{"id":68803,"date":"2018-03-21T13:19:31","date_gmt":"2018-03-21T12:19:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68803"},"modified":"2018-03-26T09:42:26","modified_gmt":"2018-03-26T07:42:26","slug":"big-data-cambridge-analytica-svolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/big-data-cambridge-analytica-svolta\/","title":{"rendered":"Big Data: Cambridge Analytica, una svolta internazionale"},"content":{"rendered":"<p>La rivelazione da parte del NY Times di un utilizzo illegale di dati provenienti da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/guerra-pace-podcast-iai-la-stampa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Facebook<\/strong><\/a> da parte dell\u2019impresa britannica <strong>Cambridge Analytica<\/strong> sta suscitando una serie di reazioni negative, innescando un tonfo in borsa di Facebook. La sanzione da parte dei mercati d\u00e0 la misura del colpo alla reputazione dell\u2019azienda. Da tempo cresce la consapevolezza dei problemi legati alla raccolta e all\u2019uso dei dati da parte delle principali reti sociali. Per\u00f2 il fascio di luce creato dallo scandalo Cambridge Analytica potrebbe costituire una svolta nel modo di affrontare le questioni di democrazia digitale e protezione dei diritti.<\/p>\n<p><strong>Tecnologie, dati, marketing e vita quotidiana<\/strong><br \/>\nLa crescita esponenziale dell\u2019uso delle tecnologie dell\u2019informazione ha cambiato la vita quotidiana, dando accesso a una serie di servizi di comunicazione e di mercato considerati oggi come fondamentali. L\u2019accelerazione di un modello di vita centrato sullo smartphone sta ponendo, per\u00f2, una serie di questioni fondamentali legate all\u2019uso dei dati individuali. L\u2019utilizzo costante delle applicazioni sullo smartphone produce una quantit\u00e0 enorme di dati personali, dagli spostamenti alle abitudini di consumo passando per le relazioni sociali.<\/p>\n<p>Di fronte alla disponibilit\u00e0 di questi dati, le aziende tecnologiche hanno applicato le ricette del marketing, sviluppando una serie di profilazioni che inseguono la volont\u00e0 di migliorare le vendite. La profilazione con l\u2019uso di algoritmi ha quindi fatto passi da gigante nell\u2019ultimo decennio. Oggi se si usano i motori di ricerca classici, il flusso viene registrato e i risultati cambiano a seconda della profilazione dell\u2019utente, il che crea un notevole problema di accesso all\u2019informazione.<\/p>\n<p>Stiamo assistendo a una strana tendenza, dove la disponibilit\u00e0 di una tecnologia universale indirizza verso preferenze e informazioni ripetitive, trattando l\u2019individuo come un archetipo, il che richiude la persona in un universo molto stretto. Dietro questa operazione, bisogna valutare le conseguenze delle logiche algoritmiche dell\u2019informazione. Anche quando non c&#8217;\u00e8 un\u2019intenzione dolosa, il risultato si sta rivelando estremamente problematico per le sensibilit\u00e0 esasperate individuali e collettive.<\/p>\n<p><strong>Algoritmi\u00a0per profilare: un nuovo capitolo<\/strong><br \/>\nIl caso Cambridge Analytica apre un altro capitolo sull\u2019uso degli algoritmi per profilare: le tecnologie sarebbero state utilizzate per influenzare l\u2019andamento di elezioni, negli <strong>Usa<\/strong> e nel <strong>Regno Unito<\/strong>, con dati ottenuti da Facebook dietro un pretesto di ricerca fasullo. Al di l\u00e0 della determinazione delle responsabilit\u00e0 fra Facebook e Cambridge Analytica, l\u2019esplosione di questo scandalo segna uno spartiacque: costituisce non soltanto un\u2019infrazione che i tribunali devono meglio caratterizzare, ma esprime anche un problema politico, quello della manipolazione delle informazioni a fini elettorali, il che si scontra con i principi delle democrazie liberali.<\/p>\n<p>Con una certa faciloneria si possono denunciare i comportamenti di colossi delle tecnologie dell\u2019informazione, i cosiddetti Gafam (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft). Ma prima di tutto bisogna tenere d\u2019occhio i loro omologi cinesi Batx (Baidu, Alibaba, Tencent, Xiaomi) che sembrano assecondare il potere di Pechino nello stabilire un controllo digitale sulla popolazione.<\/p>\n<p>Va anche rilevato che spesso le aziende californiane sono nate con una filosofia piuttosto libera, per non dire aperta, e che in qualche modo si trovano oggi a dovere fare fronte a deviazioni dai modelli che non erano state programmate. Da questo punto di vista \u00e8 interessante osservare come ad esempio ultimamente Microsoft si stia ponendo a difesa della legalit\u00e0 e della sovranit\u00e0 dei dati nell\u2019ambito del &#8216;Warrant Case&#8217;, l\u2019azione di giustizia che la vede contrapporsi al governo statunitense.<\/p>\n<p><strong>Riflessi e le attenzioni Ue<\/strong><br \/>\nL\u2019<strong>Unione europea<\/strong> ha seguito quest\u2019evoluzione con grande attenzione. Il simbolo di questo impegno politico sta certamente nell\u2019adozione del regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) votato dal Parlamento europeo nell&#8217;aprile 2016 e che entrer\u00e0 in funzione a maggio. Questo regolamento pone alcuni principi importanti per rinforzare il consenso esplicito dei cittadini per quanto riguarda l\u2019uso dei loro dati, un \u201cdiritto al cancellamento\u201d, o &#8220;diritto all&#8217;oblio&#8221;, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di portabilit\u00e0 dei dati da un\u2019azienda a un&#8217;altra.<\/p>\n<p>L\u2019intento \u00e8 quindi di aumentare la protezione dei dati dei cittadini, con un regime di sanzione contro le aziende. Legato a questo testo, ma anche alla sua applicazione, va pure rilevato l\u2019impegno del Commissario europeo per la Giustizia Vera Jourov\u00e1, molto attiva sulle tematiche &#8216;diritto e digitale&#8217;. Certamente, il rafforzamento delle normative europee permette di tutelarsi ulteriormente contro i casi del tipo Cambridge Analytica.<\/p>\n<p><strong>Uno spartiacque per l&#8217;ordine liberale mondiale<\/strong><br \/>\nMolte analisi recenti parlano della fine dell\u2019ordine liberale nel mondo, descrivendo vari processi di chiusure e ripiegamento, dall\u2019ambito commerciale a quello politico. Ma il caso Cambridge Analytica potrebbe rappresentare uno spartiacque. Nel mondo occidentale, fra Stati Uniti e Unione europea, dopo avere constatato le minacce derivanti dall\u2019uso doloso delle tecnologie algoritmiche sull\u2019ordine sociale, sta partendo una contro-reazione. Negli Usa essa poggia sulla dialettica fra mercato e valori aziendali: i mercati stanno punendo in modo severo Facebook per essersi prestata a questo furto di dati; e si sta innescando un meccanismo di giudizio valoriale. Da questo punto di vista non va scordato il recente fallimento della Weinstein Company dopo la campagna #MeToo.<\/p>\n<p>Si tratta quindi di un meccanismo &#8216;reputazionale&#8217; che pu\u00f2 dimostrarsi estremamente severo. D\u2019altro canto, le aziende tecnologiche americane stanno crescendo e prendono coscienza, in modo progressivo o busco, che i loro valori iniziali di libert\u00e0 si devono adeguare alle loro responsabilit\u00e0, perlomeno l\u00e0 dove il termine di riferimento sono i regimi di democrazia liberale. Da questo punto di vista la posizione di Microsoft pu\u00f2 apparire come sintomatica.<\/p>\n<p>In Europa la contro-reazione passa tramite un rafforzamento delle normative, gi\u00e0 in corso: un ambito nel quale le istituzioni europee appaiono come un motore per l\u2019insieme degli Stati membri. Ed \u00e8 quindi paradossale costatare che la protezione dei diritti dei cittadini, che viene racchiusa nei sistemi politici e legali di ogni Stato europeo, si adegua ed evolve sotto spinta squisitamente europea. Le dinamiche dell\u2019Unione europea e degli Stati Uniti possono sembrare divergenti. Ma hanno anche un obiettivo comune: il mantenimento dell\u2019ordine democratico liberale che poggia sul riconoscimento e la difesa di diritti individuali, una convergenza piuttosto interessante nel difficile contesto odierno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rivelazione da parte del NY Times di un utilizzo illegale di dati provenienti da Facebook da parte dell\u2019impresa britannica Cambridge Analytica sta suscitando una serie di reazioni negative, innescando un tonfo in borsa di Facebook. La sanzione da parte dei mercati d\u00e0 la misura del colpo alla reputazione dell\u2019azienda. 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