{"id":68555,"date":"2018-03-02T02:55:14","date_gmt":"2018-03-02T01:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68555"},"modified":"2018-03-06T08:20:34","modified_gmt":"2018-03-06T07:20:34","slug":"campagna-elettorale-messaggio-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/campagna-elettorale-messaggio-governo\/","title":{"rendered":"Campagna elettorale: messaggio al prossimo governo"},"content":{"rendered":"<p>La <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/italia-campagna-moratoria-promesse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">politica estera<\/a><\/strong> \u00e8 stata la grande assente della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>campagna elettorale<\/strong><\/a> italiana 2018. Con la sola eccezione di +Europa, la lista di Emma Bonino, tutte le altre forze politiche hanno espresso strategie di politica internazionale fondate su informazioni false, incoerenti, se non del tutto inesistenti.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, quando citata nei programmi e nelle piattaforme politiche, \u00e8 emersa come un\u2019entit\u00e0 austera e ingrata, responsabile di frenare la ripresa economica dell\u2019Italia e di ignorare l\u2019accoglienza dei migranti da parte del nostro Paese.<\/p>\n<p>Pressoch\u00e9 nulla, durante una campagna elettorale durata poco pi\u00f9 di un mese, \u00e8 stato detto sull\u2019irrefrenabile ascesa della <strong>Cina<\/strong>, l\u2019imprevedibilit\u00e0 dell\u2019America di Donald <strong>Trump<\/strong>, la cinica assertivit\u00e0 della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-russia-putin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Russia<\/a> di Vladimir <strong>Putin<\/strong>, il pullulare di focolai di crisi in Asia e <strong>Medio Oriente<\/strong> e le sfide globali poste dai cambiamenti climatici, approvvigionamento energetico e politiche cyber.<\/p>\n<p>Eppure, la politica estera conta eccome. Essa influenza in misura sempre pi\u00f9 crescente le nostre vite quotidiane, con i confini fra le questioni interne e internazionali che tendono a diventare sempre pi\u00f9 sfocati. Che si tratti di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-elettorale-migranti-tema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">immigrazione<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-assenza-energia-ambiente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">energia<\/a>, lavoro o contrasto al terrorismo, nessuna delle questioni che maggiormente riguardano il futuro nostro e dei nostri figli pu\u00f2 essere efficacemente affrontata esclusivamente attraverso politiche interne. La politica estera \u00e8, per cos\u00ec dire, tornata a casa.<\/p>\n<p><strong>Tre direttrici per la strategia italiana<\/strong><br \/>\nDi fronte a questo quadro, e nell\u2019ipotesi un po\u2019 ingenua che l\u2019(improbabile) maggioranza che verr\u00e0 fuori dalle urne del 4 marzo dovesse in qualche modo far registrare una svolta rispetto alla poco edificante campagna elettorale, come dovrebbe il futuro governo italiano posizionarsi nello scenario internazionale?<\/p>\n<p>Tradizionalmente, l\u2019<strong>Italia <\/strong>ha fondato le priorit\u00e0 della sua politica estera lungo tre direttrici: l\u2019Europa, il Mediterraneo e il partenariato transatlantico. Direttrici che rimangono tutte valide e rilevanti ancora oggi, pur se richiedendo una sostanziale revisione e reinterpretazione.<\/p>\n<p>Il <strong>Mediterraneo<\/strong> \u00e8 per molte ragioni una priorit\u00e0 ben pi\u00f9 urgente che in passato. Le preoccupazioni dell\u2019Italia rispetto ai flussi migratori, la sicurezza energetica della regione, l\u2019imperativo dell\u2019antiterrorismo e della lotta al crimine organizzato, al pari di un pi\u00f9 ampio interesse di Roma a un pacifico, prospero e sicuro <em>Mare Nostrum<\/em>, dimostrano come il Mediterraneo abbia assunto un rilievo centrale nella geografia della politica estera italiana. Eppure il Mediterraneo non \u00e8 una regione di per s\u00e9 o a s\u00e9 stante. L\u2019Africa del nord e quella sub-sahariana sono tenute insieme dalla cintura a statualit\u00e0 limitata del Sahel, dove i flussi di migranti regolari e irregolari, di armi, beni e idee pericolose ricevono un\u2019accelerazione. Allo stesso modo, le crescenti interconnessioni finanziarie e commerciali tra Golfo Persiano e Corno d\u2019Africa segnalano l\u2019assenza di rigidi confini a separare il Medio Oriente dall\u2019Africa.<\/p>\n<p>In breve, occuparsi di Mediterraneo vuol dire avere un occhio anche per ci\u00f2 che accade nel quadrante mediorientale e in Africa. Ma una visione d\u2019insieme \u00e8 altrettanto importante anche quando si prendono in esame le relazioni transatlantiche. Il partenariato Italia-Stati Uniti rimane di centrale importanza nonostante Donald Trump, incorniciato dall\u2019alleanza in seno alla Nato, da una parte, e da relazioni bilaterali culturali, economiche e politiche tradizionalmente solide.<\/p>\n<p>Ci stiamo tuttavia muovendo in direzione di un mondo in cui gli Stati Uniti non avranno pi\u00f9 un ruolo egemone, affiancati e da ultimo sostituiti dalla Cina \u2013 come descritto da Graham Allison nel suo \u201cDestinati alla guerra: riusciranno Cina e Usa a evitare la trappola di Tucidide?\u201d -. Promuovere le relazioni transatlantiche insieme alle intese con altri attori globali sar\u00e0 centrale per la protezione e la promozione degli interessi e dei valori italiani nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Italia pi\u00f9 forte con l\u2019Europa<\/strong><br \/>\nCiononostante, l\u2019Italia \u2013 che nella migliore delle ipotesi \u00e8 una potenza internazionale di media grandezza \u2013 \u00e8 \u00a0semplicemente troppo piccola per potersi misurare efficacemente con un Mediterraneo complesso e un mondo multipolare e conflittuale. In tale mondo, soltanto le \u00a0vere potenze globali sono nella posizione di giocare le proprie carte e raggiungere i propri obiettivi. Ecco, \u00e8 qui che il terzo e pi\u00f9 importante pilastro della politica estera italiana entra in gioco: l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-cacofonia-europa-sordina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>. Un\u2019Unione la cui logica \u00e8 passata dall\u2019originario consolidamento della pace continentale attraverso l\u2019integrazione economica all\u2019odierna proiezione sullo scenario globale, fondata sull\u2019assunto che tutti gli Stati membri \u2013 fra cui anche i fondatori e i pi\u00f9 grandi, com\u2019\u00e8 l\u2019Italia \u2013 sono pigmei di fronte alle sfide del XXI secolo.<\/p>\n<p>\u00c8 nello stesso interesse dell\u2019Italia contribuire all\u2019azione di un\u2019Unione che, attraverso diversi modelli di integrazione, riesce oggi al tempo stesso ad approfondire gli elementi federali in aree cruciali come l\u2019economia, l\u2019immigrazione e la difesa, e ad allargare il proprio disegno ad altri Paesi, anzitutto quelli dei Balcani occidentali. Con l\u2019asse franco-tedesco pronto a rilanciare il motore del progetto europeo, il contributo dell\u2019Italia \u2013 tanto per via delle relazioni di Roma con Parigi e Berlino, quanto per il suo ruolo di ponte verso altri Stati membri &#8211; \u00e8 essenziale per il futuro del nostro Paese in Europa, nel mondo e quindi, in ultima analisi, anche a livello interno.<\/p>\n<p><strong>Impegno politico e di spesa<\/strong><br \/>\nUn tale impegno, per\u00f2, a voler essere chiari e consequenziali, necessita di fondi per fare la differenza. Devolvere ben meno dell\u20191,5% del Pil a cooperazione allo sviluppo, difesa e diplomazia insieme considerati, ad esempio, \u00e8 miope se non proprio irresponsabile, per un Paese al cuore del continente euro-africano e cos\u00ec tragicamente esposto ai flussi migratori qual \u00e8 l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Come suggerito dall\u2019ex presidente della Repubblica tedesco Joachim Gauck con riferimento al suo Paese,\u00a0la promessa di portare al 3% del Pil l\u2019impegno finanziario globale rispetto a settori cos\u00ec fondamentali (e ulteriormente scandito in 2% alla difesa, in linea con gli obblighi Nato, 0,7% alla cooperazione allo sviluppo, come da impegni Ue, e 0,3% alla diplomazia) potrebbe sembrare una forzatura nel (minimo) dibattito sulla politica estera italiana di questi giorni. Eppure, se non prende con coraggio queste scelte, l\u2019Italia continuer\u00e0 ad essere un osservatore della propria storia, in balia del tira-e-molla di forze esterne che sfuggono al suo controllo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica estera \u00e8 stata la grande assente della campagna elettorale italiana 2018. Con la sola eccezione di +Europa, la lista di Emma Bonino, tutte le altre forze politiche hanno espresso strategie di politica internazionale fondate su informazioni false, incoerenti, se non del tutto inesistenti. 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