{"id":68609,"date":"2018-03-06T08:19:18","date_gmt":"2018-03-06T07:19:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68609"},"modified":"2018-03-11T11:12:21","modified_gmt":"2018-03-11T10:12:21","slug":"cambiamento-climatico-costi-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cambiamento-climatico-costi-italia\/","title":{"rendered":"Cambiamento climatico: costi e conseguenze per l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Anno dopo anno, gli effetti del <strong>cambiamento climatico<\/strong> in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-assenza-energia-ambiente\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> diventano sempre pi\u00f9 evidenti: l\u2019Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra) <a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/pubblicazioni\/stato-dellambiente\/gli-indicatori-del-clima-in-italia-nel-2016.-anno-xii\">ha rilevato<\/a> un aumento tendenziale delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/nucleare-clima-giudizio-universale\/\"><strong>anomalie climatiche<\/strong><\/a> in tutte le regioni del Paese e la persistenza di condizioni di siccit\u00e0 in gran parte della penisola.<\/p>\n<p><strong>Modelli di lungo periodo climatici e meteorologici<\/strong><br \/>\nNel 2016 \u00e8 stata registrata un&#8217;anomalia climatica media di +1,35 gradi. Seppure inferiore rispetto a quella registrata nel 2015, non sono mancati picchi mensili superiori a +3 gradi, soprattutto durante la stagione invernale. La carenza o la completa assenza di precipitazioni nel corso dell&#8217;inizio e della seconda parte dell&#8217;anno ha colpito molte delle regioni italiane, assottigliando le riserve idriche. Ciononostante, sono stati registrati numerosi<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/clima-cop23-passi-obiettivo\/\"> <strong>fenomeni meteorologici<\/strong> <\/a>di intensit\u00e0 eccezionale, con tempi di ritorno compresi tra 100 e 200 anni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/pubblicazioni\/stato-dellambiente\/il-clima-futuro-in-italia-analisi-delle-proiezioni-dei-modelli-regionali\">I modelli di lungo periodo<\/a> prevedono che entro un secolo l&#8217;aumento della temperatura media in Italia sar\u00e0 compreso tra 1,8 e 5,2 gradi. La dinamica riguarder\u00e0 in maniera pressoch\u00e9 uniforme tutto il territorio nazionale: aumenteranno fra l&#8217;altro vampate di calore e notti tropicali, che nel peggiore dei casi arriveranno a coprire pi\u00f9 di due mesi l&#8217;anno.<\/p>\n<p>Sul fronte meteorologico le previsioni di lungo periodo sono molto pi\u00f9 incerte ma \u00e8 pressoch\u00e9 sicuro che si intensificheranno fenomeni intensi inattesi. Quantificare i rischi e i danni economici derivanti da questa profonda rimodulazione climatica e meteorologica non \u00e8 facile, data l&#8217;aleatoriet\u00e0 di numerose variabili. Tuttavia <a href=\"http:\/\/publications.jrc.ec.europa.eu\/repository\/handle\/JRC87011\">i modelli di lungo periodo<\/a> del Centro comune di Ricerca europeo (Jrc, Joint Research Centre) possono fornire qualche spunto di riflessione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto economico: l&#8217;agricoltura il settore pi\u00f9 colpito<\/strong><br \/>\nIl primo settore economico a cui si pensa quando si fa riferimento ai costi impliciti del cambiamento climatico \u00e8 l&#8217;<strong>agricoltura<\/strong>. L&#8217;innalzamento delle temperature medie e massime sommato agli squilibri meteorologici influenzeranno la geografia delle culture e delle tecniche agricole, causando inoltre l&#8217;abbandono di crescenti porzioni di territorio, divenute oramai incoltivabili a causa della canicola o della siccit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, i contraccolpi del riscaldamento globale sui mercati internazionali delle commodities agricole, che prevedibilmente spingeranno le quotazioni di riferimento verso l&#8217;alto, offriranno al tessuto produttivo italiano opportunit\u00e0 di mitigare gli effetti sull&#8217; industria agroalimentare nazionale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile prevedere, per\u00f2, che questa opportunit\u00e0 sar\u00e0 appannaggio esclusivo dei grandi produttori, capaci di mettere sul piatto le risorse necessarie alla continua riqualificazione del settore, mentre i piccoli produttori rimarranno schiacciati in un mercato sempre pi\u00f9 complesso dinamico e competitivo.<\/p>\n<p>Sulla base delle proiezioni del Jrc e di <a href=\"http:\/\/giovanimpresa.coldiretti.it\/pubblicazioni\/attualita\/pub\/agricoltura-e-clima-dagli-eventi-estremi-danni-per-14-miliardi-in-10-anni\/\">Coldiretti<\/a>, che valuta in 14 miliardi di euro i danni causati nell&#8217;ultimo decennio dal cambiamento climatico all&#8217;agricoltura italiana, \u00e8 possibile stimare costi per l&#8217;economia nazionale compresi tra 20 e 30 miliardi di euro entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto sulla salute e sulle attivit\u00e0 dell&#8217;uomo<\/strong><br \/>\nMeno intuitive ma assai pi\u00f9 rilevanti sono le conseguenze sulle <strong>salute<\/strong> umana. L&#8217;aumento delle temperature medie e massime sommato all&#8217;intensificarsi delle ondate di calore \u00e8 destinato a incidere sul tasso di mortalit\u00e0 e di morbilit\u00e0 generali.<\/p>\n<p>Recenti studi, inoltre, prevedono un crescente impatto sulla produttivit\u00e0 del lavoro soprattutto nelle attivit\u00e0 economiche svolte all&#8217;aperto. Anche se al momento gli outlook pi\u00f9 negativi si concentrano sul continente asiatico, e in particolare sul subcontinente indiano, l&#8217;area mediterranea sar\u00e0 comunque la regione europea pi\u00f9 colpita dal fenomeno.<\/p>\n<p>Incrociando le proiezioni del JRC, <a href=\"http:\/\/www.undp.org\/content\/dam\/undp\/library\/Climate%20and%20Disaster%20Resilience\/Climate%20and%20Labour%20Issue%20Paper_28%20April%202016_v1_lowres.pdf?download\">quelle<\/a> del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e <a href=\"http:\/\/www.lse.ac.uk\/GranthamInstitute\/publication\/climate-change-heat-stress-and-labour-productivity-a-cost-methodology-for-city-economies\/\">quelle<\/a> della London School of Economics si pu\u00f2 stimare un impatto negativo sulla produttivit\u00e0 stimabile tra 10 e 20 miliardi di euro entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto sui fronti energetico e idrogeologico<\/strong><br \/>\nAnche sul fronte energetico il cambiamento climatico imporr\u00e0 crescenti costi. Se da una parte non \u00e8 difficile prevedere un progressivo ridimensionamento del fabbisogno energetico legato al riscaldamento degli edifici, \u00e8 altrettanto facile prevedere uno speculare aumento dei consumi legati alla climatizzazione. E il saldo energetico delle due dinamiche sar\u00e0 quasi certamente positivo.<\/p>\n<p>Come riscontra <a href=\"http:\/\/www.eusew.eu\/component\/see_eventview\/?view=see_eventdetail&amp;mapType=hlpc&amp;eventid=5394\">uno studio<\/a> finanziato dall&#8217;Unione Europea, entro il 2030 \u00e8 possibile prevedere in Europa un calo del 30% del fabbisogno energetico legato al riscaldamento e un aumento del 72% legato alla climatizzazione e alla refrigerazione.<\/p>\n<p>Non va dimenticato, inoltre, che l&#8217;Italia produce una notevole quantit\u00e0 di energia elettrica tramite impianti idroelettrici. La carenza di precipitazioni ha gi\u00e0 ridotto l\u2019output delle centrali e l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.enea.it\/it\/seguici\/pubblicazioni\/pdf-sistema-energetico-italiano\/03-bollettino-trimestrale-2017.pdf\">Enea<\/a>\u00a0prevede che nei prossimi decenni la portata dei bacini idroelettrici diminuir\u00e0 ancora.<\/p>\n<p>Anche il rischio idrogeologico \u00e8 destinato aumentare a causa del riscaldamento globale. Periodi prolungati di siccit\u00e0, infatti, riducono la capacit\u00e0 di assorbimento del terreno, trasformando i fenomeni meteorologici pi\u00f9 violenti in vere e proprie catastrofi naturali.<\/p>\n<p>Attualmente, i costi correlati al dissesto idrogeologico del territorio italiano <a href=\"http:\/\/www.anbi.it\/\">sono stimati<\/a> in circa 2,5 miliardi di euro l&#8217;anno, ma la cifra \u00e8 destinata a levitare nel corso dei prossimi decenni. Parallelamente, anche i costi legati al contenimento degli incendi e alla messa in sicurezza dei territori a rischio sono destinati ad aumentare.<\/p>\n<p><strong>Una stima complessiva di decine di miliardi di euro<\/strong><br \/>\nTra i settori economici che subiranno i maggiori contraccolpi, infine, non si pu\u00f2 non menzionare quello turistico e soprattutto il segmento invernale, che vale circa 10 miliardi di euro l&#8217;anno.<\/p>\n<p>L&#8217;aumento delle temperature e la drastica riduzione delle precipitazioni nevose stanno gi\u00e0 mettendo in crisi numerosi impianti sciistici e minacciano di colpire anche il segmento balneare, a causa dell&#8217;eccesivo innalzamento delle temperature.<\/p>\n<p>Complessivamente, perci\u00f2, \u00e8 possibile prevedere che gi\u00e0 nel corso del prossimo decennio le conseguenze del cambiamento climatico costeranno all\u2019economia italiana diverse decine di miliardi di euro.<\/p>\n<p>Riuscire a mitigare questi contraccolpi non \u00e8 solo un dovere morale nei confronti delle future generazioni, ma anche una priorit\u00e0 strategica per l\u2019economia nazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno dopo anno, gli effetti del cambiamento climatico in Italia diventano sempre pi\u00f9 evidenti: l\u2019Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra) ha rilevato un aumento tendenziale delle anomalie climatiche in tutte le regioni del Paese e la persistenza di condizioni di siccit\u00e0 in gran parte della penisola. 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