{"id":68709,"date":"2018-03-15T07:45:29","date_gmt":"2018-03-15T06:45:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68709"},"modified":"2018-03-17T16:33:03","modified_gmt":"2018-03-17T15:33:03","slug":"migranti-italiani-una-risorsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/migranti-italiani-una-risorsa\/","title":{"rendered":"Migranti: la maggioranza degli italiani li considera una risorsa"},"content":{"rendered":"<p>La questione <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-elettorale-migranti-tema\/\">migranti<\/a><\/strong>\u00a0&#8211; e le\u00a0paure degli italiani ad essa legate &#8211; sono\u00a0state tra i punti centrali del dibattito che ha preceduto le <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\">elezioni legislative<\/a>\u00a0 <\/strong>del 4 marzo. Le posizioni sono state piuttosto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-elettorale-immigrazione\/\">polarizzate<\/a>\u00a0e i discorsi dei politici hanno contribuito alla confusione, alla paura e alle divergenze di opinioni\u00a0tra coloro che difendono la libera circolazione delle persone come diritto umano fondamentale &#8211; e il riconoscimento della cittadinanza italiana a tutte le persone nate sul territorio italiano (ius soli) -, e quelli a favore di una pi\u00f9 forte rete di controlli per limitare l&#8217;arrivo di migranti &#8211;\u00a0oltre che del mantenimento della cittadinanza italiana basata sull&#8217;omogeneit\u00e0 culturale, linguistica, religiosa-.<\/p>\n<p>Nel novembre del 2017\u00a0circa 200 richiedenti asilo, provenienti dall&#8217;Eritrea e dalla Siria, hanno raggiunto l&#8217;Italia in aereo anzich\u00e9 rischiare la vita per attraversare il Mediterraneo. Questo \u00e8 il risultato della creazione dei &#8220;corridoi umanitari&#8221;, accordi firmati tra il governo italiano, l&#8217;Unhcr (per gli arrivi dalla Libia), la Conferenza episcopale italiana (Cei), Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, Caritas e Fondazione Migrantes (per gli arrivi dall&#8217;Etiopia).<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;arrivo di questi rifugiati ha coinvolto decine di famiglie che si sono offerte di ospitarli. L&#8217;azione di queste famiglie, purtroppo, non cattura i titoli dei media. Eppure riflette la naturale inclinazione della maggioranza della popolazione italiana.<\/p>\n<p><strong>Gli italiani risultano pi\u00f9 aperti di altri europei<\/strong><br \/>\nInfatti, una recente <a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Isabella\/Downloads\/ALF-Ipsos%20Trends%20Survey%20results%20and%20Initial%20Analysis.pdf\"><strong>ricerca<\/strong><\/a> commissionata dalla Fondazione Anna Lindh alla societ\u00e0 internazionale di sondaggi Ipsos rivela che il 94% degli italiani considera l&#8217;ospitalit\u00e0 una caratteristica della regione mediterranea, che la migrazione \u00e8 parte di questa realt\u00e0 e che le persone con un diverso background culturale e religioso devono godere degli stessi diritti dei cittadini italiani (91% degli italiani, il 65% dei quali crede fortemente in questo). Significativamente anche il 78% degli italiani crede che la diversit\u00e0 culturale e religiosa sia fonte di prosperit\u00e0 per il paese e solo il 14% la teme fortemente come potenziale minaccia alla stabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>La ricerca mostra anche che gli italiani accettano la diversit\u00e0 nella loro <strong>sfera personale<\/strong> e non solo come principio generale: l&#8217;87% di loro non considera affatto un problema se i figli vanno a scuola con bambini di altre culture, se i loro colleghi di lavoro (85%), i vicini (81%) o il coniuge di un parente provengono da un altro contesto culturale (72%). \u00c8 interessante notare che, a questo proposito, gli italiani mostrano un livello pi\u00f9 alto di apertura rispetto agli altri europei. Inoltre, di solito, gli italiani che hanno incontrato e parlato con persone di altri Paesi (che sono il 65% di tutte le persone intervistate), rispetto ai loro omologhi europei, riferiscono che questo incontro ha avuto un impatto positivo sul proprio punto di vista \u201csull\u2019altro&#8221; (23% contro il 17%). Le principali barriere da rimuovere per facilitare questi incontri interculturali sono legate alla lingua, agli stereotipi e alla percezione delle differenze culturali.<\/p>\n<p>Le statistiche\u00a0ci permettono poi di\u00a0identificare i punti di convergenza e di divergenza tra quei Paesi della regione mediterranea che sono considerati geograficamente vicini ma che sono, invece, piuttosto lontani culturalmente e socialmente. A questo proposito potremmo dare un&#8217;occhiata pi\u00f9 da vicino agli atteggiamenti e alle percezioni degli italiani rispetto a quelle dei tunisini.<\/p>\n<p><strong>I tunisini sono pi\u00f9 legati alle proprie origini di noi<\/strong><br \/>\nIn relazione alla propensione alla migrazione, i dati del sondaggio registrano che la maggior parte dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/migranti-ripresa-flussi-tunisia\/\"><strong>tunisini<\/strong><\/a> (59%), se avessero la possibilit\u00e0 di ricominciare la propria vita da zero, lo farebbero nel loro Paese di origine, mentre sono in minoranza gli italiani che sarebbero pronti a ricominciare in Italia (41%).<\/p>\n<p>Per entrambi i tunisini e gli italiani che sognano di migrare, i Paesi europei rappresentano la destinazione preferita (\u00e8 il caso del 23% dei tunisini e del 25% degli italiani). In entrambi i casi sono soprattutto i giovani e le persone con titoli di studio superiori a essere pi\u00f9 inclini a emigrare.<\/p>\n<p>Osservando i valori culturali di queste due popolazioni, vediamo che per il 46% dei tunisini e il 51% degli italiani la solidariet\u00e0 familiare \u00e8 il valore prioritario da trasmettere ai bambini, ma troviamo una differenza significativa in relazione all&#8217;importanza data alla religione: \u00e8 prima\u00a0nella lista delle priorit\u00e0 dei tunisini (60%) e sopra l&#8217;insegnamento del rispetto per le altre culture, che\u00a0gli italiani mettono invece al primo posto (69%).<\/p>\n<p>Tuttavia, quando si parla del riconoscimento dei diritti alle minoranze nel loro Paese, i tunisini hanno una sensibilit\u00e0 simile agli italiani, con l&#8217;83% delle persone che crede nella necessit\u00e0\u00a0di assicurare gli stessi diritti a tutti. Sul ruolo delle donne nella societ\u00e0 vediamo anche una forte determinazione dei tunisini nel vederle ottenere pi\u00f9 spazio nella vita economica (71%), politica (65%) e culturale (50%); nel complesso anche la maggioranza degli italiani chiede un maggiore riconoscimento per le donne, ma con un tasso relativamente basso (54% \u00e8 per un ruolo pi\u00f9 importante nella vita economica e politica e il 52% nella vita culturale), forse con la convinzione che le donne gi\u00e0 godano degli stessi\u00a0diritti e opportunit\u00e0\u00a0degli\u00a0uomini.<\/p>\n<p><strong>La mobilit\u00e0 \u00e8 una realt\u00e0 che non si pu\u00f2 pi\u00f9 ignorare<\/strong><br \/>\nQueste cifre possono essere usate per\u00a0confermare o smentire alcune delle nostre ipotesi riguardo i flussi migratori: ad esempio &#8211; come gi\u00e0 visto &#8211; quelle sulla propensione all&#8217;ospitalit\u00e0 o sull\u2019esistenza di somiglianze e differenze culturali tra le popolazioni del Mediterraneo.<\/p>\n<p>Ma\u00a0\u00e8 ancora pi\u00f9 importante che mostrino che la mobilit\u00e0 umana e l&#8217;interazione sociale tra persone di diversa cultura sono gi\u00e0 una realt\u00e0 per gli italiani, per gli europei e per le persone che abitano la sponda meridionale del Mediterraneo. Una realt\u00e0 che non dovrebbe essere ignorata &#8211; o peggio, contrastata &#8211; ma che dovrebbe piuttosto essere considerata un&#8217;opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>E come analizza Michael Clemens del Centro per lo Sviluppo Globale, le politiche europee in materia di migrazione dovrebbero &#8211; pi\u00f9 che concentrarsi su come limitare i flussi migratori &#8211; prevedere corsi di formazione per professionisti per facilitare le iniziative di integrazione, e per garantire che la migrazione sia una fonte di sviluppo anche per l&#8217;Europa.<\/p>\n<p><em><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0La base giuridica per i corridoi umanitari \u00e8 il regolamento europeo n. 1010\/2009 del 13 luglio 2009 che prevede la possibilit\u00e0 di concedere visti limitati a un determinato paese per motivi umanitari, per motivi di interesse nazionale o per accordi internazionali.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione migranti\u00a0&#8211; e le\u00a0paure degli italiani ad essa legate &#8211; sono\u00a0state tra i punti centrali del dibattito che ha preceduto le elezioni legislative\u00a0 del 4 marzo. 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