{"id":68939,"date":"2018-03-30T10:07:58","date_gmt":"2018-03-30T08:07:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68939"},"modified":"2018-04-04T00:43:33","modified_gmt":"2018-04-03T22:43:33","slug":"ucraina-kiev-scuola-guerra-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/ucraina-kiev-scuola-guerra-mosca\/","title":{"rendered":"Ucraina: Kiev punta sulla scuola nella guerra contro Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Avdiivka \u00e8 una piccola cittadina nell\u2019est dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/04\/ucraina-tentativo-non-spegnere-riflettori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ucraina<\/strong><\/a>, ad una ventina di chilometri da Piazza Lenin, il centro di <strong>Donetsk<\/strong> ora sotto controllo pro-russo e in cui precedentemente alla guerra scoppiata nel 2014 viveva la maggior parte dei lavoratori delle fabbriche di carbone, prima industria della regione e seconda del Paese. La cittadina \u00e8 uno degli ultimi \u201cavamposti\u201d ucraini prima della linea del fronte che divide ormai il Paese, nonch\u00e9 uno degli ultimi villaggi abitati a meno di 5 chilometri dalle trincee; molto vicina alla zona dell\u2019aeroporto di Donetsk, luogo di violentissimi scontri nel 2014, cerca di richiamare quelle centinaia di persone che ne hanno abbandonato le strade e le case.<\/p>\n<p>La vita cerca di scorrere in maniera tranquilla e routinaria, i grossi calibri di artiglieria sono sempre presenti; segnano i palazzi, le strade e si odono con costanza, tutto il giorno, tutti i giorni. Ci\u00f2 che mantiene in vita la cittadina \u00e8, naturalmente, il giorno di paga, il mercato e la scuola; quest\u2019ultima &#8211; pi\u00f9 volte colpita dai cannoneggiamenti &#8211; \u00e8 il luogo da cui l\u2019Ucraina cerca di ripartire per rafforzare la presente e le future generazioni in virt\u00f9 di una riconquista \u201ctout-court\u201d della propria patria.<\/p>\n<p><strong>Si riparte dall\u2019educazione<\/strong><br \/>\nLa scuola e l\u2019educazione, secondo le ultime mosse di Kiev, sono centrali nella guerra ai filo-russi. L\u2019Ucraina oltre a rispondere ai tiri di artiglieria, alle incursioni di sabotatori e alle salve dei cecchini, cerca di respingere l\u2019influenza di Mosca con l\u2019introduzione di leggi di natura pedagogica che riguardano gli istituti scolastici di ogni livello.<\/p>\n<p>Tanto quanto la <strong>Russia<\/strong> ha utilizzato per decenni la lingua per dividere il Paese slavo, per legittimare l\u2019annessione della <strong>Crimea<\/strong> e giustificare la protezione militare dei cittadini russofoni, cos\u00ec l\u2019Ucraina ha fatto leva sulla propria identit\u00e0 nazionale, rendendo il linguaggio il nuovo campo di battaglia e le scuole le nuove trincee. \u201cL\u2019istruzione \u00e8 la chiave per il futuro dell\u2019Ucraina\u201d, ha dichiarato il presidente <strong>Petro Poroshenko<\/strong> a seguito della approvazione, lo scorso settembre, di una legge che ha fatto molto scalpore nei Paesi dell\u2019ex spazio sovietico confinanti con l\u2019Ucraina : la legge sull\u2019\u201cucrainizzazione\u201d della lingua nelle scuole.<\/p>\n<p>Il provvedimento prevede che dal 2020, \u201cdalla scuola media secondaria, tutte le discipline saranno studiate in lingua ucraina. Le minoranze nazionali avranno diritto eccezionalmente a classi separate, [\u2026], fino alla completa messa in vigore della riforma. Mentre l\u2019istruzione in lingua russa scomparir\u00e0 completamente\u201d, ha spiegato Viktoria Siumar, deputata di maggioranza.<\/p>\n<p>Ridurre il ruolo di Mosca in tutti i settori della vita ucraina \u00e8 divenuto un obiettivo di sicurezza nazionale per Kiev, un tentativo in pi\u00f9 di spingere il Paese al di fuori dell\u2019orbita dell\u2019Orso. Oltre a limitare l\u2019insegnamento della lingua e tagliare ampiamente i programmi pedagogici contenenti la storia e la cultura russe, sono state imposte delle quote di lingua a livello televisivo, e persino chiusi due popolari social media di provenienza russa.<\/p>\n<p><strong>La difesa della Madre Patria fra i banchi<\/strong><br \/>\nAd Avdiivka, inoltre, l\u2019educazione scolastica si sta rivelando una ulteriore linea di trincea contro l\u2019espansione russa: qui, a ridosso della linea del fronte \u2013 dove, secondo un rapporto Unicef del giugno 2017, le scuole sono ancora obiettivi diretti di artiglieria pesante, \u00e8 stata introdotta un\u2019ora di lezione sulla \u201c<strong>difesa della Madre Patria<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Elena Markrinchuk \u00e8 una donna di Donetsk molto energica, laureata in pedagogia e storia, con una peculiarit\u00e0 veramente interessante; oltre alla formazione accademica classica, possiede una grande professionalit\u00e0 nel campo delle informazioni militari, acquisita partecipando attivamente a training condotti dal Mossad, in Israele, in qualit\u00e0 di ufficiale del 72esimo Battaglione dell\u2019esercito ucraino, di stanza nel Donbass. Elena, tutte le mattine, indossando la sua divisa mimetica si reca alla scuola n.7, per impartire la lezione di \u201cdifesa della Madre Patria\u201d.<\/p>\n<p>Come racconta Elena Markrinchuk, \u201coggi il mondo \u00e8 regolato dalle informazioni ed esse sono divenute il nuovo campo di battaglia su cui si scontrano le parti\u201d. La sua lezione \u00e8 un vero e proprio repertorio della pi\u00f9 vincente propaganda militare, con racconti dal fronte \u201cdelle cose realmente accadute, di cui sono stata protagonista, e non di quelle ascoltate dalla bocca di qualcun\u2019altro\u201d, tende a specificare.<\/p>\n<p>La lezione non riguarda solo ed esclusivamente la propaganda, ma arriva a toccare argomenti di natura propriamente bellico-tattica; la posizione delle truppe, l\u2019importanza dell\u2019artiglieria, lo sbarramento, le strategia da trincea e, non da ultimo, la politica militare delle alleanze e il riconoscimento delle parti, i nemici e gli alleati. Il corso prevede anche una parte fisica con vere e proprie prove, sotto la diretta ed attenta supervisione di un istruttore dell\u2019esercito ucraino.<\/p>\n<p><strong>Le reazioni dei bambini<\/strong><br \/>\nOksana, 13 anni, con la sua famiglia \u00e8 tornata ad Avdiivka per la riapertura delle scuole dopo la proclamazione del cessate il fuoco nell\u2019agosto 2017, ma mai di fatto rispettato. Con lei sono rientrati anche quasi 400 bambini insieme ai loro cari, come racconta la signora Ludmyla Tilina, direttrice della scuola n.7; \u201cIl nostro istituto ha riaperto nel 2015, ed allora a venire a scuola c\u2019erano solo 100 bambini, rispetto ai 700 totali del periodo pre-conflitto. Dagli inizi del 2017 la scuola \u00e8 stata spesso obiettivo militare, ma ad oggi, riusciamo nuovamente ad assicurare istruzione a 330 alunni\u201d.<\/p>\n<p>Oksana \u00e8 conscia del momento in cui vive e delle ripercussioni sul futuro, \u201cda quando \u00e8 scoppiata la guerra, le nostre vite sono completamente cambiate. Nel giro di qualche giorno alcuni compagni di scuola sono stati costretti a rimanere al di l\u00e0 del fronte, a scegliere altre scuole dove andare\u201d. Nonostante questo, lei non \u00e8 a favore di una separazione cos\u00ec marcata a livello educativo. In una maniera decisamente matura spiega che \u201cquesta continua opera di divisione porta, senza dubbio, ad una radicalizzazione sempre maggiore della situazione, ad un ricongiungimento con l\u2019altra parte sempre pi\u00f9 lontano; mettere l\u2019uno contro l\u2019altro non ha mai portato a conclusioni positive delle controversie.\u201d<\/p>\n<p>La bambina non si sente soddisfatta nello svolgere, per un\u2019ora al giorno, una lezione che reputa inutile e per cui non nutre interessi. Lo stesso dice Viktor, 14 anni, il quale studia nella stessa scuola, la n.7, quella di Oksana. \u201cQuando finisce la lezione della signora Elena (l\u2019ufficiale dell\u2019esercito) ne esco sempre rinvigorito, orgoglioso, e fiero di poter combattere per il mio Paese, ma questa sensazione dura poco. Non sono mai stato intenzionato ad arruolarmi nell\u2019esercito e non credo che questo nuovo corso possa farmi cambiare idea\u201d.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Riccardo Pareggiani<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avdiivka \u00e8 una piccola cittadina nell\u2019est dell\u2019Ucraina, ad una ventina di chilometri da Piazza Lenin, il centro di Donetsk ora sotto controllo pro-russo e in cui precedentemente alla guerra scoppiata nel 2014 viveva la maggior parte dei lavoratori delle fabbriche di carbone, prima industria della regione e seconda del Paese. 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