{"id":68660,"date":"2018-03-11T23:22:22","date_gmt":"2018-03-11T22:22:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68660"},"modified":"2018-03-12T10:21:03","modified_gmt":"2018-03-12T09:21:03","slug":"balcani-allargamento-concorrenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/balcani-allargamento-concorrenza\/","title":{"rendered":"Balcani: allargamento eventuale e concorrenza geopolitica"},"content":{"rendered":"<p>\u201cL&#8217;Unione e i suoi cittadini devono &#8216;digerire&#8217; le 13 nuove adesioni degli ultimi dieci anni.[\u2026] I Balcani occidentali dovranno mantenere una prospettiva europea, ma non vi saranno altri allargamenti nei prossimi cinque anni.\u201d<\/p>\n<p>Con queste parole, pronunciate nel luglio 2014, l&#8217;allora presidente <em>in pectore<\/em> della Commissione europea Jean-Claude <strong>Juncker<\/strong> certificava l&#8217;avvenuta maturazione a Bruxelles della \u201cfatica da allargamento\u201d, lasciando i Balcani occidentali in una sorta di limbo geopolitico in cui la \u201cprospettiva europea\u201d assumeva contorni sempre pi\u00f9 vaghi e lontani.<\/p>\n<p>Quasi quattro anni pi\u00f9 tardi, per\u00f2, per iniziativa dello stesso Juncker, quella cornice \u00e8 stata ribaltata. A inizio febbraio, la Commissione &#8211; su evidente spinta del suo presidente &#8211; ha infatti presentato una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/balcani-nuova-strategia-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nuova strategia<\/a> per l&#8217;allargamento a sud-est, intitolata \u201cUna prospettiva di allargamento credibile e un maggior impegno dell&#8217;Ue per i Balcani occidentali&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Orizzonte 2025<\/strong><br \/>\nIl documento ribadisce che integrare la regione \u00e8 innanzitutto negli interessi strategici dell&#8217;Ue, e si spinge a porre il 2025 come data plausibile, anche se non certa, di nuovi ingressi nell&#8217;Unione, subordinati a un rinnovato impegno dei Paesi dei Balcani a rafforzare lo stato di diritto, combattere corruzione e criminalit\u00e0 organizzata e soprattutto mettere fine alle numerose dispute bilaterali ancora irrisolte.<\/p>\n<p>Per dare sostanza e credibilit\u00e0 alla nuova apertura ai Balcani occidentali, Juncker ha poi annunciato un&#8217;iniziativa politica di grande visibilit\u00e0, che nessuno dei suoi predecessori aveva voluto o potuto intraprendere: un tour in tutte le capitali della regione, durato una settimana e terminato il 1\u00b0 marzo scorso in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bulgaria-vieni-estonia-vai\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Bulgaria<\/strong><\/a>, Paese che ha fatto dell&#8217;allargamento la priorit\u00e0 della sua attuale presidenza semestrale del Consiglio dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Nelle varie tappe del suo viaggio, Juncker non si \u00e8 limitato a ribadire le linee principali della nuova strategia targata Ue, ma in varie occasioni si \u00e8 spinto ancora pi\u00f9 avanti nelle sue aperture. A Tirana, ad esempio, \u00e8 tornato sull&#8217;orizzonte del 2025 al termine del suo incontro col premier albanese Edi Rama.<\/p>\n<p>In conferenza stampa, Juncker ha puntualizzato che &#8211; contrariamente a quanto delineato nella strategia, che menziona esplicitamente solo Serbia e Montenegro -, la data del 2025 \u00e8 la stella polare per tutti i Paesi che aspirano ad un posto nell&#8217;Unione europea: un traguardo che non \u00e8 garantito, ma nemmeno precluso a nessuno. \u201cChi sar\u00e0 pronto, potr\u00e0 entrare\u201d, il messaggio del presidente della Commissione, anche se al momento nessun candidato sembra vicino all&#8217;obiettivo.<\/p>\n<p>Nella tappa conclusiva a Sofia, dove ha riunito tutti i leader dei Balcani occidentali insieme al commissario europeo per l\u2019allargamento e la politica di vicinato Johannes <strong>Hahn<\/strong> e all\u2019Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune Federica <strong>Mogherini<\/strong>, Juncker ha scandito ancora una volta la sua ambasciata: \u201cL&#8217;ingresso nell&#8217;Ue non \u00e8 un sogno, ma un obiettivo che pu\u00f2 essere raggiunto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo di Russia, Cina e Turchia<\/strong><br \/>\nDal punto di vista politico, la nuova strategia e il viaggio del numero uno della Commissione rappresentano un visibile cambio di orizzonte per il sud-est Europa. La Commissione europea e il suo presidente, lasciandosi alle spalle le titubanze degli anni passati, riprendono con rinnovato slancio l&#8217;impegno che l&#8217;Unione aveva preso verso i Balcani occidentali nel summit di Salonicco del 2003, \u00e8 cio\u00e8 la prospettiva di un futuro europeo per tutti.<\/p>\n<p>A dare forza al nuovo paradigma, c&#8217;\u00e8 soprattutto la volont\u00e0 di Bruxelles di reagire a quella che viene percepita come una \u201crinnovata concorrenza geopolitica\u201d nella regione, e che vede protagoniste potenze regionali e globali (Russia, Cina, Turchia), che in questi anni hanno aumentato sensibilmente la propria presenza nell&#8217;area.<\/p>\n<p>Nell&#8217;immediato, preoccupa soprattutto l&#8217;atteggiamento di Mosca, marcatamente pi\u00f9 aggressiva dall&#8217;inizio della crisi in Ucraina nel 2014, ma anche il sensibile peggioramento dei rapporti con la Turchia del presidente Recep Tayyp Erdo\u011fan, precipitata in un clima di caccia alle streghe dopo il fallito golpe dell&#8217;estate 2016, cos\u00ec come la crescente presenza economica di Pechino, che vede nei Balcani l&#8217;approdo naturale in Europa del suo ambizioso progetto di una nuova <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/la-nuova-via-della-seta-passa-balcani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Via della Seta<\/a> (<em>Belt and Road Initiative<\/em>).<\/p>\n<p>Per ridare energia alla prospettiva di allargamento, Bruxelles non si limita alle parole di incoraggiamento. Il 2 marzo, il premier bulgaro Boyko Borisov, impegnato a trasformare il semestre di presidenza di Sofia in una sorta di leadership informale bulgara del processo di integrazione dei Balcani occidentali, ha annunciato la disponibilit\u00e0 della Commissione ad elargire prestiti fino ad un miliardo di euro per co-finanziare l&#8217;ammodernamento delle obsolete infrastrutture del sud-est Europa.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, per\u00f2, le difficolt\u00e0 e i dubbi non mancano. Nonostante le pacche sulle spalle e le manifestazioni di fiducia, tutte le dichiarazioni di Juncker durante il suo tour balcanico sono state segnate da una parola chiave: \u201ceventualmente\u201d. \u201cNon sono qui per far vuote promesse\u201d, ha detto chiaramente Juncker durante la sua tappa montenegrina, sottolineando cos\u00ec che i passi avanti dipenderanno soprattutto dall&#8217;impegno e dalla volont\u00e0 dei politici dei Balcani.<\/p>\n<p><strong>I nodi di sciogliere<\/strong><br \/>\nLa lista dei \u201ccompiti a casa\u201d che ancora separa le aspirazioni dei Balcani occidentali dall&#8217;agognata integrazione nell&#8217;Ue \u00e8 lunga e impegnativa. Risolvere le questioni bilaterali, soprattutto quella a prima vista irriducibile tra <strong>Serbia<\/strong> e <strong>Kosovo<\/strong>, resta una sfida aperta e tutt&#8217;altro che scontata, cos\u00ec come ottenere riforme e trasparenza dalle \u00e9lite locali.<\/p>\n<p>Nonostante le buone intenzioni, appare oggi difficile che tutti i Paesi della regione possano giungere insieme alla meta: a meno di veri e propri miracoli, la distanza tra Serbia e <strong>Montenegro<\/strong> &#8211; che hanno gi\u00e0 aperto vari capitoli negoziali -, <strong>Albania<\/strong> e <strong>Macedonia<\/strong> &#8211; che sperano di poter avviare i negoziati il prossimo giugno &#8211; e <strong>Bosnia-Erzegovina<\/strong> e Kosovo \u2013 eterni ultimi della classe \u2013 non sembra poter essere colmata.<\/p>\n<p>Le sfide non riguardano per\u00f2 solo i Balcani, ma anche l&#8217;Unione europea. Nella nuova strategia, la Commissione sottolinea con forza che, se vuole metabolizzare una nuova ondata di ingressi, l&#8217;Unione deve necessariamente riformare i propri meccanismi decisionali e renderli pi\u00f9 efficaci \u201ccome, ad esempio, introducendo il voto a maggioranza qualificata anche in aree come politica estera e mercato comune\u201d.<\/p>\n<p>Integrare i Balcani occidentali in questo momento delicato e complesso resta quindi un obiettivo ambizioso e difficile: lo sforzo per realizzarlo, per\u00f2, rappresenta al tempo stesso un&#8217;opportunit\u00e0 unica per riformare e trasformare la regione, ma anche per definire meglio quale e quanta Ue vogliamo nel futuro.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra l\u2019Istituto Affari Internazionali e <a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani-notizie\/Juncker-eventualmente-l-allargamento-e-possibile-186531\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Osservatorio Balcani e Caucaso &#8211; Transeuropa<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Presidenza bulgara del Consiglio dell&#8217;Ue\/Flickr<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL&#8217;Unione e i suoi cittadini devono &#8216;digerire&#8217; le 13 nuove adesioni degli ultimi dieci anni.[\u2026] I Balcani occidentali dovranno mantenere una prospettiva europea, ma non vi saranno altri allargamenti nei prossimi cinque anni.\u201d Con queste parole, pronunciate nel luglio 2014, l&#8217;allora presidente in pectore della Commissione europea Jean-Claude Juncker certificava l&#8217;avvenuta maturazione a Bruxelles della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":68661,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[400,75,952,461,77,529,97,460,435,953,108,401,130,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68660"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68660"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68660\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68675,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68660\/revisions\/68675"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68660"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68660"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68660"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}