{"id":6890,"date":"2007-12-18T00:00:00","date_gmt":"2007-12-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ora-e-sempre-putin\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:08","slug":"ora-e-sempre-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/12\/ora-e-sempre-putin\/","title":{"rendered":"Ora e sempre Putin"},"content":{"rendered":"<p>Russia Unita, il partito di governo trionfatore delle recenti elezioni alla Duma, ha formalizzato ufficialmente la candidatura di Dmitrij Medvedev alle presidenziali del prossimo marzo. In realt\u00e0 \u00e8 stato Putin a sceglierlo come suo successore; Medvedev ha subito ricambiando dichiarando che, se eletto, offrirebbe il posto di primo ministro all\u2019attuale presidente. Sembrerebbe chiaro: un valzer di poltrone, ma tutto resta come prima. Non \u00e8 proprio cos\u00ec, se si analizza pi\u00f9 a fondo la vicenda e in particolare la Costituzione della Federazione Russa.<\/p>\n<p><b>Costituzione presidenzialista<\/b><br \/>Adottata il 12 dicembre 1993, la carta fondamentale \u00e8 fortemente presidenzialista: il presidente \u00e8 l\u2019organo detentore dei pi\u00f9 importanti poteri decisionali e d\u2019indirizzo politico; dirige la politica interna ed estera e \u201cin qualit\u00e0 di Capo dello Stato rappresenta la Federazione Russa all\u2019interno del paese e nelle relazioni internazionali\u201d. Inoltre presiede le riunioni del Governo ed ha la facolt\u00e0 di revocarne il presidente; pu\u00f2 sciogliere la Duma e ha il potere d\u2019iniziativa legislativa, stabilisce la dottrina militare della Federazione Russa, nomina e revoca il capo di Stato Maggiore delle FFAA. Tuttavia i poteri pi\u00f9 importanti del presidente sono: il veto che pu\u00f2 essere superato solo con il voto a maggioranza di due terzi non solo della Duma, ma anche del Consiglio della Federazione; inoltre l\u2019emanazione di decreti e ordinanze d\u2019urgenza valide su tutto il territorio della Federazione. Il presidente \u00e8 insomma uno zar repubblicano e il vero governo della Russia \u00e8 l\u2019amministrazione presidenziale.<\/p>\n<p>Come ha scritto il giurista Mario Ganino (<i>La dinamica della legislazione elettorale in alcune Repubbliche ex sovietiche<\/i>, Milano, Giuffr\u00e8, 1995, pp. 187-228), \u201cin fondo il presidente della Federazione Russa si vede assegnare attribuzioni fondamentali gi\u00e0 del presidium del Soviet Supremo (potere normativo) e del Partito (indirizzo politico)\u201d. In un simile contesto appare chiaro che in Russia non c\u2019\u00e8 spazio per altri centri di potere. Infatti il Governo appare pi\u00f9 una sorta di emanazione del presidente che un organo politico a s\u00e9 stante: \u00e8 il presidente a nominare (e licenziare) il premier, col consenso della GosDuma. Inoltre il Governo si presenta dimissionario non al neo-parlamento eletto ma al nuovo presidente della Federazione, il quale nomina il primo ministro entro due settimane dall\u2019entrata in carica. La Duma pu\u00f2 s\u00ec rigettare la nomina, ma se rifiuta il candidato del presidente per tre volte, questi pu\u00f2 sciogliere la Duma stessa.<\/p>\n<p><b>Le debolezze del premier<\/b><br \/>I poteri del primo ministro non sono basati su una forte investitura popolare (come invece il Presidente); si tratta pi\u00f9 di una figura burocratica di comodo che di un vero e proprio premier all\u2019occidentale; una specie di punching ball a cui tradizionalmente il presidente russo addossa le responsabilit\u00e0 in caso di fallimenti e cattive notizie, o per scaricarlo. Non sar\u00e0 un caso se in 17 anni dal collasso dell\u2019URSS la Federazione Russa ha avuto soltanto due presidenti ma ben 10 primi ministri, tutti finiti nel dimenticatoio o in cariche di apparato &#8211; ad eccezione di uno solo: Putin. Il premier pu\u00f2 avere un ruolo chiaro solo nella successione al presidente &#8211; esattamente quello che ha fatto (far\u00e0 di nuovo?) Vladimir Vladimirovich.<\/p>\n<p>Ma proprio perch\u00e9 l\u2019attuale presidente conosce molto bene la Costituzione e la storia recente della Russia, in particolare come la \u201cfamiglia\u201d di Eltsin sia stata (da lui) spogliata di tutti i poteri ed i suoi adepti mandati in esilio o in carcere dopo l\u2019uscita di scena del vecchio Corvo Bianco, a molti pare difficile credere che Putin si accontenti di un ruolo cos\u00ec debole come quello di primo ministro; e meno ancora di abbandonare la politica a 55 anni, al massimo della sua popolarit\u00e0, in piena salute \u201cpolitica\u201d e fisica. Cos\u00ec i neo-cremlinologi hanno immaginato vari scenari per mantenere Putin al potere, alcuni molto fantasiosi e <i>wishful thinking<\/i>. Eccone una breve sintesi:<br \/>&#8211; Putin presidente di un neo-Stato russo-bielorusso (questo \u00e8 il pi\u00f9 debole dato che \u00e8 stato appena smentito da Lukashenko, presidente della Bielorussia); <br \/>&#8211; Putin  \u201cleader nazionale\u201d (una sorta di Guida Suprema stile Iran); <br \/>&#8211; Trasformazione della Russia in Repubblica parlamentare con Putin premier (in pratica a vita). <\/p>\n<p>La debolezza di queste ipotesi \u00e8 sempre la stessa: tutte comportano obbligatoriamente un emendamento alla Costituzione russa vigente, proprio quello che Putin ha dichiarato pi\u00f9 volte di non voler assolutamente fare. E non per un complesso d\u2019inferiorit\u00e0 verso la comunit\u00e0 internazionale di cui da tempo la Russia si \u00e8 liberata (come si \u00e8 visto anche nelle recenti elezioni legislative), ma perch\u00e9 l\u2019attuale presidente, giurista per educazione e studi, ci tiene molto al rispetto delle forme e della legge, in particolare quella suprema; neanche nei periodi pi\u00f9 bui della guerra cecena ha mai sospeso la Costituzione. Putin non teme il giudizio dell\u2019Occidente, ma solo quello della storia. <\/p>\n<p>E allora la domanda \u00e8 mal posta: occorre chiedersi piuttosto perch\u00e9 Putin ha scelto Medvedev.  Chi \u00e8 Dmitrij Medvedev? Quarantadue anni, primo vicepremier del governo, ex-capo dell\u2019amministrazione presidenziale, detto il Visir per la sua imperscrutabilit\u00e0 levantina. Si divide tra il suo ufficio personale al Cremlino e l\u2019altro, nella sede di Gazprom: \u00e8 presidente del Consiglio dei Direttori di Gazprom (organo di controllo) e non della Compagnia tout-court come viene spesso erroneamente scritto. Tuttavia Medvedev, secondo fonti moscovite, sarebbe il vero zar di Gazprom, nonch\u00e9 fedelissimo di Putin dai tempi di San Pietroburgo \u2013 entrambi hanno fatto parte del gruppo cresciuto intorno al primo sindaco post-soviet di San Pietroburgo, Anatolij Sobciak. <\/p>\n<p>Tuttavia Medvedev era considerato fino a ieri il pi\u00f9 debole tra i candidati al Cremlino, certo molto pi\u00f9 di Sergej Ivanov, primo vicepremier del governo, ex ministro della Difesa, forse il pi\u00f9 forte dei Silovik\u00ec &#8211; come vengono definiti gli uomini degli apparati di Sicurezza e dei ministeri della Forza. <\/p>\n<p>Il punto \u00e8 proprio questo: Ivanov \u00e8 una sorta di Putin \u201cal cubo\u201d, pi\u00f9 duro e russo dell\u2019attuale presidente, e quindi potrebbe presto oscurarlo una volta preso il suo posto. Medvedev, al contrario, non \u00e8 affatto carismatico, non ha stretti rapporti con i circoli dei Silovik\u00ec, \u00e8 molto giovane, inesperto, meno popolare di Ivanov ed \u00e8 cresciuto all\u2019ombra di Putin dato che lavora al suo fianco da oltre 17 anni; dunque Vladimir Vladimirovich sa (o pensa di sapere) come manovrarlo. Infine Medvedev viene sempre presentato come il volto buono del Cremlino, liberale, democratico filo-occidentale, responsabile di un programma da 11 miliardi di dollari per l\u2019ammodernamento di istruzione, sistema sanitario (disastrato) ed abitazioni in Russia. Il che pu\u00f2 avere anche una valenza di appeasement verso USA ed Europa: dopo il pugno delle elezioni parlamentari vinte a maggioranza bulgara con pesanti accuse di brogli, la carezza del candidato amico dell\u2019Occidente. <\/p>\n<p>\u00c8 davvero certo che Putin da premier riuscir\u00e0 a controllare il giovane Medvedev presidente? Come abbiamo visto dal punto di vista costituzionale la figura del presidente \u00e8 prevalente rispetto al PM ed a qualunque altra Istituzione. Forse alla fine quello che veramente conter\u00e0 nel futuro gioco a due Putin-Medvedev sono i reali rapporti di forza tra i due. Senza voler tirar fuori i soliti dossier compromettenti grazie ai quali Putin terrebbe in pugno il suo delfino, basta ricordare che Stalin ha avuto il potere assoluto in Urss per circa 30 anni, senza (quasi) mai rivestire cariche governative. Naturalmente quelli erano altri tempi, la Russia di oggi non \u00e8 l\u2019Urss degli anni 30, Putin non \u00e8 Stalin; tuttavia esiste una lunga e consolidata tradizione da parte dei leader russi di sopravvivere politicamente (spesso anche fisicamente) ai loro eredi; vedi Ivan il Terribile e Pietro il Grande.<\/p>\n<p><b>Possibile transizione<\/b><br \/>In conclusione i giochi sono davvero fatti? Putin non ha ancora scoperto tutte le sue carte mentre mancano ancora oltre due mesi alle presidenziali; probabilmente aspetter\u00e0 di vedere come si comportano il neo-delfino e i suoi colleghi\/concorrenti. Ma l\u2019attesa non finir\u00e0 con le elezioni: Putin potrebbe tornare a essere presidente, anche molto presto. Secondo la Costituzione se il presidente (Medvedev) rassegna le dimissioni, viene destituito, \u00e8 nell\u2019incapacit\u00e0 di esercitare le sue funzioni o muore, il primo ministro diventa facente funzioni di presidente (cos\u00ec accadde con la successione Eltsin-Putin, uno schema gi\u00e0 testato con successo). Entro tre mesi sono indette nuove elezioni alle quali Putin potrebbe presentarsi: la Costituzione non vieta di candidarsi per una terza volta se c\u2019\u00e8 stata un\u2019interruzione; non \u00e8 difficile immaginare chi le vincerebbe. Le sorprese non sono ancora finite. Quel che \u00e8 certo: i leader cambiano, ma l\u2019interesse nazionale di un Paese no, specie uno come la Russia. Chi in Occidente si aspetta una Russia post-Putin buona ed europeizzata, rimarr\u00e0 deluso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Russia Unita, il partito di governo trionfatore delle recenti elezioni alla Duma, ha formalizzato ufficialmente la candidatura di Dmitrij Medvedev alle presidenziali del prossimo marzo. In realt\u00e0 \u00e8 stato Putin a sceglierlo come suo successore; Medvedev ha subito ricambiando dichiarando che, se eletto, offrirebbe il posto di primo ministro all\u2019attuale presidente. 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