{"id":68970,"date":"2018-04-04T00:59:09","date_gmt":"2018-04-03T22:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=68970"},"modified":"2018-04-07T09:28:56","modified_gmt":"2018-04-07T07:28:56","slug":"litalia-sfide-europa-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/litalia-sfide-europa-difesa\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia e le sfide dell&#8217;Europa della Difesa"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso di quest\u2019anno si cominceranno a definire a livello europeo i programmi per nuovi equipaggiamenti militari che saranno finanziati attraverso l\u2019Edidp, il programma per lo sviluppo dell\u2019industria europea della <strong>difesa<\/strong> varato l\u2019anno scorso dalla Commissione europea, e diventeranno operativi i programmi Pesco, fra cui per lo meno alcuni prevedono nuovi mezzi con cui rafforzare le capacit\u00e0 delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/difesa-europea-ora-tocca-agli-stati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Forze Armate<\/strong><\/a> europee. Nel frattempo si sta cominciando a delineare l\u2019impegno dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/italia-ue-def-scadenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong> <\/a>nel campo della difesa all&#8217;interno del nuovo Mff, il quadro finanziario pluriennale 2021-27, con le relative risorse finanziarie e regole. Infine, si sta disegnando il nuovo Edf, il fondo europeo per la difesa che dovrebbe consentire l\u2019attivazione di nuovi strumenti finanziari a sostegno dello sforzo degli Stati membri e in cui dovrebbero convergere dopo il 2021 anche il fondo per la ricerca e quello per lo sviluppo.<\/p>\n<p>Il 2018 sar\u00e0, quindi, un anno cruciale per la difesa europea, anche perch\u00e9 si devono prendere tutte queste decisioni prima delle <strong>elezioni<\/strong> che nel prossimo anno porteranno ad un nuovo Parlamento e ad una nuova Commissione e, di fatto, ad un rallentamento delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Le difficili decisioni italiane<\/strong><br \/>\nPer l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-al-voto\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> non sar\u00e0 facile continuare ad avere un ruolo significativo, come in questi ultimi anni. Fra gli altri soprattutto quattro ostacoli influiranno negativamente sulla possibilit\u00e0 di tutelare al meglio gli interessi nazionali:<\/p>\n<ul>\n<li>la complessa situazione politica rallenter\u00e0 il cambio di governo e la definizione della posizione nazionale, soprattutto rispetto alle nuove decisioni che dovranno essere assunte;<\/li>\n<li>i risultati delle elezioni italiane hanno premiato le forze politiche pi\u00f9 critiche nei confronti dell\u2019Unione europea e questo si rifletter\u00e0 inevitabilmente sulla nostra capacit\u00e0 di influenzare le scelte europee, fortemente condizionate dagli Stati membri pi\u00f9 impegnati in questo campo e che spingono per una maggiore e pi\u00f9 veloce integrazione; a questo si potrebbe aggiungere il tempo necessario per conoscere e farsi conoscere dai partner e per impratichirsi con le complesse procedure comunitarie;<\/li>\n<li>la riforma del sistema italiano di difesa, avviata dai precedenti governi, \u00e8 rimasta incompiuta e non sar\u00e0 facile per le forze che hanno criticato tutte le scelte della precedente maggioranza avere il coraggio di riconoscerne il carattere bipartisan e proseguire rapidamente sulla stessa strada, indispensabile anche per programmare l\u2019ammodernamento dei mezzi in dotazione alle nostre Forze Armate;,<\/li>\n<li>sar\u00e0 obiettivamente pi\u00f9 difficile decidere di assegnare alla Difesa le risorse aggiuntive necessarie per compartecipare ai nuovi programmi europei di sviluppo e anche a quelli inseriti nel quadro Pesco.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La politica industriale nel settore della difesa<br \/>\n<\/strong>Lo scenario industriale europeo \u00e8 gi\u00e0 e sar\u00e0 ancora di pi\u00f9 condizionato dal processo di integrazione del mercato e dalle iniziative dell\u2019Unione europea. Inevitabilmente si andr\u00e0 ad una ristrutturazione del sistema industriale con concentrazioni e razionalizzazioni che, soprattutto l\u00e0 dove, come in Italia, vi sono imprese a partecipazione pubblica, richiederanno non solo il consenso, ma molto spesso l\u2019intervento e il sostegno dei governi.<\/p>\n<p>Di qui l\u2019urgenza di definire le linee della politica industriale che si vogliono attuare, pena il rischio di non essere attori, ma semplici spettatori dei cambiamenti che si verificheranno. In questo modo, per\u00f2, si potrebbe indebolire uno dei pochi settore tecnologicamente avanzati in cui l\u2019Italia ha mantenuto un ruolo importante.<\/p>\n<p>Anche nei rapporti con i Paesi terzi coi quali vorremmo sviluppare delle collaborazioni nel campo degli equipaggiamenti militari, diventando loro stabili fornitori, l\u2019incertezza e l\u2019instabilit\u00e0 politica non giocheranno a nostro favore. Sulle scelte di politica internazionale italiana la situazione appare oggi pi\u00f9 confusa, rompendo quella linea di continuit\u00e0 che in passato era stata sempre garantita nonostante i cambiamenti politici. Questa stessa preoccupazione potrebbe influenzare anche i partner europei e transatlantici nel decidere l\u2019eventuale disponibilit\u00e0 a coinvolgere anche l\u2019Italia in nuovi programmi nazionali o bi-multilaterali per realizzare nuovi equipaggiamenti militari che, comunque, richiederebbero l\u2019assegnazione di adeguate risorse da parte nostra.<\/p>\n<p><strong>Che fare?<br \/>\n<\/strong>L\u2019evoluzione di questo quadro dipender\u00e0 da molteplici fattori, fra cui la scelta dei futuri componenti del governo e delle presidenze delle Commissioni parlamentari. Ma qualche iniziativa potrebbe influenzarla positivamente.<\/p>\n<ol>\n<li>Un importante ruolo potrebbe essere giocato dal presidente della Repubblica che presiede il Consiglio Supremo di Difesa ed \u00e8 costituzionalmente a capo delle Forze Armate. Proseguendo nella prassi dell\u2019ultimo decennio il Consiglio potrebbe, sotto la guida del presidente, essere l\u2019occasione in cui favorire una maggiore consapevolezza del governo sui temi e sulle scelte nel campo della difesa e della sicurezza.<\/li>\n<li>Al di l\u00e0 della tradizionale leale collaborazione delle Forze Armate, ci potrebbe essere uno sforzo maggiore per superare l\u2019inevitabile inerzia della partenza. \u00c8 importante suggerire ai nuovi decisori politici di concentrarsi al massimo sui temi prioritari e proporre loro di dedicarvici tutto il tempo possibile, limitando al massimo ogni impegno non indispensabile. Altrettanto importante \u00e8 mettere loro a disposizione gli ufficiali migliori e pi\u00f9 competenti soprattutto sui temi europei ed internazionali e sulla riforma del sistema difesa.<\/li>\n<li>Avremo quasi certamente moltissimi nuovi parlamentari nelle Commissioni Difesa ed Esteri. La loro formazione potrebbe essere favorita non solo da audizioni pi\u00f9 efficaci e puntuali in Parlamento, ma anche attraverso incontri informali in cui trasmettere il bagaglio di conoscenze necessarie per la loro attivit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso di quest\u2019anno si cominceranno a definire a livello europeo i programmi per nuovi equipaggiamenti militari che saranno finanziati attraverso l\u2019Edidp, il programma per lo sviluppo dell\u2019industria europea della difesa varato l\u2019anno scorso dalla Commissione europea, e diventeranno operativi i programmi Pesco, fra cui per lo meno alcuni prevedono nuovi mezzi con cui rafforzare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":68981,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,85,1009,96,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68970"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68970"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68982,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68970\/revisions\/68982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68981"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}