{"id":68384,"date":"2018-02-17T16:00:48","date_gmt":"2018-02-17T15:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68384"},"modified":"2018-02-26T16:16:04","modified_gmt":"2018-02-26T15:16:04","slug":"migranti-flussi-cause-soluzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/migranti-flussi-cause-soluzioni\/","title":{"rendered":"Migranti: flussi, analisi delle cause e proposte di soluzioni"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 17 gennaio il Parlamento ha approvato l\u2019invio di 470 militari e 150 veicoli in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/niger-missione-italiana-corso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Niger<\/a><\/strong>, al fine di contrastare i \u201c\u00a0<strong>flussi migratori irregolari\u00a0<\/strong>\u201d e i traffici di esseri umani che transitano verso la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/migranti-italia-diritti-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Libia<\/strong><\/a> e, da l\u00ec, verso l\u2019Europa. Numerosi altri Paesi europei \u2013 tra cui <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2017\/aug\/28\/emmanuel-macron-hosts-summit-to-tackle-migration-crisis\">Francia, Germania e Spagna<\/a> \u2013 hanno adottato politiche simili.<\/p>\n<p>Queste ultime sono state precedute in anni recenti dalla pubblicazione di un ampio numero di studi, alcuni focalizzati sull&#8217;implementazione di misure volte a differenziare le diverse ondate migratorie, al fine di \u201c<a href=\"https:\/\/www.clingendael.org\/sites\/default\/files\/pdfs\/turning_the_tide.pdf\">deviare i fenomeni migratori piuttosto che cercare di arrestarli<\/a>\u201d. Altri hanno indagato costi e benefici delle politiche di &#8216;<a href=\"https:\/\/euobserver.com\/opinion\/138777\">esternalizzazione<\/a>&#8216;, la strategia dell\u2019Ue per la &#8216;<a href=\"https:\/\/www.thecipherbrief.com\/the-eus-strategy-for-sahel-security-2\">Sicurezza del Sahel<\/a>&#8216;\u00a0e il &#8216;<a href=\"https:\/\/www.europarltv.europa.eu\/programme\/security\/refugee-and-migration-crisis-the-financial-cost\">peso finanziario<\/a>&#8216;\u00a0della crisi migratoria per i Paesi europei.<\/p>\n<p>Non meno spazio \u00e8 stato dedicato al &#8216;<a href=\"http:\/\/greece.greekreporter.com\/2016\/04\/11\/ngos-and-the-lucrative-business-of-the-refugee-crisis-in-greece\/\">business lucrativo<\/a>&#8216;\u00a0delle Ong in relazione alle ondate migratorie, al ruolo del crimine organizzato nel &#8216;<a href=\"https:\/\/migrantsatsea.org\/tag\/trafficking-in-human-beings\/\">contrabbando di migranti<\/a>&#8216;, nonch\u00e9 all\u2019importanza di \u201cmostrare solidariet\u00e0 per questi disperati\u201d.<\/p>\n<p>Questi studi, cos\u00ec come le politiche adottate dai maggiori Paesi europei, non offrono alcuna soluzione a lungo termine, n\u00e9 sono basate su una profonda comprensione delle condizioni strutturali alla base dei flussi migratori. Si tratta di analisi e strategie che in larga parte parlano alla &#8216;pancia&#8217; dell\u2019opinione pubblica dei Paesi europei, ma che non sono in grado di fornire risposte strutturali alle presenti e future generazioni.<\/p>\n<p><strong>Alcuni problemi strutturali<br \/>\n<\/strong>L\u2019acronimo Opl 245 non dice nulla alla quasi totalit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica. Eppure \u00e8 il nome della procedura per l\u2019acquisizione del pi\u00f9 grande giacimento petrolifero (oltre 9 miliardi di barili di greggio) presente in Africa. \u00c8 posto davanti alle coste della Nigeria, da dove, a partire dall&#8217;inizio del XV secolo, <a href=\"https:\/\/www.migrationpolicy.org\/article\/nigeria-multiple-forms-mobility-africas-demographic-giant\">12 milioni<\/a> di schiavi furono &#8216;esportati&#8217; verso le colonie europee in America. Si tratta del Paese pi\u00f9 popolato del continente africano e di quello dal quale nel 2016 \u00e8 arrivato in Italia il <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/d22db4f4-9907-11e6-b8c6-568a43813464\">maggior numero<\/a> di migranti via mare.<\/p>\n<p>L\u2019enorme somma (1.1 miliardi di dollari) investita da compagnie di petrolio e gas europee per l\u2019acquisizione di questo giacimento petrolifero sarebbe stata sufficiente a coprire oltre l\u201980% dell\u2019intera spesa sanitaria della Nigeria per l\u2019anno 2015. Eppure i cittadini della Nigeria non hanno tratto alcun vantaggio dall&#8217;accordo, finalizzato anche tramite presunti <a href=\"https:\/\/isds.bilaterals.org\/?leaked-documents-reveal-how-shell&amp;lang=en\">ricatti<\/a>, di cui ha beneficiato solo un limitato numero di funzionari corrotti e riciclatori di denaro sporco.<\/p>\n<p>L\u2019Opl 245 non rappresenta di certo un caso isolato. Le risorse naturali (petrolio, oro, gas, ecc) presenti nella quasi totalit\u00e0 dei Paesi africani e in un numero significativo di Stati nel Mediterraneo orientale vengono <a href=\"https:\/\/panamapapers.icij.org\/20160725-natural-resource-africa-offshore.html\">trasferiti attraverso societ\u00e0 off-shore<\/a> che, in larga misura, sono collegate a imprese e uomini d\u2019affari operanti in Europa e in America. Come hanno confermato i documenti emersi dai <a href=\"https:\/\/panamapapers.icij.org\/20160403-panama-papers-global-overview.html\">Panama Papers<\/a>, oltre <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/internazionale\/2016\/07\/24\/news\/panama-papers-l-africa-saccheggiata-dalle-offshore-dei-potenti-1.278404\">1400<\/a> societ\u00e0 anonime, con la connivenza di dittatori locali e di molteplici paradisi fiscali, vengono utilizzate come strumenti volti a prosciugare le ricchezze naturali di alcuni dei Paesi pi\u00f9 poveri del mondo.<\/p>\n<p>Solo aprendo l\u2019Europa a prodotti realizzati in Africa \u2013 e garantendo al contempo una equa distribuzione dei profitti \u2013 e affrontando le cause strutturali che minano la capacit\u00e0 di sviluppo di milioni di persone, sar\u00e0 possibile attuare una &#8216;visione europea&#8217; basata su soluzioni sostenibili.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga la necessit\u00e0 di esercitare stringenti pressioni nei riguardi di Paesi \u2013 dotati di enormi risorse e pi\u00f9 prossimi ai centri da dove partono larga parte dei flussi migratori \u2013 come l\u2019Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait, affinch\u00e9 si assumano responsabilit\u00e0 concrete.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che questi Paesi siano tra i principali destinatari del <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/jul\/27\/weapons-flowing-eastern-europe-middle-east-revealed-arms-trade-syria\">miliardo e 350 milioni<\/a> di euro in fucili, lanciarazzi, mitragliatrici pesanti, mortai e armi anti-carro attualmente esportati dall\u2019Europa (soprattutto <a href=\"http:\/\/www.balkaninsight.com\/en\/article\/making-a-killing-the-1-2-billion-euros-arms-pipeline-to-middle-east-07-26-2016\">attraverso i Balcani<\/a>) verso il Medio Oriente. Una percentuale significativa di esse viene utilizzata utilizzate da gruppi operanti in Siria e Yemen, contribuendo alla destabilizzazione dell\u2019intera regione.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio il fattore &#8216;destabilizzazione&#8217; a rivestire un ruolo non meno decisivo nel novero delle condizioni strutturali alla base delle \u201cmigrazioni e dei traffici di esseri umani\u201d. \u00c8 una storia vecchia come il mondo: tendiamo a &#8216;migrare&#8217; quando ci sentiamo insicuri, o incapaci di soddisfare i nostri bisogni. In questo contesto \u00e8 sufficiente menzionare che, stando a dati del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, gli \u201cincidents of terrorism\u201d sono cresciuti del <a href=\"http:\/\/www.globaltruth.net\/the-war-on-terror-has-created-6500-more-terrorism\/\">6500 per cento<\/a> (199 attacchi nel 2002, 13500 nel 2014) dall&#8217;avvio della &#8216;Guerra al terrore&#8217; (2001).<\/p>\n<p>15 dei 19 attentatori delle Torri Gemelle erano cittadini sauditi. Cionostante, l\u2019amministrazione Bush decise di rispondere agli attentati dell\u201911 settembre attaccando l\u2019Afghanistan e l\u2019Iraq. Non \u00e8 un caso che siano proprio questi due Paesi quelli che negli ultimi 15 anni hanno registrato la met\u00e0 del numero totale degli \u201cincidents of terrorism\u201d a cui si \u00e8 fatto riferimento. La destabilizzazione di gran parte del Medio Oriente e del Nord Africa, nonch\u00e9 l\u2019enorme impatto che essa ha avuto sulla stabilit\u00e0 delle regioni limitrofe, \u00e8 in larga parte il risultato diretto delle politiche adottate all&#8217;inizio di questo secolo.<\/p>\n<p><strong>Soluzione strutturali<br \/>\n<\/strong>In che modo i flussi migratori influenzeranno l\u2019Africa e l\u2019Europa nei prossimi decenni? La risposta \u00e8 in gran parte legata alla demografia. La popolazione totale dell\u2019Africa crescer\u00e0 dagli attuali 1,2 a 2.5 miliardi entro il 2050. Per contro, nello stesso periodo, Paesi europei come la Germania e l\u2019Italia vedranno le proprie popolazioni diminuire rispettivamente da 81 a 79 milioni e da 60 a 55 milioni di individui.<\/p>\n<p>Questi numeri confermano che il tentativo di contrastare i flussi migratori e i relativi traffici attraverso lo schieramento di truppe o la deviazione delle ondate, non pu\u00f2 che rivelarsi un fallimento. Solo adottando delle soluzioni strutturali sar\u00e0 possibile trasformare in opportunit\u00e0 le sfide che questi numeri portano con s\u00e9. Dalla prospettiva dell\u2019Ue, queste soluzioni strutturali includono cinque politiche principali:<\/p>\n<ul>\n<li>Esporre e sanzionare l\u2019attuale sfuttamento delle risorse naturali dell\u2019Africa da parte di migliaia di <a href=\"https:\/\/www.alainet.org\/fr\/node\/177314\">societ\u00e0<\/a> europee, pubbliche e private, in modo da contrastare alcune delle cause strutturali alla base dei flussi migratori, dunque quelle che ostacolano lo sviluppo di molti Paesi della regione.<\/li>\n<li>Aprire l\u2019Europa ai prodotti realizzati in Africa, decostruendo al contempo l\u2019impressione che \u201cli stiamo aiutando a casa loro\u201d: sebbene i Paesi africani ricevano 31 miliardi di dollari in rimesse, le multinazionali che operano nel continente &#8216;re-importano&#8217; circa\u00a0<a href=\"http:\/\/venturesafrica.com\/how-africa-can-stop-the-world-from-plundering-wealth\/\">32 miliardi di dollari<\/a>\u00a0l\u2019anno in profitti nei loro Paesi d&#8217;origine.<\/li>\n<li>Monitorare e tamponare il flusso di armi prodotte nei Paesi <a href=\"http:\/\/www.balkaninsight.com\/en\/article\/making-a-killing-the-1-2-billion-euros-arms-pipeline-to-middle-east-07-26-2016\">europei<\/a> e venduti in Africa e nelle regioni del Medio Oriente colpite dalla guerra (Yemen in primis).<\/li>\n<li>Offrire protezione legale e opportunit\u00e0 \u2013 attingendo se possibile anche dai <a href=\"http:\/\/www.ozy.com\/fast-forward\/the-lucrative-business-of-fending-off-migrants\/83430#.Wm603gkICKY.twitter\">6 miliardi di euro<\/a> stanziati dall\u2019Ue per rafforzare i propri confini esterni \u2013 ai &#8216;migranti climatici&#8217;<em>,<\/em> ovvero a milioni di individui che lasciano i propri Paesi a causa degli effetti dei cambiamenti climatici.<\/li>\n<li>Abbandonare la gestione della crisi, scommettendo sulla prevenzione della stessa. Ci\u00f2 include il rifiuto di ogni politica volta a esternalizzare la gestione dei flussi migratori, una pratica che ha generato un boom economico in un ampio numero di centri di transito \u2013 alcuni dei quali situati in aree desertiche \u2013 e che s&#8217;\u00e8 trasformata in una redditizia industria che trae profitto dai pi\u00f9 vulnerabili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si potrebbe affermare che nessuna di queste politiche sia realistica o praticabile. Se coss\u00ec fosse, sarebbe quantomeno opportuno decostruire la diffusa immagine di una generosa Europa impegnata a trovare soluzioni umanitarie per milioni di migranti: un continente costretto a gestire le conseguenze di problemi altrui.<\/p>\n<p>Troppo spesso i nostri media \u2013 e di riflesso larga parte dell\u2019opinione pubblica \u2013 tendono ad a percepire le lacerazioni che stanno interessando il Mediterraneo meridionale e orientale come qualcosa che riguarda popoli e Paesi lontani.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario superare questa interpretazione dicotomica che divide la \u201cnostra storia\u201d dalla \u201cloro storia\u201d, aprendo la strada a un approccio pi\u00f9 umile verso i popoli della regione e il loro carico di sofferenza. Ci\u00f2 permetter\u00e0 di guardare con occhi diversi al \u201cvicinato europeo\u201d e a realizzare l\u2019auspicio di Eric Hobsbawm di salvare non solo \u201cthe stockinger and the peasant, but also the nobleman and the king\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 17 gennaio il Parlamento ha approvato l\u2019invio di 470 militari e 150 veicoli in Niger, al fine di contrastare i \u201c\u00a0flussi migratori irregolari\u00a0\u201d e i traffici di esseri umani che transitano verso la Libia e, da l\u00ec, verso l\u2019Europa. 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