{"id":68636,"date":"2018-03-08T07:20:49","date_gmt":"2018-03-08T06:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68636"},"modified":"2018-03-11T11:44:53","modified_gmt":"2018-03-11T10:44:53","slug":"migranti-flussi-marocchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/migranti-flussi-marocchini\/","title":{"rendered":"Migranti: dietro la ripresa dei flussi marocchini in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Dati del Ministero dell\u2019Interno alla mano, sembra che la contrazione del flusso migratorio riscontrata lungo la rotta del <strong>Mediterraneo centrale<\/strong> a partire da luglio 2017 abbia riguardato principalmente gruppi di migranti originari dell\u2019<strong>Africa sub-sahariana<\/strong>. Rispetto al 2016 \u00e8 stata infatti evidenziata una <a href=\"https:\/\/www.savethechildren.it\/sites\/default\/files\/files\/Analisi%20Sbarchi%20Gen-Dic_2017.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">riduzione significativa<\/a> degli arrivi da Paesi quali Nigeria, Guinea Conakry, Costa d\u2019Avorio, Mali, Eritrea, Sudan e Senegal.<\/p>\n<p>Di segno opposto si \u00e8 mostrato invece il trend proveniente dai Paesi del <strong>Maghreb<\/strong>, quali <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/migranti-ripresa-flussi-tunisia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tunisia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/migranti-sbarchi-algerini-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Algeria<\/a> e <strong>Marocco<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Numeri\u00a0in\u00a0crescita<\/strong><br \/>\nAlla fine del 2017 sono stati 6.003 i migranti marocchini sbarcati in <strong>Italia<\/strong> (5.024 uomini, 557 donne, 99 minori accompagnati da uno o entrambi i genitori e 325 minori soli), mostrando un incremento di oltre il 30% rispetto all\u2019anno precedente, quando ad arrivare furono 4.554 persone. Tuttavia, la rotta del Mediterraneo centrale non \u00e8 stata l\u2019unica ad essere stata battuta dai migranti provenienti dal Marocco.<\/p>\n<p>Nel 2017, secondo i dati riportati da <strong>Frontex<\/strong>, l\u2019Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, 4.809 migranti marocchini hanno intrapreso la rotta del Mediterraneo occidentale per raggiungere la <strong>Spagna<\/strong>, rappresentando cos\u00ec il primo gruppo nazionale lungo questa direttrice del flusso. Si tratta di un dato ragguardevole.<\/p>\n<p>Da un lato, infatti, mostra la rilevanza assunta nel 2017 da questa rotta, con un incremento degli arrivi pari a oltre il 130% (dai 9.990 del 2016 ai 23.143 del 2017), contestualmente alla contrazione delle rotte centrale e orientale. Dall\u2019altro, d\u00e0 atto di un significativo incremento degli arrivi dei migranti marocchini in Spagna rispetto al 2016, quando, secondo i dati dell\u2019Unhcr, sarebbero sbarcate appena 769 persone.<\/p>\n<p>Non solo. Secondo Frontex, nel 2017, i marocchini sono stati la seconda nazionalit\u00e0 a ricevere il maggior numero di respingimenti lungo le frontiere europee (1.830 respingimenti, rispetto ai 955 del 2016) e il maggior numero di decisioni di rimpatrio (21.613 di cui 5.969 effettive), nonch\u00e9 la prima nazionalit\u00e0 ad attraversare irregolarmente i confini per entrare in Europa utilizzando documenti falsi (803). Infine, l\u2019Agenzia europea ha anche sottolineato le origini prettamente marocchine del traffico di stupefacenti diretto verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>I legami con la criminalit\u00e0<\/strong><br \/>\nDel resto, le reti criminali transnazionali, che includono cellule di nazionalit\u00e0 marocchina, si estendono fino all\u2019Italia, dove, secondo l\u2019ultima <a href=\"http:\/\/direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it\/semestrali\/sem\/2017\/1sem2017.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">relazione annuale<\/a> della Direzione investigativa antimafia (Dia), \u201ci gruppi del Nord Africa riuscirebbero a gestire in maniera autonoma tutte le fasi del narcotraffico, da quella dell\u2019approvvigionamento a quella della distribuzione, fino allo spaccio al dettaglio\u201d<em>.<\/em> L\u2019ingombrante presenza di queste reti in Italia \u00e8 da leggere anche alla luce dei dati del ministero della Giustizia, secondo cui i detenuti di nazionalit\u00e0 marocchina rappresentano tra gli stranieri il gruppo pi\u00f9 numeroso: 3.684 reclusi, pari al 18% sul totale, tra cui 975 in Lombardia, 474 in Piemonte, 412 in Emilia Romagna e 206 nel Lazio.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare come, negli ultimi anni, il numero dei detenuti di nazionalit\u00e0 marocchina sia cresciuto progressivamente all\u2019aumentare del flusso migratorio, passando dai 2.840 del 2015 ai 3.283 del 2016. Tentando di imitare i propri connazionali maggiorenni, allo stesso modo pu\u00f2 essere letto il dato riguardate i minori marocchini in carico agli uffici del Servizio sociale: nel 2017 sono stati ben 824 (di cui 767 maschi e 57 femmine), rappresentando la prima nazionalit\u00e0 tra quelle africane e la seconda tra tutte quelle straniere, a fronte dei 121 (112 maschi e 9 femmine) del 2016 e dei 57 (53 maschi e 4 femmine) del 2015.<\/p>\n<p><strong>In fuga dalla stretta securitaria di Rabat<\/strong><br \/>\nUna delle possibili chiavi di lettura per interpretare tanto la crescita significativa del flusso migratorio originario del Marocco, quanto la consistente presenza della criminalit\u00e0 di matrice marocchina, registrate in Italia durante in 2017, potrebbe essere rappresentata dal tentativo delle frange <em>borderline<\/em> della societ\u00e0 di sottrarsi al processo di rafforzamento che ha investito la polizia del Paese nell\u2019ultimo biennio.<\/p>\n<p>Secondo il bilancio annuale per la repressione del crimine e il rafforzamento della sicurezza della Direzione generale della sicurezza nazionale (Dgsn) &#8211; la principale forza di polizia del Marocco -, nel 2017 i servizi di sicurezza hanno registrato un totale di 559.035 reati, rispetto ai quali 538.344 persone sono state assicurate alla giustizia (tra cui 38.358 donne e 22.236 minori). In particolare, la Dgsn di Rabat, in coordinamento con la Direzione generale della sorveglianza del territorio nazionale (Dgst), ha portato avanti attivit\u00e0 di contrasto al traffico di droga, favorendo, rispetto al 2016, un aumento del numero di arresti pari al 4% (97.688), nonch\u00e9 un incremento nelle tonnellate sequestrate di cocaina pari all\u20191,5% (2.844 ton) e di hashish ed eroina pari al 35% (rispettivamente 60.173 ton di hashish e 21.842 ton di eroina).<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019anno \u00e8 presumibile attendersi un consolidamento delle dinamiche intercettate, poich\u00e9 il piano d\u2019azione per il 2018 della Dgsn proseguir\u00e0 la strategia gi\u00e0 messa in atto: essa ha infatti previsto la creazione di sei nuove Brigate regionali di ricerca e intervento (Bri) che, sommandosi a quelle gi\u00e0 attivate tra il 2016 e il 2017, diventeranno tredici e saranno affiancate dalle Brigate di intervento centrale (Bci), specializzate nell&#8217;intervento di crisi e nei principali casi criminali. Allo stesso tempo, \u00e8 stata prevista anche l\u2019istituzione di venti unit\u00e0 nazionali di intelligence criminale e di supporto tecnico, che hanno l\u2019obiettivo di raccogliere e analizzare dati e impiegarli per sostenere le indagini penali.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Nacho Guadano\/ZUMA Wire\/ZUMAPRESS.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dati del Ministero dell\u2019Interno alla mano, sembra che la contrazione del flusso migratorio riscontrata lungo la rotta del Mediterraneo centrale a partire da luglio 2017 abbia riguardato principalmente gruppi di migranti originari dell\u2019Africa sub-sahariana. Rispetto al 2016 \u00e8 stata infatti evidenziata una riduzione significativa degli arrivi da Paesi quali Nigeria, Guinea Conakry, Costa d\u2019Avorio, Mali, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":68637,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,165,441,153],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68636"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68636"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68636\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68638,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68636\/revisions\/68638"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68637"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}