{"id":68405,"date":"2018-02-20T07:37:11","date_gmt":"2018-02-20T06:37:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68405"},"modified":"2018-03-21T06:15:49","modified_gmt":"2018-03-21T05:15:49","slug":"russia-putin-vittima-narrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-putin-vittima-narrazione\/","title":{"rendered":"Russia: Putin \u00e8 vittima della sua stessa narrazione"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso dei decenni, la ricerca sul comportamento dello Stato in politica estera si \u00e8 ampiamente concentrata sulle capacit\u00e0 materiali piuttosto che su fattori ideologici \u00a0o sui legami con la storia e il mito politico. La difficolt\u00e0 nello spiegare la formazione del processo decisionale ha motivato alcuni studiosi a riscoprire il ruolo che idee e credenze svolgono nel <em>policy making<\/em>, suggerendo che la loro influenza nel mondo politico moderno \u00e8 stata di centrale importanza. Una certa riflessione si \u00e8 sviluppata sul perch\u00e9 alcuni decisori politici non rompano con le vecchie scelte anche quando l\u2019evidenza suggerisce che queste ultime non rappresentino soluzioni ottimali.<\/p>\n<p>Dal 2014, in seguito all\u2019annessione della <strong>Crimea<\/strong>, all\u2019attuale guerra del Cremlino in <strong>Ucraina<\/strong> e alle sanzioni occidentali imposte alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-russia-putin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong><\/a>, Mosca sta vivendo tempi duri per il suo sviluppo economico e le relazioni politiche con la comunit\u00e0 internazionale. Eppure la strategia del presidente Vladimir <strong>Putin<\/strong> verso l\u2019Ucraina, e in generale i conflitti nello spazio post-sovietico, sembra rimanere assertiva.<\/p>\n<p>Per capire le ragioni sottese alla strategia e all\u2019agire geopolitico della Russia, si dovrebbe analizzare come l&#8217;<strong>identit\u00e0 russa<\/strong>, i suoi valori e le sue percezioni siano stati politicizzati da quando Putin \u00e8 al potere. In particolare, si dovrebbe esplorare la visione del mondo portata avanti dai russi e da Putin e dal suo establishment politico in primo luogo, e il modo in cui essi percepiscono il mondo attorno a loro, diviso che \u00e8 considerato nella \u201cloro\u201d sfera e ci\u00f2 che \u00e8 \u201calieno\u201d. Come percepiscono, cio\u00e8, l\u2019identit\u00e0 culturale e di civilt\u00e0 e le attuali relazioni con gli Stati dello spazio post-sovietico.<\/p>\n<p><strong>La fatica di ricostruire un\u2019identit\u00e0 geopolitica e nazionale <\/strong><br \/>\nDai primi anni Novanta, l\u2019\u00e9lite politica russa ha avuto come scopo principale da un lato la costruzione di un nuovo spazio geopolitico, e dall\u2019altro la rivalutazione dell\u2019ordine politico westphaliano. Per far ci\u00f2, fu quindi necessario sia delineare il mito culturale dell\u2019unicit\u00e0 nazionale, sia disegnare nuovi confini, che potevano essere tanto concettuali, sociali e cartografici, quanto immaginari o reali. Il bisogno di concettualizzare la nozione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-richiamo-ordine-putin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nazione russa<\/a> divent\u00f2 cos\u00ec un\u2019assoluta necessit\u00e0. Tuttavia, l\u2019assenza di ideologia ha complicato questo compito. Fu cos\u00ec quindi che la narrazione di tipo slavofilo sul rifiuto del dominio globale occidentale da un lato, e sull\u2019emergere della Russia come un\u2019indipendente civilt\u00e0 ortodossa-eurasiatica dall\u2019altro si rivel\u00f2 la soluzione ottimale.<\/p>\n<p>Due fattori hanno spianato la strada all\u2019emersione di uno <em>storytelling <\/em>sull\u2019unicit\u00e0 della civilt\u00e0 russa: da una parte la mancata volont\u00e0 di modernizzare l\u2019economia interna, e dall\u2019altra la competizione normativa tra Mosca e l\u2019Occidente nello spazio post-Sovietico.<\/p>\n<p>Dopo aver realizzato alcune riforme liberali durante la sua prima fase al Cremlino, Vladimir Putin ha in seguito preso le distanze da uno sviluppo strutturale ed economico della Russia, e dall\u2019idea di usare l\u2019Europa come modello per lo sviluppo del Paese. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/russia-dilemma-europa-occidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Occidente<\/strong><\/a>\u00a0si \u00e8 rivelato un luogo di \u201cuguaglianza tra bene e male\u201d (come ha detto lo stesso presidente russo) e relativismo morale. Ancora peggio, secondo Putin, \u00e8 l\u2019imposizione da parte dell\u2019Occidente dei suoi valori sui Paesi post-sovietici, compresa la Russia. Infatti, subito dopo il collasso dell\u2019Unione sovietica, Mosca si \u00e8 trovata a competere con Stati Uniti, Unione europea e altri attori regionali del <strong>Caucaso<\/strong> meridionale e dell\u2019Europa orientale. Lo spazio post-sovietico si \u00e8 trasformato in un campo di battaglia normativo, con Bruxelles e Washington tese a promuovere i valori occidentali e la Russia che offre in risposta un proprio sistema valoriale basato su idee e tradizioni conservatrici e ortodosse.<\/p>\n<p><strong>Il rifiuto dell\u2019universalismo occidentale e di un mondo unipolare <\/strong><br \/>\nPer l\u2019establishment politico russo e per il presidente Putin, la civilt\u00e0 occidentale porta con s\u00e9 individualismo, egoismo, competizione, consumo e sfruttamento economico. Dalla prospettiva russa, l&#8217;Occidente si relazione con la spiritualit\u00e0 e la forza degli altri popoli dalla propria prospettiva della supremazia del razionalismo e del progresso tecnologico.<\/p>\n<p>In questo contesto, l\u2019Occidente rifiuta in qualche modo l\u2019idea che qualcuno abbia il diritto di affermare di essere universale o di essere lo standard per gli altri; in realt\u00e0 ciascuno dovrebbe avere un proprio schema di sviluppo. In breve, tema principale di questa narrazione \u00e8 evitare che la Russia venga assorbita da altre civilt\u00e0. Per questa ragione, indipendenza e sovranit\u00e0 russe vanno assolutizzate come valori nazionali.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare come la frequenza di impiego dei termini \u201ccivilt\u00e0\u201d, \u201c<strong>cristianit\u00e0 ortodossa\u201d<\/strong>, \u201cmoralit\u00e0\u201d (<em>nravstvennost<\/em>) e \u201cspirituale\u201d (<em>dukhovnyi<\/em>) sia decisamente aumentata nei discorsi di Putin degli ultimi anni, specialmente dal suo ritorno alla presidenza nel 2012. Il <em>Russian Foreign Policy Concept<\/em> del 2013 pone l\u2019accento sul fatto che, nella storia moderna, la competizione fra attori globali ha luogo infatti a livello di confronto fra civilt\u00e0. Uno scenario in cui gli Stati pi\u00f9 potenti sono non soltanto rappresentativi in termini geografici, ma anche esponenti di modelli di civilt\u00e0 antagonisti.<\/p>\n<p>Lo stato-civilt\u00e0 \u00e8 inteso come una super-istituzione che tutela persone, tradizioni, storia, cultura, morale, e le regole del vivere civile, ma soprattutto protegge la propria unicit\u00e0 e sovranit\u00e0. Questa narrazione \u00e8 stata accompagnata dai continui richiami di Putin alla \u00a0globalizzazione come processo di distruzione di valori tradizionali, religiosi e spirituali e dall\u2019atteggiamento mantenuto nei conflitti etno-politici nei paesi dello spazio post-sovietico.<\/p>\n<p>Puntando alla decostruzione dell\u2019universalismo e dell\u2019imperialismo culturale occidentale, la pietra angolare su cui si fonda la narrazione di Putin \u00e8 la <strong>multipolarit\u00e0<\/strong> dell\u2019ordine mondiale. Perch\u00e9 in quest\u2019ottica la Russia possa agire da polo in questo mondo multipolare, \u00e8 necessaria l\u2019integrazione dello spazio post-sovietico.<\/p>\n<p>Le dimensioni geopolitiche dei conflitti nel <strong>Vicinato<\/strong> sono infatti diventate sempre pi\u00f9 importanti per la Russia; Mosca ha usato la sua risposta alle rivendicazioni secessioniste nei Paesi della regione per dimostrare all\u2019Occidente il suo stato di grande potenza e la sua abilit\u00e0 di restaurare il suo primato su quello che era stato territorio sovietico, impedendo al tempo stesso che altri attori stranieri si intromettano nella sua zona d\u2019influenza. A tal fine, Putin ha invocato la percezione sociale della vicinanza identitaria e culturale della Russia rispetto ai Paesi post-sovietici. L\u2019esempio pi\u00f9 evidente \u00e8 la sua affermazione di un presunto diritto di annettere la Crimea, \u201cstoricamente\u201d russa.<\/p>\n<p>Il Cremlino ha anche ritratto le sue azioni di aggressione nello spazio post-sovietico come una lotta esistenziale per l\u2019indipendenza della Russia e a tutela della sua sovranit\u00e0 nazionale. \u201cNon si tratta solo di proteggere la Crimea ma la nostra stessa indipendenza, la nostra sovranit\u00e0 e il nostro diritto di esistere\u201d, disse Putin ad una conferenza stampa del 2014, riecheggiando la famosa citazione dell\u2019imperatrice Caterina la Grande, secondo cui \u201cnon ho altro modo per difendere i miei confini che estenderli\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un presidente che non si tirer\u00e0 indietro<\/strong><br \/>\nTuttavia, quest\u2019idea di impero che rivendica i caratteri fondanti della civilt\u00e0 russa \u00e8 essenziale per capire Putin. Il presidente ha promosso l\u2019idea che la cultura russa sia eccezionale ma anche minacciata, e che sia lui l\u2019uomo adatto a salvarla. Putin non si vede tanto impegnato a espandere aggressivamente un impero, quanto piuttosto a difendere la civilt\u00e0 contro i valori occidentali e la democrazia liberale. Inoltre, attraverso la promozione di questa\u00a0narrazione sulla civilt\u00e0 russa, Putin riesce a restare in contatto con le persone comuni, il suo metodo pi\u00f9 efficace per garantire la permanenza al potere.<\/p>\n<p>In Russia, fra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, il contratto sociale fra popolo e governanti prevedeva che, in cambio del sostegno al regime, lo Stato avrebbe garantito alla popolazione la partecipazione ai profitti derivanti dal petrolio. Oggi, a causa del calo dei prezzi del greggio e delle sanzioni economiche che colpiscono la Russia, i termini dell\u2019intesa sono cambiati: il Cremlino ha \u201criportato a casa\u201d la Crimea e lo status di grande potenza globale, e in cambio la popolazione russa deve accettare le restrizioni di libert\u00e0 e benessere e accettare una debole condizione economica.<\/p>\n<p>A questo punto, anche volendo, sarebbe difficile per Putin fare un passo indietro e liberarsi dalla narrazione che egli stesso ha forgiato da quando \u00e8 salito al potere. Bench\u00e9 l\u2019economia russa sia in vistoso indebolimento, questa condizione non innesca un processo di de-ideologizzazione della politica russa nello spazio post-sovietico. Questioni ideali come il racconto sull\u2019unicit\u00e0 della civilt\u00e0 russa e della sua costruzione nazionale, sui valori ortodossi e sull\u2019identit\u00e0 sovietica degli Stati della regione sono diventate parti integranti della politica estera russa. Fattori ideali come questi non hanno spesso un sostrato di credibilit\u00e0, avendo piuttosto a che fare con spiegazioni irrazionali. E tuttavia, andrebbe riconosciuto che la cultura politica russa funziona coerentemente con una sua logica e una sua razionalit\u00e0 interna. Pi\u00f9 semplicemente, il calcolo costi-benefici realizzato da Putin \u00e8 diverso da quello che perseguito dai politici occidentali.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a0\u00a9 Russian Look via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dei decenni, la ricerca sul comportamento dello Stato in politica estera si \u00e8 ampiamente concentrata sulle capacit\u00e0 materiali piuttosto che su fattori ideologici \u00a0o sui legami con la storia e il mito politico. 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