{"id":68417,"date":"2018-02-21T17:35:27","date_gmt":"2018-02-21T16:35:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68417"},"modified":"2018-03-02T00:10:18","modified_gmt":"2018-03-01T23:10:18","slug":"ue-brexit-sicurezza-difesa-partenariato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/ue-brexit-sicurezza-difesa-partenariato\/","title":{"rendered":"Ue\/Gran Bretagna: sicurezza e difesa, quale partenariato"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019intervento del primo ministro britannico Theresa May alla Security Conference di Monaco di Baviera, il negoziato con l&#8217;Ue sulla <strong>Brexit<\/strong> si arricchisce ufficialmente di un nuovo capitolo;\u00a0e aumentano le complessit\u00e0 e le incertezze di una trattativa che ha come obiettivo concordare le condizioni del divorzio e definire i contenuti delle future relazioni fra\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/lombra-di-brexit-sulla-grandeur-inglese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Regno Unito<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/le-tre-giornate-dellunione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> dopo la Brexit.<\/p>\n<p>A Monaco infatti \u00a0Theresa May ha rilanciato l\u2019idea (gi\u00e0 evocata nel discorso di Firenze) di un ambizioso accordo con l&#8217;Ue sulla cooperazione in materia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/sicurezza-e-diritti-fondamentali-un-connubio-impossibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>sicurezza<\/strong><\/a> e di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\"><strong>difesa<\/strong><\/a>. E lo ha fatto con un discorso di alto profilo, nel quale ha lasciato deliberatamente da parte tutte le difficolt\u00e0 del negoziato in corso sulle condizioni del divorzio e sul futuro delle relazioni economiche e commerciali, per concentrarsi, esclusivamente ma anche efficacemente, sui motivi per cui Regno Unito e Unione europea hanno un interesse convergente a mantenere, e in futuro a sviluppare, un intenso rapporto collaborativo nel campo della sicurezza interna ed esterna, e nel campo della difesa.<\/p>\n<p><strong>La sicurezza dell&#8217;Europa \u00e8 anche quella del Regno Unito, e viceversa<\/strong><br \/>\nIn effetti \u00e8 opinione condivisa che il Regno Unito, per la sua capacit\u00e0 di proiezione internazionale, per il suo potenziale militare, per il suo status di potenza nucleare, per il contributo alle missioni internazionali, ma anche per il livello (ormai consolidato malgrado gli opt-outs) della collaborazione con l&#8217;Ue nel campo della giustizia e degli affari interni, sia destinato a rimanere un partner irrinunciabile dell\u2019Unione europea. E che di conseguenza l&#8217;Ue ha\u00a0tutto l\u2019interesse ad assicurarsi che il Regno Unito, anche dopo la Brexit, possa continuare a lavorare fianco a fianco con l&#8217;Ue per rafforzare il partenariato transatlantico, per gestire il difficile rapporto con una Russia assertiva e talora minacciosa, per affrontare le maggiori crisi regionali, \u00a0per stabilizzare il nostro vicinato, ma anche per affrontare sfide trasversali come le migrazioni, il cambiamento climatico, la non proliferazione nucleare, la cyber-security, il terrorismo internazionale.<\/p>\n<p>Ma la May, forse anche con un occhio alla propria opinione pubblica, ha voluto anche sottolineare l\u2019importanza di garantire, pure per il futuro, una efficace collaborazione sul fronte della sicurezza interna, evocando cosa succederebbe se nel giugno 2019, al momento dell\u2019entrata in vigore dell\u2019accordo di recesso, si interrompesse ogni collaborazione fra autorit\u00e0 giudiziarie e di polizia, se venisse meno l\u2019operativit\u00e0 del mandato di arresto europeo, se i rispettivi servizi di intelligence smettessero di collaborare e di scambiarsi informazioni, se venisse meno un quadro di riferimento in materia di cooperazione nel contrasto del terrorismo o di protezione dei dati.<\/p>\n<p><b>La volont\u00e0 politica non basta. Le incognite prevalgono sulle certezze<\/b><br \/>\nCon il suo intervento di Monaco, la May ci ha quindi ricordato che oggi ci troviamo in una situazione, per certi versi paradossale, in cui Ue e Regno Unito, costretti a fare i conti quotidianamente con le numerose incognite e incertezze che caratterizzano i seguiti del referendum sulla Brexit, concordano<br \/>\nsulla necessit\u00e0 di una partenariato efficace in materia di sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019accordo di recesso si \u00e8 infatti per ora registrata solo una convergenza su alcuni principi (in alcuni casi molto generali). Questi principi nei prossimi mesi dovranno essere trasposti in disposizioni vincolanti con una operazione che potrebbe rivelarsi pi\u00f9 complessa del previsto (soprattutto per la parte che riguarda il rapporto tra Repubblica di Irlanda e Irlanda del Nord). Si \u00e8 preso atto che sar\u00e0 necessario prevedere un periodo transitorio prima dell\u2019entrata in vigore del quadro di riferimento per le future relazioni. Ma non \u00e8 chiaro se a Londra siano disposti ad accettare una situazione, sia pure temporanea, in cui il Regno Unito dovr\u00e0 rispettare e attuare tutte le regole Ue vigenti, e quelle che venissero adottate in quel periodo, senza essere coinvolto nei relativi processi decisionali. E infine ci stiamo avviando nella \u201cterra incognita\u201d di un accordo sulle relazioni future, consapevoli di non poter contare su\u00a0 modelli esistenti, ma sapendo anche, sulla base di precedenti esperienze, che la definizione di un accordo &#8216;ad hoc&#8217; di libero scambio con un partner come il Regno Unito richieder\u00e0 tempo, disponibilit\u00e0 al compromesso e una buona dose di creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene in questo contesto di incertezze e di incognite c\u2019\u00e8 un aspetto su cui la volont\u00e0 politica delle due parti sembra fortunatamente convergere: la sicurezza e la difesa. Se per\u00f2 la volont\u00e0 politica \u00e8 la necessaria pre-condizione, occorrer\u00e0 anche essere consapevoli che la volont\u00e0 politica da sola non sar\u00e0 sufficiente, perch\u00e9 occorrer\u00e0, anche in questo caso, una buona dose di creativit\u00e0 e di buona volont\u00e0 negoziale per superare ostacoli solo apparentemente tecnici.<\/p>\n<p><strong>Gli ostacoli\u00a0tecnici in materia di sicurezza interna ed esterna<\/strong><br \/>\nNel campo della sicurezza interna si tratter\u00e0 di definire arrangiamenti istituzionali, evidentemente compatibili con il rispetto della sovranit\u00e0 del Regno Unito dopo la Brexit e con l\u2019autonomia dei processi decisionali della Ue, che consentano di prevedere ad esempio una estensione al Regno Unito della operativit\u00e0 del mandato di arresto europeo, di prevedere una partecipazione del Regno Unito a Europol ed a Eurojust (positiva in questo senso l\u2019apertura della May sulla giurisdizione della Corte di Giustizia dell&#8217;Ue), e pi\u00f9 in generale di definire efficaci meccanismi di collaborazione fra autorit\u00e0 giudiziarie, di polizia e di &#8216;law enforcement&#8217;.<\/p>\n<p>Nel campo della sicurezza esterna e della difesa occorrer\u00e0 definire un meccanismo istituzionale che, fatta salva la ritrovata sovranit\u00e0 britannica nella definizione della propria politica estera e di sicurezza, consenta di associare il Regno Unito alla definizione delle grandi linee di politica estera dell&#8217;Ue, soprattutto quando si tratti di porre le premesse per una operazione di &#8216;crisis management&#8217; (eventualmente con mezzi militari), o di definire una posizione che\u00a0 costituisca sua volta la premessa per l\u2019adozione o per la revoca di sanzioni. Occorrer\u00e0 ugualmente definire meccanismi che consentano di coinvolgere il Regno Unito nello sviluppo di capacit\u00e0 militari comuni e nelle pianificazione, condotta ed esecuzione di missioni comuni (sia con mezzi militari che con mezzi civili). Ed infine occorrer\u00e0 definire le condizioni per un efficace coinvolgimento del Regno Unito nella realizzazione di una base industriale europea per la difesa, in particolare associando Londra ai progetti di collaborazione fra europei nel campo della ricerca e dello sviluppo (incoraggiante in questo senso la richiesta della May di definire un rapporto di collaborazione sia con l\u2019European Defence Fund che con l\u2019European Defence Agency).<\/p>\n<p><strong>Tre condizioni perch\u00e9 l&#8217;Ue accolga l&#8217;appello di May<\/strong><br \/>\nIn conclusione l&#8217;Ue ha tutto l\u2019interesse a rispondere positivamente all\u2019appello della May. Ma a tre condizioni. In primo luogo non possiamo accettare che il negoziato su sicurezza e difesa condizioni\u00a0 quello sul futuro delle relazioni economiche e commerciali. I due negoziati potranno procedere in parallelo, ma dovranno rimanere distinti. In secondo luogo, nel definire un accordo di collaborazione con un Paese che nel frattempo sar\u00e0 diventato \u201ctecnicamente\u201d un Paese terzo, occorrer\u00e0 tutelare l\u2019autonomia dei processi decisionali dell&#8217;Ue. In terzo luogo occorrer\u00e0 definire una &#8216;governance&#8217; efficace del \u00a0futuro accordo, che preveda tra l\u2019altro un credibile meccanismo di soluzione delle controversie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019intervento del primo ministro britannico Theresa May alla Security Conference di Monaco di Baviera, il negoziato con l&#8217;Ue sulla Brexit si arricchisce ufficialmente di un nuovo capitolo;\u00a0e aumentano le complessit\u00e0 e le incertezze di una trattativa che ha come obiettivo concordare le condizioni del divorzio e definire i contenuti delle future relazioni fra\u00a0Regno Unito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":68419,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[462,82,90,533,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68417"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68417"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68421,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68417\/revisions\/68421"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}