{"id":68599,"date":"2018-03-05T22:22:46","date_gmt":"2018-03-05T21:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68599"},"modified":"2018-03-06T08:32:19","modified_gmt":"2018-03-06T07:32:19","slug":"studi-strategici-europa-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/studi-strategici-europa-italia\/","title":{"rendered":"Studi strategici: storie e prospettive per Europa e Italia"},"content":{"rendered":"<p>Lo studio dei diversi aspetti caratterizzanti la sicurezza e la politica internazionale \u00e8 una esigenza sempre pi\u00f9 sentita, nel settore pubblico cos\u00ec come in quello privato. Esercizi di scenaristica e analisi del rischio politico accomunano governi, grandi aziende e <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/guerra-pace-podcast-iai-la-stampa\/\">think tank<\/a>,<\/strong> che oggi cercano anche di divulgare letture e chiavi interpretative dei fatti del mondo.<\/p>\n<p>Le stesse dinamiche evolutive pi\u00f9 recenti dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a> in ambito <strong>sicurezza<\/strong> e<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/nato-ue-difesa-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> difesa<\/strong><\/a> (come la Pesco e la creazione del Fondo europeo di Difesa) sembrano imprimere nuova centralit\u00e0 all&#8217;ambito di studi di sicurezza (<em>security studies<\/em>) e strategici (<em>strategic studies<\/em>). Indicativa in proposito \u00e8 l\u2019affermazione resa da Sigmar Gabriel &#8211;\u00a0 ministro degli Esteri tedesco &#8211; all&#8217;edizione 2018 della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, per la quale gli europei non possono pi\u00f9 essere \u201c<em>gli unici vegetariani in un contesto problematico e in un mondo di carnivori<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Si enfatizza in tal modo l\u2019importanza di circoscrivere e attualizzare interessi strategici e proiezioni esterne dell\u2019Unione con un rinnovato approccio concettuale e operativo, che sia efficace e rispondente ai tempi. Un cambio di passo, che potrebbe essere supportato in vari modi.<\/p>\n<p>Uno potrebbe essere il rafforzamento dell\u2019area analitica e di <em>crisis simulation<\/em> dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.iss.europa.eu\/about-us\"><strong>Euiss<\/strong><\/a>\u00a0(<em>European Union Institute for Security Studies<\/em>) di Parigi, nato nel 2002 come agenzia autonoma nell&#8217;ambito della Politica estera e di sicurezza comune dell\u2019Unione. Un secondo, favorire l\u2019interlocuzione dello stesso Euiss con l\u2019Eumc (<em>European Union Military Comittee<\/em>), visto il comune ruolo di <em>advisor <\/em>svolto nei confronti del Comitato politico e di sicurezza dell\u2019Unione nella sua azione di monitoraggio della situazione internazionale. Un terzo, ampliare le capacit\u00e0 del centro satellitare dell\u2019Unione per rispondere alle crescenti richieste dei differenti utilizzatori finali di immagini sul mondo (tra cui figura anche l\u2019Osce).<\/p>\n<p><strong>Tra relazioni internazionali e studi strategici: una disciplina (solo) straniera?<br \/>\n<\/strong>Al di l\u00e0 della conoscenza teorica della disciplina accademica Relazioni internazionali (per la quale il prossimo anno si celebrer\u00e0 il centenario, in quanto nata formalmente nel 1919 in Galles), di cui gli Studi strategici sono una filiazione, non \u00e8 sempre agevole liberare il campo da equivoci sugli stessi termini di base della materia: <em>sicurezza<\/em> e <em>strategia<\/em>, considerando anche la loro evoluzione semantica nel corso del tempo partendo dalla Grecia classica e dai suoi <em>\u03c3\u03c4\u03c1\u03b1\u03c4\u03b7\u03b3\u03cc\u03c2<\/em>, ovvero generali e condottieri.<\/p>\n<p>Venendo all\u2019oggi, rispetto alle principali minacce alla stabilit\u00e0 internazionale, dal terrorismo alla minaccia cyber, gli <em>attori di interesse<\/em> <em>strategico<\/em> sono ormai multi-livello: statuali, sub-statuali, industriali, think tank, pirati informatici e anche marittimi in carne ed ossa. In tutto ci\u00f2, le organizzazioni internazionali continuano a giocare un ruolo rilevante, sostanziando operazioni civili e militari di portata complessa tra aspetti politici, tecnico-operativi, etici e legali.<\/p>\n<p>In tale quadro, vi \u00e8 da dire che buona parte della letteratura di riferimento sulla scena mondiale degli studi strategici \u00e8 anglofona: si pensi al lavoro di Alan Collins &#8211; <em>Contemporary Security Studies<\/em> per la Oxford University Press &#8211; o a raccolte di testi classici come il volume <em>Strategic Studies &#8211; A Reader<\/em> (Routledge). In quest\u2019ultimo lavoro figura ad esempio \u2013 accanto a nomi quali quelli di Bernard Brodie, Hew Strachan o Lawrence Freedman &#8211; un solo pensatore francese, David Galula (1919-1967), per i suoi studi pionieristici sulla contro-insorgenza in Algeria. E l\u2019<strong>Italia<\/strong>?<\/p>\n<p><strong>Studi Strategici e di sicurezza in Italia: un patrimonio da valorizzare<br \/>\n<\/strong>Anche nel nostro Paese sono state sviluppate negli anni svariate iniziative gravitanti attorno agli Studi strategici e sono stati costituiti importanti \u201cpensatoi\u201d sul mondo, forse ancora troppo poco valorizzati nel dibattito pubblico a fronte della loro rilevanza, anche in senso storico. Il 27 marzo si celebreranno gli 84 anni di vita dell\u2019Ispi di Milano, mentre a ottobre lo IAI di Roma festegger\u00e0 i 53 anni di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Oltre il ruolo specifico dei<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/think-tank-illustri-sconosciuti\"> <strong>think tank<\/strong><\/a>, si consideri, in tempi pi\u00f9 recenti, l\u2019istituzione presso l\u2019Universit\u00e0 di Venezia &#8211; Ca\u2019 Foscari di un master universitario di II livello in Studi strategici e Sicurezza internazionale. Analogamente, presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze \u2013 ove gi\u00e0 nel 1985 il professor Umberto Gori volle istituire un corso integrativo di Studi strategici e sin dal 2001 esiste un Centro di Studi strategici e internazionali \u2013 \u00e8 attualmente attivo un Master in Leadership ed Analisi strategica. La Sapienza sviluppa un Master in Geopolitica e Sicurezza globale.<\/p>\n<p>Passando al contesto privato, la Luiss &#8211; ove nel 1980 fu istituito il primo corso universitario italiano di Studi strategici &#8211; mantiene tuttora un Corso di <em>Security Studies <\/em>all&#8217;interno del Dipartimento di Scienze politiche e da gennaio 2018 ha attivato anche un Corso di specializzazione in Affari strategici in collaborazione con la PCM. Per quanto concerne invece altre iniziative culturali, da svariati anni l\u2019Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici svolge un\u2019azione di stimolo intellettuale con diverse iniziative e convegni.<\/p>\n<p>In questa veloce panoramica non pu\u00f2 essere taciuta la rilevanza del polo militare rappresentato dal Casd &#8211; Centro Alti Studi Difesa (nato come Centro Alti Studi Militari con un decreto ministeriale gi\u00e0 nel 1949), che oggi sviluppa attraverso le sue componenti formative e di ricerca (Iasd, Issmi e CeMiss), in collaborazione con diversi Atenei, <em>syllabi<\/em> con focus privilegiati su Strategia e Studi internazionali strategico-militari nonch\u00e9 attivit\u00e0 di monitoraggio areale. Di fatto, appare lecito affermare che le Forze Armate hanno in taluni casi preceduto l\u2019Universit\u00e0 nel riconoscere l\u2019esigenza di studiare e raccordare le interrelazioni strategiche tra aspetti militari e non militari in contesti conflittuali.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni e auspici per il futuro<br \/>\n<\/strong>Considerata la ricchezza e la diversit\u00e0 di approcci e riflessione strategica potenzialmente federabile ed esprimibile anche in Italia, l\u2019auspicio \u00e8 duplice. Da un lato recuperare la memoria e lo studio dei maggiori studiosi italiani del passato, come Franco Alberto Casadio, antico direttore della Sioi, Carlo Maria Santoro dell\u2019Universit\u00e0 di Milano o lo stesso Gino Germani, stimato studioso che fu attivo anche in Argentina e negli Usa presso l\u2019Universit\u00e0 di Harvard. Dall&#8217;altro, che possa svilupparsi sempre di pi\u00f9 un approccio collaborativo di sistema, laddove attori statali, non statuali ed economici si trovano sempre pi\u00f9 spesso di fronte a scelte strategiche caratterizzate da elevati livelli di rischio.<\/p>\n<p>Un\u2019adeguata capacit\u00e0 di analisi degli equilibri e dis-equilibri geo-politici e delle crisi cicliche che impattano l\u2019interesse e la sicurezza nazionale ed europea appare sempre pi\u00f9 fondamentale. Questo esercizio richiede strumenti di comprensione adeguati e diffusi in ambito socio-politico, linguistico, economico, giuridico e tecnologico. Tutto al fine di produrre diagnosi corrette, deliberare possibili opzioni strategiche di intervento e sostenere nel tempo le sottese linee di azione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studio dei diversi aspetti caratterizzanti la sicurezza e la politica internazionale \u00e8 una esigenza sempre pi\u00f9 sentita, nel settore pubblico cos\u00ec come in quello privato. Esercizi di scenaristica e analisi del rischio politico accomunano governi, grandi aziende e think tank, che oggi cercano anche di divulgare letture e chiavi interpretative dei fatti del mondo. 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