{"id":68361,"date":"2018-02-14T20:24:54","date_gmt":"2018-02-14T19:24:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68361"},"modified":"2018-03-21T06:16:04","modified_gmt":"2018-03-21T05:16:04","slug":"russia-pivot-euroasiatico-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-pivot-euroasiatico-putin\/","title":{"rendered":"Russia: il pivot euroasiatico di Putin"},"content":{"rendered":"<p>Il 2018 vedr\u00e0 Mosca impegnata nella messa a punto di una linea di politica estera\u00a0 volta a promuovere il ruolo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-russia-putin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong><\/a>, secondo una strategia multidirezionale, a 360 gradi, in continuit\u00e0 con il corso intrapreso a seguito della crisi ucraina. Una\u00a0 linea\u00a0 confortata dai successi riportati in termini di influenza e di immagine nel confronto con l\u2019Occidente, grazie\u00a0 alla destrezza\u00a0 politico-diplomatica, appoggiata allo strumento militare. L\u2019utilizzazione delle posizioni conquistate in <strong>Siria<\/strong>, e in <strong>Medio Oriente<\/strong> in generale, tenendo fermo nel contempo la situazione di stallo venutasi a creare nello spazio post-sovietico, \u00e8 alla base del rilancio su scala globale della Russia.<\/p>\n<p>La concretezza di quello che viene definito \u201cil grande disegno\u201d si fonda sulla volont\u00e0 del Cremlino di imprimere una svolta al corso di politica estera all\u2019altezza delle sfide poste\u00a0 della\u00a0 congiuntura internazionale. Sull\u2019impronta innovativa nell\u2019orientamento\u00a0 strategico russo attuale, caratterizzato da una relativa messa in secondo piano dell\u2019impegno a Ovest, non vi sono dubbi. Sar\u00e0 l\u2019azione verso Est, in corrispondenza con la rielezione di Vladimir <strong>Putin<\/strong> alla presidenza, a costituire l\u2019elemento trainante del processo di\u00a0 mobilitazione delle\u00a0 risorse materiali e umane per la realizzazione del progetto. Sempre che, ovviamente, non intervengano in sede domestica e\/o esterna\u00a0 sviluppi\u00a0 tali da alterare la direzione di marcia prestabilita.<\/p>\n<p><strong>Una politica neo-revisionista dell\u2019ordine mondiale<\/strong><br \/>\nLa\u00a0 promozione di una politica di allargamento a nuove aree di influenza si fonda sulla convinzione che solo operando con determinazione a un livello pi\u00f9 avanzato sia\u00a0 possibile assicurare alla Russia un ruolo di primo piano. Decisa a farsi avanti contando su alcuni peculiari fattori di vantaggio (collocazione geopolitica centrale, materie prime, arsenale nucleare <em>et alia<\/em>), Mosca persegue una politica in chiave neo-revisionista dell\u2019ordine mondiale tesa a ridimensionare la preminenza del blocco occidentale, che fa capo agli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-futuro-incerto-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Stati Uniti<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Obiettivo prioritario \u00e8 l\u2019<strong>Eurasia<\/strong>: il supercontinente emergente in tutta la sua importanza politico-strategica e economica. Esso \u00e8 individuato come spazio privilegiato di un nuovo e aggiornato \u201cgrande gioco\u201d, che vede in competizione le grandi potenze continentali (Russia, Cina, Unione europea) e la superpotenza Usa.<\/p>\n<p>In questa prospettiva Mosca si propone di fare in modo che la Russia, uscita dalla condizione di isolamento che le era stata inflitta dall\u2019Occidente, sia in grado di agire in condizioni di piena indipendenza, forte di una crescente presenza sul piano trans-regionale.<\/p>\n<p>Dato il contesto estremamente complesso, in rapida evoluzione e caratterizzato dalla presenza di una molteplicit\u00e0 di Stati maggiori, medi e minori, portatori di istanze contrastanti, la linea d\u2018azione russa si attiene\u00a0 a una visione strategica d\u2019insieme. L\u2019impegno\u00a0 diretto a stabilire con gli Stati della regione una rete di contatti economici e strategici si accompagna ad un atteggiamento volutamente esente da valutazioni politiche nel merito della\u00a0 configurazione istituzionale dei rispettivi regimi. Un atteggiamento questo che avvantaggia il ruolo della Russia di Putin, consentendole di agire con un pi\u00f9 ampio margine di flessibilit\u00e0 e spregiudicatezza.<\/p>\n<p><strong>Le pedine di Mosca<\/strong><br \/>\nLe organizzazioni che includono il gruppo degli Stati post-sovietici asiatici, nelle quali la Russia \u00e8 dominante o comunque influente &#8211; quali l\u2019Unione economica euroasiatica, l\u2019Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, il Trattato per la sicurezza collettiva -, rivestono un rilievo limitato, anche se non trascurabile, come base d\u2019azione nell\u2019area circostante.<\/p>\n<p>Nel portare avanti la propria politica, Mosca pu\u00f2 contare in primo luogo sull\u2019intesa stabilita sul piano economico e strategico con la <strong>Cina<\/strong>, il colosso in irresistibile ascesa con cui condivide l\u2019opposizione all\u2019influenza nello spazio asiatico degli Stati Uniti. Conta anche sui\u00a0 contatti stabiliti, in un articolato gioco di equilibrio, con le\u00a0 altre maggiori potenze (India, Indonesia e Giappone) e con quelle medie particolarmente assertive (Turchia e Iran). Queste ultime oggetto di\u00a0 particolare attenzione per avere favorito, dando vita ad un efficace sistema triangolare di collegamento, l\u2019entrata in forza della Russia nell\u2019area islamica del Medio Oriente.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile prevedere in che termini potr\u00e0 svilupparsi il corso della politica estera russa operando allo stesso tempo a Est e a Ovest. Una considerazione appare in ogni caso scontata: quali che siano gli eventuali ondeggiamenti nell\u2019orientamento del\u00a0 Cremlino di Putin, la sua linea d\u2019azione non si tradurr\u00e0 in una netta giustapposizione di indirizzo regionale. La promozione, inevitabilmente\u00a0 difficoltosa, di\u00a0 un corso politico che vuole essere equilibrato e pragmatico risulta strutturalmente correlata a una strategia\u00a0 multi-direzionale.<\/p>\n<p><strong>Un progetto che guarda a Est<\/strong><br \/>\nPrivilegiare la politica verso l\u2019<strong>Asia<\/strong> costituisce, come sottolineato, il fattore innovativo\u00a0 qualificante del corso strategico intrapreso da parte russa nella fase attuale. Sulla\u00a0 riuscita di un\u2019impresa\u00a0\u00a0 di questa portata, in un contesto caratterizzato da diffusi focolai di tensione, pesano forti interrogativi. Molteplici sono i fattori destinati a rendere ardua la promozione di un progetto segnato oltretutto da non superati sospetti riguardo alle ambizioni egemoniche di Mosca.<\/p>\n<p>Pensiamo alle differenze di civilizzazione che, al di l\u00e0 di una pretesa non sopita vocazione euroasiatica, divide la Russia dagli stati della regione. Oppure alla difficolt\u00e0 di conformarsi, evitando\u00a0 sbandamenti dettati da considerazioni puramente contingenti, a una strategia dotata di piena coerenza. E ancora, fatta eccezione per l\u2019energia, alla mancanza di adeguate risorse economiche, particolarmente evidente sul fronte asiatico a causa del sottosviluppo del retroterra siberiano.<\/p>\n<p>N\u00e9 va sottovalutato il rischio, in prospettiva, di contrasti con la Cina, la cui influenza si va irradiando allo spazio circostante, toccando aree storicamente di pertinenza della Russia. N\u00e9 infine il coinvolgimento, carico di incognite, nell\u2019area mediorientale, caratterizzata da una trama irrisolvibile\u00a0 di\u00a0 rapporti conflittuali fra le sue componenti.<\/p>\n<p><strong>Le fratture del Vecchio continente <\/strong><br \/>\nL\u2019Europa, d\u2018altra parte, considerata una regione sostanzialmente stabile, \u00e8 destinata ad essere il terreno dove si giocher\u00e0 la partita decisiva del confronto con l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-dilemma-europa-occidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Occidente<\/a>. L\u2019affinit\u00e0 con la Russia sul piano della civilizzazione implica, anche tenendo\u00a0 conto della specificit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 russa, la persistenza di un rapporto di fondo, per quanto travagliato.<\/p>\n<p>Questa realt\u00e0 \u00e8 rafforzata dalla presenza di forti interessi reciproci nel settore dell\u2019economia, particolarmente significativi per Mosca. La crisi ucraina, anche se congelata, ha dato luogo a una gravissima frattura politico-strategica al centro del continente che mette fortemente a rischio la sicurezza in Europa. A rendere arduo l\u2019avvio di un processo di normalizzazione fra le parti rivali contribuiscono le idiosincrasie presenti tanto nel nel campo russo che in quello occidentale.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo risulta diviso fra\u00a0 gli Stati della Nuova Europa (Polonia e Paesi Baltici in primo luogo), irriducibilmente ostili alla Russia, e quelli della Vecchia Europa, come Francia e <strong>Italia<\/strong> (la Germania occupa una posizione particolare), inclini a un atteggiamento sostanzialmente pragmatico. A questo schieramento fa riscontro da parte della Russia, fatto appello ai valori del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-richiamo-ordine-putin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>nazionalismo<\/strong><\/a> a sostegno della legittimit\u00e0 del regime, una politica di\u00a0 netta opposizione\u00a0 a quella che viene percepita come una\u00a0\u00a0 inaccettabile minaccia occidentale al proprio status di grande potenza.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Russian Look via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2018 vedr\u00e0 Mosca impegnata nella messa a punto di una linea di politica estera\u00a0 volta a promuovere il ruolo della Russia, secondo una strategia multidirezionale, a 360 gradi, in continuit\u00e0 con il corso intrapreso a seguito della crisi ucraina. 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