{"id":68374,"date":"2018-02-16T08:28:39","date_gmt":"2018-02-16T07:28:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68374"},"modified":"2018-02-20T13:36:16","modified_gmt":"2018-02-20T12:36:16","slug":"sudafrica-zuma-ramaphosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/sudafrica-zuma-ramaphosa\/","title":{"rendered":"Sudafrica: la resa di Zuma e il cammino in salita di Ramaphosa"},"content":{"rendered":"<p>La resa dei conti in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/africa-obesita-faccia-malnutrizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Sudafrica<\/strong> <\/a>deve ancora arrivare. Dopo le dimissioni forzate del presidente Jacob <strong>Zuma<\/strong>, messo con le spalle al muro dal segretario generale dell\u2019African National Congress \u00a0&#8211; e ora presidente ad interim &#8211; Cyril <strong>Ramaphosa<\/strong>\u00a0 e dalla maggioranza del partito di governo a causa delle centinaia di scandali in cui \u00e8 coinvolto, si apre un futuro pieno di punti interrogativi.<\/p>\n<p>Le istituzioni per ora hanno tenuto e la \u2018nazione arcobaleno\u2019, seppur molto diversa da quella sognata da Nelson <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/africa-mugabe-padre-patria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Mandela<\/strong><\/a>, non ha offerto il triste spettacolo di cui con una certa frequenza sono protagoniste<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-diamanti-ricchezza-tanzania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> le \u00e9lite africane<\/strong><\/a> in lotta per il potere.<\/p>\n<p>In un sussulto di dignit\u00e0, lo stesso Zuma, da nove anni aggrappato alla poltrona pi\u00f9 prestigiosa dello Stato,\u00a0 e che fino al 13 febbraio aveva rifiutato di dimettersi, ha gettato la spugna alla vigilia dell\u2019annunciato voto di sfiducia in Parlamento con un discorso alla nazione di 30 minuti, nel quale ha ribadito il \u201cdisaccordo con la decisione della leadership\u201d, ma ha anche spiegato di essere sempre stato un \u201cmembro disciplinato dell\u2019Anc\u201d, sottolineando \u2013 elemento non scontato nel Continente \u2013 che \u201cnessuna vita pu\u00f2 essere perduta in mio nome\u201d. Tradotto: l\u2019uso e l\u2019abuso del potere a fini di arricchimento personale\u00a0 o peggio \u2013 sempre negato da Zuma \u2013 non deve precipitare il partito che fu di Mandela nel caos e nella guerra civile il Paese.<\/p>\n<p><strong>Una maggioranza nera che ha i diritti, ma che resta povera<\/strong><br \/>\nMagra consolazione per il Congress, la cui bandiera \u00e8 stata prima la lotta al regime segregazionista bianco di Pretoria e poi, a partire\u00a0 dalle prime elezioni multirazziali del \u201994 , la riscossa sociale della maggioranza nera, che oggi ha in teoria tutti i diritti \u2013sanciti in una Costituzione tra le pi\u00f9 avanzate del mondo \u2013, ma \u00e8 povera quanto prima. Pu\u00f2 essere questa, per\u00f2, la volta buona per una nuova chance?, dopo che anche il predecessore di Zuma , Thabo Mbeki, era stato costretto a dimettersi per avere \u2013tra l\u2019altro \u2013 interferito nelle indagini sull\u2019allora suo vice\u00a0 -Zuma appunto &#8211; gi\u00e0 accusato di corruzione.<\/p>\n<p>Molto dipende dal nuovo leader del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, 65 anni, proclamato presidente dal Parlamento, ma che dovr\u00e0\u00a0 passare l\u2019esame delle urne nelle presidenziali del 2019. Quando l\u2019Anc rischia di perdere un primato finora quasi indiscusso, grazie anche alla rendita di posizione garantita non solo da Mandela, ma dagli altri grandi protagonisti del Congress. Nomi come Walter Sisulu, Govan Mbeki, Oliver Tambo, Albert Luthuli non dicono pi\u00f9 di tanto ai giovani nati dopo la fine del monopolio bianco e l\u2019unit\u00e0 nel ricordo della lotta comune contro l\u2019apartheid non \u00e8 pi\u00f9 un collante.<\/p>\n<p><strong>I buoni propositi del nuovo presidente<\/strong><br \/>\n\u201cCercher\u00f2 di lavorare molto duramente per non deludere la gente del Sudafrica\u201d, ha detto il neo presidente a conclusione del discorso tenuto dopo l\u2019elezione, sottolineando \u201cl\u2019intento di continuare a migliorare la vita della nostra gente\u201d e annunciando che la corruzione \u00e8 \u201csugli schermi dei nostri radar\u201d, cio\u00e8 che la lotta contro il malaffare politico \u00e8 una sua priorit\u00e0. Altro punto qualificante\u00a0 dell\u2019intervento, quello di \u201cvolere lavorare con tutti i partiti politici cominciando con l\u2019avere incontri con i leader\u201d di tutte le formazioni.<\/p>\n<p>Un elenco di buone intenzioni che Ramaphosa, eletto in dicembre segretario dell\u2019Anc. con una vittoria di misura sull&#8217;avversaria, ed ex moglie di Zuma, Nkosazana Dlamini, dovr\u00e0 cominciare a rendere concrete ben prima del 2019 per evitare che la perdita dei consensi e del controllo di molte citt\u00e0 nelle municipali del 2016 si trasformi in una disfatta nazionale. Il principale partito di opposizione, l\u2019Alleanza Democratica, ha lasciato l\u2019aula al momento del voto in disaccordo con la decisione dell\u2019Anc \u00a0di consentire a Zuma un\u2019uscita di scena senza una formale incriminazione per corruzione. E questo per Ramaphosa non \u00e8 un buon segnale.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 Ramaphosa e che Paese \u00e8 oggi il Sudafrica<br \/>\n<\/strong>Politico di razza ed ex sindacalista \u00a0&#8211; peraltro con un invidiabile fiuto negli affari che gli ha fruttato un patrimonio di 450 milioni di dollari e la definizione di simbolo del capitalismo nero \u2013, Ramaphosa \u00a0conosce bene la sua gente. Fu leader del potente Num, (National Union of Mineworkers), il sindacato dei minatori sudafricani che a met\u00e0 degli Anni \u201980 mise in seria difficolt\u00e0 l\u2019apparentemente inamovibile regime razzista allora guidato da Pieter Botha. E sa che molte delle aspettative dei neri in cerca di riscatto sono andate deluse.<\/p>\n<p>Il Sudafrica \u00e8 tra i Paesi con il pi\u00f9 alto squilibrio socio-economico: il 10 % della popolazione concentra il 66 % del reddito, secondo il World Inequality Report 2018. E se nel 1987 \u2013 secondo la stessa fonte \u2013\u00a0 l\u20191% deteneva l&#8217;8.8% della ricchezza, la percentuale era salita al 19,2 % nel 2012. Aggiungendo che la disoccupazione nel Paese pi\u00f9 ricco dell\u2019Africa \u00e8 attorno al 30%, il quadro delle difficolt\u00e0 che il nuovo presidente dovr\u00e0 affrontare \u00e8 chiaro.<\/p>\n<p>Difficile invertire il trend in pochi mesi, ma se Ramaphosa sar\u00e0 in grado di dare un qualche segnale di fiducia potrebbe recuperare al partito quei consensi indispensabili alla ripresa di un Paese in recessione da anni . In fin dei conti il nuovo presidente \u00e8 cos\u00ec ricco che pu\u00f2 permettersi il lusso dell\u2019onest\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La resa dei conti in Sudafrica deve ancora arrivare. 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