{"id":68730,"date":"2018-03-15T20:14:04","date_gmt":"2018-03-15T19:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68730"},"modified":"2018-03-20T08:03:11","modified_gmt":"2018-03-20T07:03:11","slug":"arabia-saudita-trump-ago-bilancia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/arabia-saudita-trump-ago-bilancia\/","title":{"rendered":"Arabia Saudita: Trump ago della bilancia tra Riad e Teheran"},"content":{"rendered":"<p>Il viaggio americano di Mohammed <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/arabia-saudita-visione-saudita-ncognite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>bin Salman<\/strong><\/a> comincia il 19 marzo e toccher\u00e0 numerose citt\u00e0 degli Stati Uniti: sar\u00e0 il primo da principe ereditario dell&#8217;<strong>Arabia Saudita<\/strong>. Un tour politico-mediatico che coincide con un passaggio decisivo della politica mediorientale degli <strong>Stati Uniti<\/strong>. Infatti, l\u2019Amministrazione di Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/iran-trump-accordo-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a> dovr\u00e0 esprimersi presto su tre questioni cruciali, tutte legate al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/golfo-qatar-boicottaggio-fallito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Golfo<\/strong><\/a> e ai suoi equilibri: rimanere o uscire dall\u2019accordo sul nucleare iraniano; stringere o no un\u2019intesa con l\u2019Arabia Saudita in tema di cooperazione nucleare per fini civili; reagire o prendere tempo sui missili balistici che Teheran fornisce agli <em>huthi<\/em> yemeniti. Il 20 marzo, Mohammed bin Salman si recher\u00e0 alla Casa Bianca: fra monarchie del Golfo e Qatar la crisi \u00e8 ancora aperta. Anche lo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/yemen-prova-secessionisti-aden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Yemen<\/strong><\/a>, che entra in questo mese nel quarto anno di conflitto, sar\u00e0 fra i temi in discussione: il paese \u00e8 senza pace e i sauditi senza vittoria, mentre l\u2019asse yemenita fra <strong>Iran<\/strong> e <strong>Russia<\/strong> si fa pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><strong>La questione nucleare iraniana &#8230;<br \/>\n<\/strong>Riscrivere il <em>Joint Comprehensive Plan of Action<\/em> (Jcpoa) entro il 12 maggio, o Washington uscir\u00e0 unilateralmente dall\u2019accordo: questo l\u2019ultimatum che il presidente americano ha dato ai negoziatori europei (Gran Bretagna, Francia e Germania). I colloqui transatlantici sono aperti: gli europei punterebbero a un accordo supplementare sui missili iraniani (esclusi dal Jcpoa) per offrire qualcosa a Washington, pur preservando l\u2019impianto di un accordo che &#8211; come dichiarato dalla stessa Aiea &#8211; \u00e8 stato finora rispettato. Da mesi, la Francia ha alzato i toni contro i missili di Teheran, ma l\u2019Iran ne ha sempre rivendicato la legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro se l\u2019ultimatum di Trump sia in realt\u00e0 un espediente per addossare agli europei l\u2019eventuale naufragio del <em>nuclear deal<\/em>, siglato nel 2015. O se piuttosto esso sia una mossa per alzare i toni, anche agli occhi degli alleati sauditi, per lasciare poi invariato l\u2019impianto dell\u2019accordo. L&#8217;avvicendamento al Dipartimento di Stato, con il &#8216;falco&#8217; Mike Pompeo al posto di Rex Tillerson, potrebbe inaugurare una stagione ancora pi\u00f9 muscolare nei confronti dell\u2019Iran. Di certo, la questione dei missili balistici mette a rischio la sicurezza nazionale dell\u2019Arabia Saudita, come avvenuto il 4 novembre scorso sui cieli dell\u2019aeroporto internazionale di Riad.<\/p>\n<p><strong>&#8230; e una questione nucleare saudita<br \/>\n<\/strong>Nel Golfo, la partita nucleare sta per diventare doppia: \u201cSe l\u2019Iran avr\u00e0 la bomba atomica, anche noi la svilupperemo il prima possibile\u201d, ha ribadito Mohammed bin Salman alla Cbs. Il segretario di Stato Usa all\u2019Energia, Rick Perry, si \u00e8 recato a dicembre nel regno per incontrare l\u2019omologo saudita: gli Stati Uniti si appresterebbero a concludere un accordo formale di cooperazione sul nucleare civile con l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Nel 2010, Riad ha avviato un programma nucleare per fini civili (16 reattori da costruire entro il 2030, il primo entrerebbe in funzione nel 2022). Il programma nucleare degli Emirati Arabi Uniti (dal 2008) \u00e8 in fase pi\u00f9 avanzata (la prima unit\u00e0 dell\u2019impianto di Barakah 1 sta per essere completata): Abu Dhabi si \u00e8 per\u00f2 formalmente impegnata, nel 2009, a non procedere all\u2019arricchimento dell\u2019uranio e al <em>reprocessing<\/em> del plutonio, acquisendo cos\u00ec la \u201c<em>gold standard<\/em>\u201d per la non-proliferazione.<\/p>\n<p>Mohammed bin Salman far\u00e0 lo stesso, adducendo esigenze legittime di sicurezza energetica, oppure no, palesando l\u2019obiettivo strategico della deterrenza anti-Iran? Per Washington, cooperare al programma nucleare saudita potrebbe essere il primo meccanismo di controllo dei suoi reali fini civili: ma \u201cgiocare con l\u2019uranio\u201d non giover\u00e0 certo alla sicurezza mediorientale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Iran, gli huthi e la Russia<\/strong><br \/>\nIl Report 2018 del Panel degli Esperti dell\u2019Onu rimarca che l\u2019Iran non ha preso le misure necessarie per prevenire la fornitura\/vendita diretta o indiretta di armi agli huthi<strong>.<\/strong> Gli esperti hanno identificato, in Yemen e in Arabia Saudita, resti di missili, materiale militare nonch\u00e9 droni di origine iraniana: armi, si legge nel Report, entrate in Yemen dopo l\u2019imposizione dell\u2019embargo, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>Qui le sfumature contano: l\u2019Onu non identifica chi abbia materialmente fornito il materiale bellico agli huthi, mentre Washington \u201cforza\u201d il Report per additare il governo iraniano. Come noto, la politica estera del presidente Hassan Rohani non \u00e8 sovrapponibile a quella del <em>pasdaran <\/em>Qassem Suleimani: la geopolitica dell\u2019Iran in Medio Oriente irrita Riad ancora pi\u00f9 della &#8216;bomba&#8217; e dei &#8216;missili&#8217;. Per la prima volta, la Russia ha posto il veto su una risoluzione che riguardava lo Yemen, bloccando il testo anglo-franco-americano che, rinnovando l\u2019embargo sulle armi agli huthi, stigmatizzava Teheran per averlo violato.<\/p>\n<p><strong>MbS cambia i vertici militari<\/strong><br \/>\nPrima di partire per gli Usa, MbS ha aggiunto un nuovo tassello alla strategia di personalizzazione del settore della sicurezza: sostituzione dei vertici militari (come fu con la Guardia Nazionale) e riforma del Ministero della Difesa. \u00c8 \u201cinaccettabile\u201d che Riad spenda tanto per la difesa mentre le prestazioni sul campo non migliorano, aveva dichiarato l\u2019erede al trono, con il pensiero allo Yemen. E soprattutto, con un occhio alla nomina di \u201cfedeli in divisa\u201d per consolidare il regno che sar\u00e0 suo, prima o poi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viaggio americano di Mohammed bin Salman comincia il 19 marzo e toccher\u00e0 numerose citt\u00e0 degli Stati Uniti: sar\u00e0 il primo da principe ereditario dell&#8217;Arabia Saudita. Un tour politico-mediatico che coincide con un passaggio decisivo della politica mediorientale degli Stati Uniti. 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