{"id":68967,"date":"2018-04-03T18:02:43","date_gmt":"2018-04-03T16:02:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68967"},"modified":"2018-04-05T20:02:17","modified_gmt":"2018-04-05T18:02:17","slug":"scuole-paura-chiese-pettenon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/scuole-paura-chiese-pettenon\/","title":{"rendered":"Quando (e dove) le scuole fanno pi\u00f9 paura delle chiese"},"content":{"rendered":"<p>Fanno pi\u00f9 paura le <strong>scuole<\/strong> delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/liberta-religiosa-francesco-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>chiese<\/strong><\/a> quando al governo di un Paese il monopolio politico vuole essere suggellato da quello culturale e da un sistema di valori formativo delle coscienze. Meglio, dunque, chiudere le prime e lasciare aperte le seconde, in particolare quando le prime riguardano la fascia d&#8217;istruzione fino alle elementari. Se i dati su Erasmus e gli scambi internazionali a livello di superiori e universit\u00e0 ci raccontano un mondo in movimento dove le barriere geografiche sono superate nei fatti, esistono aree del mondo dove studiare non solo \u00e8 un grande privilegio, ma \u00e8 sottoposto a stretta sorveglianza politica.<\/p>\n<p>A raccontarcelo \u00e8 Giampietro <strong>Pettenon<\/strong>, presidente delle <strong>Missioni<\/strong> don Bosco, attive in 132 nazioni con 3643 scuole, 940.000 allievi, 68.000 docenti e formatori, 826 centri di formazione professionale con 200.300 allievi e 15.000 docenti e formatori, 85 istituti universitari, 280 convitti, 205 centri educazione adulti e 163 pensionati\/collegi. Una realt\u00e0 di scuole diffusa, ma che incontra difficolt\u00e0 di volta in volta variabili a seconda dei cambiamenti politici. Oggi la situazione pi\u00f9 ardua da affrontare \u2013 dice &#8211; \u00e8 in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/iran-politica-estera-rohani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iran<\/strong><\/a>, a seguire in Myanmar e in Cina.<\/p>\n<p><strong>Iran: il culto s\u00ec (fino a dicembre), la formazione tecnica no<\/strong><br \/>\n\u201cA Teheran \u2013 racconta \u2013 avevamo un centro di formazione tecnica. Questa \u00e8 la nostra specializzazione: siamo riconosciuti ufficialmente come congregazione che si occupa di formazione professionale. Con la rivoluzione khomeinista venne sequestrato e fummo tutti espulsi. Abbiamo chiesto di ritornare, ma nell\u2019esclusivo esercizio del culto presso la Cattedrale, e questo \u00e8 stato accettato. Raramente i governi azzarano l\u2019appartenenza religiosa, raramente sono chiusi o profanati i luoghi di culto. La scuola, invece, \u00e8 considerata un\u2019attivit\u00e0 civile di competenza dello Stato&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In taluni Paesi la scuola privata non \u00e8 concepibile anche se le nostre scuole sono aperte a tutti, in particolare alle classi povere, e ci guardiamo bene dal fare proselitismo. Abbiamo trasformato il motto di don Bosco. Lui diceva di formare \u2018bravi cristiani e onesti cittadini\u2019, noi invece \u2018bravi credenti, siano islamici, buddhisti, cristiani, quello che vogliono, e onesti cittadini\u2019&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In ogni caso la nostra presenza in Iran si \u00e8 conclusa a dicembre quando non ci \u00e8 stato concesso di provvedere al cambio del sacerdote. Lo abbiamo comunicato alla Santa Sede\u201d.<\/p>\n<p><strong>Myanmar: collegi esclusivi o &#8216;bambini di strada&#8217;<\/strong><br \/>\nAnche nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/myanmar-dimissioni-presidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Myanmar<\/strong><\/a> \u201cci \u00e8 stata preclusa ogni possibilit\u00e0 di fare scuola \u2013 aggiunge Pettenon \u2013, lasciandoci soltanto il permesso di un collegio esclusivo per i figli delle famiglie cattoliche. Ultimamente, per\u00f2, \u00e8 successo che a Yangon, dove aprono sempre di pi\u00f9 fabbriche indiane e cinesi, sia sorto il problema di avere a disposizione degli abili saldatori e cos\u00ec abbiamo messo a disposizione un centro di addestramento. A Mandalay, invece, uno dei 3-4 sacerdoti rimasti ha semplicemente cominciato a raccogliere ragazzi di strada, bambini o poco pi\u00f9 che bambini, soli, senza genitori, che dormono lungo le ferrovie o gli argini dei fiumi, sulle piazze dei mercati\u201d. L\u2019alternativa, per loro, \u00e8 o prepararli al percorso scolastico, mai iniziato o interrotto, o prepararli a un mestiere, opzione quest\u2019ultima largamente preferita ed efficace.<\/p>\n<p><strong>Cina: una realt\u00e0 complessa e disomogenea<\/strong><br \/>\nComplessa e disomogenea la<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/vaticano-cina-mutuo-riconoscimento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> realt\u00e0 cinese<\/a>. \u201cHong Kong a parte \u2013 osserva Pettenon &#8211; che \u00e8 una metropoli occidentalizzata, nel resto stiamo tessendo proficue relazioni, ma solo a livello accademico. I cinesi sono molto interessati al modello educativo don Bosco, epurato dal contenuto religioso, ma non ci \u00e8 permessa alcuna attivit\u00e0 se non sotto lo stretto controllo governativo\u201d. Pettenon descrive anche una situazione di pesante ingerenza politica sulle chiese cristiane e a confermarlo sono le recenti prese di posizione del vescovo emerito di Hong Kong, cardinale Joseph Zen, di formazione salesiana. Formalmente i vescovi sono nominati dalla Santa Sede, ma devono essere graditi al governo e, dunque, la libert\u00e0 religiosa, cartina di tornasole di altre libert\u00e0, \u00e8 costretta entro paletti molto rigidi.<\/p>\n<p>Tuttavia il mercato globale, gli interessi economici, la necessit\u00e0 di prendere dall\u2019Occidente il meglio che esprime in termini di know-how tecnologico, ricerca scientifica e, pi\u00f9 complessivamente, patrimonio culturale, fa s\u00ec che si aprano spazi di interazione. Vogliono dire qualcosa i numeri, forniti dalla Farnesina, sulla rete delle scuole italiane all\u2019estero, dall\u2019infanzia alle superiori di secondo grado: un totale di 138 istituti in Europa, Africa, Mediterraneo, Asia, Americhe. Si aggiunga che durante l\u2019anno accademico in corso Agenzia nazionale Erasmus &#8211; Indire calcolano almeno 40mila universitari che andranno all\u2019estero con Erasmus, mentre la mobilit\u00e0 in entrata da paesi extra-Ue \u00e8 stata stimata in 2156 unit\u00e0, tra studenti e docenti.<\/p>\n<p>Gli universitari cinesi rappresentano una grossa fetta di questa immigrazione, oltre 7.300 sparsi negli atenei italiani, pari a un quarto degli studenti extra-europei nel nostro Paese. Volendo ricomporre le due narrazioni, lo sviluppo della cooperazione internazionale da un lato e lo sviluppo delle diseguaglianze dall\u2019altro, viene fuori l\u2019 asimmetria della globalizzazione che trascina l\u2019alta gamma (sia questa economica, sociale, scolastico-culturale) e lascia ai margini gli esclusi. E tra gli esclusi i bambini che, secondo l\u2019Unicef, in circa 123 milioni nel mondo non vanno a scuola. Il diritto all\u2019istruzione di base \u00e8 ancora un obiettivo lontano da raggiungere e con un carico maggiore sulle spalle delle bambine. Sulla scuola, tuttavia, si gioca il futuro dei Paesi: l\u2019accelerazione impressa dalla finanza e dalla rete della comunicazione digitale, radicalizza tutti i processi di inclusione o esclusione. Nella corsa chi \u00e8 primo taglia il traguardo in tempi sempre pi\u00f9 veloci e chi resta indietro rischia di restare nel cono d\u2019ombra, dove la storia sembra non cambiare mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fanno pi\u00f9 paura le scuole delle chiese quando al governo di un Paese il monopolio politico vuole essere suggellato da quello culturale e da un sistema di valori formativo delle coscienze. Meglio, dunque, chiudere le prime e lasciare aperte le seconde, in particolare quando le prime riguardano la fascia d&#8217;istruzione fino alle elementari. 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