{"id":68787,"date":"2018-03-20T06:29:43","date_gmt":"2018-03-20T05:29:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68787"},"modified":"2018-03-20T10:25:20","modified_gmt":"2018-03-20T09:25:20","slug":"nuova-via-seta-contraffazione-crimine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/nuova-via-seta-contraffazione-crimine\/","title":{"rendered":"Nuova Via della Seta: autostrada per il crimine organizzato"},"content":{"rendered":"<p>Il progetto di corridoio commerciale promosso su impulso di Pechino promette di essere una scossa per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nuova-via-della-seta-italia-fra-porti-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">economia italiana<\/a> ed europea. Il rischio che la nuova <strong>Via della Seta<\/strong> possa essere un\u2019autostrada per le violazioni della propriet\u00e0 intellettuale, da un lato, e per la criminalit\u00e0 organizzata <em>made in China<\/em>, dall\u2019altro, \u00e8 per\u00f2 concreto.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/la-nuova-via-della-seta-nel-mediterraneo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Belt and Road Initiative<\/em> (Bri)<\/a>, progetto di corridoio commerciale promosso dalla <em>Asian Infrastructure Investment Bank<\/em> su impulso della <strong>Cina<\/strong>, ha un forte valore strategico e diverse implicazioni sullo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/cina-evoluzione-galassia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scacchiere internazionale<\/a>, tanto sul piano commerciale quanto su quello politico. Meno noti sono invece i possibili effetti sulla sicurezza interna degli Stati coinvolti, ma non per questo meno importanti in un momento storico in cui il contatto fra sicurezza interna e sicurezza esterna non \u00e8 pi\u00f9 rappresentabile come un confine ma come un nesso.<\/p>\n<p><strong>Una scossa per il settore produttivo<\/strong><br \/>\n\u00c8 cronaca recente l\u2019attivit\u00e0 dei grandi <em>contractor<\/em> legati al governo di Pechino, aggiudicatisi progetti dall\u2019alta rilevanza strategica lungo l\u2019asse dell\u2019antica Via della Seta. <strong>Pireo<\/strong>, Chercell, <strong>Marghera<\/strong>: porti che verosimilmente saranno i terminal marittimi di quella Via che, al netto di dubbi sul dove effettivamente sar\u00e0 il suo snodo mediterraneo (le carte diffuse da Pechino individuano proprio Marghera), dar\u00e0 certamente una scossa per i sistemi produttivi e commerciali che incontrer\u00e0.<\/p>\n<p>Una scossa che pone delle interessanti sfide al tessuto produttivo italiano ed europeo. \u00c8 lecito per l\u2019economia del Vecchio continente attendersi incrementi nei flussi di forza lavoro, materie prime, semi-lavorati e capitale; un\u2019aspettativa che ha spinto diversi governi a sposare con entusiasmo il progetto cinese. \u00c8 lecito allo stesso modo domandarsi se il tessuto economico di questi Paesi, e specialmente quello italiano, sar\u00e0 abbastanza resiliente da assorbire l\u2019impatto e abbastanza forte da coglierne le opportunit\u00e0, giocando anche un ruolo leader nell\u2019<strong>Unione europea<\/strong>.<\/p>\n<p>Di certo, per garantire la sicurezza economica dell\u2019<strong>Italia<\/strong>, e quindi dell\u2019Unione, le sfide in vista dovranno essere affrontate nel breve termine. Sfide che non sono affatto nuove al sistema produttivo di casa nostra, ma che rischiano di diventare quasi impossibili da affrontare se i volumi commerciali e finanziari dovessero crescere esponenzialmente.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;export di merci contraffatte<\/strong><br \/>\nLa prima sfida \u00e8 quella della protezione della <strong>propriet\u00e0 intellettuale<\/strong>. Di particolare preoccupazione a livello europeo sono i legami fra le imprese su suolo italiano e i partner cinesi per la produzione di beni contraffatti. La <strong>contraffazione<\/strong>, oltre ad essere una minaccia per la salute e la sicurezza dei consumatori, \u00e8 un fenomeno che in Europa frutta alle organizzazioni criminali pi\u00f9 del traffico di sostanze stupefacenti. Ed \u00e8 proprio la Cina il maggior esportatore di merci contraffatte dirette all\u2019Europa, stando all\u2019ultimo report di Europol sulla criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Il danno delle violazioni di propriet\u00e0 intellettuali non \u00e8 subito solo dalle aziende che vedono il loro valore aggiunto eroso: stando ai dati dell\u2019Ufficio Ue per la propriet\u00e0 intellettuale (Euipo), la contraffazione nel solo settore dell\u2019abbigliamento, degli accessori e del calzaturiero costa all\u2019Unione 8,1 miliardi di euro di tasse non versate (fra contributi sociali ed imposte), ma soprattutto oltre 300 mila posti di lavoro diretti e oltre mezzo milione di posti di lavoro indiretti persi.<\/p>\n<p><strong>La criminalit\u00e0 organizzata cinese in Italia<\/strong><br \/>\nLa cronaca italiana ha di recente richiamato l\u2019attenzione anche sulla seconda sfida che il sistema economico europeo dovr\u00e0 affrontare: la <strong>criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> di provenienza cinese. Nel gennaio 2018 la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di <strong>Firenze<\/strong> ha richiesto l\u2019arresto di 33 persone per il delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso e altri reati, mentre ad altre 21 sono state notificate le indagini in stato di libert\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione criminale non solo costituiva un pericolo per le proprie vittime, ma era portatrice di un\u2019importante distorsione di mercato: era infatti divenuta quasi monopolista a livello europeo del trasporto su gomma di qualsiasi tipo di merce proveniente dalla Cina.<\/p>\n<p>Meno recente, ma sicuramente degno di essere menzionato, \u00e8 quanto accaduto nel giugno 2015, quando nell\u2019ambito di un\u2019ampia indagine sul riciclaggio di denaro sempre la Dda di Firenze aveva inoltrato richiesta di rinvio a giudizio per ben 297 persone, alcune delle quali accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso.<\/p>\n<p>La posizione di confine dell\u2019Italia imporrebbe quindi ancora una volta, come nel caso dell\u2019immigrazione, il ruolo di <em>gatekeeper<\/em> europeo rispetto al progetto della Bri per quanto riguarda attivit\u00e0 illecite e criminalit\u00e0 economica. Le organizzazioni criminali cinesi sono infatti da diverso tempo attive nella violazione dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale, nel traffico di esseri umani, nella fornitura di servizi bancari sommersi alle imprese cinesi (spesso con metodi estorsivi), nella prostituzione e traffico di sostanze stupefacenti.<\/p>\n<p><strong>Reggere l\u2019onda d\u2019urto<\/strong><br \/>\nRiciclaggio di denaro, evasione delle imposte e dei dazi tanto quanto pratiche commerciali scorrette sono attivit\u00e0 che alterano il salutare funzionamento di un sistema economico. Il nesso fra politiche commerciali e di sicurezza, a livello domestico ed europeo, pone quindi un\u2019impellente domanda tanto analitica quanto sistemica.<\/p>\n<p>Analitica perch\u00e9 richiede di approfondire il ruolo italiano di porta d\u2019Europa rispetto ai fenomeni e alle organizzazioni criminali che promettono di aumentare quantitativamente e qualitativamente in modo esponenziale. Sistemica perch\u00e9 il potenziale di radicale cambiamento della <em>Belt and Road Initiative<\/em> nei confronti di un sistema economico stratificato, complesso e interconnesso come quello europeo \u00e8 molto elevato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che strutture e capacit\u00e0 analitiche deputate al controllo ed al contrasto di questi fenomeni dovranno essere pronte a reggere l\u2019urto di quanto di illecito sta per arrivare attraverso la nuova Via della Seta.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Zhang Ailin\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto di corridoio commerciale promosso su impulso di Pechino promette di essere una scossa per l\u2019economia italiana ed europea. Il rischio che la nuova Via della Seta possa essere un\u2019autostrada per le violazioni della propriet\u00e0 intellettuale, da un lato, e per la criminalit\u00e0 organizzata made in China, dall\u2019altro, \u00e8 per\u00f2 concreto. 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