{"id":68400,"date":"2018-02-17T12:22:30","date_gmt":"2018-02-17T11:22:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68400"},"modified":"2018-03-02T00:14:16","modified_gmt":"2018-03-01T23:14:16","slug":"campagna-elettorale-trump-flat-tax","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-elettorale-trump-flat-tax\/","title":{"rendered":"Campagna elettorale: inseguendo Trump tra flat tax e protezionismo"},"content":{"rendered":"<p>Nel disordine di questa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/italia-campagna-moratoria-promesse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>campagna elettorale<\/strong><\/a> che ci sta accompagnando al voto del 4 marzo, le proposte concrete di <strong>politica economica<\/strong> non sempre occupano un posto di rilievo nel dibattito. Tra quelle che hanno destato maggior interesse, oltre al <strong>reddito di cittadinanza<\/strong> proposto dal Movimento 5 Stelle, ci sono sicuramente la <em><strong>flat tax<\/strong>,<\/em> sostenuta dai due maggiori partiti che occupano lo schieramento di destra nel nostro scacchiere politico, e l\u2019introduzione di dazi per tutelare il Made in Italy, prospettata dal candidato premier della Lega Matteo Salvini. Le due proposte, che sembrano far eco alla politica economica di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/usa-trump-carta-riforma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Donald Trump<\/strong><\/a>, sono presentate come misure volte a tutelare gli interessi del popolo italiano. Le critiche non sono mancate, ma si sono concentrate soprattutto sulla difficolt\u00e0 (o impossibilit\u00e0) di attuazione e sulla mancanza di coperture finanziarie. Tuttavia, ci\u00f2 che \u00e8 davvero opportuno chiedersi \u00e8 se e quanto tali politiche, indipendentemente da chi le metta in atto, siano davvero nell&#8217;interesse della popolazione nel suo complesso.<\/p>\n<p><strong>La parola ai numeri<br \/>\n<\/strong>Il termine anglofono <em>Flat Tax<\/em> indica un sistema di tassazione ad aliquota unica, proporzionale nella sua natura, in cui ogni contribuente paga in proporzione, la stessa, al reddito percepito. I suoi sostenitori sottolineano come l\u2019introduzione di un sistema del genere comporti una notevole semplificazione e un sostanziale risparmio rispetto al sistema progressivo attualmente in vigore, caratterizzato da scaglioni impositivi diversi per diverse fasce di reddito. Inoltre, nella visione di coloro che propongono tale sistema, la progressivit\u00e0 (e con essa la costituzionalit\u00e0) dello stesso verrebbe comunque salvaguardata dall&#8217;introduzione di una \u201c<em>no tax zone<\/em>\u201d, ossia una fascia iniziale di reddito completamente esente da tasse, pi\u00f9 alta di quella attuale. Se sulla semplificazione c\u2019\u00e8 poco da eccepire, per capire se davvero il nuovo sistema sarebbe vantaggioso per tutti i contribuenti ci si pu\u00f2 rivolgere ai numeri.<\/p>\n<p>Seppure ancora ci sia incertezza sulla definizione dell\u2019aliquota precisa e sul limite della \u201c<em>no tax zone<\/em>\u201d, per un calcolo veloce si pu\u00f2 far riferimento a un\u2019aliquota unica del 23% e a a un\u2019esenzione totale dalla tassazione per i redditi fino ai 12.000 \u20ac lordi annui, cos\u00ec come proposto dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Un calcolo approssimativo e molto semplice, ma allo stesso estremamente esplicativo, evidenzia un risparmio rispetto al sistema di tassazione attualmente in vigore di circa 460 \u20ac all\u2019anno per una persona con un reddito di 10.000 \u20ac lordi annui. Spostandosi da una fascia di reddito bassa ad una pi\u00f9 alta, il risparmio per una persona con reddito lordo di 50.000 euro l\u2019anno crescerebbe a circa 4.000 euro l\u2019anno. \u00a0Salendo ancora, per una persona decisamente benestante con un reddito lordo di 150.000 \u20ac annui, il risparmio arriverebbe a circa 24.000 \u20ac. Insomma, se la matematica non \u00e8 un\u2019opinione, cos\u00ec come \u00e8 innegabile che effettivamente i contribuenti di ogni fascia di reddito godrebbero di un risparmio rispetto al carico fiscale a cui sono attualmente sottoposti, \u00e8 altrettanto ineccepibile che tale risparmio sarebbe distribuito in maniera assolutamente iniqua e a guadagnarci davvero sarebbero solo i redditi pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p><strong>Si scrive Flat Tax si legge disuguaglianza crescente<br \/>\n<\/strong>Al netto dei correttivi che si potrebbero introdurre ad un sistema del genere, volti a limare il suo carattere proporzionale e accentuarne quello progressivo, \u00e8 evidente che un siffatto sistema implichi un risparmio rispetto a quello attuale che \u00e8 tanto maggiore quanto maggiore \u00e8 il reddito percepito. Per sua natura dunque la <em>flat tax<\/em> finirebbe per contribuire in modo decisivo ad accrescere uno dei problemi strutturali pi\u00f9 importanti del nostro tempo: la crescente disuguaglianza nella distribuzione dei redditi e della ricchezza.<\/p>\n<p>Tanto l\u2019ormai famoso rapporto di Oxfam quanto i numeri dell\u2019Istituto nazionale di Statistica descrivono una situazione di crescente polarizzazione anche nel nostro Paese, con il reddito annuo della fascia pi\u00f9 povera in diminuzione negli ultimi dieci anni a fronte di quello del quinto pi\u00f9 ricco della popolazione che registra una crescita sempre pi\u00f9 intensa. Una sperequazione crescente nella distribuzione dei redditi e della ricchezza non costituisce solo un problema di ordine etico o morale ma \u00e8 prima di tutto un problema di ordine sociale ed economico con importanti conseguenze di lungo periodo.<\/p>\n<p>Da un punto di vista sociale, la scomparsa di quello che un tempo veniva chiamato l\u2019\u201cascensore sociale\u201d crea malcontento e risentimento, minando cos\u00ec la coesione sociale, alimentando la proliferazione di risposte politiche estremiste e offrendo terreno fertile per la criminalit\u00e0. A livello economico la disuguaglianza, colpendo soprattutto la classe medio bassa che \u00e8 la spina dorsale di molte economie mature, porta fisiologicamente a una flessione strutturale della domanda aggregata dovuta al minor consumo di un numero enorme di famiglie che non potr\u00e0 mai essere sostituito da un maggior consumo da parte di pochi (sempre pi\u00f9) opulenti, frenando cos\u00ec le prospettive di crescita economica.<\/p>\n<p>Se l\u2019origine di questa tendenza pu\u00f2 essere imputata agli effetti di fenomeni, quali il progresso tecnologico, la globalizzazione e la crescita del settore finanziario, che hanno dominato gli ultimi 35 anni favorendo una pi\u00f9 sostenuta ma iniqua crescita economica, \u00e8 proprio al sistema impositivo che spetta il compito fondamentale di redistribuire la ricchezza e i vantaggi da essi creati in modo pi\u00f9 equo. Le due misure proposte vanno per\u00f2 nel senso opposto: se la <em>flat tax<\/em> aumenta le disuguaglianze, anche le misure di carattere protezionistico non costituiscono di certo una soluzione. Esse infatti non redistribuiscono i vantaggi creati dalla globalizzazione, come una maggiore disponibilit\u00e0 di beni e servizi ad un prezzo minore, ma li diminuiscono senza operare alcuna opera reale di protezione del nostro tessuto imprenditoriale, rischiando anzi di frenarne lo slancio verso l\u2019internazionalizzazione che ha trainato la flebile ripresa degli ultimi anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel disordine di questa campagna elettorale che ci sta accompagnando al voto del 4 marzo, le proposte concrete di politica economica non sempre occupano un posto di rilievo nel dibattito. 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