmar e Malaysia.<\/p>\n<p>Di fronte a questi rilievi, la difesa proposta dai sostenitori del film \u00e8 stata, nelle purtroppo rare occasioni in cui la pellicola \u00e8 stata accusata di<strong> <em>whitewashing<\/em><\/strong>, che il corpo di spedizione britannico nel 1940 non aveva divisioni coloniali. Questo argomento sfortunatamente non regge, perch\u00e9 l\u2019assenza di divisioni reclutate dai governi locali delle colonie non significa l\u2019assenza di soldati provenienti dalle colonie, che erano spesso organizzati in compagnie e battaglioni etnicamente omogenei, a causa di un razzismo innegabile ma discreto, molto B<em>ritish.<\/em><\/p>\n<p><strong>Un&#8217;occasione mancata di rendere onore postumo<\/strong><br \/>\nDunkirk avrebbe potuto mostrare come l\u2019immenso sforzo logistico dell\u2019evacuazione fu anche uno sforzo segregazionista, con i soldati delle colonie britanniche sistematicamente evacuati per ultimi. Dunkirk avrebbe potuto mostrare accanto all&#8217;innegabile eroismo e sacrificio dei soldati del Regno Unito gli altrettanto valorosi sforzi del contingente indiano nella seconda guerra mondiale, a tutt&#8217;oggi il pi\u00f9 grande esercito interamente volontario mai assemblato nella storia.<\/p>\n<p>La decisione presa invece (perch\u00e9 di decisione deliberata si tratta: nessuna produzione di queste dimensioni potrebbe non aver avuto un consigliere storico) \u00e8 stata quella di rispondere alle attese del grande pubblico, che a causa di decenni di opere\u00a0 di propaganda come <em>La lib\u00e9ration de Paris <\/em>ha finito per immaginare la Seconda Guerra Mondiale come un affare fra bianchi.<\/p>\n<p>Nigel Farage ha a pi\u00f9 riprese lodato il film nell&#8217;ultimo anno, forse perch\u00e9 la narrazione che ne esce, di un popolo solo, coeso ed uniforme, che si ritira dalle pericolose coste europee per asserragliarsi in difesa sulla sua isola al di l\u00e0 del mare, gli pareva una buona metafora della sua fantasiosa idea di cosa dovrebbe essere la <strong>Brexit.<\/strong> Fortunatamente (o sfortunatamente) le cose non stanno, e non sono mai state, cos\u00ec.<\/p>\n<p>Negli Anni Cinquanta e Sessanta, i governi coloniali dell\u2019Impero britannico che andava sbriciolandosi, si lanciarono in maniera autonoma, quasi subconsciamente, in quella che verr\u00e0 in seguito definita collettivamente come \u201coperazione <em>legacy<\/em>\u201d, la distruzione e l\u2019occultamento di migliaia di registri che provavano tutte le malefatte e le azioni razziste compiute ai danni delle popolazioni locali di un impero che copriva il 25% delle terre emerse del pianeta.<\/p>\n<p>Dunkirk \u00e8 dunque un\u2019ennesima buona occasione persa per raccontare la realt\u00e0 dei fatti, il perfetto esempio dello <em>state of mind<\/em> di un popolo che cerca ipocritamente di nascondere il proprio egoismo e che mente a se stesso raccontandosi che pu\u00f2, e che ha sempre potuto, sopravvivere da solo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La novantesima annuale cerimonia di premiazione degli Academy Awards, o notte degli Oscar, come viene definita colloquialmente dal pubblico italiano, si avvicina. 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