{"id":68913,"date":"2018-03-29T08:49:27","date_gmt":"2018-03-29T06:49:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68913"},"modified":"2018-03-29T08:49:27","modified_gmt":"2018-03-29T06:49:27","slug":"ue-strada-riforme-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/ue-strada-riforme-europa\/","title":{"rendered":"Ue: la lunga e difficile strada per le riforme in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Con le elezioni politiche italiane in Europa siamo arrivati al termine di una lunga serie di appuntamenti elettorali \u2014 Olanda, Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca \u2014, la cui somma di indirizzi politici va a definire la direzione che l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> prender\u00e0 nella stagione di <strong>riforme<\/strong> avviata con la <a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/meetings\/european-council\/2017\/03\/25\/\">Dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017<\/a><a href=\"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2017\/03\/25\/rome-declaration\/\" name=\"_ftnref1\"><\/a>. Il messaggio di unit\u00e0 che l\u2019Ue nel suo complesso ha voluto dare nell\u2019anno passato \u00e8 stato forte, con un impegno concreto a realizzare un\u2019Europa sicura, prospera, sociale e pi\u00f9 forte sulla scena mondiale.<\/p>\n<p><strong>I buoni propositi da Juncker a Macron<\/strong><br \/>\nBuoni propositi confermati dalla relazione sullo <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/state-union-2017_it\">stato dell\u2019Unione di <strong>Juncker<\/strong> del 2017<\/a><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>, <\/sup><\/a>con la definizione di cinque priorit\u00e0 programmatiche che ben collimano, almeno sulla carta, con le altre proposte di riforme avanzate. Ambizioni importanti sostenute con costanza dal presidente francese Emmanuel <strong>Macron<\/strong>, che in questo primo anno di mandato ha sempre espresso pubblicamente la chiara volont\u00e0 della Francia di sostenere e rilanciare il progetto europeo. Celebre rimane il <a href=\"http:\/\/www.elysee.fr\/declarations\/article\/initiative-pour-l-europe-discours-d-emmanuel-macron-pour-une-europe-souveraine-unie-democratique\/\">Discorso alla Sorbona<\/a><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><\/a>, quando Macron ha dichiarato apertamente che \u201cchi non vuole non pu\u00f2 frenare\u201d, lasciando intendere la sua disponibilit\u00e0 a procedere sulla strada delle riforme con quei paesi disposti a farlo.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Unione a pi\u00f9 velocit\u00e0 e il caso della difesa e sicurezza<\/strong><br \/>\nChiamasi Europa a due velocit\u00e0 o a geometrie variabili, che nei fatti \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0. Mai come negli ultimi mesi si \u00e8 discussa la possibilit\u00e0 concreta di avanzamento nel processo d\u2019integrazione in modo differenziato, con un gruppo di Paesi, Francia e Germania in testa, pronti a rafforzare la cooperazione a livello europeo in aree importanti di policy quali finanza pubblica, migrazione, sicurezza e difesa.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 stata risposta concreta l\u2019adesione da parte di 25 Stati alla cooperazione strutturata permanente (Pesco) nel campo della difesa, fortemente voluta dall\u2019Alto Rappresentato Federica <strong>Mogherini<\/strong> e favorita dalla Brexit, che vedr\u00e0, almeno sulla carta, i Paesi firmatari collaborare pi\u00f9 strettamente per ci\u00f2 che riguarda investimenti, capacit\u00e0 di sviluppo e operazioni militari.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;adesione all&#8217;Unione tra sovranit\u00e0 e democrazia: due esempi<\/strong><br \/>\nResta tuttavia qualche perplessit\u00e0 sulla fattibilit\u00e0 dell\u2019effettivo rilancio del progetto europeo, che per onest\u00e0 intellettuale e obiettivit\u00e0 dei fatti non si pu\u00f2 prescindere dal manifestare. Nello specifico, ci\u00f2 che si \u00e8 riscontrato nei risultati elettorali degli ultimi mesi non \u00e8 tanto una dicotomia tra dentro o fuori l\u2019Ue, bens\u00ec una convergenza di varie forze politiche a livello europeo nel ripensamento delle modalit\u00e0 d\u2019intendere l\u2019adesione all\u2019Unione, intesa tra sovranit\u00e0 e democrazia.<\/p>\n<p>Due avvenimenti recenti confermano tale ipotesi e sono la prova del sempre crescente frazionamento dell\u2019Ue in blocchi diversi. Uno \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/europa\/notizie\/rubriche\/altrenews\/2018\/03\/08\/uepaesi-nord-condivisione-rischi-solo-dopo-rispetto-regole_40992ba0-8a00-4c38-9cd2-a4da5bf21736.html\">la lettera<\/a><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"> <\/a>presentata a inizio marzo da un gruppo di paesi dell\u2019Europa settentrionale \u2014 Olanda, Danimarca, Finlandia, Svezia, Irlanda, insieme a Estonia, Lettonia e Lituania -, che nega sostanzialmente la strada a due velocit\u00e0 intrapresa da Macron e rivendica l\u2019inclusivit\u00e0 di qualunque ipotesi di riforma dell\u2019Unione economica e monetaria.<\/p>\n<p>Nel documento, oltre a una ferma opposizione al rafforzamento di politiche di bilancio comunitarie, si sottolinea apertamente come i processi decisionali debbano rimanere fermamente nelle mani degli Stati e nel pieno rispetto delle opinioni pubbliche nazionali. In altre parole, viene reclamata senza giri di parole una <em>governance<\/em> esclusivamente intergovernativa dell\u2019Ue per qualunque passo avanti si voglia intraprendere di comune accordo.<\/p>\n<p>Un secondo segnale di difficolt\u00e0 \u00e8 arrivato invece dall\u2019ultimo Consiglio europeo del 22 marzo, dove nelle conclusioni, nel complesso molto vaghe, non v\u2019\u00e8 traccia di una qualsivoglia intesa sulla cosiddetta <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/la-breve-vita-della-web-tax-nata-e-morta-in-3-giorni-e-lo-specchio-della-disunione-europea\/?ref=fbpu\">web tax<\/a><a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><\/a>, cassando cos\u00ec nei fatti la <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/taxation_customs\/business\/company-tax\/fair-taxation-digital-economy_en\">proposta avanzata dalla Commissione europea il 21 marzo<\/a><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>.<\/sup><\/a> Sembra che il gruppo di\u00a0 Paesi \u2014 tra cui Irlanda, Lussemburgo e Olanda \u2014 che offre ai grandi gruppi del web condizioni fiscali favorevoli sia riuscito in modo efficace a opporsi all\u2019iniziativa rinviando tutto a giugno, quando gi\u00e0 si preannuncia l\u2019idea di un\u2019altra cooperazione rafforzata in materia di fiscalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Dubbi su un rilancio nel segno del federalismo<\/strong><br \/>\nSono questi chiari segnali di un rinnovato sovranismo, che accomuna il bocco dei Paesi dell\u2019Europa centro-orientale \u2014 gruppo Visegr\u00e0d pi\u00f9 l\u2019Austria \u2014 con i Paesi dell\u2019Europa settentrionale, tutti intenzionati a ridisegnare l\u2019integrazione europea dall\u2019interno in chiave anti-federale. \u00c8 legittimo dunque chiedersi come sar\u00e0 possibile negoziare nei prossimi mesi, come affermato nell\u2019ultimo Vertice franco-tedesco da Merkel e Macron, un pacchetto di riforme condiviso anche solo dai Paesi dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>Dubbi che rimangono perfino nei confronti degli Stati membri che condividono uno spirito di rilancio del progetto europeo. Nella stessa Germania le difficoltose trattative per il governo Merkel IV hanno visto un chiaro spostamento e indebolimento delle frazioni europeiste, a partire dalla stessa Cdu, che molto ha dovuto concedere ai duri alleati della Csu bavarese a fronte di un\u2019opposizione mai cos\u00ec vasta e scettica nei confronti dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge il quadro complicato dei Paesi dell\u2019Europa meridionale, con la posizione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/politica-estera-appello-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> ancora da chiarire, una debolezza di fondo nel difendere i propri interessi ai tavoli negoziali e non in ultimo una scarsa solidariet\u00e0 all\u2019interno del gruppo stesso, che vede di frequente i Paesi del sud in competizione tra loro.<\/p>\n<p><strong>Gli interrogativi e un convegno<\/strong><br \/>\nDifficile dunque dire se Francia e Germania basteranno, da sole, a far da locomotiva per le riforme e l\u2019integrazione europea e a trainare gli altri Paesi, di fatto non molti al momento, poco disposti a rimanere indietro. Ancora pi\u00f9 complicato immaginare un\u2019Unione europea che si muove unicamente a due, dal momento che l\u2019asse franco-tedesco ha funzionato in un\u2019Europa molto pi\u00f9 piccola e coesa di quella di oggi e la sua vera efficacia negli equilibri attuali \u00e8 ancora tutta da testare.<\/p>\n<p>Sono queste riflessioni importanti scaturite dal convegno \u201cUnione europea: 60+1\u201d, promosso dall&#8217;Istituto Affari Internazionali, Villa Vigoni e la Fondazione Friedrich Ebert, che ha visto fra gli altri la partecipazione del gi\u00e0 presidente del Consiglio Giuliano<strong> Amato<\/strong> e che ha voluto fare il punto a un anno dalle celebrazioni dei sessant\u2019anni dei Trattati di Roma. Dalle conclusioni \u00e8 emerso chiaramente come, al netto degli entusiasmi, il rischio pi\u00f9 grande delle forze centrifughe che l\u2019Ue si trova oggi ad affrontare \u00e8 che un\u2019Unione sempre pi\u00f9 stretta non diventi pi\u00f9 l\u2019unica alternativa possibile al processo di integrazione europea. Se cos\u00ec fosse, citando Amato, all\u2019Ue non resterebbe altro da fare, al momento, che \u201ctenere insieme la zattera in attesa di europeisti migliori\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con le elezioni politiche italiane in Europa siamo arrivati al termine di una lunga serie di appuntamenti elettorali \u2014 Olanda, Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca \u2014, la cui somma di indirizzi politici va a definire la direzione che l\u2019Unione europea prender\u00e0 nella stagione di riforme avviata con la Dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017. 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