{"id":68338,"date":"2018-02-13T18:05:16","date_gmt":"2018-02-13T17:05:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68338"},"modified":"2018-03-03T18:27:47","modified_gmt":"2018-03-03T17:27:47","slug":"campagna-cacofonia-europa-sordina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-cacofonia-europa-sordina\/","title":{"rendered":"Campagna elettorale: cacofonia in sordina sull&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>Malgrado posizioni fortemente contrastanti fra i partiti, l\u2019<strong>Europa<\/strong> non gioca un grande ruolo nel dibattito elettorale italiano. Va subito detto che non \u00e8 solo una nostra prerogativa. Capita lo stesso negli altri Paesi dell\u2019Unione. Perfino in Germania, Paese leader dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/campagna-elettorale-convergenza-difesa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a>, nel corso dell\u2019ormai non pi\u00f9 recente confronto elettorale i temi in discussione hanno riguardato per lo pi\u00f9 questioni interne.<\/p>\n<p>Ma nel caso dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/italia-campagna-moratoria-promesse\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a>, Paese debole ma troppo grande per rimanere ai margini dei giochi che stanno per riaprirsi a Bruxelles, chiarire meglio le diverse posizioni sul futuro dell\u2019 Europa dovrebbe essere considerato un compito di interesse interno prioritario.<\/p>\n<p><strong>M5S: l&#8217;Ue la casa naturale, ma poco visitata, del nostro Paese<\/strong><br \/>\nD\u2019altronde, che l\u2019Ue riguardi un po\u2019 tutte le nostre politiche nazionali, dall&#8217;immigrazione all&#8217;economia, \u00e8 piuttosto ovvio. Sorprendendo un po\u2019 tutti, un concetto del genere \u00e8 stato perfino espresso dal leader del M5S, Luigi Di Maio, allorquando, in un recente discorso al Link Campus di Roma, ha sostenuto che \u201cl\u2019Ue non \u00e8 un tema di politica estera, ma la casa naturale del nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p>Peccato che poi, a spulciare il programma ufficiale del Movimento sul sito del Ministero degli Interni, nei 20 sintetici punti depositati l\u2019Ue non sia mai neppure menzionata. Dobbiamo entrare nella piattaforma Rousseau per trovare una breve riflessione sull&#8217;Europa nel capitoletto dedicato, guarda caso, proprio alla \u201cpolitica estera\u201d. Essenzialmente si recrimina il fatto di essere \u201csuccubi di una moneta unica\u201d che ci ha costretto a \u201cridurre i salari e i diritti sociali\u201d.<\/p>\n<p>La proposta \u00e8 quindi quella di superare l\u2019austerit\u00e0 attraverso \u201cun\u2019alleanza con i Paesi dell\u2019Europa del Sud\u201d allo scopo di ottenere \u201cuna profonda riforma anche dell\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il centro-destra: meno vincoli dall&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nSe poi passiamo, sempre sul sito del Ministero degli Interni, ad esaminare il programma comune di Forza Italia, Lega e Fratelli d\u2019Italia, il tema europeo \u00e8 affrontato gi\u00e0 al punto 3 dell\u2019elenco sotto l\u2019evocativo titolo \u201cmeno vincoli dall&#8217;Europa\u201d. Lo smilzo capitoletto si sostanzia in una serie di \u201cno\u201d all&#8217;austerit\u00e0, all&#8217;eccesso di regole, alla burocrazia europea e ai nostri versamenti netti al bilancio comunitario.<\/p>\n<p>Si propone quindi un recupero radicale di sovranit\u00e0, facendo prevalere la nostra Costituzione sul diritto comunitario e difendendo il &#8216;made in Italy&#8217;. Insomma una visione particolarmente negativa dell\u2019Ue, solo parzialmente corretta dagli interventi pubblici di Silvio Berlusconi.<\/p>\n<p><strong>Pd: verso gli Stati Uniti d&#8217;Europa, con varie rivendicazioni<\/strong><br \/>\nSe poi ci addentriamo nei punti programmatici del Pd, il clima muta notevolmente, almeno in apparenza, fin dal titolo \u201cverso gli Stati Uniti d\u2019 Europa\u201d, anche se questo punto programmatico \u00e8 relegato al punto 9, quasi al termine del testo. Semmai una certa ambiguit\u00e0 si riscontra nella contrapposizione fra l\u2019ambizione di un\u00a0 grande passo avanti nel processo di integrazione e l\u2019attacco alle attuali istituzioni che \u201cprocedono in un cabotaggio di corto respiro\u201d, come se tale situazione non dipendesse dalla volont\u00e0 e dagli ostacoli che gli stati membri frappongono ad un corretto funzionamento delle istituzioni di Bruxelles.<\/p>\n<p>E\u2019 questa poi un\u2019occasione per il Pd di togliersi alcuni sassolini dalle scarpe, come la minaccia di stabilire \u201cuna correlazione tra i soldi che l\u2019Italia mette come Paese contributore nel bilancio europeo e gli impegni che i Paesi che ricevono quei soldi mettono nella gestione della migrazione\u201d, con un chiaro riferimento al gruppo di Visegrad che si rifiuta di accogliere le quote stabilite di rifugiati dall&#8217;Italia. Come pure un riferimento all&#8217;indigeribilit\u00e0 per l\u2019Italia delle regole del Fiscal Compact rispetto ai pi\u00f9 accettabili criteri di convergenza del Trattato di Maastricht.<\/p>\n<p><strong>+ Europa: un salto qualitativo &#8211; Liberi e Uguali: impegno e critiche<\/strong><br \/>\nUn salto davvero qualitativo sull\u2019Ue si ha nella lettura del programma politico di +Europa dal titolo \u201cEuropa: una federazione leggera verso gli Stati Uniti d\u2019 Europa\u201d. Come c\u2019era da aspettarsi, l\u2019impegno di Emma Bonino \u00e8 stato quello di riportare il tema Ue al centro del dibattito elettorale.<\/p>\n<p>Il testo del programma, che per diverse pagine si sofferma sul futuro dell\u2019 Europa, appare quasi come un saggio di ricerca con proposte dettagliate che vanno da un accresciuto bilancio comunitario a una difesa comune, dal completamento dell\u2019Unione bancaria alla trasformazione delle attuali istituzioni in versione pi\u00f9 federale.<\/p>\n<p>Un impegno europeista che si ritrova in versione molto pi\u00f9 generica e diluita in Liberi e Uguali, pi\u00f9 attenti ai temi delle politiche di accoglienza degli immigrati e al controllo europeo delle grandi multinazionali. Anche qui la solita critica alla \u201cderiva tecnocratica che ha preso l\u2019Europa, restituendo respiro alla visione di un solo popolo europeo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quale Italia nell&#8217;Unione dopo il 4 marzo<\/strong><br \/>\nQuesta rapida carrellata ci permette di trarre alcune considerazioni sui futuri orientamenti\u00a0 e contributi del nostro Paese nei confronti dell\u2019 Europa. La prima \u00e8 che a grandi spanne, alla luce dei sondaggi elettorali di questi giorni, almeno un 60% delle forze politiche italiane \u00e8 quanto meno euroscettico: M5S, centro-destra e in qualche misura LeU esprimono un atteggiamento fortemente difensivo, quando non contrario, alla attuale Ue. In ci\u00f2 si confermano le tendenze euroscettiche messe in luce da diversi studi europei sul crollo verticale del favore della nostra opinione pubblica nei confronti di Bruxelles. Siamo passati dal 70% e pi\u00f9 a favore dell\u2019Ue di una decina di anni fa ad un risicato 42% in tempi recenti.<\/p>\n<p>Quello che tuttavia preoccupa di pi\u00f9 \u00e8 il fatto che gran parte dei partiti politici si facciano portavoce di queste tendenze, venendo meno ad una funzione tradizionale dei partiti che dovrebbe essere quella di orientare le opinioni pubbliche verso scelte razionali e vantaggiose nel medio-lungo termine. Altrimenti si cade nel puro e semplice populismo.<\/p>\n<p>La seconda considerazione \u00e8 che gran parte dei programmi forniscono una fotografia statica dell\u2019Ue, dei suoi limiti e fallimenti. Non vi sono grandi ricette per il futuro: solo generiche affermazioni verso mete irraggiungibili. Unica eccezione \u00e8 +Europa, ma \u00e8 chiaro che questa piccola formazione non possa cambiare in modo radicale le carte in tavola, a meno che non si trasformi nella punta di diamante di un Pd ancora in bilico fra critiche alla Commissione e volont\u00e0 di maggiore integrazione. Va infatti ricordato che la Commissione, nell\u2019attuale assetto istituzionale, \u00e8 una esecutrice degli ordini del Consiglio, quindi degli Stati membri, fra cui il nostro. Non ci sono alibi per nessuno se poi le cose non vanno bene.<\/p>\n<p>La terza considerazione \u00e8 che da tutti i programmi manca un senso di \u201cvisione\u201d dell\u2019 Europa che vogliamo: delle sue finalit\u00e0, della sua straordinaria potenzialit\u00e0 e dei vantaggi che ne potranno derivare ai nostri Paesi, a cominciare proprio dall&#8217;Italia la cui posizione geo-strategica richiede pi\u00f9 Europa ed \u00e8 a vantaggio di tutta l\u2019 Europa. Insomma, non si intravvede un Macron all\u2019orizzonte che sappia chiamare a raccolta l\u2019intero Paese rovesciando questo \u201cmood\u201d euroscettico.<\/p>\n<p>Infine se dalle elezioni usciranno maggioranze euroscettiche o soluzioni abborracciate di mini-grandi coalizioni, la solitudine del nostro paese nell\u2019Ue non far\u00e0 altro che accentuarsi, a scapito dei nostri interessi nazionali in un\u2019 Europa che in ogni caso \u00e8 destinata a cambiare, sia con il rinnovo delle istituzioni nel 2019 che con il varo di un nuovo bilancio comunitario dal 2020 in poi. Se poi Macron e Merkel dovessero davvero mettersi in moto, allora l\u2019esserci con proposte a noi favorevoli sar\u00e0 della massima importanza. Ma dove sar\u00e0 in quel momento l\u2019Italia?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malgrado posizioni fortemente contrastanti fra i partiti, l\u2019Europa non gioca un grande ruolo nel dibattito elettorale italiano. 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