{"id":68628,"date":"2018-03-07T16:51:53","date_gmt":"2018-03-07T15:51:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68628"},"modified":"2018-03-07T16:51:53","modified_gmt":"2018-03-07T15:51:53","slug":"artide-strategie-corsa-polo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/artide-strategie-corsa-polo\/","title":{"rendered":"Artide: le strategie e i rischi della &#8216;corsa al Polo&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>La disputa geopolitica nell&#8217; <strong>Artide<\/strong> assume portata globale, minacciando possibili conseguenze sulla <strong>sostenibilit\u00e0<\/strong> ambientale dell&#8217;intero Pianeta. La mutevole morfologia dei ghiacci del Nord pone in discussione parametri condivisi a livello internazionale, acuendo contrapposizioni politico-economiche e dando impulso a iniziative d\u2019azione unilaterali.<\/p>\n<p><strong>Usa e Russia: stimoli e freni agli investimenti energetici<\/strong><br \/>\nNel luglio 2017, il presidente Usa Donald Trump ha firmato l\u2019<a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/the-press-office\/2017\/04\/28\/presidential-executive-order-implementing-america-first-offshore-energy%20\"><em>America First Offshore Energy Executive Order<\/em><\/a>, autorizzando nuove perforazioni in Alaska e riassegnando le concessioni per l\u2019estrazione di idrocarburi nei mari di Beaufort e Ciukci, sospese dalla precedente Amministrazione fino al 2022.<\/p>\n<p>Sebbene stiano emergendo dalla \u201cdistensione artica\u201d, causata dallo scioglimento dei ghiacci, aree per l\u2019approvvigionamento di risorse naturali, vincoli legislativi e incognite climatiche, oltre ad elevati costi di installazione e gestione degli impianti estrattivi, frenano gli investimenti delle <em>companies<\/em> dell\u2019<strong>energia<\/strong>: le stime riferiscono che il 25% delle riserve mondiali di combustibili fossili si trovi nel Mar Glaciale Artico.<\/p>\n<p>La Russia, come recentemente annunciato dal vice ministro dell&#8217;Energia Kirill Molodtsov, ha intenzione di aumentare il volume della produzione di gas e petrolio estratti dalla piattaforma artica, facendo appello alla commissione preposta presso le Nazioni Unite. &#8220;Hanno fatto una simile richiesta anche la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/artico-russia-norvegia-guerra-fredda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Norvegia<\/a>, la Danimarca e a breve dovrebbero fare lo stesso Canada e Usa. Con questi Paesi dovremo condurre dei negoziati per accordarci sulla nostra richiesta di estensione nelle regioni oceaniche nei pressi dei crinali di Mendeleev, Alpha e Lomonosov&#8221;, afferma Leopold Lobkovsky, vice-direttore del dipartimento di geologia allo <em>Shirshov Institute of Oceanology<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Investimenti nella sicurezza<\/strong><br \/>\nPer controllare la rotta Nord-Est, potenziale principale via di collegamento tra Europa ed Asia, Mosca sta investendo in ricerca scientifica e <strong>sicurezza<\/strong>: le basi russe, fornite di missili S-400, controllano gran parte delle vie di transito, estendendosi dal confine con la Finlandia fino allo Stretto di Bering.<\/p>\n<p>Istituti di ricerca russi e statunitensi concordano nel sostenere che lo scioglimento della calotta polare rimodeller\u00e0 la geografia dell\u2019Artico fino alle regioni terrestri. Entro il 2030, si aprir\u00e0 infatti un nuovo corridoio commerciale attraverso il Polo Nord, la <em>Transapolar Sea Route<\/em>, che ridurr\u00e0 i tempi di collegamento tra il continente asiatico e l\u2019Europa rispetto all&#8217;attuale percorso attraverso il canale di Suez.<\/p>\n<p>Anche la Cina mira ad ampliare il suo piano commerciale e infrastrutturale (<em>one belt one road<\/em>) al Circolo polare artico, con il fine di potenziare la cooperazione euro-asiatica, come riportato nel primo libro bianco sull&#8217; Artide presentato, nelle scorse settimane, dal Consiglio di Stato cinese. Paese osservatore dell\u2019<em>Artic Council<\/em> (forum intergovernativo istituito nel 1996), Pechino studia una serie strategie per penetrare nell&#8217;area: il dialogo con la Russia, mira ad aumentare l\u2019attuale stock (circa il 10%) di gas naturale liquefatto, mentre si valutano <em>joint venture<\/em> con aziende russe, giapponesi e norvegesi per realizzare infrastrutture che consentano lo scambio di dati e informazioni. L\u2019insieme delle attivit\u00e0 economiche nel Circolo polare artico si aggira intorno ai 450 miliardi di dollari.<\/p>\n<p><strong>Intese per la salvaguardia ambientale<br \/>\n<\/strong>La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos, in vigore dal 1994) fissa le linee guida in materia di tutela marina e oceanica, stabilendo diritti e responsabilit\u00e0 nello sfruttamento delle risorse naturali: il trattato internazionale delimita le aree di pertinenza entro cui ciascuno Stato pu\u00f2 praticare attivit\u00e0 estrattive e ittiche, distinguendo tra Piattaforma continentale (non eccedente le 350 miglia nautiche dalla costa) e Zona economica esclusiva (area a gestione nazionale compresa entro le 200 miglia nautiche).<\/p>\n<p>La riduzione della calotta polare ha portato alla scoperta di nuove rotte commerciali, rinnovando l\u2019attenzione per le potenzialit\u00e0 economiche offerte dai ghiacci artici. Senza un attento monitoraggio dall&#8217;azione antropica, tuttavia, lo sfruttamento incondizionato delle risorse naturali congiunto agli effetti legati al cambiamento climatico, pu\u00f2 arrecare danni irreversibili all&#8217;ecosistema planetario.<\/p>\n<p>Lo scorso dicembre, la firma di un accordo sulla limitazione della pesca nell&#8217;Artico, sottoscritto da Unione europea, Stati Uniti, Cina, Giappone e Sud Corea, ha raggiunto l\u2019obiettivo d\u2019integrare la ricerca scientifica nei processi di <em>decision making<\/em>: l\u2019intesa prevede la sospensione delle attivit\u00e0 ittiche per 16 anni (a partire dal 2018), con un impegno congiunto nella realizzazione di un programma di ricerca scientifica e monitoraggio sulla biodiversit\u00e0 e le conseguenze del cambiamento climatico.<\/p>\n<p>&#8220;Le delegazioni hanno ritenuto saggio attendere, finch\u00e9 non ci fossero abbastanza conoscenze scientifiche e capacit\u00e0 gestionali in atto&#8221;, ha sottolineato David Balton, vicesegretario del Dipartimento di Stato Usa per la conservazione marina e la pesca. Finora il 40% del bacino centrale del Mar Glaciale Artico, tra il Nord dell\u2019Alaska e la Russia, ha costituito una delle principali aree per la pesca del merluzzo. Per l&#8217; Artide, &#8220;\u00c8 un grande esempio di messa in atto del principio di precauzione&#8221;, spiega Scott Highleyman, delegato statunitense membro dell\u2019<em>Ocean conservacy<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Riscaldamento globale, rischio sistemico<br \/>\n<\/strong>Lo scioglimento del permafrost danneggia la flora e la fauna marina: l\u2019assottigliamento dello scudo di ghiaccio, oltre a ridurre la capacit\u00e0 rifrattiva del Pianeta (\u201ceffetto albedo\u201d), libera riserve gassose e deteriora il materiale organico. Dai primi Anni Settanta, la superficie della calotta polare artica, attualmente circa 3,4 milioni di km\u00b2, si \u00e8 ridotta di oltre il 50% rispetto alla sua originaria estensione.<\/p>\n<p>Una recente ricerca del <em>National Snow and Ice Data Center<\/em> dell&#8217;Universit\u00e0 del Colorado segnala il pericolo che il rilascio di notevoli quantit\u00e0 di mercurio (circa 57 milioni di litri) pu\u00f2 costituire per l \u2019 <strong>ambiente<\/strong> e la catena alimentare. &#8220;Ora scopriamo che\u00a0non solo c&#8217;\u00e8 mercurio nel permafrost &#8211; spiega il ricercatore Kevin Schaefer -,\u00a0 ma che si tratta anche della pi\u00f9 grande riserva del Pianeta&#8221;. Attenzione dunque alle conseguenze della \u201cpolar rush\u201d, la corsa al Polo, perch\u00e9, conclude \u00a0Schaefer, &#8220;ci\u00f2 che accade nell&#8217; Artide, non resta confinato all&#8217; Artide&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disputa geopolitica nell&#8217; Artide assume portata globale, minacciando possibili conseguenze sulla sostenibilit\u00e0 ambientale dell&#8217;intero Pianeta. La mutevole morfologia dei ghiacci del Nord pone in discussione parametri condivisi a livello internazionale, acuendo contrapposizioni politico-economiche e dando impulso a iniziative d\u2019azione unilaterali. 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