{"id":68532,"date":"2018-02-28T11:21:54","date_gmt":"2018-02-28T10:21:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68532"},"modified":"2018-03-05T10:29:15","modified_gmt":"2018-03-05T09:29:15","slug":"campagna-elettorale-interesse-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-elettorale-interesse-nazionale\/","title":{"rendered":"Campagna elettorale: una certa idea dell&#8217;interesse nazionale"},"content":{"rendered":"<p>Qualsiasi governo uscir\u00e0 dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\"><strong>elezioni\u00a0politiche<\/strong><\/a> del 4 marzo dovr\u00e0 porsi il problema di come recuperare un\u2019idea accettabile dell\u2019\u00a0<strong>interesse nazionale<\/strong> dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-cacofonia-europa-sordina\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a>, su cui basare la propria azione internazionale. Ci\u00f2 \u00e8 altamente necessario sia per ridare slancio alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/italia-campagna-moratoria-promesse\/\"><strong>politica estera<\/strong><\/a> italiana, sia per fornire agli alleati europei ed atlantici un saldo riferimento geopolitico nel centro di un Mediterraneo in cui proliferano disordine, caos e minacce di natura simmetrica ed asimmetrica.<\/p>\n<p><strong>Italia, ambizione troppo timida<br \/>\n<\/strong>Mai come in questa fase storica, difatti, \u00e8 evidente che la politica estera non \u00e8 solo un tecno-strumento per conseguire alcuni obiettivi materiali lontano dai confini nazionali, ma \u00e8 in primo luogo uno dei migliori indicatori dello stato di salute di una nazione, la cui forza o debolezza \u00e8 ravvisabile nella qualit\u00e0 della sua politica estere e nella capacit\u00e0 di utilizzarla a suo beneficio. Nel caso dell\u2019Italia di oggi, la politica estera va addirittura vista come uno strumento di nation building, con vantaggi anche sul piano interno e della coesione sociale.<\/p>\n<p>Eppure l\u2019 Italia ancora stenta ad impostare la propria azione internazionale sul concetto di interesse nazionale per lo pi\u00f9 ritenuto, se non un pericoloso retaggio del passato, un pesante fardello da cui liberarsi al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Certamente una politica estera dell&#8217; interesse nazionale richiede una classe politica e dirigente pi\u00f9 preparata di quella attuale. Ma questo sarebbe un problema transitorio grazie al cambio generazionale. La questione fondamentale resta invece quella di non perpetuare l\u2019errore culturale fatto in passato di formare le nuove generazioni su un livello di ambizione nazionale talmente basso da impedire ogni ragionamento su di essa.<\/p>\n<p>Un motivo importante per non ripetere questo errore \u00e8 quello di comprendere che oggi non vi sono pi\u00f9 i vincoli geopolitici di una volta e non vi sono ancora problemi economici cos\u00ec gravi da impedire all\u2019Italia di costruire una propria azione internazionale attorno ad una visione dell\u2019 interesse nazionale.<\/p>\n<p>Il momento storico appare dunque favorevole a riscoprire una certa idea dell\u2019 interesse nazionale superando quei motivi \u2013 alcuni storicamente comprensibili, altri meno \u2013 che hanno a lungo impedito ed ancora ostacolano un corretto dibattito nel Paese sulla necessit\u00e0 di riportare l&#8217; interesse nazionale al centro della politica.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente come l\u2019assenza dell\u2019 interesse nazionale conduce ad una predominanza degli approcci localisti e globalisti che, sostenendosi tra loro, si stanno rivelando estremamente dannosi non solo per la formulazione di una coerente ed efficace politica estera, ma addirittura per la tenuta ed il benessere del Paese stesso.<\/p>\n<p><strong>L\u2019 interesse nazionale come diritto-dovere<br \/>\n<\/strong>Il dibattito sull\u2019 interesse nazionale deve partire da una considerazione: una politica estera basata sull\u2019 interesse nazionale &#8211; prima che un utile strumento per un\u2019efficace azione internazionale bilaterale e multilaterale &#8211; \u00e8 un diritto di ogni Popolo ed un dovere per un Paese della taglia e della posizione geopolitica dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>La politica estera, difatti, \u00e8 la pi\u00f9 alta espressione di un\u2019identit\u00e0 collettiva di un Popolo, ancora prima di essere uno strumento per conseguire benefici materiali per il proprio Paese e concorrere al raggiungimento di beni comuni come la crescita economica, lo sviluppo umano, la sicurezza internazionale, l\u2019avanzamento dello stato di diritto. Se non si parte da questo punto di vista non si potr\u00e0 mai comprendere ci\u00f2 che distingue la politica estera di una nazione sovrana dall&#8217;azione esterna di un\u2019organizzazione internazionale o di un\u2019organizzazione non governativa.<\/p>\n<p>Per questo motivo l\u2019 interesse nazionale non potr\u00e0 mai essere surrogato da altri livelli sovranazionali, che rappresentano degli utili strumenti, ma mai possono divenire suoi sostituti. Possono ovviamente competere con esso e sottrargli mezzi, risorse e soprattutto legittimit\u00e0, ma non sostituirlo. Parliamo di cose diverse che servono a obiettivi differenti. L\u2019insostituibilit\u00e0 dell\u2019 interesse nazionale e la sua unicit\u00e0 lo rendono un <em>sistema operativo<\/em> che non pu\u00f2 essere surrogato. O un Paese lo ha e lo sa utilizzare oppure automaticamente sar\u00e0 declassato nella fascia dei Paesi minori, qualunque siano i suoi fondamentali e qualunque siano le professioni di fede internazionalista della sua classe dirigente.<\/p>\n<p><strong>Interessi nazionali e multilateralismo<br \/>\n<\/strong>In secondo luogo, bisogna smentire l\u2019assunto che una politica estera costruita attorno all\u2019 interesse nazionale comporti un ribaltamento delle alleanze storiche dell\u2019Italia. Al contrario i nostri alleati non possono che trarre beneficio da un Paese in grado di costruire i propri interessi nazionali in maniera efficace e trasparente, perch\u00e9 solo un Paese in grado di farlo pu\u00f2 dare un contributo effettivo alla politica estera e di sicurezza dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/ue-male-oscuro-tenuta-democrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>, cos\u00ec come all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/nato-ue-difesa-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Alleanza Atlantica<\/strong><\/a>. E un Paese con una chiara e condivisa visione dei propri interessi \u00e8 in assoluto un Paese pi\u00f9 affidabile di uno che li nega o finge di non vederli.<\/p>\n<p>In ambito internazionale, sono le gerarchie di potenza interne alle alleanze e alle coalizioni di Stati a determinare il successo dell\u2019azione multilaterale e la loro funzionalit\u00e0 ai propri interessi nazionali.<\/p>\n<p>Pertanto il principio ispiratore di una politica estera e di sicurezza italiana non potr\u00e0 che essere quello del realismo politico, fondato sull\u2019interesse nazionale e sui valori della tradizione occidentale, che includono anche i principi dello Stato di diritto ed i diritti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>La tutela dell\u2019 interesse nazionale, dovr\u00e0 quindi essere perseguita senza \u201cfalsi pudori\u201d n\u00e9 eccessi retorici di segno opposto. Solo un tale equilibrio consentir\u00e0 all\u2019Italia di recuperare influenza ed autorevolezza perdute in ogni foro ed organizzazione internazionale, a partire da quelli europei (Ue, Nato, Osce) sino al livello mondiale (G7, Onu e agenzie specializzate).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualsiasi governo uscir\u00e0 dalle elezioni\u00a0politiche del 4 marzo dovr\u00e0 porsi il problema di come recuperare un\u2019idea accettabile dell\u2019\u00a0interesse nazionale dell&#8217;Italia, su cui basare la propria azione internazionale. 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