{"id":68812,"date":"2018-03-22T12:58:55","date_gmt":"2018-03-22T11:58:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68812"},"modified":"2018-03-22T15:39:13","modified_gmt":"2018-03-22T14:39:13","slug":"colombia-bambini-soldato-jazmin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/colombia-bambini-soldato-jazmin\/","title":{"rendered":"Colombia: Jazmin e gli altri bambini soldato"},"content":{"rendered":"<p>Jazmin ha vent\u2019anni e\u00a0sogna di lavorare come infermiera ausiliaria. &#8220;Perch\u00e9 ho visto mio padre morire &#8211; dice -, povero e senza cure. Vorrei tornare nel mio piccolo paese per aiutare le persone che si trovano nelle sue stesse condizioni\u201d. Vestita con camicetta e blue jeans, lunghi capelli nerissimi e occhioni spalancati sul mondo, a vederla sembra una giovane come tante altre. E invece ha un passato pesante da raccontare.\u00a0Jazmin \u00e8 una delle migliaia di bambini-soldato trascinati nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/09\/la-resa-delle-farc-al-capitalismo\/\"><strong>guerriglia delle Farc<\/strong><\/a>, le Fuerzas armadas revolucionarias de <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/colombia-sfida-bogota-arcipelago\/\">Colombia<\/a>, terminata nel 2016 con un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/colombia-la-pace-possibile\/\"><strong>accordo di pace.<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Ha un viso radioso, che si rabbuia soltanto\u00a0al pensiero di\u00a0quel periodo \u201csulle montagne, a camminare notte e giorno, sotto la pioggia lontana dalla mia famiglia\u201d. \u201cOra la situazione \u00e8 pi\u00f9 tranquilla &#8211; racconta &#8211; ma c\u2019\u00e8 un altro gruppo armato che continua ad arruolare ragazzini\u201d. Si riferisce all\u2019Eln, l\u2019Ejercito de liberaci\u00f3n nacional, formazione ribelle minore che si oppone all\u2019intesa raggiunta dalle Farc grazie al presidente uscente Juan Manuel Santos. La incontriamo a Torino, alle <strong>Missioni don Bosco<\/strong>. E\u2019 la sua prima uscita fuori dalla Colombia, ad accezione di un soggiorno in Venezuela quando era molto piccola.<\/p>\n<p>Un orrore nell\u2019orrore delle guerre quella dei bambini-soldato,\u00a0a cui Jazmin si rivolge in ogni parte del mondo in conflitto si trovino: \u201cNon fatelo, non correte dietro a facili illusioni. Sono bugiardi e vi rubano i sogni. I sogni della vita non sono le armi, i soldi, le cose belle sono altre: lo studio, la famiglia, le amicizie\u201d.<\/p>\n<p><strong>Arruolata a 14 anni, i suoi sogni in cambio di soldi<\/strong><br \/>\nI soldi, infatti, sono stati l\u2019esca con cui i guerriglieri l\u2019hanno avvicinata quando aveva 14 anni. Il pap\u00e0, cui era molto legata, era deceduto, e la sua famiglia era piombata, oltre che nel dolore, nella povert\u00e0. Abitavano a Las Mercedes, a nord del dipartimento di Santander. Lei, settima di dieci figli, venne adescata dai guerriglieri dell\u2019accampamento allestito proprio vicino al paese.<\/p>\n<p>\u201cMi hanno lasciato una settimana di tempo per decidere \u2013 ricorda Jazmin \u2013: mia madre aveva origliato qualcosa e mi implor\u00f2 di non andare con loro. Ma in casa c\u2019era tanto bisogno. In ogni caso, quando sono ritornati ho risposto di no. Ma a quel punto loro hanno minacciato di fare del male ai miei familiari e un giorno, approfittando dell&#8217;assenza di mia madre che era andata alla scuola di uno dei miei fratelli, sono venuti a prendermi\u201d.\u00a0Altre due cugine, una di 13 e l\u2019altra di 14 anni, sono andate con lei, e da quel momento sono state le uniche parenti con le quali poter avere una relazione.<\/p>\n<p>Era il 2012, sua madre l\u2019avrebbe rivista soltanto cinque anni dopo, nel dicembre del 2017. Del tempo trascorso in guerriglia (\u00e8 stata liberata il 27 febbraio del 2015), Jazmin ricorda soprattutto la paura. Abbassa lo sguardo e diventa immediatamente triste quando il flashback si ferma ai combattimenti e all\u2019uso delle armi, \u201cper forza \u2013 sembra giustificarsi \u2013 dovevamo difenderci\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ritorno alla vita dopo la guerriglia. Migliaia i minori salvati<\/strong><br \/>\nPoi un\u2019imboscata salvifica, quella dell\u2019 Esercito. \u201cWow\u201d \u00e8 la prima cosa a cui ha pensato Jazmin, mentre la seconda \u00e8 stata: \u201cDove mi portano adesso?\u201d. L\u2019approdo \u00e8 la Ciudad Don Bosco di Medellin, opera Salesiana impegnata nel recupero psicologico e nel reinserimento sociale dei minorenni colombiani reclutati da gruppi armati. Il suo direttore don Rafael Bejarano \u00e8 testimone di un processo di \u201critorno alla vita\u201d che non ha riguardato soltanto Jazmin, ma in 15 anni 1.500 giovanissimi fra i 14 e i 15 anni.<\/p>\n<p>In 52 anni la guerra civile ha contato oltre 260mila morti, 45mila desaparecidos e 6,9milioni di sfollati. Si calcola che le Farc abbiano reclutato tra gli 8 e i 13mila minorenni. Il programma salesiano si chiama \u201cCostruire sogni\u201d e si basa sulla pedagogia della fiducia, della speranza e dell\u2019alleanza. In mezzo s\u2019impara a perdonare, innanzitutto se stessi. Per questa attivit\u00e0 ha ricevuto il Premio per i Diritti umani dell\u2019Avvocatura spagnola. Dal 2010 \u00e8 stata avviata la sezione femminile della Capre (Casa di protezione specializzata) della quale hanno beneficiato 141 ragazze.\u00a0Sono 710 i giovani usciti dopo aver conseguito un titolo di studio e ottenuto un contratto di lavoro, e 67 sono stati i ricongiungimenti familiari. In questo momento si sta occupando di 51 giovani.<\/p>\n<p><strong>Dopo le Farc, nuovi gruppi armati: in Colombia si combatte ancora<\/strong><br \/>\nJazmin vive con altre cinque compagne nella casa-comunit\u00e0, in una condizione di semi-autonomia che stimola le relazioni, l\u2019indipendenza nella responsabilit\u00e0. Vanno a fare la spesa, cucinano, si organizzano le giornate. Studiano. Da quando si \u00e8 lasciata alle spalle la guerriglia, Jazmin ha ripreso il percorso interrotto conseguendo la certificazione di Professionista in Arti grafiche e da sei mesi frequenta il corso di assistente sanitaria. Della famiglia ha visto una volta la mamma, pi\u00f9 volte le sorelle. A chi le chiede il perch\u00e9 di questo, risponde con amarezza e per un momento ritorna alla realt\u00e0 di un Paese, la Colombia, ancora lontana dall\u2019avere rimarginato le sue ferite e risolto i suoi problemi.<\/p>\n<p>Dove vive la madre le Farc erano molto presenti e ora lo sono altri gruppi armati. Le sorelle, invece, risiedono lontano. Il timore \u00e8 sempre quello delle ritorsioni. I contatti possono essere pericolosi. \u201cIl dialogo con l\u2019Eln \u2013 afferma don Rafael \u2013 \u00e8 difficile, ma abbiamo fiducia che possa iniziare. Purtroppo c\u2019\u00e8 ancora guerriglia, vengono arruolati bambini, ragazzini. Ma tutti vogliono la pace. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/colombia-forse-non-tutto-e-perduto\/\"><strong>No dei colombiani<\/strong><\/a> all\u2019accordo del governo con le Farc &#8211; votato al referendum del 2 ottobre 2016 &#8211; non \u00e8 stato un No alla pace, ma alle modalit\u00e0 dell&#8217;accordo. Molti ritengono non sia giusto che i guerriglieri non paghino per quello che hanno fatto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jazmin ha vent\u2019anni e\u00a0sogna di lavorare come infermiera ausiliaria. &#8220;Perch\u00e9 ho visto mio padre morire &#8211; dice -, povero e senza cure. Vorrei tornare nel mio piccolo paese per aiutare le persone che si trovano nelle sue stesse condizioni\u201d. 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