{"id":68633,"date":"2018-03-08T00:29:01","date_gmt":"2018-03-07T23:29:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68633"},"modified":"2018-03-08T00:29:01","modified_gmt":"2018-03-07T23:29:01","slug":"dialogo-55-difesa-presidenza-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/dialogo-55-difesa-presidenza-italiana\/","title":{"rendered":"Dialogo 5+5: impulso alla difesa sotto presidenza italiana"},"content":{"rendered":"<p>Sviluppare concettualmente la cooperazione regionale nell\u2019ambito della sicurezza \u00e8 una necessit\u00e0 fondamentale per l\u2019attuale contesto italiano, europeo e internazionale. In questo senso opera l\u2019<strong>Iniziativa Difesa 5+5 <\/strong>(<em>5+5 Defence Initiative<\/em>), forum di cooperazione incentrato sulle prospettive di difesa e sicurezza del <strong>Dialogo 5+5<\/strong>, che raggruppa i dieci Paesi della sponda sud-occidentale dell\u2019Unione europea (<strong>Italia<\/strong>, Francia, Malta, Portogallo, Spagna) e della costa nordafricana (Algeria, Libia, Mauritania, Marocco, Tunisia).<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo dell\u2019Iniziativa 5+5 \u00e8 di migliorare la reciproca comprensione e la fiducia nell&#8217;affrontare i problemi della sicurezza nell&#8217;area di interesse del <strong>Mediterraneo<\/strong> occidentale, attraverso la realizzazione di attivit\u00e0 pratiche e lo scambio di idee e di esperienze. L\u2019iniziativa, lanciata nel 2004, si fonda su quattro principi di base (pragmatismo, partecipazione volontaria, processo decisionale consensuale, economia delle risorse) e, sulla base delle linee guida condivise ogni anno dai ministri della Difesa dei dieci Paesi partecipanti, promuove le attivit\u00e0 in quattro aree di cooperazione multilaterale: sorveglianza e sicurezza marittima, sicurezza aerea, contributo delle Forze armate alla difesa civile, training e ricerca.<\/p>\n<p><strong>La roadmap per il 2018<\/strong><br \/>\nIl <em>5+5 Defence College<\/em> \u2013 la struttura formativa dell\u2019Iniziativa &#8211; ha organizzato l\u2019addestramento di circa 500 unit\u00e0 degli Stati membri, mentre \u00a0l\u2019<em>Euro-Maghreb Centre for Strategic Research and Studies <\/em>(Cemres), stabilito a Tunisi, ha condotto svariati progetti di ricerca. In questi giorni \u00e8 avvenuto il passaggio delle consegne da Othman Kouki a Lassaad Lamouchi, mentre le attivit\u00e0 del 2018 sono coordinate dall\u2019Italia, presidente di turno dell\u2019Iniziativa dopo la presidenza francese.<\/p>\n<p>Lo scorso 12 dicembre a Parigi, infatti, il ministro Roberta Pinotti ha preso le consegne dall\u2019omologo francese Florence Parly, occasione anche per un bilancio della presidenza di Parigi. Lo scorso anno sono state portate a termine 36 delle 38 attivit\u00e0 previste dal piano d\u2019azione del 5+5.<\/p>\n<p>Per il 2018 sono previste oltre 40 attivit\u00e0: l\u2019Italia ne assicurer\u00e0 lo svolgimento per un terzo del totale. Si riconferma centrale la questione della <strong>sicurezza marittima<\/strong>, con lo sviluppo del <em>Virtual Regional Maritime Traffic Centre<\/em> (V-Rmtc), finalizzato a rendere sicure le vie di comunicazione e dei traffici marittimi. Tra le esercitazioni pi\u00f9 importanti previste quest\u2019anno \u00a0\u00e8 da ricordare, a livello marittimo, l\u2019esercitazione \u201cSeaBorder\u201d, per l\u2019addestramento congiunto nelle attivit\u00e0 di sicurezza e di collaborazione nel Mediterraneo. All\u2019interno del Progetto Forze Speciali \u2013 di cooperazione e scambio di esperienze in questo ambito \u2013 \u00e8 prevista invece per la fine dell\u2019anno un\u2019esercitazione congiunta di antiterrorismo del Comando Interforze per le operazioni delle Forze speciali (Cofs), denominata <em>Guerri\u00e8rs de la Mediterran\u00e9e 2018<\/em>. E l\u2019Italia sta anche organizzando e condividendo con la <strong>Libia<\/strong> un\u2019esercitazione multinazionale di <strong>difesa aerea<\/strong> (Circaete).<\/p>\n<p><strong>Governo dei flussi migratori<\/strong><br \/>\nNell\u2019ambito dell\u2019elaborazione concettuale e della ricerca, il Cemres ha svolto lo scorso anno la ricerca sul tema previsto \u201cSecurity challenges linked to climate change in the \u20185+5 Defence\u2019 zone: What implications for Defence policies?\u201d. Quest\u2019anno, con il coordinamento del Centro militare di Studi strategici del ministero della Difesa italiano, il gruppo di ricerca \u201c5+5\u201d affronter\u00e0 una questione chiave non solo nel quadrante mediterraneo occidentale, ma in generale per la stabilit\u00e0 dell\u2019Unione europea come potenza mediterranea: \u201cQuale approccio e quali strumenti implementare nei settori della difesa e della sicurezza per contenere l\u2019immigrazione clandestina e combattere le reti criminali ad essa collegate nello Spazio 5+5?\u201d.<\/p>\n<p>Il gruppo di ricerca al lavoro sul tema 2018 \u00e8 composto in media da un paio di ricercatori accreditati dai Paesi membri, a cui partecipa per l\u2019Italia Claudio Bertolotti, mentre la ricerca \u00e8 supervisionata dal Centro di ricerca sulla cooperazione internazionale con l\u2019Eurasia, il Mediterraneo, l\u2019Africa sub-sahariana (Cemas) della Sapienza di Roma.<\/p>\n<p>Il primo incontro del 2018, al Centro Alti Studi per la Difesa (Casd) di Palazzo Salviati a Roma, ha offerto l\u2019occasione per la definizione degli assi di approfondimento del piano di lavoro per il nuovo anno, incentrato sulla lotta all\u2019immigrazione illegale e alle reti criminali nell\u2019ambito della cooperazione negli ambiti di difesa e sicurezza nello spazio del 5+5.<\/p>\n<p>L\u2019incontro ha confermato la centralit\u00e0 di queste tematiche per la cooperazione internazionale in ambito di sicurezza e difesa, nazionale, europeo e internazionale, rilevando una grande disponibilit\u00e0 nel gruppo di lavoro nella collaborazione per il raggiungimento del lavoro comune. Attraverso il coordinamento e un incontro intermedio, alla fine dell\u2019anno la bozza della ricerca verr\u00e0 presentata ai ministri della Difesa dei dieci Paesi, per poter essere poi condiviso come documento strategico comune.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9\u00a0Ministero della Difesa<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sviluppare concettualmente la cooperazione regionale nell\u2019ambito della sicurezza \u00e8 una necessit\u00e0 fondamentale per l\u2019attuale contesto italiano, europeo e internazionale. 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